Scenda l’oblio
Il titolo è quello di uno dei segmenti del film I Mostri, di Dino Risi, con Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. Scenda l’oblio è sicuramente il più feroce tra tutti i segmenti del film, perché è il più semplice, eppure il più doloroso. Mostra la sala di un cinema; stanno proiettando un film sulla Resistenza nella Seconda Guerra Mondiale. Ugo Tognazzi è uno degli spettatori: zittisce chi fa rumori, è assorto insieme alla moglie, mentre sullo schermo dei nazisti mettono al muro dei prigionieri, tra cui donne e bambini; l’esecuzione è sommaria (notevole anche il film nel film). Ad un certo punto, il personaggio interpretato daTognazzi si avvicina alla moglie, e le dice: “Ecco, vedi: il muro della villetta lo farei così. Semplice, con le tegole sopra”.
Perché questo titolo? Perché quarant’anni fa oggi, alle 22 e 39, c’è stata una strage: 2000 persone sono morte lungo il corso del Vajont. Perché sono morte? Perché la cupidigia e l’arroganza di chi ha denaro e potere non conosce limiti. Soprattutto, non conosce pena. Ciò che è ancora più tragico, è che non conosce memoria. Memoria per qualcosa che non andava fatto ma che si fece; che andava combattuto, ma che non fu sconfitto; che andava ricordato, e il cui ricordo, invece, sbiadisce anno dopo anno.
Chi si ricorda del Vajont? Se si chiede cose è successo il 9 ottobre del 1963, quanti sanno rispondere?
Io non sapevo, e nel 1996 ho visto lo spettacolo di Marco Paolini, “Vajont, 9 ottobre ‘63″, su RaiDue: uno dei rari esempi di come deve essere fatto il servizio pubblico. Quello spettacolo ancora oggi (l’ho acquistato in videocassetta, e consiglio tutti quanti di fare lo stesso) mi lascia addosso una profonda sensazione di vergogna, e di amarezza; provo vergogna per non aver saputo fino al 1996, e provo vergogna per chi non ne sa nulla ancora oggi. Ma, e soprattutto, provo vergogna per chi ha causato, tramite omissioni criminali e tramite connivenze, l’olocausto di 2000 persone.