And so she woke up
woke up from where she was
lying still
Said “I gotta do something
about where we’re going”.
È tardi, e domattina devo alzarmi presto per andare in ufficio. Il babbo (quello vero, non quello che ha un blog) mi ha convinto a lavorare sul loro sito aziendale. Ciononostante, sto scaricando la prima (e unica) puntata di “RaiOt”, e questo pomeriggio ho dormito qualche ora, quindi posso tranquillamente tirare le 2 e qualcosa. Nel frattempo, ascolto “The Joshua Tree”, che ho rippato in ogg e che tengo sul peecee per i casi di emergenza affettiva.
Step on the steam train
Step out of the driving rain maybe
run from the darkness in the night
Singing
a-laladedee
alalaladedee
alaladedee
Il sito è basato su un content management system. Per chi non sa se ho scritto una parolaccia o meno, un CMS è un aggeggio che permette di inserire i contenuti in un template già fatto. Insomma, come in un blog ospitato da siti come Splinder.it e Blogspot.com.
Sweet the sin
bitter the taste, in my mouth.
I see seven towers but I only see
one way out.
Il lavoro non è nemmeno difficile: si tratta solo di piazzare il content nel content management system; poiché il primo me lo danno, e il secondo me lo tengo, tutto si riduce ad usare il secondo. Ora, usare è già un termine troppo forte; diciamo che si riduce a:
1. Insultare grandemente i dementi che hanno scritto questo CMS
2. Insultare tutta la linea femminile degli antenati dei dementi che hanno scritto questo CMS, in linea diretta e non, fino alla settima generazione
3. Insultare grandemente i dementi del management che hanno deciso di utilizzare questo sottoprodotto della demenza umana.
Il problema è che questa schifezza è stata scelta dalla casa madre (in Switzerland, dove è meglio se continuano a dedicarsi a cioccolato, orologi e formaggio coi buchi, perché col software proprio non ci sanno fare). Ergo, non ci si può fare niente. Mi ero anche offerto di riscriverglielo tutto da capo, ve lo giuro, tanto sono sull’orlo della disperazione.
You gotta cry without weeping
talk without speaking
scream without raising your voice.
You know I took the poison
from the poison stream
then I floated out of here
singing alaladedee
alalaladedee
alaladedee
Mi si dirà: “ma questo sta sempre a criticare tutto quanto, non gli va mai bene un cazzo, è uno scassamarroni”. Il che potrebbe anche essere una buona descrizione del sottoscritto quando ha a che fare con prodotti che sono evidente risultato della teoria secondo la quale, date abbastanza scimmie, e dati abbastanza terminali, è possibile avere in output un sorgente sintatticamente corretto[1].
Non solo, infatti, il risultato di questo CMS è un obbrobio che usa solo immagini per i titoli (giuro) e flash per i menu (giuro anche qui), rendendo quindi, de facto il sito innavigabile su qualsiasi cosa che non sia un browser da peecee. Non solo questo CMS non genera meta tag, quindi avere la speranza di veder indicizzato il sito su un motore di ricerca rimane appunto una vana speranza.
Non solo.
No.
È pure con parti in crucco e parti in inglese, è tutto web-based, è lento, è anti-intuitivo, ha funzioni implementate a metà.
In totale, è una beta di una demo di una applicazione nata male e progettata peggio. Roba che mio fratello che sa a malapena usare un browser potrebbe riscriversela in un paio di settimane/uomo.
She runs through the streets
with her eys painted in red
under a black belly of clouds in the rain
In through a window and she brings me
white gold and pearls
stolen from the sea
She’s ragin’
She’s ragin’
And the storm blows up in her eyes
She will
suffer the needle chill
She’s running to stand
Still.
Fortunatamente, in parallelo lavoro ad un sito secondario. Partendo da zero.
Se siete arrivati fino in fondo, vorrete l’URL, vero? Accontentati: eccolo.
+++
[1] per i più curiosi, un esempio di questo tipo di programmi è Outlook Express.