On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for February, 2006

FOSDEM Report

Dopo una nottata e una mattinata dedicate al sonno dei giusti, ecco qui qualche noticina sparsa sul FOSDEM.

Day one

Sono arrivato tardi, come previsto, e ho saltato il talk di Stallman, come previsto. Da quanto ho saputo dagli altri si è trattato del discorso quadratico medio di Stallman, con l’aggiunta del mantra il DRM è il Male.

Girando tra i boot, le cose più belle che ho visto sono state le ragazze di Ekiga (l’ex GnomeMeeting), il nuovo installer grafico della Debian (basato su GTK e DirectFB), gli effetti di VideoLAN (il frontend per HTTP è particolamente interessante) e il fatto che molti hacker avessero il Nokia 770.

Principalmente, ho bazzicato intorno alla room dedicata a GNOME; non fosse che l’hanno spostata da una parte all’altra del campus dell’ULB, probabilmente non mi sarei mosso molto di mio.

Per prima cosa, c’è stata la presentazione dei partecipanti, tenuta da Jeff Waugh (sempre divertentissimo); poi, Damien Sandras ha mostrato lo stato di Ekiga (e ha spiegato il nome, e devo dire che sono d’accordo con lui: GnomeMeeting faceva onco, mentre Ekiga è un nome molto più azzeccato e interessante).

Ho seguito con grande interesse il talk di Tor Lillqvist sul porting delle applicazioni scritte per GNOME su piattaforma win32; per chiunque fosse interessato, molto si riduce a: usate GLib e fate attenzione al fatto che alcune cose sono implementate solo nella libreria C e non nel sistema stesso. Altro talk interessante è stato quello di Philip Vanhoof sui design pattern con GObject; Philip ha mostrato come l’object orientation con il C sia una cosa assolutamente naturale e potente, e intanto che c’era, ha mostrato come caricare un GtkTreeModel da tre milioni di righe in un GtkTreeView senza che ci volessero dieci minuti per il ridisegno dell’interfaccia, o senza che il sistema si sieda senza molta pietà: davvero ottimo per chi ha esigenza di mostrare molti dati in una lista/albero.

Mi sono perso il talk sul XGL, mannaggia, ma essere in due posti contemporaneamente è ancora una feature che mi manca.

Day two

La giornata inizia presto, con il talk di Tommi Komulainen sulla piattaforma Maemo e su cosa bisogna ricordarsi quando si sviluppa per il Nokia 770, ovvero: la CPU è poca e fa poche cose, la memoria è meno, il display è meraviglioso. La CPU è un’ARM senza FPU, quindi scardati Cairo; la memoria è composta da 64 MB, quindi solo un’istanza di un’applicazione per volta, e se sei in background salva il tuo stato perché verrai segato senza pietà alcuna; il display ha qualcosa come 200-e-rotti dpi, quindi la resa è decisamente migliore dell’LCD del vostro laptop.

Altri talk interessanti della giornata sono stati quello su Subversion e su Valgrind. GNOME tutto verrà migrato da CVS a SVN dopo la release 2.14 e volevo sentire qualcosa in più, dato che conosco poco CVS (pure utilizzandolo da qualche anno), ma ancora meno di SVN. Perché CVS non sia una grande scelta per grossi progetti è ovvio (impossibile copiare/spostare file, branching, tagging e diffing sono operazioni lente come la morte, richiede di essere connesso per troppe operazioni), tuttavia dopo aver avuto a che fare con sistemi di versioning distribuiti (Arch e bazaar su tutti), volevo vedere se SVN era effettivamente una buona scelta per GNOME, e Greg Stein mi ha convinto (specie quando ha detto che ci sono piani per implementare il merging intelligente e l’offline commit, togliendo parte dell’edge dai sistemi di versioning distribuiti). Anche il talk su Valgrind è stato interessante: sarebbe meglio che tutti quanti noi sviluppatori passassimo più tempo a tu per tu con questa suite di programmi.

Ovviamente, non potevo perdermi il talk di Kristian Reitveld sul Project Ridley e sulla release 2.10 delle GTK. Kris è stato perfetto, c’è decisamente interesse per le nuove feature delle prossime GTK. Una domanda dal pubblico è stata interessante: dato che ci saranno nuovi widget, ci sarà supporto per la stampa, per i file recenti, per un canvas (forse) e tonnellate di nuovo codice, le GTK non diventeranno troppo ingombranti - specie per i sistemi embedded? La risposta è: si, le GTK diventeranno più “grandi” di adesso; bisogna anche capire, tuttavia, cosa significhi “più grandi”. La piattaforma base (glib, atk, pango, gtk+) al momento occupa qualcosa tra i cinque e i sei MB di librerie dinamiche; tuttavia, non è tanto la memoria occupata a rappresentare un serio problema: è il caricamento di librerie ad esserlo. Ovvero: se le GTK avranno il supporto per la stampa, io non dovrò caricare anche libgnomeprint e libgnomeprintui - ovvero, non avrò dei seek su disco per cercare i .so, non avrò il caricamento in memoria dei simboli e non avrò dei salti avanti e indietro per eseguire le funzioni: le GTK saranno già in memoria, e quindi avrò già a disposizione quelle funzioni. Certo, se la mia applicazione non stampa, non usa i file recenti, non ha un canvas e non usa molti widget allora avrò tempi di caricamento più lunghi. È un trade off tra spazio e tempo, come al solito.

