January 30, 2008 at 11:16
· Filed under News, OpenSource, business, nokia, kde
Lunedì è venuta a mancare
La Comunità di KDE
Ne danno il triste annuncio la madre Trolltech e la sua nuova consorte, Nokia; gli utenti commerciali di Qtopia, che se producevano cellulari adesso si trovano costretti a cambiare piattaforma; gli utenti di KDE, per cui il desktop potrebbe finire in secondo piano quando l’unico provider monopolista della tecnologia su cui ti basi viene acquistato da un produttore di embedded device che intende usarti come anti-Android.
I funerali si terranno, in una data inevitabile a meno che qualcuno non tiri fuori 150 milioni di euro, a Helsinki.
Certo però, che inculata pazzesca per gli utenti: prima la Trolltech forza la mano alla comunità per rilasciare un dimostratore incompleto e instabile di QT 4.x, poi vende l’ambaradan.
Fuori di obit joke: questo succede quando tieni tutte le uova in un paniere, e ci fai pagare pure “la tassa” sopra, con tanto di benedizione di San Ignucius (a dimostrazione di quanto il buon Richard si stia rincoglionendo con l’età); se poi si guardano i quarterly report ci si accorge di come la Trolltech stesse perdendo cash dal 2006, e che erano appena riusciti ad arrivare a un netto tra operative costs e operative revenues nel Q3 2007. Non mi sorprende l’offerta di 100m di euro, quindi.
Adesso la palla passa alla comunità. Se la Nokia dovesse decidere in un cambio di strategia, KDE muore; se la comunità decide di forkare e rimanere sotto GPL (v3, nonetheless), KDE cessa di avere un appeal commerciale, e diventa il nuovo GNUstep.
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January 26, 2008 at 22:26
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Beh, approssimativamente…
27-29 gennaio: Helsinki, FI
22-24 febbraio: Bruxelles, BE - FOSDEM 2008, con un breve talk alla GNOME Devroom; fateci un salto, vale la pena anche solo per i litri di birra belga
9-16 marzo: Berlino, DE - GTK+ Hackfest 2008
Non faccio piani per i mesi successivi.
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January 15, 2008 at 23:14
· Filed under Linux, Software, gnome, hacking, clutter
non ti rendi conto di quanto dai per scontato in Linux se non quando devi replicare un ambiente di sviluppo sotto OS X. fortunatamente, con un po’ di Macports e di JHBuild si riesce a mettere in piedi qualcosa di usabile.
una cosa sicuramente mi piacerebbe avere anche sotto GLX, e sono i tool per fare profiling delle chiamate OpenGL; l’UI è banale da replicare (basta prendere una cosa tipo questa) ma quello che è interessante è tutta la serie di hooks per attaccarci uno statistical profiler.
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January 15, 2008 at 23:06
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fatemi capire bene:
- ti invitano, pur non c’entrando una benemerita maze (come direbbe Pippo Chennedy) con la sede e con il tuo ruolo, all’inaugurazione dell’anno accademico di una università
- ti contestano i professori e gli studenti non appena vengono a saperlo
- tu arretri e dici “no, nun ce vengo” perché chi ti contesta non ti piace, adducendo la scusante dei “problemi di sicurezza”
epperò vinceresti ai punti? scusatemi, devo essermi perso alcuni dettagli per strada. per inciso, sto parlando di Bozo il Clown, che fa una figura da papa debole e indifeso; almeno l’altro Bozo il Clown alla Columbia è andato e si è preso pure del pirla.
caro L., ti prego, non fare il terzista buono come Uolter; se ti invitano a parlare e vuoi andarci solo con garantita l’assenza di replica e di contestazione, allora non vinci ai punti. ci fai solo la figura del cioccolataio
Update@2008-01-24T09:31Z: ovviamente, dovevo aspettarmelo; era tutta una pastetta all’italiana: il rettore che persegue nell’invito al papa dopo essere stato indagato per abuso d’ufficio; la lettera dei docenti inviata in forma privata al solo rettore due mesi prima, finita in un cassetto e “casualmente” finita sui giornali; uno dei firmatari che non verrà ratificato come direttore del CNR. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro sporco. La sovranità appartiene al popolo di Bozo il Clown, che la esercita nelle forme e nei limiti della propria fantasia.
