Radio ga-ga
Non ascolto spesso la radio. Lo stereo che abbiamo preso, addirittura, non ce l’ha (come non ha il deck per le cassette audio, mentre ha il piatto per il vinile, giusto perché non mi si accusi d’essere un tecno-feticista). Le poche volte che l’accendo, è per ascoltare le trasmissioni della Gialappa’s (europei, mondiali, sanremi), e comunque non per ascoltare musica, dato che prescindere dai gusti di un altro (che di solito trancia brutalmente la canzone a circa tre quarti, magari quando parte il finale che ti fa morire di libidine violenta, e tu rimani lì come un pistola a cantare a squarciagola) non mi “attizza”.
Tuttavia, alla mattina, quando giungo al luogo dove verso lacrime e sangue (non è vero, ma concedetemi il pathos un tanto al chilo), alle volte accendo l’autoradio senza metterci un cd, e tento di trovare una stazione decente. Ho scritto “tento” perché, 99 volte su 100, non ci si riesce. La mattina alle sette, le trasmissioni che si spandono nell’etere, o sparano musica da discoteca, oppure si lanciano nella maledetta abitudine di fare scherzi telefonici. Ora, non so voi, ma io al lunedì mattina, alle sette, ho una carica di incazzosità che arriva a fondo scala sul rilevatore logaritmico. Specie se devo affrontare il traffico delle sette del lunedì mattina, composto da persone che proprio allegre non sono, e tentano in ogni modo di farsi rifare le fiancate della proprie automobili, o di rifarla alla vostra (come se servissero loro: ci pensa già mio fratello).
E questi DJ… Questi stronzi, diciamocelo… ti fanno degli scherzi al telefono?
Senza contare che chiamano pure a casa! Se mi chiamassero a casa alle sette e venti, come minimo mi verrebbe un infarto. Il fatto poi di essere per radio impedisce alle povere vittime di smoccolare e di mandare questi cialtroni dove meritano; perché, seppur ancora assonnati, ci si rende conto di essere ascoltati da molta gente, spesso da persone conosciute, e quindi si tenta di abbozzare per non far brutta figura, per non essere “quello che se la prende se gli fanno uno scherzo”. Salvo poi insultare tutti quanti una volta appoggiata la cornetta del telefono.