On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for February, 2007

Going Mobile/2

Dal FOSDEM. Più precisamente: dalla GNOME dev room del FOSDEM, una volta tanto che la connessione funziona.

Parrà incredibile, ma le conferenze di hacker, programmatori e più in generale smanettoni, hanno la peggior connettività del mondo; forse è perché tutti i partecipanti hanno almeno un computer acceso e in procinto di fare un sync con venti repository

Nel frattempo, uno screenshot di quello su cui sto lavorando:

Places in the file chooser
Directory speciali nel file chooser, caricate da un file esterno e traducibili.

Ovvero, l’implementazione di DesktopPlaces.

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Going Mobile

Fine settimana: a Bruxelles per il FOSDEM 2007. Direttamente da lì, fino a martedì, si finisce ad Helsinki.

A fine aprile si vola a Copenhagen, per due talk da tenere al Nordic Perl Workshop 2007.

A inizio luglio (ovviamente) il GUADEC 2007 a Birmingham. Ed è la conferenza a minor distanza da casa.

A fine agosto mi piacerebbe andare alla YAPC::Europe in quel di Vienna.

Purtroppo dovrei rifare il passaporto per poter andare negli States, quindi con ogni probabilità il Summit a Boston salterà anche per questo anno.

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The Greatest

La cosa migliore del lavorare in un ufficio, invece che da casa, è l’avere un tavolo da ping pong con cui passare le pause pranzo.

Essere pagati è solo un dettaglio, in questi casi.

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Climbing the Wall/2

segue

Finalmente sono riuscito ad avere quei dieci minuti di tempo per installare Compiz sul portatile. Immensamente meglio di Beryl: l’applet per la configurazione sembra quasi progettato da uno sano di mente.

Ovviamente, se avessi un Metacity con un compositing engine sarei molto più felice; speriamo che Thomas riesca a finire di renderla accettabile entro GNOME 2.20.

Update@20070217T23:22Z: come non detto - Xgl, che sono costretto ad usare per via della ATi del cavolo, crasha non appena parte lo screensaver e mi tira giù tutta la sessione con sé; ergo, for the time being si torna a Metacity.

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Twist the Knife

Panacea
\Pan`a*ce”a\, n.
[L., fr. Gr. pana`keia fr. panakh`s all-healing; pa^s pa^n, all + ‘akei^sqai to heal.] [1913 Webster]
1. A remedy for all diseases; a universal medicine; a cure-all; catholicon; hence, a relief or solace for affliction. [1913 Webster]
2. (Bot.) The herb allheal. [1913 Webster]
3. (Programming) Tracker. [2007 Gnome]

Okay, adesso si è andati talmente oltre il ridicolo che non è neppure più divertente. Gli autori ci si sono messi per la loro parte, ma adesso i droni stanno diventando davvero fastidiosi.

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Billy Liar

La moglie ha preso il nuovo portatile, per sostituire l’iBook sans lettore DVD e con la batteria agli sgoccioli. Il portatile viene via con Vista pre-installato.

Al momento, sto facendo i sette CD di recupero; pare che alla Microsoft non abbiano ancora imparato a fare una installazione senza riavviare tre volte (e fortuna che il sistema è pre-installato, quindi con tutti i driver già ammodíno).

Alla fine, però, la cosa che più mi colpisce è quanto Vista sia boring. Sono riusciti a rendere noiosi perfino gli effetti speciali. Un po’ come dipingere la propria casa di grigio per renderla calda e accogliente.

Fortunatamente, il commesso del negozio mi ha fatto provare la Live di Edgy Eft prima di prendere la macchina; appena avrò finito di fare questi cavolo di 4.7 GB di disco di recovery, il disco fisso verà purificato con aspersioni di rugiada e acqua santa, mentre Debussy risuona nell’aere.

Primo commento durante l’installazione: “Wow, what a rip-off”.

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Costantinople

Se esistesse un paragrafo del pezzo (oddio: sembra un’agiologia in vita) sulle madri del DL sulle coppie di fatto in grado di affossare tutti i dubbi su quanto “moderna”, “laica”, “progressista” e “adatta ai tempi” la legge in questione sarebbe, penso sarebbe questo:

Il nerbo della nuova legge, oltretutto, fa riferimento all’anagrafe familiare varata da Tambroni nel ‘58, il governo più conservatore tra tutti i governi democristiani. “Non c’è niente di nuovo a quel rispetto”, insiste Bindi come a dire: la vecchia Dc degli anni Cinquanta aveva già ordinato la questione con buona pace di Betori e di Ruini.

L’Italia è uno stato sostanzialmente conservatore fermo agli anni ‘50. È una specie di trama da film di fantascienza (da serie B): la società sembra andare lentamente avanti, ma chi la guida è ancora fermo in un loop a cinquant’anni prima.

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The Crane Wife

Ieri sera siamo finalmente andati a vedere il concerto dei Decemberists in quel di Shepherd Bush. Concerto meraviglioso, con tanto di reenactment della guerra d’indipendenza americana (con un finale un po’ differente da quello che ricordavo, se devo essere sincero).

La scaletta ha preso molto dall’ultimo album, The Crane Wife:

  • The Crane Wife, 3
  • The Island (Come and See / The Landlord’s Daughter / You’ll Not Feel The Drowning)
  • Yankee Bayonet (I Will be Home Then)
  • O Valencia!
  • Shankill Butchers
  • The Crane Wife, 1 and 2
  • Sons & Daughters

Il finale su Sons & Daughters è stato particolarmente emozionante.

