On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for May, 2006

GUADEC/0

Anche quest’anno, come l’anno scorso, il sottoscritto andrà al GUADEC, da domenica 25 a venerdì 31 giugno, a Vilanova (Barcellona).

La differenza principale è che, quest’anno, il sottoscritto terrà anche un tutorial su GtkRecent e su come aggiungere il supporto per i file recenti e i bookmark nelle applicazioni GNOME, alla fine del Warm Up Weekend.

Per il resto, saranno cinque giorni di conferenze, talk, hack fest, discussioni, incontri e battute tra geek.

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Coalition of the unwilling

Nota a margine sulle elezioni milanesi:

Nell’Unione Ferrante è riuscito a calamitare ben 49mila in più della sua coalizione, che nel complesso fa registrare una tenuta rispetto alle politiche.

Il che significa che Ferrante era un buon candidato per Milano, ma che chi diceva di sostenerlo non l’ha fatto. Come al solito, il centro-sinistra in Lombardia se la fa addosso e parte già con l’idea di portare a casa la pelle e basta; il tutto nella migliore tradizione delle self-fulfilling prophecies.

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Galactica

Ho appena finito il primo DVD del cofanetto della prima season di Battlestar Galactica di Ron D. Moore, e sono senza parole.

Questa è sci-fi. Questa è Star Trek for grown-ups.

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Spam!

Che il comment-spam sui blog fosse la nuova frontiera della stupidità^Wimprenditorialità umana era cosa nota e risaputa.

Però gli spammer che inviano barzellette nei commenti (sperando nel link per aumentare il page-rank) non mi erano ancora capitati.

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Uno, nessuno, 100k

Grazie a tutti quanti.

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You are cordially invited/15

Che dite, se metto le tetris shelves in lista nozze c’è la possibilità che qualcuno me le compri?

Anche senza sapere il prezzo?

Anche fatte artigianalmente sarebbe bello

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iBurocrazia

La valanga di stronzate che mi tocca leggere potrebbe anche configurarsi come tentato omicidio tramite soffocamento. Devo ancora decidere se dovuto alle risate oppure alle mie palle che, giunte a toccare terra, rimbalzano e si attorcigliano a mo’ di bolas attorno alla mia gola.

La PA italiana deve ancora uscire dal XX secolo, con i suoi fax e le sue code di persona, e questi vogliono superare a destra tutti i governi di questo braccio di Galassia con telefonini, digitale terrestre (spazio bianco per le risate) e Internet. Ovviamente, con poche speranze di veder implementata anche solo una tecnologia, dato che difficilmente si esce dai progetti pilota. Ricordo anche che raramente un progetto per la pubblica amministrazione ha il prerequisito di esistere; figuriamoci, poi, di funzionare.

Quando riuscirò a sapere che fine ha fatto un mio pacco spedito dall’Inghilterra un mese fa e (probabilmente) fermo in dogana senza dover fare una richiesta in triplice copia e inviarla al prossimo presidente della repubblica, allora potrei anche pensare che per la PA italiana ci siano ancora speranza.

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ChangeLog/13

Qui, nel mondo reale, si prosegue l’opera di trasferimento.

Alcune cose, in Inghilterra, sono di una facilità estrema; buona parte della burocrazia si esaurisce al telefono o in uffici postali che si trovano ad ogni agglomerato di case sufficiente per avere un post code. L’efficienza, poi, è talmente valutata che in meno di due settimane puoi avere una casa perfettamente funzionante: luce, acqua, gas, telefono, broadband. Perfino la tv tax è banale.

Altre cose, invece, sono così assurdamente complicate che non riesci a uscirne vivo. Ad esempio, aprire un conto in banca. Per farlo, devi avere un documento d’identità valido e una “prova di residenza”; questa “prova” non è nient’altro che un documento tracciabile del fatto che tu abiti in un posto. La driving license ad esempio. Ma, anche, una bolletta. Sarò scemo a pagare il gas e il telefono per una casa in cui non abito.

Purtroppo, se le aziende che erogano servizi efficientemente vi fanno trovare le bollette all’arrivo in casa, ma altrettanto non efficientemente sbagliano a scrivere il vostro nome, non ci sono tazzi e mazzi che tengano: voi non avrete prove della vostra esistenza fino alla prossima bolletta. Tra tre mesi.

Ergo, si aspetta, e si fanno versare i soldi in Italia, con conseguente ritardo e scocciatura. E tra meno di un mese, ci si mette a disposizione per fare un colloquio e ottenere un NINo.

Nel frattempo, si lavora sodo sia al day job che paga le bollette che al fun job (anche se entrambi sono fun job per quanto mi riguarda); l’attività di sviluppo viene portata avanti su context switch, perlopiù.

Buttando un occhio su quello che succede in Italia posso solo dire:

Ha Ha!

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You are cordially invited/13

2006. 7 luglio. Venerdì. Ore 10 e 40.

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Kiss your future good morning

Eccoci qui, in quel di Londra.

  • L’ADSL è attiva con due giorni d’anticipo.
  • Il conto in banca è ancora da aprire.
  • Le bollette sono state pagate.
  • Si è ricominciato (oggi) a lavorare per la gente simpatica.
  • La casa è mezza piena e mezza vuota.
  • La vita (e il blog) ricomincia.

Ben ritrovati a tutti.

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