On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for January, 2006

Meme o’ the week/3


Blog.Worm

È una stronzata, ma non potevo resistere…

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Control

La mae* riportava la notizia dell’acquisizione della Pixar da parte della Disney.

Per coloro i quali non avessero residenza su questo pianeta ma lo usassero solo come seconda casa per le vacanze, ecco il riassunto della vicenda:

  • la Disney ha acquistato la Pixar pagandola 7 miliardi di dollari
  • il pagamento è stato fatto con azioni della Disney, quindi si potrebbe parlare di un merger, se non che la proporzione tra i valori delle due società è di circa 10 a 1
  • Steve Jobs, con tre miliardi e rotti di dollari in azioni Disney (pari al 5%) diventa il singolo maggior azionista della casa del topo; per intenderci, Roy Edward Disney - il nipote di Walt - possiede l’1%, e l’ex-presidente-padrone Michael Eisner possiede circa il 4%
  • John Lasseter, co-fondatore della Pixar, è ora il Chief Creative Officer della Disney

La domanda che tutti si ponevano dopo l’acquisto/fusione era: la Pixar cambierà la Disney oppure accadrà il viceversa? Ovvero, vedremo ancora pellicole del calibro di The Incredibles e Monsters, Inc. oppure ci propineranno sbobba come enne-mila seguiti di Toy Story (tutti direttamente in home video)?

Pare che una possibile risposta - anche se la Disney è sempre stata abbastanza schizofrenica nel decision making, vedi la damnatio memoriae di Eisner dopo la caduta del presidente-padrone, seguita dalla ri-denominazione di un palazzo a nome Micheal D. Eisner - sia già formulabile: la Disney ha cancellato senza molta pietà il terzo (già in fase di stesura) e il quarto installment di Toy Story - sempre osteggiati dalla Pixar.

C’è speranza nel futuro, quindi.

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Sin verguenza

La SGAE, ovverosia la SIAE spagnola (che, a giudicare da quanto leggo in giro, viene reputata tanto quanto la controparte italiana), ha multato di 518 euro un’associazione benefica per aver organizzato una manifestazione canora per bambini con deficit mentali, senza aver pagato i diritti d’autore; dopo essersi rifiutati di pagare, i responsabili dell’associazione no-profit sono stati minacciati di azioni legali e hanno dovuto versare il pizzo l’emolumento.

Il presidente della SGAE ha imputato l’errore alla macchina burocratica, e ha detto che ridarà i 518 euro sotto forma di beneficenza.

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Include

Da un paio di giorni è stato incluso nelle GTK un piccolo widget da me scritto, GtkLinkButton; niente di particolare, solo un bottone associato a una URL e con uno stile “link” (blu, sottolineato). Insomma, un contributo molto modesto da parte del sottoscritto.

È, a tutti gli effetti e scopi, un altro chiodo nella bara di libgnomeui - una delle librerie che verranno rese obsolete dalla versione 3.0 delle GTK (nome in codice: Project Ridley) e dall’equivalente release di GNOME (nome in codice: Topaz).

Tutto questo in attesa che il mio contributo più consistente, l’aggeggio per i file recenti, venga sottoposto a revisione e incluso prima della release 2.10 delle GTK (prevista per questa estate).

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Interview

Nonostante i miei avvertimenti su quanto io possa essere noioso, sono stato intervistato da ossblog: si parla del mio lavoro su GNOME, della nuova release e di come contribuire ad un progetto F/OSS.

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Release Night

Ieri sera dovevo fare la release di gnome-utils. Dopo averla fatta, ho fatto pure la release di gnome-terminal, dato che il (nuovo) maintainer doveva uscire e non avrebbe avuto tempo materiale di farla (le release devono essere fatte in un giorno prestabilito all’inizio del ciclo di sviluppo, entro un’ora prestabilita).

In un attimo di follia, ho anche accettato di fare una release di emergenza di altri tre pacchetti - i fondamentali libgnome, libbonoboui e libgnomeui. Questo a due ore dalla scadenza del termine.

Divertito, mi sono divertito. Ma è stata una follia che desidererei non rifare - almeno, non per i prossimi sei mesi.