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January 12, 2008 at 19:01
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a proposito della citofonella della Apple, il pezzo di wired linkato dal Sofri giovane è uno dei più disgustosi pompini che abbia mai letto sulla rivista. è come se la stampa fosse incapace di fare altro se non ri-raccontare la storia del primo Mac ancora, e ancora. è successo con l’iPod, è successo con l’iPhone. nessuno che realizzi come quella citofonella funzioni solo negli Stati Uniti, dove il mercato dei terminali mobili è asfittico sia in termini di hardware, che di servizi, che di tecnologia, che (e soprattutto) di tariffe.
l’iPhone funziona negli Stati Uniti perché la barra è impostata incredibilmente in basso. per questo qui in Europa lo filano solo gli aficionàdos della Mela: nessuno sano di mente prenderebbe un cellulare di cinque anni fa con evidenti carenze da primo modello.
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January 12, 2008 at 18:47
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Ho scoperto a cosa serve tumblr, a parte il rimuovermi dal mettere in piedi un’altra installazione di WordPress: ad avere un posto dove buttare fuori tutta la misantropia, l’odio e in generale la bitterness che sviluppo durante il lavoro e l’osservazione della comunità.
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January 12, 2008 at 18:46
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devo dire di aver seguito il disastro ferroviario della release di KDE 4.0 con un misto di interesse e sarcasmo. interesse perché è un case study sui cambiamenti “rivoluzionari” contrapposti a quelli “evoluzionari”; sarcasmo perché se non ci fossero gli sviluppatori e gli utenti KDE da prendere in giro sarebbe un ben triste mondo. dopo anni in cui GNOME è stato preso per il culo per il salto 1.x - 2.x, mi sembra giusto render la pariglia.
seriamente: mi sembra evidente che quando GNOME 2.0 era in fase di rilascio ci sia stato un grosso errore da parte del release-team; pensateci: KDE4 (non KDE 4.0, ma neanche KDE 4.1, probabilmente neanche KDE 7.5 sarà KDE4) viene definito “il sogno”, “il futuro”. ci mancava solo che registrassero thefuture.org e lo redirezionassero a kde.org. invece, come venne definito GNOME 2.0 quando era in sviluppo?
- oh, belle icone!
- antialiasing sui font!
- tutto quanto UTF-8! ehm, cos’è? si mangia? ’sta buono li, che ti servirà ah, okay
risulta ovvio come il marketing-team di KDE sia migliore di quello di GNOME, in questo senso. solo un ottimo team avrebbe potuto convincere tutti quanti che un’alpha release instabile (che spesso non funziona su live cd e immagini VMWare) di un nuovo framework (che dovrebbe cambiare non solo implementazione ma pure API nei prossimi quattro/sei mesi) sia pronta per il consumo da parte degli utenti. quindi, decisamente: kudos.
alla fine della fiera, però, la domanda era e rimane: perché, se KDE 4.0 non è ancora pronto, lo rilasciano? ovviamente, la ragione principale è: se chiediamo a tutti quanti di usare trunk non avremo mai contributi o feedback; ma perché non fare una decina di rilasci programmati tipo 3.99.0-alpha0, 3.99.1, 3.99.2, … fino alla agognata release 4.0? lo hanno fatto per le altre release, mica li avrebbero mangiati vivi se avessero messo in chiaro fin da subito che: si, c’è così tanta roba nuova che sicuramente si romperà se la guardi storta, quindi sei avvisato fin dal numero di versione. succede ovunque, nessuno si sarebbe spaventato.
comunque, seguirò KDE4 (non 4.0) con attenzione, oltre che alla giusta dose di sarcasmo. alcune soluzioni mi interessano, come il permettere ai web developer di interagire meglio con il desktop; GNOME dovrebbe avere una tecnologia simile - e se WebKit diventasse parte integrante della piattaforma sarebbe probabilmente possibile.
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