On the other side of the screen, it all looks so easy

Boycot

O perché boicottare Yahoo! non solo è inutile, ma pure ridicolo

La storia fin qui: Yahoo! ha collaborato con il governo cinese che aveva chiesto i dati di un giornalista, che - adesso - si trova a fare qualche anno per aver parlato di Tienanmen in una sua e-mail.

Doverosa premessa: sei un giornalista, sei cinese, e sei lievissimamente contrario al tuo governo. Il tuo governo lo sa. Devi mandare un’e-mail con contenuti non proprio filo-governativi, e quindi usi Yahoo!. No, aspetta; davvero tu, tra tutti gli anonymizer del pianeta, quelli che vengono aperti apposta per permettere ai cittadini di paesi dove il governo autoritario e illiberale soffoca la libertà di parola, tu - dicevo - ti metti ad usare Yahoo!? Okay, sei un giornalista, ma sei anche pirla. Va bene: dobbiamo proteggere i giornalisti dai loro governi, e quelli pirla anche da loro stessi.

Torniamo a Yahoo!, e al perché è ridicolo boicottare un ISP che fa esattamente quello che vi avvisa che farebbe nel caso in questione. Ovvero, dare i vostri dati a una autorità giudiziaria competente. Ma guarda, il giornalista cinese ha effettivamente appena violato una legge cinese; il governo cinese (l’autorità giudiziaria competente, per chi non ne fosse al corrente, nella Repubblica Popolare Cinese) alza la cornetta:

Yahoo! Hong-Kong (Y!): Pronto, qui Yahoo-punto-esclamativo.
Governo Cinese (GC): Pronto, qui è il governo cinese.
Y!: Oh, buondì. Che cosa possiamo fare per voi?
GC: Guardi, vorremmo avere i dati di un vostro utente che avrebbe commesso un’azione illegale nel nostro paese.

Ora già mi immagino i tutori della privacy esclamare: Yahoo! non deve dare i dati, non si può, è un attacco illiberale e liberticida al diritto di parola!

Cambiamo la conversazione iniziale. Il governo italiano è alle prese con uno che manda e-mail rompicoglioni su roba tipo medicinali per tirare su il pisello (uh! Ho detto “pisello”!) a chi non gliela fa. La conversazione segue più o meno questo canovaccio:

Yahoo! Italia (Y!): Pronto, qui Yahoo-punto-esclamativo.
Governo Italiano (GI): Pronto, qui è il governo italiano.
Y!: Oh, buondì. Che cosa possiamo fare per voi?
GI: Guardi, vorremmo avere i dati di un vostro utente che avrebbe commesso un’azione illegale nel nostro paese.

Ma tu guarda: sono uguali. Eppure, sospetto che i tutori della privacy, a questo punto, stiano sbavando perché quelli di Yahoo! diano gli estremi di quel rompicoglioni, delle sue pastiglie blu, e pure della su’ mamma, così ci fanno un bel giretto anche loro con un set di spranghe comprate nuove nuove al reparto Self-Defense dell’Ikea di Carugate.

No? Forza: chi si erge a difesa dello spammer? Nessuno? Proprio nessuno? Nemmeno uno di Amnesty?

Già mi immagino la reazione imbarazzata: Eh, ma quello è uno spammer, questo è un giornalista a cui è impedito di parlare di Tienanmen.

Quindi, se non ho capito male il ragionamento alla base, Yahoo! dovrebbe decidere da sola, affidandosi al proprio senso etico, a quale dei propri utenti dovrà essere effettivamente applicato il contratto che ogni cliente sottoscrive. Ad esempio, se io sono uno spammer, allora vedrò i miei dati riportati all’autorità giudiziaria competente qualora li richiedesse; al contrario, se sono un giornalista (soprattutto se sono un giornalista pirla) sarò coperto dal silenzio del mio provider.

Vi sembrerebbe che il comportamento di Yahoo!, che si auto-determina come giudice e giuria sia più o meno inquietante di un comportamento equo under the law?

Per inciso: rompiamo il culo al governo cinese perché diventi meno autoritario. Ergo, boicottiamo i prodotti contraffatti cinesi, se proprio vogliamo. Ma Yahoo!, per favore, è solo vittima del fatto che sulla rete girano più stronzi che giornalisti pirla.

5 Comments »

  1. Gabriele said,

    September 26, 2005 @ 00:52

    Limpido come sono un geek può essere: il problema è il governo cinese, non Yahoo!. Boicottiamo quello, se davvero crediamo di esserne capaci.

  2. Violetta said,

    September 26, 2005 @ 19:23

    Vale la pena di rifletterci, sì.

  3. Gig said,

    September 27, 2005 @ 13:35

    Sono sconcertato da tanto buonsenso…

  4. lester said,

    September 27, 2005 @ 16:58

    Forza: chi si erge a difesa dello spammer?
    Io. Faccio prima a usare un filtro antispam che accettare limiti sull’inviolabilità della mia corrispondenza.
    Yahoo! dovrebbe decidere da sola, affidandosi al proprio senso etico, a quale dei propri utenti dovrà essere effettivamente applicato il contratto che ogni cliente sottoscrive.
    Sì. E a seconda di come utilizza questa discrezionalità verrà giudicata dal punto di vista etico.
    Boicottiamo quello, se davvero crediamo di esserne capaci.
    Io credo che non ne siamo capaci.

  5. zefram said,

    September 27, 2005 @ 21:07

    gigi: visto, eh?

    lester: quali limiti Yahoo! avrebbe violato? hanno fatto esattamente quello che farebbero in italia: dato una corrispondenza tra chi ha mandato un’email e un indirizzo IP. la mail è rimasta segreta, corrispondenza che - per la natura stessa del servizio - è nota a Yahoo!. quanto alla “discrezionalità etica”: temo, e temerò sempre il giorno in cui un’azienda dovrà prendere una decisione etica; preferisco una legge che non dia adito a dubbi, e che protegga il cliente da chi ha potere; se, poi, il detentore del potere legislativo e giuridico è una dittatura repressiva, è un altro conto - ma tra una dittatura governativa e una dittatura aziendale, almeno la prima ha comunque delle leggi.

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