Program
L’ho fatto.
Ho bevuto dall’amaro calice, e mi sono letto il programma di governo del centro-sinistra.
Sono 281 pagine. Scritte da un emulo classicista e democristiano di Stephen King, senza dubbio; ma mentre nel romanzo quadratico medio di King almeno si scopa, nel programma dell’Unione, al massimo, te la prendi in quel posto senza neanche un mazzo di fiori o un invito a cena.
L’ho letto velocemente (sono pursempre duecento-ottantuno-pagine-interlinea-singola): la parte sull’università è carina, quella sulla scuola meno - da anni predico l’universitarizzazione del liceo, dopo la liceizzazione dell’università; la parte sulla società civile è, in fondo, ben poca cosa rispetto alle proposte economiche, e ciò non mi piace; in generale, la parte economica e quella sulla giustizia mi trovano particolarmente tiepido: per riuscire a fare quello che c’è scritto servirà ben più della maggioranza relativa data dalle urne.
MI prenderò i sei anni necessari per leggere il programma e poi vi dirò se, alla fine, sarà rispettato.
Gig said,
February 13, 2006 @ 15:48
Mamma mia! Se non ricordo male è più o meno un anno che diverse persone erano impegnate a redigere il programma dell’Unione… beh, devo fare loro i complimenti: non era per niente facile riuscire ad essere al tempo stesso tanto fumosi e tanto specifici: ovvero, tanto fumosi in tanti ambiti diversi! In 281 pagine è stato trattato un numero troppo grande di argomenti, per giunta in maniera troppo prolissa quanto vaga.
Mi chiedo io: ma all’interno della Fabbrica, non ci sarà stato neanche UN esperto di comunicazione?? Non dico un docente di comunicazione con quattordici master, ma anche solo uno studentello al primo anno di università!!
Chiunque sarebbe stato in grado di far notare che il miglior modo di comunicare qualcosa al maggior numero di persone possibili è quello di essere chiari, brevi e di usare un linguaggio semplice…Certo,essere chiari su ogni punto non era certo possibile, viste le disparità di opinioni all’interno della coalizione; sono questioni che verranno definite più avanti, ovviamente… ma la sintesi, la concisione sono strumenti da cui non si può prescindere nella politica di oggi, specialmente se l’obiettivo primario è quello di assicurarsi il voto degli indecisi.
Chi può avere il coraggio di leggersi in toto questo mattone (a proposito, potevi risparmiarti il paragone con Steven King: lo stile è completamente diverso; ci vedrei meglio un Joyce, non foss’altro che per la soporiferità…) non è certo l’indeciso italiano medio, quello che dopo le prime cinque pagine di programma, se va bene, prende il computer e formatta l’hard disk per essere sicuro di liberarsi di questa noia mortale.
Andrà a finire che tutto questo lavoro si rivelerà essere solo ad uso e consumo di chi ha opinioni già ben radicate, sia da una parte che dall’altra: per l’elettore di centrosinistra, che si convincerà ancor di più della sua scelta, e per l’elettore di centrodestra, che troverà conferma di quanto l’Unione sia divisa al suo interno e quindi inaffidabile (vedi il salto a piè pari sull’alta velocità e l’ambiguità di fondo sulla politica estera in generale e sulla NATO in particolare).
In conclusione un lavoro inutile. Anzi, forse addirittura dannoso, perchè buona parte degli indecisi, poco avvezzi alla vita politica, ma che vorranno far sentire la loro voce, per una volta, è molto probabile che privilegino la chiarezza del centrodestra al di là della fumosità burocratica del linguaggio del centrosinistra.
In ogni caso, al di là di come andranno le elezioni, la verità è che Enabram Silvio ha compiuto una mossa davvero efficace cambiando la legge elettorale, rendendo l’Unione incapace di governare per un periodo medio lungo: il peso eccessivo delle sue due ali contrapposte non tarderà a farsi sentire, e porterà alla paralisi decisionale e alla successiva crisi… non c’è che dire, una mossa da vero Cardassiano in ritirata. E da noi non c’è una Federazione pronta a sostenere Vedek Romano nel suo governo: ce la vedi la Bonino con i gradi di Ammiraglio?!