Per finire, il talk di chiusura di Jeff è stato davvero divertente e interessante. Non posso spiegarlo: dovevate esserci. Quindi, vedete di venire a Barcellona a fine giugno per il GUADEC 2006.

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There’s no place like $HOME

Di nuovo a casa, dopo il week-end passato al FOSDEM. È stata una bellissima due giorni di talk, discussioni, facce, strette di mani, risate e condivisione di esperienze e conoscenze.

Davvero meraviglioso.

Ah, dimenticavo i famigerati “dettagli”: ad aprile si va a Londra da gente simpatica, che pare credano io possa fare qualcosa per loro. Quindi, questo mese sarà decisamente movimentato.

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Leaving on a jet plane

L’aereo per Bruxelles è tra otto ore e qualcosa.

Il bus per l’aereoporto è tra cinque ore e mezza.

Dati gli orari di arrivo, è certo che mi perderò il keynote di Stallman. Me ne faccio rapidamente una ragione.

La valigia è pronta, il portatile pure.

Ci si risente martedì - ma se riesco a rimettere a posto la scheda wi-fi, anche prima.

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ChangeLog/8

Grazie per il vostro mojo: è davvero servito (i dettagli non adesso, ma presto).

A proposito, sto pensando di andare al FOSDEM di quest’anno, a Brussels (perché “a proposito”? Ve l’ho detto: i dettagli non adesso, ma presto).

Update 2006-02-18@00:20: è ufficiale, il prossimo week-end qui si va a Bruxelles per un paio di giorni di hacking, di conferenze e di incontri con gente con la mano aperta; la fiancée ha deciso di venire pure lei e di vedersi un po’ della città.

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Program

L’ho fatto.

Ho bevuto dall’amaro calice, e mi sono letto il programma di governo del centro-sinistra.

Sono 281 pagine. Scritte da un emulo classicista e democristiano di Stephen King, senza dubbio; ma mentre nel romanzo quadratico medio di King almeno si scopa, nel programma dell’Unione, al massimo, te la prendi in quel posto senza neanche un mazzo di fiori o un invito a cena.

L’ho letto velocemente (sono pursempre duecento-ottantuno-pagine-interlinea-singola): la parte sull’università è carina, quella sulla scuola meno - da anni predico l’universitarizzazione del liceo, dopo la liceizzazione dell’università; la parte sulla società civile è, in fondo, ben poca cosa rispetto alle proposte economiche, e ciò non mi piace; in generale, la parte economica e quella sulla giustizia mi trovano particolarmente tiepido: per riuscire a fare quello che c’è scritto servirà ben più della maggioranza relativa data dalle urne.

MI prenderò i sei anni necessari per leggere il programma e poi vi dirò se, alla fine, sarà rispettato.

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ChangeLog/7

Scusate, il blog langue per via degli appelli del mese (ancora quattro da dare nelle prossime due settimane).

Nel week-end spero di finire il secondo Ateismo for Dummies, con un paio di risposte e di considerazioni sull’ateismo caciarone (per il deliquio di farfi e dello straniero).

Ci sono anche potenziali sviluppi inerenti il sottoscritto per quanto riguarda la Terra d’Albione, ma di questo non voglio ancora parlare se non quando anche io saprò di più. Avrei bisogno, a tal riguardo, di un po’ del vostro mojo verso mercoledì (come direbbe Wil), miei fedeli trenta lettori.

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Legal

Quaranta canzoni, in formato MP3 senza meccanismi di DRM (ovvero: posso bruciarle, copiarle, spostarle su iPod, rifarci il naso alla pitanguy, etc.), al mese per 99¢ il primo mese e altrettante a 9 € e 99¢ dal secondo mese. Meno di quanto spenderei per un CD con dieci canzoni.

Tutto legale.

Al momento, sto scaricando Picaresque dei Decemberists (dopo che il video di 16 military wives linkato a suo tempo dallo zio è stato consumato a furia di rivederlo); domani, The Greatest di Cat Power.

Dove? Su eMusic.

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Liberale

Gianni, ma non lo sai che Silvio è un liberale d’altri tempi? Certo, lui vuole che tutti quanti abbiano garanzie e un giusto processo.

Intanto, poi, promette anche un altro milione di posti di lavoro! Io lo voto ancora, certo!

Gino, porta il quartino, che è l’età dell’ottimismo.