Apropòs: se usate Ubuntu Dapper (6.04), aggiornate domani o dopo; c’è stato un lieve cambiamento nelle API di libgnome, e i pacchetti che fanno uso della classe GnomeProgram devono essere ricompilati contro le nuove release di libgnome, libbonoboui e libgnomeui, altrimenti si rompono in maniera abbastanza spettacolare.

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The Other Half of IT

Sul blog di Pia Waugh trovo questo post su un workshop organizzato dall’Università di Sydney e incentrato sull’orientamento delle adolescenti verso una carriera nell’IT.

Leggendo il report, stavo per mettermi a piangere dopo aver pensato a cosa succede non solo nella scuola superiore italiana - in quali e quante scuole si insegna a prendere un computer, smontarlo e rimontarlo? In quali e quante si incoraggiano le adolescenti a fare qualcosa del genere? In quali e quante scuole un tale workshop potrebbe essere organizzato, e da chi? - ma anche da quello che succede nelle università, dove la popolazione media delle facoltà IT-related è decisamente molto maschile (e, diciamocelo, si lava pure poco)?

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Rage

Io sono un tipo abbastanza pragmatico. La real politik l’ho sempre vista come un migliore approccio alla vita e alla politica, rispetto all’asserragliarsi sulle “questioni morali”, sui princîpi e quant’altro, che, usualmente, risultano tutti in un nulla di fatto. Se si vuole vincere (e non in senso assoluto, ma solo in senso di maggioranza), tentare di convincere gli altri va bene fino a un certo punto: alle volte, basta contarsi - e se si è in maggioranza, si va avanti con i numeri che si hanno. Altri si aggregheranno, altri lascieranno. È normale, è la vita.

Purtuttavia, sono (e non penso sia l’unico) amareggiato da questo commento di Prodi sulla manifestazione sui PACS a Roma.

Prendendo la notizia con le molle - ché l’articolo mi sembra troppo “costruito” nella prosa e nelle finalità - capisco la posizione di Prodi. È un ex-DC, un partito che più che un nome aveva un ossimoro; ha a che fare con quei rompi-coglioni della Margherita e dell’Udeur - gente che, potessimo, lascerei alla caserma delle libertà in meno di un nano-secondo. Organizzerei perfino la festa di addio e di riconsegna del simbolo nel caso in cui Rutelli decidesse, finalmente, di andare a braccetto con Casini e Mastella. Stapperei la prima bottiglia di Veuve-Cliquot (quella avanzata dopo i festeggiamenti del passaggio di Vieri al Monaco).

DIcevo. Prodi ha a che fare con questi che sembrano più l’ufficio stampa del Vaticano (come se ne avessero bisogno), che dei politici della Repubblica Italiana. Ovvio che, se vuole far passare la legge sulle coppie di fatto e sulle unioni omosessuali, Prodi debba sembrare il meno rivoluzionario possibile, il più moderatamente grigio possibile. Ché, poi, io veda nella moderazione e nei moderati la morte di ogni politica è una mia posizione dettata dalla real politik; ma non divaghiamo.

Tuttavia, ci sono delle volte in cui il silenzio vale più di mille, e anche di mille volte mille, parole. Stando in silenzio, Prodi avrebbe dato un avallo alla manifestazione. Nel contempo, avrebbe lasciato alla Margherita e all’Udeur, ovvero le forze di destra in seno alla sinistra, la patata bollente di condannare (proprio come vuole Ratzinger) la manifestazione. Ognuno vi avrebbe letto quello che voleva, e Prodi non si sarebbe sbilanciato tanto. Perfino la destra ci avrebbe letto quello che voleva, dicendo che Prodi non dice mai nulla.

Poi, durante il governo - che avrebbe potuto contare sui milioni di voti dei cittadini GLBT, poiché che non si sarebbero incazzati come storioni del Don dopo aver letto l’articolo del Corriere - avrebbe potuto infilare senza problemi il disegno di legge sulle unioni omosessuali come da programma.

Insomma, quando Prodi decide di parlare, che lo faccia davvero dopo aver pensato. E non si faccia prendere dalla rabbia, come fa Berlusconi. Anche perché Prodi non ha decine di avvocati pronti a spergiurare che si è trattato di un malinteso, o di organi di stampa notoriamente bolscevichi.

