On the other side of the screen, it all looks so easy

Real World

Da queste parti, nel mondo reale, si è ricominciato a seguire l’università. Esami da recuperare, perché mentre si badava a docenti, segretari e studenti non si poteva fare molto altro; in più, ovviamente, corsi da seguire. Poi, stage (pronunciare alla francese o all’inglese? Staage o steig? Mah! Pur nella mia anglofilia, preferisco il francofono staage) e, infine, tesina - tutto per finire in gloria con una laurea finta.

Si parte il 12 di settembre con un compito di sistemi operativi - in cui la domanda più circonstanziata delle sei a cui rispondere era il deadlock nei sistemi monoprocessore. Ora, se su questo bel libricino di 966 pagine, un intero capitolo è dedicato a rispondere a questa domanda (affermazione?), allora capirete anche voi perché il docente, a più di due settimane di distanza, non abbia ancora pubblicato i risultati dell’appello.

Il 16 settembre, esamino di C. L’anno passato ho pure scritto paio di post a riguardo; alla fine, era saltato perché evidentemente nessuno si era ricordato di segnare gli appelli successivi a quello di luglio. Invece del progetto, quest’anno si passa all’esame al computer. Tutto fila abbastanza liscio, e, complice il fatto che la prima parte delle due di cui è composta la prova si basa sul rispondere a domande estratte da un’urna, so già per certo di aver preso un buon voto; la seconda parte prevedeva la realizzazione di cinque piccoli programmi in C, la compilazione e l’inserimento dell’output in un form. Ora, questa è una cazzata a girare - perché non puoi in alcun modo sbagliare (e fin qui), ma non puoi nemmeno verificare che tu non stia commettendo un errore “sottile” (conversione, formattazione, etc.). Dato il tempo a disposizione, e data la natura dell’output (numeri in virgola mobile a precisione arbitraria), capirete anche voi come sia possibile fare errori anche abbastanza banali e vedersi penalizzati. Ad ogni modo, alla fine della fiera, riesco a recuperare un trenta.

Adesso, lezioni fino a novembre, mese in cui dovrei dare un altro paio di esami e liberarmi di quelli dell’anno appena passato. Tra i corsi, ho deciso di inserire anche filosofia della scienza; al momento, siamo in cinque a farlo; si parla di scienza della visione in relazione alla teoria del linguaggio di Chomsky. Molto divertente, soprattutto quando ti fai sei ore per die di immersione in argomenti di natura molto pratica.

4 Comments »

  1. Gabriele said,

    September 29, 2005 @ 13:50

    Che poi la grammatica generativa di Chomsky (di cui nessun filosofo conosce tutte le regole, dammi retta) è ricca di possibili applicazioni pratiche; ricordo addirittura un ‘generatore di discorsi’ programmabile in un linguaggio che faceva direttamente riferimento a questa teoria. Non ho in grande simpatia i cognitivisti, ma devo ammettere che i risultati erano decisamente incoraggianti.

  2. Barbara said,

    September 29, 2005 @ 21:59

    In bocca al lupo Zef … buono studio!

  3. Tata said,

    September 30, 2005 @ 08:12

    risolviamo il dubbio in merito…stage è decisamente una parola francese ;) quindi la pronuncia è più che corretta
    E in bocca al lupo (crepi)

  4. Aram said,

    September 30, 2005 @ 09:32

    Di quel simatico libbricino da 966 pagine ne ho DUE copie… (una comprende anche TUTTO il codice sorgente di un certo Minix)… tutto sommato un buon libro, anche se preferisco ancora il Patterson-Hennessy (il vero e unico testo di architettura degli elaboratori… rigorosamente in inglese)

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