October 31, 2006 at 20:18
· Filed under General, Diary
È Halloween, mi sono venuti a bussare alla porta tre ragazzini mascherati e io non avevo dolcetti da dar loro.
Mi sono sentito morire dentro.
No, non avevo mangiato tutto quanto io: sono cattivo, ma non fino a questo punto; semplicemente, non ho comprato nulla perché mi sono dimenticato di che giorno fosse.
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October 31, 2006 at 11:17
· Filed under Computer, Linux, OpenSource, gnome, hacks, xgl, beryl
Ieri sera ho deciso di provare Xgl+Beryl (il fork di Compiz) sul portatile. L’installazione su Ubuntu Edgy sarebbe anche andata a buon fine, e il sistema sembra reggere - non fosse che devono esistere delle incompatibilità tra Xgl e l’ultima release delle librerie per la gestione dei layout della tastiera che fanno entrare in un loop infinito gnome-settings-daemon (consumando tutta la CPU). Mi ritrovo, quindi, con una tastiera mappata US e il tema di default delle GTK+, niente tasto Compose mappato su Caps Lock e niente impostazioni.
Ma ho le wobbly windows (queste), ombre in alpha blending e quattro workspace mappati sulle facce di un cubo (tra l’altro, è uno shock piuttosto pesante per il sottoscritto, abituato a dodici workspace - mi sento lievemente castrato nell’utilizzo del computer).
Update 20061031T19:22Z: Beryl è stato tolto dopo un giorno continuato di utilizzo. Molto bello, molto figo, sorprendentemente stabile e non così affamato di risorse; tuttavia, mi mancavano la mia tastiera inglese con il tasto compose e i miei dodici workspace. Se future versioni non faranno inchiodare gnome-settings-daemon e mi ridaranno il maltolto, allora tornerò sicuramente a utilizzarlo (magari con il driver open source e Aiglx, e non con quello della ATi e XGL).
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October 18, 2006 at 20:52
· Filed under Computer, Windows, Fun, Software, spam
I filtri usati dal sottoscritto per evitare di finire sommerso da spam di varia natura sono governati da una qualche forma di intelligenza artificiale dotata dello stesso livello di sarcasmo di Erwin, e la prova è che oggi mi è arrivata un’email con questo oggetto, ed è stata lasciata passare:
Subject: Want to work stable? You need to buy licensed WINDOWS
Ordunque: dal 1992 in poi mio padre ha acquistato copie di DOS e di Windows per un totale di svariate centinaia di euro, e se dovessi pensare che questo abbia in qualche modo influenzato (in positivo, ovvero riducendo) il numero di piantamenti creativi che i computer che ho usato, allora mi chiederei anche quale possa essere stato l’effettivo guadagno nell’aver comprato le licenze, rispetto a coloro i quali si sono fatti la loro bella copia pirata; BSA che ti sfonda la porta alle sette del mattino e ti infila in un furgone ammanettato davanti ai vicini esclusa.
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October 16, 2006 at 11:27
· Filed under Blog, meme
nei momenti di stanca del blog si ritorna alle origini; quindi ecco a voi, per il meme o’ the week:

(e, come al solito, ho dovuto correggere l’HTML prodotto da quel CGI, dato che era ancora 4.0-compliant; ma nessuno ha avvisato i webmaster che siamo nel 2006 e si usano XHTML e CSS?)
prossimamente, potrebbero riapparire le pillole di referrer…
now playing: Interpol, “Antics”
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October 10, 2006 at 19:40
· Filed under Diary, Music
Dopo questi meravigliosi deficienti (Fire), sono in ascolto continuato di questa graziosa signorina (Furnace Room Lullaby) e di questo signore che ama dare titoli lunghi alle proprie canzoni (Seven Swans). Non roba uscita proprio l’altro ieri, insomma, ma sto recuperando.
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October 6, 2006 at 17:50
· Filed under Politics
[…] I don’t think that announcing policies in a rush amounts to substance. Real substance is about taking time to think things through, not trotting out easy answers that people might want to hear.
Everyone in this hall, me included, knows that a low tax economy is a strong economy. But some people want me to flash up some pie in the sky tax cuts to show what we stand for. Let me tell you straight. That is not substance. And that is not what we stand for. Do you know what I think? I think that when some people talk about substance, what they mean is they want the old policies back. Well they’re not coming back. We’re not going back.
There’s something special about marriage. It’s not about religion. It’s not about morality. It’s about commitment. When you stand up there, in front of your friends and your family, in front of the world, whether it’s in a church or anywhere else, what you’re doing really means something. Pledging yourself to another means doing something brave and important. You are making a commitment. You are publicly saying: it’s not just about me, me me anymore. It is about we - together, the two of us, through thick and thin. That really matters. And by the way, it means something whether you’re a man and a woman, a woman and a woman or a man and another man. That’s why we were right to support civil partnerships, and I’m proud of that. Of course not every marriage lasts, and many couples are much better off apart. Women must have an escape route from abusive relationships.
David Cameron dixit
okay: io non posso votarlo, e probabilmente non lo voterei comunque (le sue posizioni sulla sicurezza e l’idea di abolire l’human rights act per sostituirlo con una nuova “bill of rights” non mi fanno impazzire). ma mi sembra - e lo dico con le lacrime agli occhi - di essere in un episodio di the west wing della settima stagione, con Vinick da una parte e Santos dall’altra, e io in mezzo a chiedermi chi è il più riformatore tra i due.
vorrei anche aggiungere: il sito dei tories ha anche un feed RSS per seguire l’attività dei vari MP; tutti quanti, poi, hanno un’email e un sito personali.
via wittgenstein
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