On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for August, 2004

Incisioni

Diamine, lo voglio anche io.

steve kemp, via planet debian.

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Inaction is a weapon of mass destruction

Farfi si chiede se a noi italiani, nel caso dell’uccisione di Baldoni, sia mancata la solennità.

Io penso, piuttosto, che sia mancato un ministro degli esteri che andasse a trattare in prima persona, invece di starsene al suo bel dicastero in Roma. Che poi, operativamente, il risultato potrebbe essere lo stesso (mi auguro di no); ma, almeno, il ministro francese se ne assume la responsabilità diretta.

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You’ve Got Gmail #4

Dopo aver fatto un account Gmail per tutta la famiglia (così mio padre la smetterà di fracassarmi le gonadi usando il mio indirizzo email, e mio fratello non dovrà più usare quel cesso di UI di Libero), ho ancora qui tre account che mi avanzano.

Se qualcuno li vuole, basta chiedere.

Update: Ehrmmm… Gli inviti sono saliti improvvisamente da tre a sei. Uno è già andato, quindi, in totale, ne avanzo cinque.

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Life is Change

You just have to accept it, to embrace it.

And always hope for the best.

Un bacio di solidarietà, che qui è l’unica cosa che si ha da offrire, e la si offre volentieri.

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Untitled

A dire il vero, stavo per usare “Nothing Important Happenend Today”, ma ho già usato questo titolo, e “mi fa brutto” ripetermi.

Perchè riporti questa notizia, e non i 100 morti iracheni al giorno? Perchè non è grave che ci siano combattimenti intorno al mausoleo di Alì, che per uno sciita è come la nostra Città del Vaticano (e come reagiremmo noi se qualcuno la cingesse di assedio e sparasse a chiunque si affaccia ad una finestra)? Perchè non è fonte di preoccupazione che gli americani e il “governo” iracheno non siano riusciti ad imporre la pace ad uno scorreggione come Al Sadr e sia dovuto intervenire un altro ayatollah che poi chiederà un prezzo? Perchè non è grave allo stesso modo che Allawi ha una idea di democrazia che fa inorridire?

Non c’entra niente la pietà verso un morto, che certo sarebbe migliore se fosse la pietà verso tutti i morti di ambo le parti in una guerra insensata e crudele, ma non per questo non deve esserci, proprio perchè forse la pietà è l’unico sentimento oggi universale che puoi unire “noi” e “loro”, è solo la mia angoscia per una riflessione che non c’è e che confonde causa ed effetto, è l’angoscia di sentire come primo titolo dei telegiornali che un carabiniere si è ferito in Iraq, come se questa fosse l’eccezionalità quando in ogni momento in Iraq qualcuno salta su una mina, viene colpito da una pallottola, salta in aria. Parlare di un carabiniere ferito di striscio fa pensare che Baghdad sia come Roma, quando non è nemmeno come era Saigon. Parlare di un italiano morto come se fosse una notizia vuol solo dire che il prossimo che morirà riceverà meno spazio dai telegiornali, perchè ci saremo abituati anche a questo.

Zefram Cochrane, su it.fan.startrek, riguardo questa notizia - che non è un notizia, è un giornalista ucciso.

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Poi uno dice “in Italia c’è la censura”…

… e ha perfettamente ragione.

Non contenti di aver tolto ogni riferimento al fatto che Willow Rosenberg (interpretata magistralmente da Alyson Hannigan) è ebrea (cosa che, come tutti i direttori di rete sanno, è evidentemente incomprensibile al pubblico italiano - che non è conscio del fatto che esistano altre religioni a questo mondo), ovviamente dovevano toccare l’episodio di Buffy di ieri, ovvero The Body. E chi se ne frega se è stato definito one of the finest hours in television’s history dalla critica americana: chissà che cazzo ne sapranno gli americani di televisione e di storia della televisione, quando noi c’abbiamo il Bagaglino che fa avanspettacolo nel ventunesimo secolo.

Per la precisione, sono state tagliate otto sequenze, che potete trovare in questo video, tra cui quella in cui Tara bacia Willow per consolarla e calmarla (una delle scene più dolci e toccanti di tutta la serie) dopo la morte della madre di Buffy; e la sequenza finale del segmento, in cui Dawn si allunga per toccare il corpo della madre - un secondo prima che sfumi tutto sul nero per i titoli di coda - rovinando così completamente l’episodio, che su quella chiusura creava tutto il senso di irrealtà per la sola e unica morte naturale della serie.

