On the other side of the screen, it all looks so easy

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Ovviamente, tutti a stracciarsi le vesti per la distruzione della privacy che comporta l’essere a conoscenza della dichiarazione dei redditi di ogni italiano.

In Finlandia la dichiarazione dei redditi è pubblica da anni; l’ultima volta che ci sono stato, Helsinki era ancora lì e non era stata distrutta dalla collera divina — né i suoi abitati stavano tutto il giorno attaccati al cellulare (si, i dati sono disponibili anche via cellulare) per sapere quanto il loro vicino avesse dichiarato al fisco. Una cosa simpatica che comporta la pubblicazione delle dichiarazioni di reddito è che la polizia può applicare multe direttamente proporzionali a quanto guadagnate: se prendo 200 mila euro l’anno, pagare 100 euro di multa può essere una scocciatura ma non un’azione punitiva nei miei confronti; se ne pago 2000, invece, comincia ad essere qualcosa di serio.

La mia privacy viene violata solo se alcuni soggetti, al di fuori del mio controllo hanno accesso alle informazioni che mi riguardano; se tutti hanno accesso allora non c’è più una disparità tra me e gli altri.

Ovviamente, questo non piacerà molto a quelli che dichiarano 10 al fisco e poi spendono 100 — con prestiti per coprire la differenza o semplicemente omettendo i restanti 90. Che ci volete fare? È il panopticon inverso.

via Barbara

15 Comments »

  1. Filippo said,

    April 30, 2008 @ 22:11

    Anche in Italia sono pubbliche, se vai presso il comune e chiedi la mia dichiarazione dei redditi te la danno, diverso è online.

    Hai un link a dove sono le dichiarazioni dei redditi Finalndesi consultabili on-line?

  2. zefram said,

    April 30, 2008 @ 22:24

    @filippo: l’articolo del wall street journal che ho linkato dovrebbe essere sufficiente. :-) in ogni caso, a quanto pare si stanno muovendo solo adesso (e attraverso la corte di giustizia europea) per non permettere il trasferimento e/o la pubblicazione a pagamento dei dati (vedi qui).

  3. zefram said,

    April 30, 2008 @ 22:28

    tra l’altro, cosa rende differente la pubblicazione online di questi dati? se posso chiederli in comune e sono tenuti a darmeli come mai non dovrei essere in grado di aprire il browser a un URL invece di saltare sul treno, andare a gatwick, prendere un aereo, prendere un autobus, arrivare nel comune dei miei e leggere la dichiarazione dei redditi di mio zio? il costo dell’operazione?

    più un generale: se ho i soldi per muovermi allora posso avere accesso a un mio diritto mentre se non ce li ho nisba? i miei diritti sono forse basati sul censo?

  4. Filippo said,

    April 30, 2008 @ 22:31

    Perchè se vai in comune a chiederli rimarrà traccia che li hai chiesti, mi pare anche abbastanza sensato, se vuoi conoscere la mia situazione patrimoniale fallo pure, se malauguratamente dovessi mai capitarmi qualcosa, potrebbe essere una traccia da seguire.

    Mi pare abbia un senso.

  5. khelidan said,

    April 30, 2008 @ 22:36

    piu che un problema di privacy lo vedo come un problema di sicurezza,in finlandia non ci sono cosi tanti bravi ragazzi come in italia interessati a quanto prendi(e a quanto scucirti)

  6. zefram said,

    April 30, 2008 @ 22:42

    @khelidan: ommioddiotuttiicriminalisuinternet — e nessuno che guarda in che villa abiti, o che macchina/e usi, o che vestiti indossi. i criminali del XXI secolo nella landa desolata dell’amministrazione pubblica via fax e digitale terrestre. :-D per carità: se qualcuno vuole scucirti qualcosa non serve un sito web: servono gli occhi. se poi leggi il link nel commento precedente, vedrai che anche in Finlandia ci sono i malintenzionati.

    @filippo: a parte il fatto che i dati mica è detto che li tengano in comune, o che servano tout court, ma anche i log di un web server sono vincolanti per un’autorità giudiziaria che volesse indagare. toh, se vogliamo nasconderli, chiediamo il codice fiscale in una form.

