On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for June, 2005

Epifanie/3

Adesso siamo passati alle minacce di lettere a sua Sublime Amministratività Scolastica.

Perché mi metto a lavorare sul portatile.

Per cercare i driver di questi Fujitsu-Siemens di cui non si trovano i dischi di ripristino. E, nel frattempo (son pur sempre 20 megabyte), controllo la posta e verifico i feed RSS. E non faccio nulla, io.

L’ultimo che c’ha provato, a minacciarmi, è finito con una denuncia per diffamazione. Ora, non vorrei sembrare sgradevole, ma io mi ritengo un tipo socievole, e se un ufficiale della Guardia di Finanza si siede al bar con me, quattro chiacchere sulle licenze del software si possono pure fare. Poi, se si vuole proprio andare a spaccare il capello in quattro - a chi pensate crederanno, tra chi risolve i problemi e chi sta sulle balle all’intera amministrazione?

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Busy

Vi sarete chiesti che sto facendo, tanto da non aggiornare più il blog.

A parte lavorare a questo, diventare il maintainer di questo e, nel frattempo, tentare di far andare avanti il reparto tecnico di questo, il sottoscritto ha trovato pure il tempo per andare al Far Finta di Essere Sazi 2 (AKA il blograduno piacentino, in compagnia di bella gente, di buon cibo e di buon vino.

Prossimamente, su Flickr le foto della giornata.

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Shell

Ordunque, veniamo a descrivere quello strumento di tortura noto come Conchiglia, dato che ne parlavo brevemente qui, e pure Leo lo cita qui.

Il software in questione (scaricabile da qui) è un malridotto simulato di un vecchio programma, come direbbe Sark. In breve, serve per automatizzare e centralizzare parte del lavoro della commissione d’esame.

Prima degli esami, la segreteria didattica compila tutta l’anagrafica dei candidati; anagrafica che, poi, sarà portata sul computer di ogni commissione. Fin qui, nulla di complicato - a parte l’interfaccia studiata per venire incontro a dei lobotomizzati (lo studio di usabilità dietro la realizzazione dell’UI è stato condotto sui residenti del manicomio di Collegno).

I problemi, però, iniziano a biglie in movimento (com’è ovvio - se non hai realizzato un minimo di test in condizioni reali prima del deployment).

Infatti, l’accrocchio viene usato, per prima cosa, per generare i verbali di commissione. O, meglio, vorrebbe essere usato per tale scopo, se non fosse che si inchiodasse con errori tanto astrusi quanto spettacolari nel tentativo di infilare a forza in Word (si, dipende direttamente da Microsoft Office) un modello precotto, riempito con i dati del database interno (ad occhio, una schifezza generata e gestita con JET). A dimostrazione di come non solo Windows faccia onco come sistema operativo, ma anche come piattaforma di sviluppo, quando Word viene invocato da un componente terzo, e muore, lascia dietro di sé un processo (meglio: un thread) attivo, che occupa risorse; cosicché, se lancio più volte la generazione di un verbale, ecco che saturo la memoria con istanze zombie di Word, e inchiodo la macchina. L’unico modo per stampare più di un verbale è quello di generarne uno per volta, previa uscita dalla sessione di Conchiglia dopo ogni stampa.

L’interfaccia utente, brutta come solo i programmi “disegnati” da sub-umani alle prese con un tool visuale sanno essere, è inconsistente, basata su metafore ignote ai più, e assolutamente illogica.

Tanto per fare un esempio: per i verbali viene usato Word, ma gli elenchi vengono generati con un tool per report; per poter salvare questi ultimi, bisogna esportare i dati - e l’icona per l’esportazione è una busta aperta con una freccia verso il basso. Chi diavolo ha pensato a un’icona tanto idiota? Non mi stupisce che oggi tutti quanti siano venuti a dirmi che gli elenchi non si possono salvare: è impossibile intuire il funzionamento della funzione di esportazione. Sempre riguardo alle icone: perché usare quella per la stampa, quando in entrambi i casi non viene stampato nulla, bensì viene invocato un altro programma?

La commissione può salvare lo stato del “processo” (quale? Quello simil-Norimberga che sarebbe da fare ai creatori di Conchiglia, presumo), e alla visualizzazione di tale stato è dedicata una frazione dello schermo; tuttavia, che lo stato del processo sia stato modificato oppure no, è assolutamente ininfluente al funzionamento del programma.

La finestra principale si comporta come un immenso contenitore, ma si può aprire una sola finestra alla volta; perché usare una metafora (fallita) come l’MDI in un contesto a documento singolo? E, soprattutto, dove sono i documenti? Conchiglia genera e gestisce dati - non documenti.

Questi più o meno semplici difetti, più gli altri che il programma ha e che sarebbe troppo lungo elencare, sarebbero stati trovati e corretti se, verso febbraio/marzo, fosse stata fatta una simulazione di esame di stato, con carico quanto più possibile veritiero. Ovviamente, data la situazione in cui ci si trova adesso, questo non è avvenuto.