Ora. Io non conosco chi ha materialmente deciso tali tagli. Né sono interessato a conoscerlo. Anzi, farò - d’ora in poi - finta che non esista, che si sia trattato di un burst random di tensione nel controller del trasmettitore, e che quei tagli non siano stati eseguiti. Perché se ci penso, poi, mi auguro che quel demente - anzi: quel perfetto coglione - si trovi a passare gli ultimi istanti della sua vita su una turca, sconvolto da una crisi intestinale di diarrea fulminante esplosiva.

dingoes8mybaby, coolbreeze, tvtome, buffy italian world.

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L’Angolo della Sfinge

Rimbalzo dallo Zio.

È Lui o non è Lui?

Per quanto mi riguarda, propendo per la seconda opzione. Ma, ovviamente, spero nella prima.

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15 minutes

È strano pensare di essere riconosciuto, o di ricevere complimenti - stavo per scrivere “essere stimato” ma mi è sembrato too strong a word - per via di una semplice sequenza di frasi:

La Debian è un’ottima distribuzione, che ti fa entrare nell’ottica a forza di cazzotti. Un’altra è la Slackware, solo che i cazzotti sono quelli di un pugile che ti scopre a letto con la moglie.

Se preferisci i cazzotti di un bambino, c’è la SuSE.

Se sopporti il solletico, c’è la Red Hat.

Se vuoi che ti facciano pure un lavoro di bocca mentre utilizzi Linux allora c’è la Mandrake (e scusate il francesismo).

L’ho scritto qualche anno fa, come volgare banalizzazione delle differenze (e del grado di difficoltà) delle distribuzioni di Linux. Quello che risulta essere più strano, è che - con ogni probabilità - questo sarà il mio maggiore contributo alla comunità OpenSource italiana. Altro che localizzazione di SLRN. Altro che contributi alla FAQ di ICOLI.

A questo punto, mi toccherà tirare fuori qualcosa di equivalente sul piano tecnico. Chessò: riscrivere il kernel di Linux in mezza giornata, usando four letter words al posto delle variabili.

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Paycheck

Uno guarda un film, in DVD, con Ben Bisteccone Affleck - sempre più carygrantizzato, anche se stavolta dichiaratamente, con una Uma Thurman che risulta essere bellissima anche quando dovrebbe apparire brutta, diretto dal miglior John Woo hollywoodiano (ché bello e bono come Chow Yun Fat in The Killer c’è poco, e del periodo americano del regista di Hong Kong si salva solo Face/Off).

Uno guarda un film, dicevo. Si diverte, molto. Però, non può fare a meno di chiedersi, a un certo punto, perché gli piaccia la science fiction (succede tutte le volte che vedo un film sci-fi che mi piace, non temete). Meglio (e più in generale) perché a lui e a quelli come lui piaccia la sci-fi.

E il film in questione gli dà la risposta, servita su un piatto d’argento, tramite una battuta (del cattivo):

Michael Jennings is not a super agent, he’s an engineer.

Un ingegnere, capite? E si fa Uma Thurman. Con, in più, due non detestabili side effect: salva il mondo, e si becca pure 90 milioni di zucche.

Come può non piacere, un film del genere?

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La fine della civiltà occidentale

La Moratti? La Moratti era Disneyland, in confronto.

Solo un copy strafatto di crack poteva inventarsi la linea scuola di Costantino. Spero che un kamikaze impazzito faccia irruzione, imbottito di tritolo, negli studi dove registrano una delle migliaia di trasmissioni della defilippa, e ponga fine a questo scempio.

Ne parla anche Davide.

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Fermate i coccodrilli

Le notizie inerenti un mio recente decesso sono state enormemente esagerate.

Certo è che beccarsi una tonsillite all’ultima settimana d’agosto penso sia un record.

Update: non ci si può dire guariti se non si è fatta una bella doccia stile Hollywood (per la definizione, cfr. La Grande Fuga dell’Ottobre Rosso, di Tom Clancy).

Post Scriptum: non ci si rende conto di quanta saliva si produce normalmente in una giornata fino a quando non ci si trova a soffrire di fitte lancinanti quando si deglutisce.

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Access

Domanda - fatta su ICOLI: Linux, con accesso da amministratore di sistema permette di piallare il sistema con un comando (rm -rf /, per i più curiosi); Windows avvisa.