Ovviamente, ci sono stati alcuni dei pezzi più belli dagli album precendenti:

Per chiudere con A Cautionary Song (da Castaways and Cutouts). Peccato non abbiano fatto The Bagman’s Gambit o almeno July, July. Il fatto di essere riusciti a rendere i pezzi dell’ultimo album (che, più dei precendenti, è musicalmente denso, e con “denso” mi riferisco al fatto che, se la band prosegue su questi ritmi, il prossimo album dei Decemberists arriverà a collassare entro il proprio raggio di Schwarzschild) esattamente come se fossero in studio va sicuramente a merito di questi sei folli musicisti.

Update@20070209T15:46: Pare che i Decemberists saranno a Bologna il 17 di questo mese, all’Estragon; se ci sono ancora bigletti, andateci: ne vale la pena.

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Nuclear War (On The Dance Floor)

Di solito non accendo flame: ci partecipo solo (grazie ai poteri della I-can-t-believe-it-s-not-Asbestos tuta che mi è servita per anni su Usenet) perché mi diverte vedere le buffe reazioni degli esseri umani (misantropo umanista? You bet!).

Stavolta, però, me la stanno tirando fuori dalle carni.

Chiunque segua desktop-devel-list sarà al corrente che non nutro grande simpatia per Tracker, il calderone di indexer/database/interfaccia grafica/kitchen sink/quello che sarà questa settimana che alcuni vorrebbero avere una maggiore integrazione con GNOME.

Premetto subito che io non odio Tracker: mi stanno cordialmente sulle balle le modalità con cui viene evangelizzato e, soprattutto, sviluppato. Dopo un anno e rotti in cui è stato riscritto almeno tre volte, cambiato il database, cambiato l’indexer, aggiunte feature e realizzato poco testing, ancora manca una cazzo di API decente per permettere a me, sviluppatore, di poterlo utilizzare. Si, perché il fine ultimo di Tracker è, evidentemente, immagazzinare il maggior numero di informazioni sui vostri file e poi non utilizzarle, dato che esiste solo una serie di remote procedure calls per D-Bus e nient’altro. Ma certo, se ho bisogno di estrarre dati mi basta usare Python. Solo che non io posso riscrivere GNOME in Python (o C++, o C#, o D, o COBOL o ${WHATEVER_LANGUAGE_ZEALOTS_WILL_PROPOSE_NEXT} - in fondo, abbiamo milioni di linee di codice da riscrivere da capo, che sarà mai), e gli utenti non hanno un cazzo di Cray su cui far girare uno GNOME scritto in Python (i requisiti di memoria dopo otto ore di utilizzo sono quelli). By the way: menarmi il torrone su quanto Tracker sia buono con la mia CPU e la mia RAM e poi dirmi che se voglio usarlo devo ridurmi a scrivere un’applicazione in Python è prendermi per culo - puro e semplice; e io non sopporto quando mi prendono per il culo.

Prendiamo HAL, l’Hardware Abstraction layer scritto per evitare di dover pasticciare con device, permessi e stronzate varie; è composto da RPC ma ha anche ben due librerie che mi permettono di non dover usare D-Bus direttamente. Perché? Perché HAL è scritto da qualcuno sano di mente, probabilmente, che pensa che l’utente non se ne fa una sega di HAL in quanto tale - l’utente è esposto ad applicazioni che usano HAL a loro volta; gli utenti di HAL sono gli sviluppatori, e se non do agli sviluppatori un’API sensata come diavolo faranno a scrivere applicazioni? Tracker occupa una nicchia analoga: gli utenti non sanno cosa sia Tracker, a cosa serva o come lo faccia; sanno solo che possono aggiungere una tag a un file e cercare file usando lo stesso tag. Se un utente si eccita con il fatto che esista Tracker è un cazzo di geek, e non è per loro che io contribuisco a GNOME.

Quindi, prego qualcuno di mettersi a scrivere un’API coi contro cazzi per permettermi di scrivere applicazioni con Tracker; non widget: voglio scrivermi i miei widget senza aspettare sei mesi che qualcuno ne aggiunga uno che mi serve. Perché sono io che scrivo applicazioni per GNOME, non “gli utenti”; e se io non sono in grado di scrivere applicazioni per GNOME usando Tracker vorrà dire che sarò costretto a reinventarlo tra sei mesi.

Giuro, mi basta qualcosa che mi dia un GObject a cui far eseguire un match, e abbia segnali che mi dicono cosa la mia richiesta ha trovato. Perché non c’è ancora? Perché gli sviluppatori e chi contribuisce a Tracker ha deciso di perdere il suo tempo per scrivere front-end per la Deskbar applet, mantenere branch parallele di Nautilus e violentare il Search Tool invece di permettere ai maintainer di questi progetti di fare il loro lavoro?

</rant>

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Anything but Ordinary

La cosa strana di quando vi chiedono qualcosa “di personale” è che sulle prime non vi viene in mente una fava. Poi ci pensate seriamente, e comunque non vi viene in mente una fava.

A questo punto, è probabile che di cose interessanti nella vostra vita ne siano capitate davvero poche, tanto che ormai avete solo ferri del mestiere e niente di “poco o per nulla noto”.

Ergo, niente lista - mi spiace per Pietro.

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