On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for March, 2006

ChangeLog/N

ho perso il conto…

GtkRecent: Il codice per GtkRecent è finalmente stato incluso nelle Gtk: comincia il bug fixing e l’implementazione in giro per Gnome. C’è voluto un anno di lavoro, ho dovuto convincere una valanga di persone e sperare che tutto non si inceppasse, ma alla fine (e grazie all’aiuto di molti per consigli, feature e correzioni) è andato tutto in porto.

Gtk 2.10: il feature freeze della nuova versione delle Gtk sarà a metà aprile, in tempo per includere le funzioni di stampa (che rendono obsolete libgnomeprint e libgnomeprintui); il lavoro per rendere asincrono il selettore di file; una valanga di patch, aggiunte e correzioni in fase di sperimentazione.

Planet: context switch è stato aggiunto a Planet GNOME, quindi il mio faccione è sindacato pure lì.

Giocattoli: è in arrivo un giocattolo dall’Inghilterra. Spero giunga sano e salvo.

Talk: Il mio capo mi ha chiesto se volessi parlare di qualcosa al GUADEC di quest’anno (che si tiene a fine giugno, a Vilanova ì la Geltrù, vicino a Barcellona). Dopo aver scartato l’idea di parlare di Fantacalcio e di gnocca, ho optato per qualcosa di più semplice e in linea con la conferenza. Speriamo venga accettata.

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Operazione verità

sforza itaglia

La sinistra vuole la globalizzazione e ci distrugge.

Giulio Tremonti, vice primo ministro

Eccoteli qui, i no global.

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Beginnings

Il primo pezzo del codice per i file recenti è atterrato stasera in GLib.

Ho iniziato a lavorare stamattina per la gente simpatica, e da sotto la tonnellata di NDA posso solo dire che mi sto divertendo tantissimo.

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You are cordially invited/2

Una raccolta semi-seria di eventi sparsi inerenti l’impending marriage tra il sottoscritto e la meravigliosa matematica melomane, ad uso e consumo dei sociologi del futuro e di coloro i quali arrivassero su questo blog con referrer del tipo “a londra si scopa” - che non ho ben capito se sia una costatazione, una domanda o una speranza

Stamani, dopo una colazione frugale alla California Bakery di via Larga, io e la fiancée ci dirigiamo bel belli agli uffici comunali per avere informazioni su quello che, per semplicità e comodità, chiamerò d’ora in poi l’Evento.

Per sposarsi civilmente la trafila è abbastanza semplice - in teoria: fai partire la pratica delle pubblicazioni in cui annunci che due tizi (ignoti alla stragrande maggioranza della popolazione non solo mondiale, non solo italiana e non solo milanese, ma anche del quartiere di residenza) vogliono cambiare stato civile davanti a due testimoni e a un pubblico ufficiale; le pubblicazioni rimarranno affisse per otto giorni più altri tre a disposizione nell’archivio; prenoti la sala per uno slot di venti minuti; ti presenti il tal giorno alla tal ora insieme al consorte, entrambi venite piazzati sulla catena di montaggio e venti minuti e due anelli dopo avrete la possibilità di attendere qualche settimana per avere il cambiamento di stato civile. Forse la catena di montaggio l’ho aggiunta io, ma in sostanza ci siamo capiti.

Ovviamente, in teoria, la teoria e la pratica sono la stessa cosa; in pratica, no. Per inciso, ti devi presentare agli uffici comunali per avere la data in cui presentarsi agli uffici comunali per poter far partire la pratica delle pubblicazioni; dopo che sarà stata completata la pratica, dovrai presentarti per fissare la data in cui potrai presentarti per sposarti. In questo modo, il miracolo della burocrazia, in cui i soldi dei cittadini diventano carta e poi diritti e doveri, si ripete ogni volta indisturbato da millenni.

C’è un piccolo problema, in tutto questo: io e l’emula di Josiah Bartlet dovremo spostarci entro un mese in quel di Londra; spostarci significa presentare la dichiarazione d’espatrio e l’istanza di iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero entro novanta giorni dal nostro arrivo nella Perfida Albione. Significa, anche, che tra qui e la cerimonia sia io che lei verremmo a cambiare residenza. E se perfino un cambio di residenza nella stessa nazione può portare a Caos, Distruzione e Dolore sui promessi sposi come neanche Manzoni in un trip da LSD, figuriamoci cosa può portare un cambio di nazione.

To make a long story short, la strategia rimane aperta: cerimonia in Italia da residenti all’estero o cerimonia a Londra da transfughi? Il seguito, nella prossima puntata.

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Backup

Non pensiate di essere al sicuro solo perché avete preso un disco da 160 GB per fare i backup.

Mai.

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Bite my shiny metal ass!

Good news everyone!

Futurama ritorna per una nuova stagione - direttamente in TV e non in DVD.

