Presidenti serpenti
Noto, sull’Espresso (di carta) di questa settimana, una recensione del novissimo Cossiga Per carità di patria (Mondadori), ultima (ci speriamo sempre, come avviene per la Fallaci) fatica editoriale dell’ex presidente del consiglio nonché ex presidente della Repubblica, meglio noto come “il Picconatore”.
La recensione è certamente un po’ velenosa, con Cossiga, ma alcuni passi del libro dell’ex presidente non lasciano molte opzioni all’estensore, né (credo) al lettore. Eppure, frasi come: “[Prodi è un] antiliberale e integralista, ma si potrebbe quasi dire reazionario e quindi affascinato dall’estremismo di sinistra“, calembour giocato su paradossi e antitesi di notevole fattura, oppure giudicare Tangentopoli “un colpo di Stato legale“, come possono non fare amare questa figura mitica, quella del Picconatore, del carrozzone della politica made in Italy?
In fondo, come diceva Guzzanti nel suo Libro de’ Kipli: è il mio presidente; e mi tolgo il cappello quando rido.