  7. Gilthas said,

    May 1, 2008 @ 01:20

    Non vedo dove sia lo scandalo: io non ho niente da nascondere, anzi, come qualcuno ha commentato sul blog di Grillo, magari mi fanno pure la carità. Poi scusate, il riccastro medio italiano viaggia sul Cayenne. E mi venite a dire che eventuali malintenzionati invece potrebbero aver bisogno di andare a frugare su internet?!

  8. Luca Cavalli said,

    May 1, 2008 @ 13:42

    Beh, non c’e’ mica bisogno di essere malintenzionati per sfruttare un’informazione del genere in maniera non troppo educata. A me sta bene che si sappia quanto guadagno, ma vorrei evitare che al prossimo colloquio di lavoro mi facciano un’offerta economica stranamente di poco superiore a quanto gia’ non percepisco. Una pratica del genere ad esempio avvantaggerebbe notevolmente le aziende a discapito dei lavoratori.

  9. zefram said,

    May 1, 2008 @ 14:06

    @luca: in quel caso puoi chiedere di più o rifiutare il lavoro. se non ti vogliono dare quello che chiedi non te lo danno a prescindere.

    quello che è importante capire è che se io posso vedere quanto dichiara mio zio, il mio vicino, il mio capo — e allo stesso tempo mio zio, il mio vicino e il mio capo possono vedere quando dichiaro io, allora non è una violazione della privacy.

  10. Fabio said,

    May 1, 2008 @ 15:19

    Solo chi ha qualcosa da nascondere può essere contrario a questa iniziativa. E fra quelli che hanno sollevato il problema al Garante della Privacy, ce ne sono molti che hanno brutti scheletri nell’armadio…

  11. fedrox said,

    May 1, 2008 @ 15:44

    ovviamente mi pare che tanta gente IN ITALIA abbia molto da nascondere: eh? come dici? no, non tu là in fondo, no? eh? come dici? sei onesto? lo dici tu? ah beh, allora mi fido.

  12. Dr. House said,

    May 1, 2008 @ 17:07

    Cerchiamo di essere sincei: in Italia *tutti* abbiamo qualcosa da nascondere, sennò saremmo già andati all’estero :-D

  13. kinorenma said,

    May 3, 2008 @ 18:17

    Io non sono daccordo ma non per difendere i vari riccastri da strapazzo; al contrario, sono preoccupato per quelli che se non fanno la fame, poco ci manca.
    Mi spiego: immagina che una famiglia tiri a campare con una somma ridicola e possa, nonostante tutto, riesca a garantire ai figli un vestiario ed un’istruzione adeguate, come nella famiglia in cui sono cresciuto io.
    Poi qualcuno va a guardare la loro dichiarazione dei redditi e “guarda caso” la macchina o la casa va a fuoco. Che coincidenza!
    E poi “guarda caso” ti si presenta un amicone che ti presta dei soldi.
    Che coincidenza! Solo che te li presta a strozzo.
    E poi parliamoci chiaro: gli evasori continuerebbero a figurare come straccioni nonostante tutte le denunce. Perché? Perché siamo in Italia. La guardia di finanza forse non ha già accesso a quei dati? Si. E cosa cambia?

  14. kinorenma said,

    May 3, 2008 @ 20:12

    oh avevo dimenticato di parlare delle banche con cui la sinistra italiana sembra andare tanto daccordo: lo strozzinaggio legale.
    così sono riusciti a fare un’altra mossa a favore delle banche facendola sembrare un atto contro Grillo. Che para***i!

  15. Sky One said,

    May 4, 2008 @ 23:06

    Singolare come si pensi di trovare chi ha i soldi dalle dichiarazioni dei redditi: da che mondo è mondo se uno ha i soldi lo vedi dall’auto, dalla villa, dalle case al mare e in montagna e dall’eventuale barca, ma non dalla dichiarazione dei redditi, dato che per il fisco sarà nullatenente o poco più.

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