On the other side of the screen, it all looks so easy

Momenti consumistici

C’è chi dice che questa nostra società sia ormai irreversibilmente consumistica, e che questo si rifletta nel nostro quotidiano quando compriamo qualcosa per stare meglio. Alle volte è vero, e alle volte è addirittura una forma psicopatologica, ma ci sono cose che devono essere comprate, per il semplice fatto che la vita diventa più ricca (la vita, non il conto corrente, ahimé) per il fatto di possederle.

Tutte queste seghe mentali sono state scatenate dall’acquisto da parte mia, in fumetteria, di due delle serie che hanno cambiato il panorama fumettistico mondiale: la prima è Watchmen di Alan Moore, mentre la seconda è The Authority, di Warren Ellis. Se non siete appassionati di comics, dovete prendere la prima e cambierete idea. Se siete appassionati, non ho bisogno nemmeno di dirvelo, dato che l’avrete già.

Watchmen, scritto nel 1985, è uno dei due capolavori di Alan Moore (l’altro è V for Vendetta, che consiglio spassionatamente). Alan Moore è anche l’autore di From Hell e di The League of the Extraordinary Gentlemen, da cui sono state tratte due (alquanto infedeli) trasposizioni cinematografiche. Alan Moore è anche la persona che, con il suo lavoro visionario, ha contribuito a rivoluzionare l’intero sistema supereroistico: si può parlare del concetto di supereroe prima di Watchmen e dopo Watchmen. Spiegarvi cosa sia Watchmen è quasi impossibile: va letto, come va letto il Romeo And Juliet di Shakespeare, o La Divina Commedia di Dante, come The Lord of the Rings di Tolkien, come l’Ulysess di Joyce; non ho usato similitudini letterarie a caso: il fumetto in questione è un’opera letteraria altissima (i francesi lo sanno, infatti hanno le sezioni per i fumetti nelle loro biblioteche, e i corsi di laurea in letteratura tengono in altissimo conto del mondo delle “nuvole parlanti”, mica come qui in Italia dove i fumetti sono considerati roba da bambini o spazzatura, mentre vaccate come quella di Melissa P. sono salutati come capolavori).

The Authority, iniziato nel 1999, è una serie supereroistica che viene pubblicata a tutt’oggi in Italia sulla testata Wildstorm (della DC); è figlia di questo nuovo approccio allo storytelling supereroistico iniziato da Moore, e narra di un gruppo di superumani che combattono contro le ingiustizie; solo non lo fanno sotto la bandiera della retorica, o al soldo di una nazione (sono in stretto contatto con le Nazioni Unite), e se devono cambiare il (o un) mondo per riparare ad un torto, non esitano a farlo, anche andando contro lo status quo (che su altre testate tentano sempre di mantenere). Di The Authority ho acquistato il volume che contiene le prime due “saghe”, scritte da Ellis; subito dopo, a questo autore (di cui potete leggere anche lo stupendo Planetary) è subentrato Mark Millar (autore di Ultimate X-Men e degli Ultimates della Marvel).

Oltre a Ellis e Millar, come continuatori del lavoro di Moore, segnalo anche Grant Morrison (attualmente su New X-Men, pubblicato in Italia all’interno di Gli Incredibili X-Men), il cui talento per lo story-telling è superato solo dalla sua genialità nel creare trame intelligenti ed estremamente ben fatte. Occhio anche a Brian Bendis (attualmente, autore che sta facendo faville su Ultimate Spider-man e a breve comincerà un suo run su Ultimate X-Men al posto di Millar) e J. M. Stracynszky (si, quello di “Babylon 5“), su Spider-man; nonostante lo stile di quest’ultimo sia meno “mooriano” rispetto agli autori precedenti, il suo lavoro sulla testata dell’Amichevole Uomo Ragno di Quartiere è magistrale (come lo sono le tavole di John Romita Jr.).

Non so se si è capito, ma il consiglio è di cominciare a saccheggiare l’edicola, e poi passare in fumetteria. Magari la vostra vita sarà un po’ più consumistica, e il vostro conto in banca un po’ più povero, ma ne vale dannatamente la pena in questi casi.

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