On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for February, 2005

Request

A tutte le divinità onnipotenti-o-quasi in ascolto in questo momento in questa parte di Universo:

Fateli smettere!

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Multiple Document Interfaces Kill Babies

Ancora un altro articolo su GIMP - e ancora un altro che dice che l’interfaccia utente di questo ottimo programma di fotoritocco è “difficile”, “brutta”, “non aderente alle linee guida delle interfacce utente”.

In breve: non è uguale all’interfaccia di Adobe Photoshop. Meglio: all’interfaccia della versione per Windows di Photoshop (perché se osservaste la versione per Mac di Photoshop, vedreste che è identica a quella di The GIMP).

Sinceramente, mi sono alquanto stancato di questo tipo di articoli scritti da feticisti di Photoshop, e di chi chiede a gran voce il ritorno delle finestre MDI.

L’MDI è un esempio di interfaccia sbagliata su più livelli. Il primo è che rompe la metafora dell’interfaccia orientata al documento, inserendo più documenti in una singola finestra; il secondo livello, è che non è il programma a doversi occupare della gestione delle finestre, bensì (abbastanza ovviamente) il gestore di finestre; da questo secondo punto deriva il terzo livello di errore, ovvero la replicazione inutile di codice, e la possibile introduzione di nuovi bug.

L’MDI è una metafora nata ai tempi di Windows 3.0; tempi in cui il gestore delle finestre di Windows era ancora primitivo, e non c’era modo di avere la lista delle finestre se non scorrendola con Alt+Tab. Dato che siamo nel ventunesimo secolo, usare soluzioni dell’inizio degli anni ‘90, che rispondevano a una situazione contingente, non solo è stupido e foriero di casini - ma è veramente contro i principi di usabilità.

Quindi, prima di lamentarvi che GIMP non ha l’interfaccia di Photoshop, chiedetevi se non siete diventati fetiscisticamente attaccati a un’interfaccia obsoleta, e prendetevi cinque minuti di tempo per imparare.

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Lost in Transition

Attenzione: ho spostato Conundrum da un dominio di secondo livello alla root di ebdotnet.

In questo modo, ho lasciato che sia WordPress a gestire l’intero contenuto del sito - dato che adesso supporta le pagine, oltre che i post.

Metterò un redirect, per trenta giorni, quindi avrete tempo per aggiornare i link.

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Plugging in

Ho installato un paio di plug-in per WordPress, che dovrebbero ridurre lo spam:

Block-list anti-spam
Un plugin che usa una RBL per fermare commenti provenienti da relay puttani, usati dagli spammer; questo potrebbe bloccare anche utenti che hanno la sventura di usare un ISP filtrato - se succede, mandatemi una email.
Automoderate comments
Questo plugin mette in coda di moderazione tutti i commenti fatti sui post su cui non c’è attività da più di quindici giorni; quindi, non blocca tutti i post vecchi, ma blocca solo quelli in cui non si scrive nulla.

Update 2005-02-27@15:17: Provando a commentare da una connessione Fastweb, mi sono trovato l’IP bloccato da una RBL; ergo, il primo plugin è messo in freezer, per il momento - dato che altri utenti di Fastweb potrebbero trovarsi nella stessa situazione.

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Shattered

Ho scoperto con orrore che il secondo DVD del cofanetto della prima season di Buffy the Vampire Slayer ha la plastica centrale che si sta frantumando (e non perché lo rivedo in continuazione: ha su episodi come “I, Robot… You, Jane” o “The Pack” - episodi che fortunatamente saltai al tempo della prima trasmissione, altrimenti non mi sarei appassionato neanche per sbaglio a questa serie).

Una scusa in più per rippare l’intero cofanetto, e riversarlo su un unico disco (la prima è perché la fiancée non ha mai visto la prima stagione).

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Operating Systems

Questo post della mae* è decisamente interessante, per l’antropologo[1] che c’è in me.