Qui si fa posto per il quinto cofanetto, e si fa la danza della vittoria.

Update 2006-03-20@23:35 contrordine compagni - niente nuova season: ci saranno solo i quattro feature film in DVD.

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London calling

Di ritorno da quel di Londra.

Sempre magnifica, sempre cara, sempre dolorosa da lasciare. Da queste parti si è camminato parecchio, si è girato in lungo in largo, si è firmato il contratto con la gente simpatica e si comincia a lavorare da casa dalla prossima settimana. Tra l’altro, e mai l’avrei creduto possibile, io e la fiancée abbiamo un giro su una Ford Mustang degli anni ‘60: guarda te cosa succede ad andare a lavorare tra geek.

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Problem solving without solving problems

Ikitt, su autopackage (in particolare, penso si riferisca a questa pagina.

Il vero problema di autopackage non è l’attitudine dei programmatori di autopackage - in fondo, progetti F/OSS portati avanti da persone che non riescono a comportarsi come degli adulti razionali ne abbiamo avuti e ne avremo ancora; pensiamo a MPlayer: nato male, portato avanti con arroganza e spocchia, sta finalmente per finire nel dimenticatoio, sorpassato da soluzioni tecnicamente superiori e sviluppate da gente che, almeno, non dice che tutto il resto fa schifo. Questo perché MPlayer copriva una nicchia nell’ecosistema del free software che doveva essere coperta.

Autopackage, al contrario, non risponde ad alcuna esigenza vera e propria, se non al bisogno di alcuni sviluppatori per Windows (che non hanno ancora capito come funzionano le cose sotto *nix e Linux) di avere un unico pacchetto da installare su tutte le macchine che hanno sotto mano. È un’esigenza sentita da qualcuno? Si - ovviamente. È un’esigenza rilevante? No, altrettanto ovviamente. Altrimenti avremmo molti altri progetti simili ad autopackage - mentre l’unico che mi viene in mente è Klik, ovvero un altra soluzione messa a punto da e per programmatori per Windows.

Secondo gli sviluppatori di autopackage l’onere di far funzionare il proprio software con tutte le distribuzioni dovrebbe ricadere sugli sviluppatori delle applicazioni; questo non solo è dimostrabilmente inutile, ma pure dannoso. Io uso Ubuntu e conosco il sistema di pacchettizzazione della Debian a sufficienza per poter fare pacchetti .deb; tuttavia, uno sviluppatore Debian che abbia finito la NM ne sa indiscutibilmente più di me riguardo alle policy della Debian; stesso discorso vale per pacchetti RPM e per uno sviluppatore della Fedora Core 5. Anche se quelli di autopackage mi forniscono un’API per astrarmi dal lavoro pesante di aver ca che fare con relocation di librerie e binari, le minutie del package management non le posso (e non le voglio) imparare. In più, a meno di non ricorrere alla Fatina dai Capelli Turchini, e di sostituire tutto l’installato planetario con pacchetti basati su Autopackage in un microsecondo, avremo sempre a che fare con pacchetti autopackage che rompono inesorabilmente i pacchetti legittimi delle distribuzioni.

Quindi, il vero e serio problema di autopackage è la completa inutilità del fine prefisso (”un solo package manament system per tutte le distribuzioni gestito dagli sviluppatori stessi”); a questo si deve aggiungere una ignoranza di base sui meccanismi delle distribuzioni e dei loro package manager; poi, ma solo alla fine, una manifesta arroganza da “noi abbiamo la soluzione per tutti i vostri problemi, e tutti gli altri sono solo dei perfetti stronzi”, che fa risultare gli sviluppatori di autopackage automaticamente dalla parte del torto.

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You are cordially invited/0

Breve lista di cose da fare e da non fare quando siete a pranzo con i vostri genitori e i genitori della vostra fiancée e avete intenzione di annunciare di volerla chiedere in moglie:

