The Lord of the Token-Rings
Perdonate, se potete, il patetico gioco di parole, ma dovevo introdurre la piccola galleria fotografica “a tema”.
Ed ecco qui, l’ingresso al dungeon, al sub-livello 1 (esattamente come la bat-caverna, adesso che ci penso).
Il cartello dovrebbe leggere Qui si va per la perduta gente…, ma si sa: non possiamo fornire troppe anticipazioni su quello che avviene ai poveri malcapitati che giungono dalle nostre parti.
Queste sono le due postazioni dei “capi dei capi” (testuali parole di uno studente - di solito, io sono più modesto, e mi faccio chiamare “Sua Eccellenza Illustrissima”, che rende anche meglio sui biglietti da visita, subito sopra il I solve problems).
Questa, invece, è la matassa di UTP CAT-5 sotto cui giace sepolto lo switch. Vicino ad esso si trovano il WAP e il router ADSL. Sul primo aggeggio grava l’intera rete del dungeon, ovvero tre due laboratori (e mezzo), mentre sul router grava la connettività dell’intero liceo. Da un paio di giorni, stanno cablando piano per piano tutto l’ambaradàn, il che significa due cose: 1. il numero di casini aumenterà almeno di un paio d’ordini di grandezza - il numero dei problemi va, infatti, con il quadrato della distanza massima raggiungibile dalla sala macchine, per una nota legge dell’amministrazione di rete (e state pur sicuri che la densità di probabilità aumenta di pari entità); 2. il regno di terrore consterà di un nuovo punto: centralizzare tutti i file in un unico posto, e tenere le chiavi di quello.
Altre foto solo su richiesta.