On the other side of the screen, it all looks so easy

Passaggi

[No, non quelli in automobile (anche se ne avrei bisogno)]

Dalle 10 e 50 di oggi sono ufficialmente iscritto all’Università degli Studi di Milano, polo (sic) didattico di Crema, corso di laurea in “Sicurezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche”; oggi finisce anche il calvario che mi ha trasferito dal Regio Politecnico di Milano, corso di laurea in Ingegneria Informatica[1].

Cosa può portare un uomo… Okay, un Bimbo®… ad un tale cambiamento radicale nella propria vita[2]? Su due piedi, direi una mancanza di rassegnazione, ed una presa di coscienza di un errore fatto tre anni or sono. L’errore fu di non informarmi bene sia sul corso di Ingegneria Informatica al polimi (potremmo dire che fui irretito dalle sirene dell’informatica per poi schiantarmi, come migliaia di fratelli d’università prima di me, sugli scogli dell’ingegneria… potremmo dirlo se non sentissi da lontano Omero, o chi per lui, rivoltarsi nella tomba), sia sulle alternative; l’unica di cui ero a conoscenza, era Informatica alla Bicocca, a Milano, ma ero stato vivamente sconsigliato di avventurarmi in quello che poteva essere definito un feudo microsoft (ma ve l’immaginate il sottoscritto, pasdaràn pinguino, che gira per i corridoi tappezzati di manifesti inneggianti a Windows 2003?). Della possibilità offerta da Crema non ero a conoscenza, e non mi sono informato poi granché… Tremendo errore.

La mancanza di rassegnazione, invece, è nata dalle discussioni che ho avuto con le persone che conosco, di cui mi fido e che stimo, e che mi hanno consigliato di tirare avanti, di provare, di non mollare. Per questo, ringrazio tutti quanti mi hanno consigliato e dato una mano. A fine giugno ero convinto di poter affrontare la sessione di esami di settembre con relativa tranquillità. Alla fine di agosto, però, la tranquillità che provavo era simile a quella del condannato a morte che sa per certo di non avere possibilità; gli ultimi sette giorni di agosto sono stati il mio miglio verde personale. Vengo da un anno di depressione abbastanza pesante, ed ero quasi riuscito ad uscirne, ed ecco che guardo avanti a me e non vedo più un motivo per andare avanti a fare quello che sto facendo; mi sono reso conto che la scelta era stata fatta da me tre anni prima, ma io non ero più la stessa persona che aveva fatto quella scelta. Semplicemente, non mi riconoscevo più nel ragazzo diplomato al liceo scientifico che deve scegliere una facoltà universitaria perché, altrimenti, può andare a vivere sotto i ponti. Da allora è cambiata la mia vita, e io sono cambiato con essa. Non volevo rassegnarmi a portare avanti quello che, adesso, mi si manifestava come un errore: sarebbe stato alquanto stupido; ho dovuto fare i conti con uno sbaglio, ma non volevo portarmelo fin nella tomba.

Quindi, eccomi qui. Chiudo un capitolo della (breve) cronistoria della mia vita, e ne apro un altro. Che succederà da oggi in poi, non saprei dire, se non che si vedrà.

Ne approfitto per fare un saluto a tutte le anime belle ancora rinchiuse nelle miniere di sale del politecnico di milano che eventualmente capitassero su questo blog. Addavenì! :-)

[1] ergo, non sono più ingegnere; quindi, teoricamente, da domani si scopa… Anzi, se qualcuna delle gentili donzelle che seguono il blog volesse dare un’aiuto (stavo scrivendo “una mano”, ma sarebbe stata troppo facile)…
[2] oddio, radicale… non ho cambiato sesso, ho solo cambiato un po’ corso di studi universitari… ma lasciate che sia trasportato dall’estasi enfatico-scrittoria del momento.

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