Control
La mae* riportava la notizia dell’acquisizione della Pixar da parte della Disney.
Per coloro i quali non avessero residenza su questo pianeta ma lo usassero solo come seconda casa per le vacanze, ecco il riassunto della vicenda:
- la Disney ha acquistato la Pixar pagandola 7 miliardi di dollari
- il pagamento è stato fatto con azioni della Disney, quindi si potrebbe parlare di un merger, se non che la proporzione tra i valori delle due società è di circa 10 a 1
- Steve Jobs, con tre miliardi e rotti di dollari in azioni Disney (pari al 5%) diventa il singolo maggior azionista della casa del topo; per intenderci, Roy Edward Disney - il nipote di Walt - possiede l’1%, e l’ex-presidente-padrone Michael Eisner possiede circa il 4%
- John Lasseter, co-fondatore della Pixar, è ora il Chief Creative Officer della Disney
La domanda che tutti si ponevano dopo l’acquisto/fusione era: la Pixar cambierà la Disney oppure accadrà il viceversa? Ovvero, vedremo ancora pellicole del calibro di The Incredibles e Monsters, Inc. oppure ci propineranno sbobba come enne-mila seguiti di Toy Story (tutti direttamente in home video)?
Pare che una possibile risposta - anche se la Disney è sempre stata abbastanza schizofrenica nel decision making, vedi la damnatio memoriae di Eisner dopo la caduta del presidente-padrone, seguita dalla ri-denominazione di un palazzo a nome Micheal D. Eisner - sia già formulabile: la Disney ha cancellato senza molta pietà il terzo (già in fase di stesura) e il quarto installment di Toy Story - sempre osteggiati dalla Pixar.
C’è speranza nel futuro, quindi.