Partiamo da un interessante what-if: se l’amica ingegneranda della divina con la stellina avesse chiesto se windows 3.1 fosse un sistema operativo, la risposta sarebbe stata, abbastanza ovviamente, no. Il perché è presto detto: prendete un computer del 1992. Fatto? Ora, provate ad installare windows 3.1 senza aver installato il DOS. Fatto? No, perché non si può fare; ergo - nonostante la Microsoft scrivesse Sistema operativo sul lato della confezione (se volete vi mando una foto, ne ho qui una) - Windows, dalla release 1.0 alla ME[2] null’altro era se non una interfaccia grafica carina sopra l’MS-DOS[3].

Tralasciando il simpatico what-if, torniamo alla domanda di cui sopra - ovvero se il DOS fosse stato un sistema operativo. Non mi interessa la domanda in sé; né mi interessa il fatto che l’università italiana non insegni un po’ di storia ai futuri ingegnerandi - se non altro, per non ripetere gli orrori del passato. La sitazione dell’università italica mi ha colpito come un macigno dopo l’esame dello scorso 16 febbraio - un esame che nel resto del pianeta avrebbe comportato la presentazione di un progetto per un’applicazione interfacciata a un DBMS, mentre per me ha comportato la scrittura su un foglio di carta di query SQL e di diagrammi E-R[4]; risulta evidente, quindi, come la situazione dell’università italiana sia ben oltre le più fosche previsioni catastrofiste di qualche anno fa (e spiace, e fa male, e fa incazzare constatare come buona parte della responsabilità l’abbia un ministro del governo di centro-sinistra).

È, invece, interessante notare come - ormai - gli ingegnerandi in informatica si stiano stratificando tra due estremi: da una parte, quelli che sanno magari crearti un programma per il geoposizionamento satellitare - a cui di che cosa fosse il DOS non potrebbe fregare di meno (e poi ti chiedono se si tratta di un sistema operativo); dall’altra parte, abbiamo chi ti sa scrivere un modulo per il kernel di Linux per pilotare l’albero di Natale usando il traffico sulla eth0 della macchina che fa da router - e che, alla domanda: il DOS è un sistema operativo avrebbero fatto una risata soffocata, e avrebbero risposto: si, ma per valori molto piccoli di operatività[5].


[1] Si può essere antropologi e misantropi contemporaneamente? Si può, quindi, odiare il soggetto che si studia? Scopri come, su Rieducational Channel!

[2] Parlo della linea dei giocattoli, non di NT.

[3] Considerando quanto fosse stabile Windows ME non ci si può stupire di come la Microsoft abbia chiuso il verminaio aperto dieci anni prima rilasciando Windows XP.

[4] Finiamola con ’ste fregnacce dei diagrammi: lo vogliamo capire che sono stati tutti creati per essere usati a posteriori dai tecnici per far sembrare ai non-tecnici di aver capito cosa stanno facendo? Non li usa nessuno per il design, perché è più comodo buttare giù un appunto su un post-it piuttosto che lanciare un CASE - e chi, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, oppure non al secondo anno di ingegneria (ma odio ripetermi) usa la traduzione da uno strumento CASE come l’UML a codice da usare in produzione? Andiamo, siamo seri. Dovrebbero prendere a bastonate i professori che ti obbligano ad imparare cose tanto stupide.

[5] Per inciso, i primi finiscono a fare gli IT manager, mentre i secondi i consulenti tecnici.

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Errori

Dal meraviglioso mondo di Windows:

Errore imprevisto (50002)

Oh bella, perché adesso esistono gli errori previsti?

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Browser

Gli utilizzatori di Mozilla (o di qualunque altro browser decente) e di un font codificato per l’UTF-8 vedranno il blog correttamente.

Gli utilizzatori di un font non codificato per l’UTF-8 non vedranno alcuni glifi, come l’aleph vicino a ogni titolo, o le virgolette francesi vicino ai link nella barra laterale. Dovreste usare un font Unicode, per poter leggere in futuro tutte le codifiche di caratteri, e non solo quelle della vostra lingua/classe di lingue.

Gli utilizzatori di Internet Explorer vedranno dei piccoli problemi di offset, sulle immagini. Sappiano che non ho alcuna intenzione di correggerli.

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Upgrade

L’upgrade a WordPress 1.5 è stato praticamente indolore.