Risposta del sottoscritto, ché alle due e un quarto del mattino diventa estremamente creativo (e parte pure il blocktext):

> Che ne pensate?
Che se hai l’accesso fisico alla macchina, puoi pure usare la mazzetta
da 5 kg che non può in alcun modo mancare alla cassetta degli attrezzi
del vero hacker.
E se ti logghi come root da remoto, ci sono due opzioni:
        1. sei tu, sei ubriaco, e hai la sbronza triste;
        2. non sei tu, quindi hai una falla di sicurezza, perché root,
           in remoto, va autorizzato solo su SSH[1].
In ogni caso, ti meriti di avere il sistema piallato.
+++
[1] Con passphrase, scansione della retina, dell’impronta bioelettrica
della mano, e dell’alito. E se hai mangiato fegato alla livornese, beh
peggio per te.

Questa domanda ricorre, a cicli che seguono più o meno il ritmo delle maree, da quando seguo i gruppi Usenet su Linux. Penso che dovrò inserire una FAQ qui, se mi ricorderò la password del Wiki.

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Chi ti manda?

Fa un certo effetto, e voi - miei fedeli venti lettori - ne converrete, vedere Antonio Lubrano mentre fa il commento - a là De Crescenzo - a Le Nozze di Figaro, su RaiUno (il nome dell’opera è stato verificato previo SMS alla dolce melomane - che qui si ha una reputazione di onestà e integrità intellettuale - oltre che una crassa e sonora ignoranza in materia - da difendere).

Non che non l’abbia mai visto, anche se di solito era su RaiTre.

Su RaiDue, al contrario, sono in attesa che il greco che si è arrubbato la finale degli anelli contro il nostro YuriChechiChechiYuri faccia la pipì. Pure questa è curtura, mica cazzi.

Update: su RaiUno, ora - con tanto di dicitura “TG1″ - intervista un’astrologa:

La sua astrologia lei la ritiene una scienza esatta? Immagino di no…
No, no: è una scienza esatta perché è trigonometria e la posizione dei pianeti…

CLICK!

Penso di avere bisogno di qualcosa per il fegato. Chessò, uno Schoum. O un trapianto.

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Odissey

Il mia babbo virtuale si trova alle prese con un certo sistema operativo.

Purtroppo per lui, si scontra con una delle cose che mi fanno più sangue cattivo in assoluto, ovvero con un problema di supporto per la ferramenta. Mi fa venire il sangue cattivo perché non è un problema risolvibile dalla comunità, quindi non è un problema della quale possiamo sentirci responsabili - ergo, per via della mia psiche malata, mi sento responsabile di questa mancanza di responsabilità.

Fosse colpa di Linux, sarebbe quasi più facile: sapremmo cosa fare, e, dato tempo e possibilità, sarebbe solo una questione di gente che si prende la briga di verificare del codice. Invece, poiché buona parte della ferramente non supportata non è nemmeno supportabile per via di produttori che non rilasciano le specifiche (buon dio, le specifiche! Mica abbiamo chiesto loro lo jus primae noctis delle figlie!), gli utenti si trovano davanti a operazioni non propriamente banali.

Ad esempio, per far funzionare la scheda WiFi di Inve è necessario eseguire un check out da un CVS, avere i sorgenti del kernel e compilare il tutto. Per un utente smaliziato come il sottoscritto, è un’operazione che porta via giusto il tempo del download e della compilazione, e, nel caso qualcosa vada storta, un po’ di madonne a scalare per correggere qualche bachetto. Per un utente non smaliziato, già son dolori su cosa sia un check out da un CVS, figurarsi il resto.

Auguro, quindi, tutta la fortuna di rito al babbo virtuale, e rinnovo l’offerta d’aiuto - per quanto possibile.

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It must be bunnies!

Dopo L’Esorcista, dopo The Shining e dopo Titanic, i coniglietti rifanno Alien in trenta secondi.

E son dolori di pancia. Dal ridere.

angryalien.

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Forum

Non mi chiamo Joel Furr. Non sono in giro sull’Internet dalla passata era geologica. Però, posso tranquillamente affermare di essere in giro da abbastanza tempo per rattristarmi di come una creatura del demonio nota come “webforum” stia seriamente attentando al media Internet, abbassandone il livello qualitativo.

Per intenderci, ritengo che i webforum siano l’equivalente degli spettacoli del Bagaglino, di Veline/Velone, ovvero quanto di più orrendo per contenuti, forma e popolazione media.

