On the other side of the screen, it all looks so easy

Contract

I diritti fondamentali non vengono creati dal legislatore, ma sono inscritti nella natura stessa della persona umana, e sono pertanto rinviabili ultimamente al Creatore.

Se un uomo, per quanto capo di stato e autorità religiosa, può permettersi di dire una tale vaccata senza che nessuno - nessuno - gli risponda almeno con il lancio di un tomo di diritto, ma più giustamente con sberleffi e occhiate dirette al cielo, significa solo che il rumore sentito qui in Italia sul finire del mille e settecento era prodotto dall’Illuminismo che sfrecciava a centoventi all’ora sulla corsia di sorpasso.

10 Comments »

  1. Gilthas said,

    October 16, 2005 @ 19:05

    La differenza tra la dottrina cattolica e la corrente islamica sciita comincia a diventarmi molto nebulosa…

  2. restodelmondo said,

    October 17, 2005 @ 00:05

    Più ancora che sciita, wahabita (cfr. Arabia Saudita - in Iran almeno sul lavoro le donne hanno un buon grado di parità con gli uomini).

  3. Atrus said,

    October 17, 2005 @ 12:10

    Ma quando i francesi volevano spostare di nuovo il papato ad Avignone, perché non glielo abbiamo lasciato fare? Da cattolico, penso che il Vaticano sia il più grave incentivo che una persona possa avere per indursi a lasciare la religione.

  4. farfintadiesseresani said,

    October 17, 2005 @ 16:37

    Fatta eccezione per l’ultima frase (peraltro del tutto scontata in bocca a un papa e a un qualsiasi credente in un Dio trascendente e creatore) mi dite che cosa c’è di inaccettabile nell’affermazione secondo la quale i diritti fondamentali dell’uomo non sono creati dai legislatore, bensì appartengono alla natura umana? E’ esattamente ciò che sosteneva Voltaire, per dire.

  5. zefram said,

    October 17, 2005 @ 17:22

    farfi: io è per l’ultima frase che - no pun intended - lo metto in croce. perché è chiaro che lui tenta di usare il generale per incunerare il diritto naturale cattolico all’interno dello statuto dei diritti umani. oppure questo non è ratzinger, ma stanislao moulinski nel suo più riuscito travestimento.

    ma, alla fine della fiera, quali sarebbero questi diritti “immanenti” dell’uomo definiti dal creatore? per inciso: da quale tra i potenziali creatori? definiti da quali testi, tra quelli a scelta in ogni religione - o, nel caso in cui non si parli di religioni con gadget allegato, definiti da quale altro metodo di memoria di massa usata per tramandare la suddetta religione? e dato che si parla di diritti oserei quasi dire hard-coded all’interno del sistema “essere umano”, qualora vi fosse una qualche forma di contraddizione sul valore assoluto degli stessi (del tipo: la vita umana è sacra, ergo “tu non ucciderai” - sottinteso “altri esseri umani della stessa religione”) qual è l’ordine di precedenza da dare?

    e, infine, come mai, se di diritti dati dal “creatore” (posto che se ne possa definire uno e buonanotte al secchio) si parla, perché solo ora, e nemmeno da tutti gli esseri umani, sono stati codificati? Insomma, se ci sono e sono lì dall’inizio dei tempi, saranno ben presenti nella testa di ognuno. O no?

    glossa a margine: ma se i diritti sono fondamentali, codificati dal creatore all’interno di tutti gli esseri umani, perché la Chiesa Cattolica di cui questo Ratzinger è unico rappresentante (anche retroattivamente) li ha così palesemente violati senza spregio (roghi, tribunali sommari, torture, e chi più ne ha più ne metta)? non mi si dica che i gerarchi cattolici sono esentati dall’avere le nozioni di diritti umani…

  6. massimo said,

    October 19, 2005 @ 08:28

    Farfi, rispondi! (Vada per l’ultima, zefram, ma che dici della prima?)

  7. zefram said,

    October 19, 2005 @ 09:00

    massimo: diciamo che sulla prima parte non sono affatto d’accordo, dato che non credo all’esistenza “immanente” di questi diritti, ma solo all’esistenza in forma di contratto tra le parti.

    è la seconda parte, che rinvia ad un fantomatico (per me) creatore, però, ad essere assolutamente discriminatoria nei confronti di chiunque non sia cattolico, e quindi inadatta a qualunque stato di diritto - a meno che non si voglia dichiarare l’Italia uno “stato cattolico” nella stessa accezione usata per uno “stato islamico”.

  8. massimo said,

    October 20, 2005 @ 00:07

    però è un casino supporre che parti senza diritti stipulino un contratto che dia loro diritti; è un casino dare un’origine privatistica allo stato; è un pericolo supporre che nulla di giuridico o di morale stia o possa esser fatto valere fuori dalla dimensione statale.

  9. zefram said,

    October 20, 2005 @ 12:00

    massimo: allo stesso modo, è un casino (e, se mi permetti, un pericolo) supporre che esistano i diritti dell’uomo da quando esiste l’uomo, poiché non c’è stata una transizione “quantistica” da non-uomo a uomo, ma una evoluzione su un continuo. quando i diritti umani sarebbero emersi? a rigor di logica, supponendo che siano iscritti nell’uomo, dovremmo seguire la linea, e andare ad identificali nei neanderthal, poi nei proto-ominidi, e via fino alle estreme conseguenze: i diritti umani sono codificati nello stesso DNA - che abbiamo in comune con le forme di vita via via più semplici: dagli animali, ai batteri, ai commerciali microsoft.

    se non sbaglio, un tempo non c’erano diritti codificati; eppure, ad un certo punto, è stato scritto il primo codice “legale”. come è emerso? una personalità - incarnante lo stato dell’epoca - ha stilato la lista. quindi, parebbe ragionevole supporre che i diritti non esistano in un “contenitore umano”, ma siano concordati da quegli stessi individui che diverranno poi i detentori di tali diritti.

    altro problema su cui riflettevo ieri: alcuni diritti sono “più fondamentali” di altri o no? per me è imprescindibile dalla mia persona poter mangiare il gelato al pistacchio. è un diritto fondamentale dell’uomo mangiare, o mangiare quello che si vuole? e se posso mangiare quello che voglio, quando questo collide con il diritto a condurre una vita in salute (ad esempio, mangio due chili di lardo struttato, che non so che cazzo sia ma dà l’idea), quale dei due deve prendere il sopravvento? questo discorso mi è utile per dimostrare come il diritto a professare una religione sia, in realtà, un’arma a doppio taglio quando va bene, e un grimaldello per le peggio cose quando va male; al suo posto, bisognerebbe usare diritti quali quello d’opinione, di libertà di parola, di associazione, etc.

  10. massimo said,

    October 20, 2005 @ 18:26

    Ma io non voglio mica mettere i diritti nel DNA! Qui mi basta il riconoscimento che la sfera di ciò che vale è più ampia della sfera giuridico-statale (è più vasta anche di quel che vale per lo Stato del Vaticano, per esser chiari).
    Il diritto a professare una religione è un’arma a doppio taglio, ma lo sono anche gli altri diritti individuali che citi. E infatti vengono regolamentati (il diritto di parola non è per esempio il diritto di diffamazione dei commerciali microsoft.
    Ciao!

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