Ora mi tocca rimettere mano al tema (fortunatamente, la nuova release 1.5 è stata dotata di un sistema che permette di supportare più temi, così per chi adora fare le prove come il sottoscritto, ci sarà da divertirsi), e rimettere in piedi i plugin scritti da me.

Aspettatevi caos e distruzione.

Update 2005-02-21@11:02: i plugin funzionano di nuovo, per il template ci sarà tempo.

Update 2005-02-22@01:10: il template “corretto” è online, e mi ritengo ufficialmente soddisfatto. Nonostante, però, tutti i meccanismi contro lo spam nei commenti portati dalla nuova release di WordPress, sto ponderando sull’idea di moderare i commenti degli utenti non registrati.

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Life on a deadline

Due esami, il 16 febbraio e il 25 febbraio.

Cellulare spento o silenzioso.

E-mail in giacenza che blobbano fuori dalla inbox.

Isolamento (quasi) totale.

I love the smell of exams in the morning.

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Shopping for Ether

Un paio di giorni fa, lo ZefBabbo ha deciso di fare lo switch da rete wire a rete wireless per la Bat-caverna.

Dall’hub si è passati a un router {questo} e per i portatili (la mia rogue e il suo anonimo portatile aziendale) ha comprato una schedina PCCard {questa}.

Dopo una lotta feroce all’ultima impostazione, ieri sera (con l’aiuto di una certa Trill di proprietà della fiancée) sono riuscito a far uscire tutti i computer della bat-caverna attraverso wolverine[1]; quanto alla scheda di rete per i notebook, ho scoperto che la Belkin F5D7010 è una scheda supportata da Linux attraverso ndiswrapper, usando i driver per Windows XP. Ho dovuto lottare un po’ con la configurazione (purtroppo questo è ancora un campo dominato dal trial and error), e grazie a un blogger tedesco sono riuscito a far partire tutto quanto.

[1] La situazione della rete nella bat-caverna è un po’ strana: tutti i computer escono su Internet attraverso wolverine, che fa da router, firewall e NAT; il router wifi fa esattamente le stesse cose, quindi ho dovuto collegare tutti i computer al router, ma lasciare che sia wolverine a fare da da gateway e DHCP server per la rete; altrimenti avrei dovuto far connettere la porta WAN del router a wolverine, ma questo avrebbe isolato quest’ultimo dalla rete, rendendo impossibile la condivisione dei volumi via rete. Per questo ho intenzione di far diventare wolverine una semplice workstation (dopo sei anni da server), e di mettere un server di connessione a valle del router, nella cosiddetta DMZ. Sembra complicato? Lo é.

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Wil on air

Wil Wheaton avrà una parte in un prossimo episodio di CSI.

Congratulazioni.

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No nuke is good nuke still?

Torniamo (ancora una volta) sul nucleare.

Il PresDelCons, un paio di settimane fa, ha dichiarato che bisogna ripensare al nucleare in Italia, come perno di una nuova politica di produzione dell’energia.

Non è tanto il pensiero di Berlusconi a interessarmi: tornare al nucleare, anche se possibile, è sconsigliabile per un mero motivo tecnico - dato che, dal 1987, abbiamo perso tutto il know-how nel settore, e dovremmo comunque dipendere dall’estero per centrali e personale.

Come sempre, invece, mi affascina la psicopatologia nota come “pensiero ambientalista”. Dopo aver sentito, al TG de La7, un rappresentante di Legambiente dichiarare che “le domande di sicurezza e di basso impatto ambientale che avevamo posto nel 1987 non hanno ancora avuto risposta”, avrei voluto prenderlo e legarlo davanti a Wikipedia, per fargli vedere che già dagli anni ‘50 esisteva il concetto di il pebble bed reactor, un tipo di reattore che, messo semplicemente, non può andare in melt-down. Il prototipo di questa tipologia di reattore è stato creato nel 1966 ed è stato decomissionato nel 1988 - sulla scia del disastro di Chernobyl.

Rimane il problema delle scorie, ovvero l’unico e reale problema del nucleare. Contestualizzando, però, ci accorgiamo che il problema delle scorie dell’attuale sistema di produzione di energia basato sugli idrocarburi è tale e quale a quello del nucleare: invece di avere rifiuti radioattivi per millenni, abbiamo megatonnellate di anidride carbonica e polveri sottili che cambiano il complesso sistema climatico del pianeta.

