The Usual Suspects
In questi giorni, abbiamo assistito ad uno dei doppigiochi politici più fini e disgraziati mai portati avanti da un politico in Europa, se si esclude il patto di non aggressione Ribbentrop-Molotov tra Germania nazista e Russia del 1939. Sto ovviamente parlando dell’affondo ai danni del patto di stabilità economica se non ideato, portato avanti con colpevole connivenza[1] dal governo italiano.
Il fatto che questo affondo venga della presidenza di turno dell’Unione Europea non fa che dimostrare il disprezzo che il nostro governo (sic) dimostra per le istituzioni europee. Quale stato, infatti, tra Italia, Germania e Francia, beneficia di questa crisi? La Germania e la Francia, che se la sarebbero comunque cavata con un’ammonizione e raccomandazioni di controllo del deficit, e non con sanzioni economiche (come dice lo stesso Prodi al Corriere)? Oppure l’Italia, che così può portare avanti il suo scellerato progetto di revisione del patto, per avere meno vincoli all’”economia creativa”[2] del sottocitato Tremonti?
Se poi si legge questo articolo dell’Espresso (online, fortunatamente), le cose diventano un filino più chiare.
Alla chiusura dei mercati, poi, l’euro vola di nuovo sul dollaro, minacciando seriamente le possibilità di espansione dell’economia europea, poiché un euro forte permette sì di importare materie prime a costi inferiori, ma danneggia gravemente l’esportazione dei prodotti finiti.
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Quando, due anni e mezzo fa, l’attuale governo era salito al potere (per colpa della sinistra, massimamente), mi consolavo all’idea che, per quanto peggio le cose potessero andare, l’Europa sarebbe stata perlomeno risparmiata.
Mi sbagliavo.
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[1] io propendo per la prima ipotesi, anche se non posso concedere a Termonti tutto il merito.
[2] preferisco “economia cretina”.