Leggendo questo, ad esempio, dopo circa cinque minuti ho desiderato ardentemente strapparmi gli occhi con uno spillone, e assumere assenzio puro per bruciare i neuroni delegati a contenere il ricordo delle immani cazzate che ho trovato in quel forum. Roba tipo “TCP/IP è uno standard de facto“, o “gli standard mica li decidono con un pezzo di carta”, fino allo stupendo “sarebbe bello se esistesse uno standard per i pesi e le misure”.

Beh, avrei anche dovuto capirlo: quella è gente che va in giro a vantarsi della configurazione del proprio PC, ovvero ragazzini di dodici/quattordici anni in piena crisi ormonale - “il mio PC è più lungo del tuo”.

via geek dump, che però dovrebbe inserire un testo nel tag del link relativo, altrimenti come faccio a trovare il permalink?

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La Gaia Scienza

Prendo a prestito uno dei titoli dal Giudamaccablog.

Scienziati di varie nazionalità, tra cui italiani, avrebbero scoperto non solo che la nostra Galassia sarebbe abbastanza antica, ma che gli Inglesi sarebbero addirittura più antichi della Galassia stessa.

Televideo

Ora è da stabilirsi se il Big Ben fosse in orario anche allora, altrimenti la datazione dell’inizio dell’Universo potrebbe slittare verso le cinque meno un quarto di quattordici miliardi di anni fa, giusto in tempo per il tea.

televideo.

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Corollollari

Corollario di Zef alla Legge di Murphy (o Corollario del Reload):

Se volete controllare il funzionamento di una porzione di una pagina web, e questa porzione è generata automaticamente, la probabilità che questa porzione appaia entro un numero sufficientemente basso di reload è prossima allo zero.

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Deep Hack Mode

Per la serie Facciamoci del Male, sono stato di nuovo risucchiato nel famigerato deep hack mode.

2. […] a Zen-like state of total focus on The Problem that may be achieved when one is hacking (this is why every good hacker is part mystic). Ability to enter such concentration at will correlates strongly with wizardliness […]. Sometimes amplified as deep hack mode.

Stavolta, la “colpa” è di Denemo, un editor musicale per Linux. Lo avevo scaricato tempo fa, per vedere quale fosse il livello di questo tipo di software (lo stesso di Finale, tanto per intenderci) sulla mia piattaforma d’elezione. Per motivi di tempo, l’avevo lasciato perdere senza quasi provarlo, ma avevo sottoscritto la mailing list degli sviluppatori per avere un’insight sui metodi di sviluppo utilizzati. Poiché la mailing list era a basso traffico (brutto segno, di solito), decisi di lasciare la sottoscrizione, anche se non usavo Denemo.

Qualche giorno fa, la mailing list si è rianimata, e vi sono state discussioni sul futuro di Denemo, così ho preso dieci minuti di tempo per scaricare l’ultima release, e anche la tarpalla dell’archivio dei sorgenti, e dare un’occhiata. Diciamo che, dopo aver letto i sorgenti, ho seriamente rimpianto l’aver pranzato. Così ho contattato gli altri utenti della mailing list, e ho iniziato a buttare giù delle idee per la revisione delle API, dell’interfaccia utente e, in generale, per l’evoluzione di Denemo.

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Birthday Reminder

Se il mio servizio di birthday reminder non si sbaglia - e qui potrei aprire una lunga parentesi su come uno smemorato quale il sottoscritto (che, a momenti, dimentica il proprio compleanno) possa inserire senza sbagliarsi le date di compleanno altrui - oggi sarebbe il compleannamento del mio babbo virtuale, la demenza artificiale regolarmente registrata a Berna, ovvero: Invernomuto.

Auguralie per il genetliaco.

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Now Reading…

Ho trovato questo link per caso, e sto scaricando il malloppone de Decline and Fall of the Roman Empire, di Edward Gibbon - l’opera a cui si ispirò Asimov per la sua trilogia (in seguito, eptalogia) della Fondazione. Trattasi di uno zip da cinque mega e rotti (non temete: è stato scritto a cavallo della seconda metà del Settecento, quindi niente problemi di copyright).

Non mi piace leggere troppo davanti allo schermo - la follia di leggere il quinto volume della saga del maghetto[1] in dieci ore e mezza rimarrà un exploit dettato dalla personale mania - nonostante lo faccia da anni; né mi piace, come a una certa ingegnera indecisa, stampare quantità industriali di carta. Eppure, vedrò di leggerlo al più presto, perché questo testo mi ha sempre incuriosito.