Nel frattempo, la stessa Legambiente si schiera contro i generatori eolici, che deturpano il paesaggio, e non producono significative quantità di energia; oppure continuano a spingere sul solare, che richiede spazi significativi per sostituire una sola centrale convenzionale, e rimane comunque a bassa efficienza, e legato a caratteristiche ambientali troppo specifiche per essere utile su scala planetaria.

Tornare al nucleare, in questa Italia post-1987 è sconsigliabile. Pensare che vi siano alternative, però, è talmente utopistico da non essere nemmeno concepibile.

Nel frattempo, i cinesi pianificano un reattore da 195 mega watt, come primo passo per un piano energetico basato sul nucleare che porterà la Cina alla produzione di tanta energia dall’atomo quanto quella mondiale attuale.

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Blogcode

Dopo il geek code (che dovrò riportare, un giorno), ecco a voi il blog code

Ovviamente, ecco il mio:

B5 d t+ k+ s+ u– f+ i+ o+ x+ e++ l+ c

Update@2005-02-07 08:51: aumentato a e++… ;-)

Update@2005-02-07 09:07: sulla barra a destra, geek code e blog code aggiornati; per decodificare il geek code, andate qui, mentre per generarlo andate qui (si fa a manina, abbastanza ovviamente, altrimenti che geek sareste? Se avete GNU/Linux o equivalente, installate il pacchetto geekcode - si, anche se avete Mac OS X e Fink installato, basta usare apt-get install geekcode).

via DElyMyth.

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Happy Endings/2

Sempre a riguardo della cancellazione di Star Trek: Enterprise, ecco la posizione di J. D. Iliad Frazer su Userfriendly.org.

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Circle

La fiancée parte all’arrembaggio di un classico.

Restodelmondo legge Guerra e Pace.

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Psychology

Una famosa tagline di John Kirch recita:

Il motivo per cui Windows [NT Server 4.0] continua ad esistere nelle imprese dovrebbe essere oggetto di una ricerca nel campo della psicologia o del marketing, non della tecnologia informatica.

Mark Morford, ad anni di distanza, si chiede la stessa cosa, ovvero: data la storia di insicurezza, di soldi persi e di EULA vessatorie, di monopoli mantenuti con tecniche predatorie, perché i consumatori non si sono ancora rivolti altrove? O più prosaicamente:

Why the hell do people put up with this? Why is there not some massive revolt, some huge insurrection against Microsoft? Why is there not a huge contingent of furious users stomping up to Seattle with torches and scythes and crowbars, demanding the Windows Frankenstein monster be sacrificed at the altar of decent functionality and an elegant user interface?

Abbiamo visto le associazioni dei consumatori portare avanti le lotte più assurde possibili, come la campagna sul 53 ritardatario; abbiamo visto proteste dei consumatori per euro, per i panieri ISTAT, per elettrodotti e elettrosmog. Se attacchiamo un computer con Windows XP out of the box direttamente a un terminale DSL, questo sopravvive per qualcosa come quattro minuti, prima di essere violato da virus e quant’altro. Per far funzionare un computer “liscio” bisogna installare talmente tante security update e software di terze parti che, ormai, bisognerebbe avere un responsabile IT o un sistemista anche per il computer di casa. Una cosa del genere non si è mai vista nel mercato.

Quindi, la domanda è: perché la gente continua imperterrita ad usare Windows, e non passa a - chessò - un Mac? Perché continuano a subire da brave pecorelle e non chiedono la testa di Bill Gates su un piatto d’argento?

È una domanda seria, alla quale non so in alcun modo dare risposta.

Ho l’idea, però, che John Kirch avesse visto giusto.

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Cuori Solitari

Il Partito Radicale alla disperata ricerca di un convivente.