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Epifanie/2

C’è gente che non sa fare la O con il bicchiere (come direbbe mia madre).

Questa gente ha tutti i diritti di esistere.

Questa gente, tuttavia, non ha il diritto di esistere entro i tre chilometri di raggio dal sottoscritto.

Questa gente non dovrebbe avere il diritto di lavorare dove lavoro io.

Questa gente non dovrebbe prendere iniziative.

Questa gente, quando sente il bisogno di fare cazzate, dovrebbe preparsi anche una Ultima Frase (a sua scelta), da recitare in continuazione, cosicché sia pronta quando arriverò io, con furious anger and great vengeance.

In sintesi: oggi mordo. Alla giugulare.

Oppure piango, a scelta.

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Prerequisites

Dopo questo inizio di settimana, ho la prova provata che, nel caso di software per la pubblica amministrazione, la mera esistenza non sia un prerequisito; figuriamoci, poi, l’essere funzionante.

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Non ho capito, le passo mio marito

Rubrica dedicata a chi non capisce un cazzo di un argomento e, invece di star zitto come sarebbe giusto e doveroso, ne parla.

Giorgio Faletti faceva il comico, prima di prendere in prestito idee e di usarle per scrivere romanzi. Purtuttavia, anche se stesse facendo del sarcasmo, non si spiega perché, intervistato da una giornalista de “La Stampa”, se ne esca con frasi come la seguente:

[I]l controllo con Internet è scappato di mano e alla fonte qualcuno deve fare “mea culpa”.

Tempo fa, su Usenet, girava una risposta preconfezionata che permetteva ai nuovi arrivati di lamentarsi con un fantomatico “Dipartimento Usenet”; Faletti, presumibilmente, è convinto allo stesso modo che esista qualcuno che controlla “alla fonte” - ora: chi glielo spiega come funziona Internet? Io me ne chiamo fuori, mi spiace - ho già dato.

Faletti, non contento, dice che la colpa l’hanno le radio private e:

[I] produttori di masterizzatori, che mettono in commercio i sistemi per copiare la musica. Così facendo la distruggono, presto non ci sarà più niente da masterizzare.

Di nuovo questo argomento trito e ritrito, che si basa su un’inversione di causa ed effetto; non è perché ci sono i masterizzatori che la musica viene copiata. Sarebbe come dire che il chiodo è stato creato perché esisteva il martello; che le chiavi esistono perché c’erano le serrature; che le prese esistono perché c’erano le spine.

Senza contare che i masterizzatori non servono per masterizzare musica. Servono per creare CD di dati. Ora, per un computer, che gli uni e gli zeri che questi dati rappresentano compongano la quinta di Beethoven, il pacchetto delle glibc per la mia Debian o un’immagine di ornitorinchi, non cambia una fava: sempre uni e zeri sono - il significato dato loro è del tutto una creazione dell’umano.

L’ultimo CD che ho masterizzato io era la copia di backup della mia posta elettronica dal 1999 ad oggi; seicento-novanta-e-rotti mega-byte. Cos’è, dovevo usare 494 floppy da 3.5″ perché i masterizzatori servono per copiare musica e quindi sono Il Male?

Infine, se un attrezzo può essere usato per fare qualcosa di illegale (tra le altre cose) vietiamo l’utilizzo dell’attrezzo tout court? Mi aspetto che martelli, seghe, trapani, e tutti gli oggetti contundenti vengano vietati - perché possono essere usati per uccidere la gente.

Non contento, Faletti decide di calare dall’alto un’affermazione apodittica - e, tutto sommato, assolutamente ignorante:

Io […] penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie.

Ovviamente, non Faletti non sa una fava di open source, dato che alla domanda fattagli dalla giornalista riguardo le licenze Creative Commons, risponde di non conoscerle.

Il Faletti, poi si produce in una considerazione:

Ho accettato la proposta [di fare da testimonial per la pubblicità del governo sul diritto d’autore, ndr] per il perchè penso che sul copyright in Italia non c’è cultura.

Vero, verissimo. Se pure il testimonial della pubblicità spara queste cazzate non c’è cultura - né questa cultura viene creata da una pubblicità assurda e che non spiega nulla.

Quindi, Giorgio, per carità: io mi impegno a non dirti come scrivere un libro, e tu ti impegni a non sparare cazzate su cose che non conosci. D’accordo?

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Sin City

Ieri sera, con la fiancée si è andati a vedere Sin City - e ne siamo usciti assolutamente deliziati.

Nota folkloristica della serata: dietro di noi avevamo due file di gente che meriterebbe l’impalamento per quanto non è stata zitta durante la proiezione; al ché, la fiancée ha tirato fuori la seguente cattiveria, guardando un tipico puttanone (cfr. Gino e Michele) della nigra masnàda: assomiglia a Julie Cooper, senza averne l’integrità morale. Le avesse aperto la testa col crick, le avrebbe fatto meno male.

