September 21, 2007 at 22:04
· Filed under Diary
Daisy (risponde al telefono): Hello? Oh, hi Mike. Yeah, he’s here, I’ll just get him (a Tim) is your boyfriend
Tim: He’s not my boyfriend! (al telefono) Hi babe.
Mike (in una cabina della BT): Hello Timmy
Tim: Where are you?
Mike: Uuuh, Sheffield
Tim: What are you doing in Sheffield?
Mike: Fell asleep on the tube
Tim: The tube doesn’t go to Sheffield, Mike
Mike: Ah, yeah, I know. I must have changed at King’s Cross
E su uno scambio semi-autobiografico da Spaced qui si chiude per una settimana di agognate ferie.
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September 20, 2007 at 14:38
· Filed under Blogback, Media, Science, stupidity
Vi ricordate tutti gli articoli che appaiono sulla stampa inglese e che Repubblica.it e il Corriere pedissequamente riprendono, riguardo il famigerato team di ${COLLEGE_INGLESE} che di volta in volta scopre “l’equazione” per la camminata più sexy, le forme perfette, la barzelletta migliore, etc.?
Se ve li ricordate, ma anche se non ve li ricordate, provate a leggere questo pezzo su BadScience (e poi aggiungete il feed, perché Ben Goldacre è meraviglioso).
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September 9, 2007 at 11:03
· Filed under Web, Lusers, stupidity
Ma perché fermarsi al COBOL? Perché non torniamo tutti quanti ad Algol 60? Oppure all’assembly per PDP-1? In fondo anche x86 è una moda passeggera: prima o poi torneremo tutti alle valvole e allora si che non ci saranno cazzi per nessuno.
Con l’adozione dei socket inseriti circa 4 anni fa il cobol comunica in modo diretto con i linguaggi di programmazione attuali anche rivolti al web.
Ovvero: con l’introduzione di un filo sufficientemente lungo e due lattine, posso comunicare da Londra con i miei che stanno in Italia! Seriamente: COBOL comunica con altri linguaggi? Come dire che io comunico non con gli inglesi, bensí con la Lingua Inglese.
[…] uso [COBOL] per creare gestionali come contabilità magazzino fatturazione ecc.
Sempre lì, siamo: gestionali.
Update@2007-09-10T23:05+0100: siamo al delirio:
La potenza del Cobol a mio avviso oltre alla capacità di gestire grandi quantità di dati è la sua interfaccia di base a carattere facilmente proiettabile verso i sistemi remoti con una minima occupazione di banda. […] L’interfaccia a carattere può essere valorizzata per esempio aggiungendo gli iperlink che portano ad una pagina web per ottenere i grafici che interessano.
Una Cinquecento color topo può effettivamente essere valorizzata aggiungendoci dei finti motori a curvatura e facendo bruuuum bruuuuum con la bocca una volta messi al volante.
via Ikitt, che ha un talento tutto particolare per scoprire i fenomeni sui web forum
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September 8, 2007 at 21:31
· Filed under General, religion, stupidity, atheism
Un’omelia [di Ratzinger] per ricordare che per i cristiani ritenere Gesù “l’unico mediatore della salvezza” “non significa disprezzo delle altre religioni nè assolutizzazione superba del nostro pensiero”.
Non siamo noi, ad essere razzisti: sono loro ad essere negri.
Seriamente: a me, questa sembra proprio assolutizzazione superba. Se continuano per altri cinque anni a fomentare integralismi non mi sorprenderei nel vedere cattolici radicali che si fanno saltare in aria a Roma, oppure prendono in ostaggio gente, per far abrogare la 194 in Italia.
Le risate non sono servite a seppellirli - probabilmente, giunti a questo punto, serve dell’altro.
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September 3, 2007 at 23:24
· Filed under Computer, OpenSource, Software, gnome, technology, gtk+
Dicevo altrove di aver provato Vala, il linguaggio C#-like scritto usando GLib e GObject come base, e che viene “compilato” in C invece di usare una VM e un linguaggio intermedio.
Ho trovato dei difetti nel layer di traduzione, ma sono dovuti essenzialmente alla giovane età del progetto, e il team di sviluppo sta raccogliendo intorno a sé una quantità di collaboratori più o meno saltuari che fa ben sperare. In più, la mera esistenza di Vala sta spingendo a completare il supporto per l’introspezione in GObject.
Quello che più mi interessa, però, è la possibilità di avere un linguaggio a medio/alto ufficialmente sanzionato da GNOME - come Objective-C da Apple. Intendiamoci: la quantità di binding già presenti è enorme, e già oggi se volessi scrivere un’applicazione per GNOME potrei farlo in Perl, come in Java, come in C# e perfino con quel train wreck di Python. Tuttavia, i bindings sono quello che sono: si portano dietro virtual machine, ambienti di runtime, licenze, implementazioni patent encumbered e altre amenità.
Intendiamoci: non ho nulla contro le VM - a parte l’obiezione classica: “sto già usando una macchina virtuale su una macchina reale, perché devo usarne un’altra ancora per ogni linguaggio?”; tuttavia, e specie sulle macchine su cui lavoro, una virtual machine è già sufficiente - figuriamoci quattro o cinque. Mi piacerebbe che qualcuno prendesse Mono e ci portasse più di tre o quattro linguaggi; mi piacerebbe ancora di più che qualcuno prendesse Parrot e lo completasse. Mi piacerebbe, insomma, avere una macchina virtuale per tutti i linguaggi ad alto livello. Se non posso averla, allora tanto vale usare Vala.
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