[1] Che, a quanto scritto sul Mediavideo, si dovrebbe salvare alla fine del settimo volume.

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Duelling Club

Attenzione: post olimpicizzato.

Non sono una persona sportiva. Chi mi ha visto, penso l’abbia capito dal rigonfiamento ventrale di cui sono dotato (anche se, in realtà, è un alieno con il quale mi trovo a stringere un rapporto simbiotico - esattamente come Bill Shatner è in simbiosi con il suo parrucchino, proveniente da Omicron Theta Sette).

Concordantly, il fatto che RaiDue abbia sospeso la normale programmazione per darmi 24 ore di sport - quando hanno il meraviglioso et sublime digitale terrestre, che moltiplica i pani e i canali, e che permette l’ascesa al cielo in dodici semplici passi - in modalità del tutto non richiesta, diciamo che mi altera leggermente. Anzi, diciamola tutta: mi fa incazzare come uno storione del Don.

Ergo, invece di vedermi la quarta stagione di Stargate: SG1, e la seconda di Roswell, il televisore verrà acceso solo per Sailormoon e Futurama (ché la quinta season di Buffy l’ho in DVD, e soffrire il doppiaggio italiano per niente mi sembra decisamente troppo) e per vedere film scelti a caso, con la precisa consegna che richiedano le stesse facoltà mentali di una planaria addestrata. Ad esempio, Final Destination 2.

Questo nell’attesa che l’IOC inserisca tra le discipline sportive la lippa subacquea, vero re degli sport acquatici.

imdb, rai, tvtome.

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Sapessi come è strano…

Per la serie I’m blogging this

Se non trovo l’AMORE… Il ristorante riapre il 6 settembre

Ristorante in via Savona, a Milano, questa notte

Non avevo mai visto Milano a Ferragosto. Prima dei diciottanni, il 15 di agosto lo passavo in montagna, in quel di Bagolino (Brescia); si andava nel cascinale di un amico, si preparavano le lunghe tavolate per cinque famiglie, si facevano cuocere sulla brace vari insaccati, si beveva e ci si tiravano secchiate d’acqua di sorgente (temperatura media: 8 °C), ci si sdraiava sul campo dietro la casa oppure ci si incamminava lungo qualche sentiero. Poi, tre anni passati all’isola d’Elba - con sole, mare e cenone. L’anno scorso, infine, grigliata alcolica a casa di un amico del fratellame, con tirata fino all’alba vista sulle colline di San Colombano.

Quest’anno, invece, pranzo e cena con una dolce matematica, e passeggiata in una Milano non propriamente deserta - perlomeno, non sui navigli. Una Milano, però, calma e tranquilla… Quasi rilassata. Certo, i navigli non sono la rive gauche della Senna, intendiamoci; sì lo so: “Milano, città europea”, “neanche New York è così europea come Milano” (Formentini, mùchela), e tutte le belle favole raccontateci durante gli anni ottanta e novanta. In realtà, nonostante un timido tentativo di sfruttare il periodo ferragostano per attrarre turismo, Milano è rimasta periferica - regno degli anziani e di chi ha già fatto, o deve ancora fare, le ferie. Eppure, dato che amo Milano - condizione, questa, che potrebbe essere dovuta al fatto di non abitarvi, anche se probabilmente continuerei ad amarla anche in questo caso - più che “periferica” oserei dire graziosamente periferica.

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Sweet Home Chicago

Beh, più o meno…

Dopo essere entrati in casa alle dieci meno un quarto…

Dopo aver aspettato il fratellame, che aveva preso il volo successivo a quello programmato…

Dopo aver cenato con una sostanziosa porzione di spaghetti (tonno, niente ajo ojo e peperoncino, causa madre che prima di partire nasconde i sapori - e mi piacerebbe sapere dove, non potendo sondare nell’eterno mistero del suo cervello per avere un perché), formaggi vari e pomodorini, e aver buttato via due mozzarelle perché ormai andate…

Dopo aver fatto una doccia e disfatto parte dei bagagli…

Dopo aver preso un po’ di fiato…

Sono di nuovo qui. Bentrovati a tutti quanti.

Aspettatevi un reportage da Praga in qualcosa come tredici puntate, nei prossimi giorni.

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