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Time Waits For Nobody

Il tempo per deporre non dire nulla di penalmente rilevante contro il presidente e il segretario del maggior partito dell’opposizione Berlusconi l’ha trovato subito.

Il tempo per deporre ai suoi processi, al contrario, sembrava non trovarlo mai.

Sarò io che penso male, probabilmente.

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Security

Un’attenta analisi della lista di vulnerabilità pubblicata dall’US-CERT, e degli enfatici annunci che dicevano come Windows fosse più sicuro di Linux, confrontando gli advisory del solo Windows con quelli di tutte le distribuzioni e di tutti i kernel di Linux.

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Dubbing

Il doppiatore, terminata l’intervista al grande regista americano, sente il bisogno di dissociarsi da quanto quest’ultimo ha appena affermato circa la vita, la morte, la religione e di sottolineare, a scanso di ogni dubbio, la sua fede cattolica.

Noi abbiamo i doppiatori migliori del mondo.

radioradicale.it

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Counting

Di nuovo a casa, dopo la settimana berlinese.

Città meravigliosa - qui, con la fiancée, si era un po’ (tanto) tristi nel dover ripartire per Milano. Se si riuscirà ad infilare un’altra manciata di giorni all’estero quest’estate, dopo Barcellona/Vilanova (per il GUADEC di quest’anno), tornare a Berlino sarebbe un’ottima cosa. Da queste parti si è operata una estensiva e intensiva disamina degli Starbucks berlinesi, e (soprattutto) del caramel macchiato.

Torniamo con una memory card da 256 MB piena di foto - non verranno messe tutte su flickr, ma con calma partirà l’upload delle più significative - e una valanga di ricordi culinar-gastronomici. Lascerò alla fiancée il post a riguardo, ma anticipo una sola cosa: se tanto mi dà tanto, i ristoranti thai saranno i prossimi giapponesi. La meravigliosa fanciulla con cui divido la casa è già in pole position, avendo letteralmente saccheggiato un “asia markt” prima di prendere l’aereo per Milano.

Sempre a Berlino, la fiancée e il sottoscritto sono andati a vedere King Kong: una delizia per gli occhi, in cui Jack Black diventa Orson Wells, in cui Naomi Watts è veramente meravigliosa, e in cui il naso di Adrien Brody ci fa sentire minacciati fisicamente (© Violetta).

Se vi capitasse di andare al Museo Ebraico di Berlino, fino al 29 gennaio è prevista un esposizione dal titolo “Weinukkah/Chrismukkah”; qui, che si è seth-cohen-iani di ferro, non ci si poteva esimere dal pagare i quattro euro (due, se si è studenti) del biglietto e andarla a vedere. La mostra è davvero ottimamente realizzata, istruttiva e molto divertente. Ovviamente, viene citato The O.C. (con tanto di frammento video) - ma tutta l’evoluzione parallela delle due feste, di Natale e Hanukkah, viene trattata molto bene e sempre con uno stile tongue in cheek.

Oggi mi sono accorto che il counter sulla sinistra ha superato i novantamila accessi in due anni e rotti di blog. A centomila - ovvero, se il trend continua, tra tre o quattro mesi - farò il tagliando al template. No, non sarà compatibile con Internet Explorer, mi spiace. Anzi, potendo, sarà ancora meno compatibile; tanto, leggere il blog è sempre possibile attraverso i feed RSS, quindi se non volete usare un browser che non sia un colabrodo e che mostri le pagine utilizzando le più moderne tecnologie e standard, allora usate un feed reader.

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Leaving

qui si stanno impacchettando le ultime cose.

partenza, domani alle 12 e 40, poi a Berlino fino al 10. Ci si risente tra qualche giorno, fate i bravi.

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Il Mochi del Primo Dell’Anno

Italiani pazzi per i dvd. Specie se cartoon. Lo dimostrano i dati, freschissimi, sull’andamento del mercato homevideo nel 2005: 40 milioni di pezzi venduti nel corso degli ultimi dodici mesi, più 33 per cento rispetto all’anno precedente.

Mi aspetto, a questo punto, una nota della SIAE in cui si afferma come la pirateria degli audiovisivi abbia fatto sì che il numero di pezzi venduti non sia aumentato del 200% ma solo del 33%.

repubblica.it

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