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Ateismo for Dummies/0

Avevo in mente qualche post sull’ateismo da un po’ di tempo, dopo essermi incazzato come una jena dopo la lettura di questo post dello straniero di elea. Mi ero ripromesso di rispondere a mente fredda, e di lasciar sbollire l’incazzatura, perché quando sono arrabbiato tendo a diventare sgradevolmente offensivo. Il post rimarrà potenzialmente offensivo per i credenti (”questo spazio web è mio, lo pago io, e ci scrivo quel cazzo che voglio io”, e tutto questo genere di cose); se pensate di non poter sopportare sfottò alla vostra religione-barra-divinità-barra-filosofia-di-vita, smettete di leggere adesso e crescete un po’ che vi farà bene. Non accetterò reclami da chi avrà continuato a leggere nonostante l’avviso; i commenti/trackback/post da me ritenuti alla stregua di parti della mente di un/una ciellino/a saranno considerati come tali a mio insindacabile giudizio previa lettura. Questo spazio web è mio, et cetera, et cetera.

Gli atei sono esseri umani un po’ ossessionati dalle religioni. Dico “un po’” perché hanno anche altre ossessioni; io, personalmente, ne avrei anche un paio di altre… ma non vorrei divagare inutilmente. Gli atei sono un po’ ossessionati dalle religioni perché, al contrario dei credenti, non devono passare giornate intere a capire in cosa cavolo credono, o a fare esegesi (per diletto o profitto) di quello che ha scritto o detto una propria autorità religiosa. Ergo, non avendo questo passatempo quotidiano, gli atei guardano il restante 90% degli esseri umani e si fanno domande. Capirete anche voi come il contrario sia piuttosto raro - a parte una credente con la quale convivo, nessuno che conosco è mai uscito dai ciellinismi tipo ma se non credi in nessun dio, chi avrebbe fatto l’universo (ciellinismo quadratico medio, roba da farti cadere le braccia), e mi ha fatto un terzo grado per capire chi sono e cosa vogliono gli atei.

Gli atei.

Bella forza, a dire “gli atei”: chi sono? Che cosa vogliono? Da che pianeta provengono? La verità è che, a definire gli atei sono sempre gli altri. Da sempre, l’a-theos è chi non crede alle divinità del definente: se sono ebreo, l’ateo sarà il non-ebreo; se sono cattolico, l’ateo sarà il non-cattolico; se sono pastafariano, l’ateo sarà chiunque non sia un alpha-geek che conosce Wikipedia. Da relativamente poco, però, l’intersezione dei vari atei si è scoperta non nulla: c’è qualcuno che è ateo per tutte le religioni di questo pianeta. Bella sfiga: come si auto-definisce un ateo-per-tutti? Anche qui, di solito ci pensano i credenti: ateo è chi crede che non esista alcuna divinità.

Oh, bella.

È come definire i possessori di Opel Kadett 1.2 (marrone cacchina metallizzata) come coloro che non possiedono una Duna 1000 color grigio topo.

No, così non va. Non solo perché è ridicolo, ma perché è una definizione negativa: definisco ciò che qualuno è attraverso ciò che gli “manca” - e se manca, quel qualcuno è manchevole, in errore, non completo, fate voi. Il ché è perfettamente ovvio, se i definenti sono persone che credono in uno o due o più mmbuti… ehm… entità soprannaturali.

Cominciamo, quindi, a mettere in piedi una definizione positiva. Già, ma come si fa? Mica è banale sintetizzare l’ateismo; si attraversa un campo minato ogni volta: se dico ateo è chi non crede in una divinità rimango sul generico, ed includo anche chi non ha una divinità ma ne ha molte; ateo è chi non crede in alcuna entità superiore va un po’ meglio, ma contiene una certa ambiguità di fondo - il non credere in qualche cosa. Questo tipo di affermazione è la risposta ad una domanda sbagliata. In realtà

un ateo sostiene che non ci sia alcuna entità superiore

Ovvero, l’ateismo non dà una risposta alla domanda credo in (almeno) una divinità?; ma da una risposta a esiste (almeno) una divinità?. La risposta che l’ateismo da a questa domanda è, ed è incontrovertibilmente, no; non credo di no; non probabilmente no. Data la domanda sull’esistenza come premessa, la seconda domanda non può neppure esistere.

Quindi, se non esiste alcuna entità superiore non ci sono nemmeno testi, tradizioni e precetti da essa derivanti; non c’è niente al di fuori dell’umano (e da entità omomorfe come i palmipedi ramati su Epsilon Eridanii VI); non c’è niente al di fuori della materia, dell’energia, dello spazio, del tempo e della coda al casello di Melegnano. In mezzo c’è un intero Universo: dieci alla cinquantacinquesima atomi, un volume apparente di 700 miliardi di anni/luce cubici, cento miliardi di galassie ognuna da cento miliardi di stelle.

Senza contare il casello di Melegnano.

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Minoranze

Posso dirlo in tutta sincerità?

A me, la gente che si sente in qualche modo minacciata da una minoranza - magari mentre fa di tutto per discriminare questa e altre minoranze - mi avrebbe anche rotto un po’ i coglioni.

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