Giuda! Giuda, guarda! Lo hanno pubblicato! Guarda! “Cuori Solitari”, a pagina 8… Tra “Stomaci riservati” e “Fegati introversi”!..

inveblog

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Omelette

Gli sviluppatori del toolkit grafico Gtk, per poter sperimentare nuovi widget e nuovi oggetti, hanno creato tempo fa una libreria dal nome evocativo libegg. Lo spirito della denominazione di questa libreria è che quanto vi è contenuto è fragile, destinato a “rompersi”, e va quindi maneggiato con cura - esattamente come le uova. Succede spesso, piuttosto e anzichenò, che le API cambino da una settimana con l’altra, o che vi siano bug che non passerebbero cinque minuti di QA (come questo, segnalato e corretto dal sottoscritto).

Da un paio di settimane a questa parte (partendo dal giorno in cui ho scoperto di avere la febbre, tra l’altro, e questo potrebbe gettare una strana luce sul mio rapporto con la programmazione), ho iniziato a giocare un po’ con questa libreria, e ho deciso di creare i binding per il Perl di alcuni oggetti. Sul sito del progetto gtk2-perl esistono già da tempo i binding per la creazione di icone nella notification area, e anche per la creazione di notification area. Io mi sono cimentato nella creazione dei wrapper per la libreria di gestione della lista dei file recentemente usati; successivamente, oggi (in meno di tre ore di lavoro) ho messo insieme anche la libreria per la creazione di icone di stato per la notification area.

Devo dire che la cosa è stata molto semplice da mettere in piedi; per inciso, questo va a grande merito del team di sviluppo delle gtk2-perl, che ha messo su un incredibile framework per la scrittura di binding Perl per librerie basate su GObject. Quindi, kudos a tutto il team.

Prossimamente, mi metterò sotto per la realizzazione dei binding per la manipolazione dei file .desktop (usati per la creazione di icone di avvio, menù di sistema e quant’altro); in questo modo, buona parte delle librerie standardizzate da FreeDesktop.Org (il collaborative effort per la standardadizzazione del desktop su Linux e altri sistemi operativi open) saranno a disposizione anche dello sviluppatore Perl.

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Behind Blue Eyes

Perché usare Mozilla Firefox?

Leggete quello che scrive Blake Ross, uno degli sviluppatori, e se non ridete fatevi controllare se per caso non avete perso il vostro senso dell’umorismo - e continuate ad usate pure Internet Explorer: siete già morti, quindi non contate nelle statistiche.

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R’lyeh Fhtagn

Un gruppo di Fan (meritano la effe maiuscola) di H. P. Lovecraft hanno lavorato a un film su The Call of Cthulhu: sarà muto, in bianco e nero e assolutamente meraviglioso (a quanto parebbe dal teaser - che è sinceramente una delle cose più belle che io abbia mai visto).

Il teaser lo trovate qui.

This spring, the stars will at last be right…

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Happy Endings

Pare che la UPN abbia finalmente messo fine a Star Trek: Enterprise.

Il grafico degli ascolti a picco, nonostante la “cura Manny Coto” (che, secondo alcuni fan, avrebbe decisamente giovato alle storie), avrebbe decretato la fine (anticipata, rispetto alle sette stagioni “standard” delle ultime tre serie) della quinta incarnazione della saga creata quasi quarant’anni fa dall’immaginazione di Gene Roddenberry.

Le preghiere dei fan di Star Trek sono state ascoltate; c’è da sperare che non vengano ascoltate quelle dei fan di Enterprise (i due insiemi non sono assolutamente coincidenti).

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End of days/2

Fine delle lezioni per le classi del ginnasio.

Si chiude un ciclo, e se ne apre direttamente un altro: mi è stato richiesto un compendio di lezioni per una dozzina di alunni di una quinta linguistico. Sarà divertente: questi sono già grandicelli, e si troveranno l’anno prossimo alle prese con quella che ritengo essere la più grande truffa informatica messa a punto ai danni degli utonti, ovvero l’ECDL, la “patente del computer” - un’accozzaglia di nozioni e di prove su software proprietario, che serve solo ad ingrassare le finanze di scuole, docenti privati e stato.

Certo, non dovrei sputare nel piatto nel quale anche io mangio - non ancora abbondantemente, ma ho come idea che questo business sia nel mio futuro - ma l’idea di un “patentino” che non insegni nulla più di come fare una stampa unione con Word mi ripugna grandemente.

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