  • non sedetevi in una posizione tale per cui siate bloccati da persone, cose, animali, nomi di città, barriere architettoniche, masserizie, ostacoli da biathlon, etc., tanto da impedirvi un’eventuale via di fuga; meglio sarebbe pianificare la propria posizione in anticipo per minimizzare la distanza tra di voi e il più vicino aeroporto;
  • oltre al punto sopra, se siete fratello- o sorella-muniti, e avete già dato loro la notizia in vista di un coinvolgimento in quanto testimoni, evitate accuratamente di sedervici vicino; la combinazione tra i pungoli con il gomito della vostra fiancée e del fratello, ad esempio, potrebbe portare a lievi tumefazioni;
  • non lasciate mai i bicchieri dei futuri consuoceri vuoti, per alcun motivo; vuotate loro vino, amaro, spumante, vernice, paraffina, benzina, metanolo, insomma qualunque cosa abbia una gradazione alcolica; se non bastasse, usate qualcosa ad alto numero di ottani;
  • di converso, tentate di essere sobri - se non del tutto, almeno il massimo concesso dal contesto e dalle vostre intenzioni; se desideraste inginocchiarvi davanti al futuro suocero per chiedere la mano della figlia, non bevete mezza bottiglia di bianco da soli: eviterete di non potervi rialzare (cosa che, oggettivamente, non depone a vostro favore), e in più potrete scappare a velocità più elevate (vedi il primo punto);
  • non arrivate a chiedere qualcosa parlando a braccio, ma preparatevi con almeno ventiquattro ore d’anticipo; chiedete consiglio a qualcuno, rimandate a mente le note degli spin doctor, fatevi aiutare dal responsabile della comunicazione della Casa Bianca; parlare a braccio è pericoloso e può portare a scene di non facile risoluzione, ad esempio risposte del tipo fino a “vorrei” ho capito, ma “chdrmnfigl” mi sfugge;
  • tentate di mantenere contatto visivo e di non arrossire vistosamente, tanto da poter illuminare la stanza in caso di black out;
  • in ogni caso, tenete pronto un mezzo di trasporto il più vicino possibile alla vostra posizione; qualunque mezzo di trasporto è adatto, anche se la discrezione è d’obblgo - mentre potrebbe dare adito a dubbi il fatto che mangiate l’antipasto in sella a una moto, l’avere un cavallo legato fuori dalla sala da pranzo potrebbe effettivamente dar via troppi dettagli su quello che avete intenzione di fare.

Va da sé che io non ho seguito proprio tutti i punti delle euristiche sopra esposte.

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Origami

Tutti a menare il torrone con questo UMPC della Microsoft.

Come se fosse roba nuova, rivoluzionaria. Oi, sperano di farla pagare 500 $!

Guardate che l’UMPC è uscito un anno fa, costa 359 € (se si acquista online), è basato su Linux, è espandibile e tutto basato su software libero (c’è già una solida base di sviluppatori). Si chiama Nokia 770.

Nokia 770

Una hint gratuita a tutti quelli che gridano alla rivoluzione della Microsoft: andate a zappare, e quando avete finito, andate a scopare il mare.

Tra l’altro, tutti risero dietro alla Nokia quando lo tirarono fuori dal cappello.

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Thread

Alle volte mi chiedo chi cavolo ha messo in testa ai programmatori che i thread servono nella realizzazione di programmi con un’interfaccia grafica.

Let me spell it out for you: i thread non servono. Sono, anzi, dannosi nel 90% dei casi, a meno che non sappiate esattamente quello che state facendo - e se sapete cosa state facendo, probabilmente non li starete usando comunque.

A che cazzo serviranno dei thread a un programma che passa il 99% dei tempo in un idle loop è fuori da ogni mia comprensione.

Nota: se usate un toolkit che non ha un main loop degno di questo nome allora mi spiace per voi; fatevi un favore, e cambiate toolkit.

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The Letter

Gli anni passati da credente sono ormai meno di quelli passati da non credente. Mi sembra giusto, finalmente, mettere in chiaro la mia posizione.

Oggetto: istanza ai sensi dell’art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003.

Io, sottoscritto Emmanuele Bassiano Bassi, nato a Sant’Angelo Lodigiano (LO) il 22 novembre 1980, residente a Castiraga Vidardo (LO), via Monte Oliveto 10, con la presente istanza, presentata ai sensi dell’art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003, mi rivolgo a Lei in quanto responsbaile dei registri parrocchiali.

Essendo stato sottoposto a battesimo nella Sua parrocchia, in data 11 gennaio 1981, desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata “Chiesa Cattolica Apostolica Romana”.

Chiedo inoltre che di tale rettifica mi sia data conferma per lettera, debitamente sottoscritta.

Si segnala che, in caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro 15 giorni, il sottoscritto si riserva, ai sensi dell’art. 145 del D. L. n. 196/2003, di rivolgersi all’autorità giudiziaria o di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.

Ciò, in ottemperanza al D. L. n. 196/2003 (che ha sostituito, a decorrere dal 1/1/2004, la previgiente Legge n. 675/1996), in ossequio al pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali del 9/9/1999 e alla sentenza del Tribunale di Padova depositata il 29/5/2000.

Firmata, imbustata, inviata.

Avrei voluto farlo in tempo per il venticinquesimo compleanno, ma ho dovuto rimandare; adesso, però, c’è così tanto da fare e il tempo stringe.

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Mars

Da queste parti è iniziata la visione della serie televisiva migliore da quando Buffy the Vampire Slayer è finita, ovvero Veronica Mars.

update 2006-03-06@17:40: mezza season dopo, posso sinceramente affermare che Veronica Mars è spettacolare.

update 2006-03-13@16:28: finita la prima season. Ribadisco il fatto che, per essere una prima stagione, sia spettacolare a livelli non riscontrati con nessuna serie precedente.

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