Multiple Document Interfaces Kill Babies
Ancora un altro articolo su GIMP - e ancora un altro che dice che l’interfaccia utente di questo ottimo programma di fotoritocco è “difficile”, “brutta”, “non aderente alle linee guida delle interfacce utente”.
In breve: non è uguale all’interfaccia di Adobe Photoshop. Meglio: all’interfaccia della versione per Windows di Photoshop (perché se osservaste la versione per Mac di Photoshop, vedreste che è identica a quella di The GIMP).
Sinceramente, mi sono alquanto stancato di questo tipo di articoli scritti da feticisti di Photoshop, e di chi chiede a gran voce il ritorno delle finestre MDI.
L’MDI è un esempio di interfaccia sbagliata su più livelli. Il primo è che rompe la metafora dell’interfaccia orientata al documento, inserendo più documenti in una singola finestra; il secondo livello, è che non è il programma a doversi occupare della gestione delle finestre, bensì (abbastanza ovviamente) il gestore di finestre; da questo secondo punto deriva il terzo livello di errore, ovvero la replicazione inutile di codice, e la possibile introduzione di nuovi bug.
L’MDI è una metafora nata ai tempi di Windows 3.0; tempi in cui il gestore delle finestre di Windows era ancora primitivo, e non c’era modo di avere la lista delle finestre se non scorrendola con Alt+Tab. Dato che siamo nel ventunesimo secolo, usare soluzioni dell’inizio degli anni ‘90, che rispondevano a una situazione contingente, non solo è stupido e foriero di casini - ma è veramente contro i principi di usabilità.
Quindi, prima di lamentarvi che GIMP non ha l’interfaccia di Photoshop, chiedetevi se non siete diventati fetiscisticamente attaccati a un’interfaccia obsoleta, e prendetevi cinque minuti di tempo per imparare.
Chettimar said,
February 27, 2005 @ 11:37
Ehm… anch’io trovo l’interfaccia di GIMP epicamente scomoda. Ma lungi da me il magnificare quel pachiderma di Photoshop. :)
zefram said,
February 27, 2005 @ 15:07
chetti: lo sai, vero, che le finestre degli strumenti possono essere “accorpate” in un’unica finestra? ;-)
comunque, come molti programmi di grafica, the gimp dà il meglio di sé quando usato su postazioni a schermo (virtuale o fisico) multiplo.
Gabriele said,
February 27, 2005 @ 21:39
Correrò il rischio di venir linciato… ma, pur avendo provato il GIMP, continuo a preferirgli Photoshop, anche per l’interfaccia che, forse per abitudine, trovo più comoda.
zefram said,
February 28, 2005 @ 09:12
gabriele: infatti è abitudine. :-)
avendo visto e provato photoshop su mac, il suo ambiente “naturale”, posso dire che si ha la stessa interfaccia (a meno dei menù sulla finestra dell’immagine - dato che vengono messi sulla barra superiore come per le altre applicazioni) di the GIMP.
non si hanno - alas - le stesse funzionalità. manca, ad esempio, un sistema per far applicare le modifiche su un layer aggiuntivo, invece che sul layer corrente, ad esempio; oppure, un buon supporto per il CMYK e per il Pantone, quest’ultimo necessario per le stampe ma coperto da brevetto.