On the other side of the screen, it all looks so easy

Say It Loud (I’m Geek And Proud)

Guardando la carta di identità, mi sento quasi di affermare di non essere poi un vegliardo[1].

Eppure, per quanto riguarda l’ambito dei computer, mi sento come se appartenessi ad un’altra generazione; frequentando il vario bestiario delle facoltà universitarie computer-related, e frequentando il vario bestiario dei gruppi Usenet relativi (comp.*/it.comp.*), so quel che dico.

Mi capita spesso di incontrare gente (o ggente[2], dipende dalla giornata), specie in facoltà, il cui unico scopo nella vita sembra essere scaricare tutto il software craccato o craccabile; il che, dato che queste persone dovranno scrivere software per vivere, mi sembra quantomeno ironico.

Altri non hanno la più pallida idea di come scrivere un programma in maniera efficiente (tutti futuri programmatori Microsoft); spesso, questi non hanno mai avuto in mano un computer meno potente di un Pentium II (e mi sto tenendo molto largo).

Sarà che scrivo programmi da quando avevo computer la cui RAM poteva essere misurata in kB senza superare il migliaio, e che il disco fisso se lo sognavano (loro e io, obviously). Sembra il solito discorso da vecchio scorreggione, ma, come abbiamo appurato sopra, non sono così vecchio da poter dire “ai miei tempi dovevamo incidere gli zeri e gli uni sull’argilla con uno stilo”.

Altra domanda: è dunque questa, l’informatizzazione di massa? Un branco di futuri ingegneri (e) informatici che non hanno la più pallida idea di cosa è venuto prima di loro? Senza storia, e, di riflesso, senza futuro (perché costretti a reinventare la ruota, o aspettare che qualcuno la reinventi per loro)?

+++

[1] conosco giusto un paio di persone che potrebbero obiettare, ma transeat.
[2] ggente, n. - stupid people. (by MdI)

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