All’uscita, siamo stati accolti da clacson a festa da parte della metà vincente di Milano. Il pensiero è andato subito a Settoruccio - tanto che eravamo propensi a chiamare la polizia nel caso non avesse fatto alcun post sul blog, quest’oggi; sai mai cosa potrebbe succedere dopo una ciucca din champagnino della vittoria.

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Campo Minato/2

È meraviglioso vedere come, a distanza di un’anno e mezzo, uno dei post più commentati di questo blog sia quello sui punteggi del campo minato e del solitario di Windows.

Sembra una riunione degli Alcolisti Anonimi: Io sono Emmanuele, e non gioco a Solitario da tre giorni.

Update 2005-06-16@16:05: 23 comments and still counting…

Pazzesco adesso rivendico anche io, come ha fatto Davide, le mie carampane.

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Infinite similitudes in infinite combinations

Non me ne voglia la Fondazione Vulcaniana.

Al Pride 2005 ho scoperto una cosa inquietante. No, non mi riferisco all’inquartamento di Cecchi Paone, bensì a questo:

Vendola-Sarek

La somiglianza (specie dal vivo) è impressionante.

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Hell Froze Over

Sento come una perturbazione nella Forza. Come se migliaia di geek gridassero tutti insieme, e poi ammutolissero.

Debian rilascia Sarge (la nuova release stabile) dopo tre anni di attesa.

Apple passa a Intel, con un SDK per OS X 10.4.1 pronto per la piattaforma x86 (cosa che, fra l’altro, avevo previsto sarebbe successa la bellezza di un paio di anni fa).

In altre news: fate attenzione alla caduta di maiali dal cielo; la temperatura dell’inferno è calata intorno agli 0 K; Benedetto XVI è scappato con il suo segretario particolare e adesso si fa chiamare Samantha; Berlusconi si è costituito; i sette cavalieri dell’Apocalisse sono stati avvistati in coda al casello di Fiorenzuola.

Ci manca solo che la Microsoft dichiari fallimento poi siamo a posto.

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Sense and sensibility

Da qualche decennio - per la precisione, da quando i post-sessantottini hanno iniziato a procreare - stiamo assistendo ad una progressiva de-responsabilizzazione dei genitori. Se i figli diventano qualcosa di non previsto, è sempre colpa di qualche altro soggetto.

Se sono violenti, è colpa della violenza in televisione.

Se sono gay, è colpa di Sailormoon.

Se sono grassi, è colpa della pubblicità delle merendine.

Di Internet.

Dei fumetti.

Del “branco”.

Tutto, purché la colpa non sia dei genitori.

La legge 40 è, in questo senso, la perfetta conseguenza e summa di tale situazione; rimuovendo, infatti, l’onere di dare ai propri figli la migliore vita possibile (in termini di salute e possibilità) - unica e sola etica valida per un genitore - tramite l’obbligo di impianto di tutti gli embrioni e la rimozione della diagnosi pre-impianto, questa legge toglie ogni responsabilità ai genitori che dovessero avere un figlio non sano, o troppi figli rispetto alle proprie disponibilità economiche. Il tutto per un nebuloso concetto di “figlio in potenza”; concetto che lascia il tempo che trova.

Ergo, questa legge è interessante da studiare in quanto tappa del processo di de-responsabilizzazione della figura del genitore; processo che porta un genitore a spostare i propri doveri verso altre strutture: mass media, associazioni, stato.

Il problema è che, lungo questa strada, si arriva a forme di assoluta mancanza di responsabilità; oggi ce la caviamo con l’obesità infantile, ma se proseguendo questo processo potremmo perfino ritenere possibile la legalizzazione dell’abbandono: se non sono in grado di provvedere a mio figlio, tanto vale che lo lasci alla prima piazzola di sosta.

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Madness takes its toll

Oggi non c’e’ nulla da festeggiare, personalmente non ho mai sentito questa festa del 2 giugno.

On. Roberto Calderoli, Ministro per le Riforme

E’ l’ora di tornare alla lira chiediamo un voto agli italiani

On. Roberto Maroni, Ministro del Welfare

Da tempo lo dico, e lo ribadisco: solo la moderna psichiatria può spiegare l’esistenza della Lega Nord e dei suoi elettori.

Tra l’altro, il ministro Maroni dice:

[L’] euro, non per colpa sua ma per responsabilità di chi ha gestito il passaggio alla moneta unica, ha dimostrato di non essere adeguato di fronte al rallentamento della crescita economica […]

Mi dica, signor ministro: perché solo in Italia ci sono stati dei problemi durante il passaggio dalla moneta nazionale all’euro? Chi è che era al governo in Italia quando c’è stato il passaggio alla moneta unica?

Update 2005-06-05@21:10:

[B]isogna approvare la mia proposta di legge di riforma costituzionale che specifica che il matrimonio deve essere tra persone di sesso differente […] se non si fa questo […] avremo a casa nostra figli di coppie lesbiche o bimbi adottati da coppie di finocchi.

On. Roberto Calderoli, Ministro delle Riforme

La moderna psichiatria non basta: serve la neuro-deliri, giunti a questi livelli.

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