On the other side of the screen, it all looks so easy

Talk about the passion

Angelo M., su The Rat Race pubblica una lettera di Paolo Bizzari e non solo risponde ma chiede anche un parere agli expat in giro. la questione è, banalmente posta, più o meno la solita: si può emigrare e lasciare in mano l’Italia ai leghisti e ai peronisti dello psiconano e non dargliela vinta?

quando dico la solita domanda intendo quella domanda che è solitamente posta — non che sia banale e la domanda e l’eventuale risposta; ed è una domanda solitamente posta perché la noto ogni volta che i miei genitori o i miei suoceri o i miei amici vengono a fare un salto da queste parti — oppure le più rare volte in cui io ritorno nelle natíe terre.

quello che vedo, per citare la moglie, oltre le lenti dei miei occhiali è il fondamentale declino di un paese che ha perso ogni prospettiva; che campa alla giornata, e sul talento e sulle eccezioni e sui pochi che ancora non si arrendono. sono, queste persone, come i giapponesi sulle isole del Pacifico — gli ultimi, quelli che non sanno che la guerra è finita e che, alas, hanno perso. mi spiace quasi l’essere brutale, ma è un dato ormai definitivo: l’Italia è un paese fatto di mediocri, da mediocri, per mediocri — e che Lincoln mi perdoni per la parafrasi.

non è che, siccome lo psiconano1 ha vinto allora l’Italia è mediocre; e non è neppure perché l’Italia sia diventata mediocre che lo psiconano si è ritrovato al governo. l’Italia ha intrapresto questo cammino di mediocrità da anni — molti di più dei quindici intercorsi tra il Berlusconi I e il Berlusconi IV, ma sicuramente negli ultimi tre lustri è diventato piuttosto evidente.

quindi, se loro hanno vinto, e loro hanno ormai costruito una società a loro immagine e somiglianza, che loro e i loro figli perpetueranno per i lustri a venire, perché non emigrare? perché continuare a validare un sistema attraverso la propria opposizione a quello stesso sistema? ormai hanno vinto, chi ancora pensa si possa cambiare, tornare indietro rimettere le cose a posto, finisce solo nella parte del monstrum, della leggenda.

The only winning move is not to play.

come postilla: io non ho rinunciato all’Italia che vorrei. solo, l’Italia che vorrei non si può fare in Italia.

  1. incidentalmente: si, lo chiamo lo psiconano peronista e non Silvio Berlusconi perché mi sta effettivamente sul cazzo a sufficienza per usare uno pseudonimo insultante per definirlo; questo non inficia il mio giudizio — date una passata di sed al blog and get over it []

20 Comments »

  1. Luca 'ziabice' Gambetta said,

    May 8, 2008 @ 22:40

    Triste, ma completamente d’accordo con te. Tanti fattori uniti insieme hanno causato questa completa e totale discesa negli inferi. Basta guardare già com’era culturalmente l’Italia nella prima metà del novecento per rendersi effettivamente conto di quanto in basso siamo caduti adesso. Credo che il declino sia iniziato negli anni ‘80.
    Mi sveglio con orrore sapendo che non ho la possibilità economica di andarmene…

  2. Angelo said,

    May 8, 2008 @ 23:19

    Grazie per questa tua risposta. Devo dire che — formulata in modo diverso — mi pare sconsolatamente simile a quel che penso e che ho scritto anche io. Su un argomento di questo genere, sarei stato piu’ felice di sentirmi convincentemente spiegare perche’ ho torto marcio — ma tant’e'…

  3. ciro said,

    May 9, 2008 @ 00:56

    Non credo mediocri sia la giusta definizione. Non so a chi ti riferisca e forse, credo, ti lasci confonfere da una ‘estetica’ (comportamentale e sociale che a me personalmente imbarazza comunque) che semplifica troppo lo questione. La gente e’ gente ed e’ la stessa in tutto il mondo, con le stesse percentuali di imbecilli e geni (consolati al pensiero che in Italia almeno, contrariamente al resto del mondo, anche gli imbecilli fanno meno figli). E’ il sistema Italia che non ha senso. Qualcuno lo ha capito prima, qualcuno lo ha sempre saputo approfittandone, qualcuno credendoci si e’ rovinato la vita, qualcuno scappa, qualcuno anche non credendoci continua a lottare. Chi sarebbero i mediocri? La gente che onestamente lavora e continua a cercare di vivere decentemente? La massa di parassiti ronzante? Le decine di migliaia di imprenditori che aprono ditte all’estero? Da uno che ha almeno un piede gia’ fuori dall’Italia ti dico che nel panorama i mediocri proprio quelli che vanno all’estero senza riconoscere che se fossero partiti dal pakistan non starebbero in un ufficio a Londra o ad uno starbuck a San francisco o a far il ricercatore a Berlino (bhe magari allo starbuck si). Ad ogni modo mi sono perso… ma secondo me confondi ‘la gente’ come un valore assoluto di una nazione: cosa dovrebbe essere la gente se non MEDIOcre? Tutta eccezionale perche’ sono nati a sud della Francia?

  4. zefram said,

    May 9, 2008 @ 08:37

    @angelo: mi spiace. vorrei sbagliarmi, te lo giuro.

    @ciro: non hai capito un cazzo. ritenta, sarai più fortunato.

  5. motumboe said,

    May 9, 2008 @ 10:44

    caro Emmanuele, anche io sono deluso da alcuni aspetti dell’Italia, ma tu generalizzi troppo. C’è del buono e del marcio dappertutto. Dammi un Paese-controesempio se ci riesci.
    E ho l’impressione che sei talmente pessimista che ti saresti lamentato del tuo Paese d’origine, anche se fosse stato il Regno Unito, gli USA, il Tagikistan, uno qualunque insomma.
    Tu sei indubbiamente una persona intelligente, ma hai il grosso difetto di non saper tollerare la mediocrità degli altri, ma da quella non sfuggirai, MAI.
    Riguardo alla tua questione, combattere o non giocare (ma secondo me in questo caso questa opzione non esiste, qui c’è solo ‘combattere’ o ‘mollare e cambiare gioco’), io sono per combattere, anche perché l’Italia non è poi tutta quella merda completa che tu sottintendi e su cui tu sputi sopra.

  6. zefram said,

    May 9, 2008 @ 10:59

    @motumboe: anche tu, mi spiace, non hai capito una fava.

  7. motumboe said,

    May 9, 2008 @ 11:26

    mi aspettavo proprio una risposta ‘circostanziata’ di questo tipo.

  8. ciro said,

    May 9, 2008 @ 12:17

    Magari sei tu che ti sei spiegato male :) Magari siamo io e motumboe che siamo scemi, magari non ti frega niente che si capisca. Magari occorre conoscerti meglio per capire cosa intendi. Mi sembra siamo daccordo sull’analisi dello stato di cose ma non ho capito chi sarebbero questi mediocri a cui dare responsabilita’. Quando sarebbe partito questo imbarbarimento? L’italia (gli italiani) era molto migliore negli anni 70? Nei 60? nei 50? I partigiani erano la Vera Italia? I fascisti? I Borboni? I Savoia? ‘Loro’ secondo me non esistono. ‘Loro’ sei tu, hai studiato in Italia, ne hai usato i servizi, hai pagato o non pagato le tasse, i bolli, fatto le code, i tuoi parenti hanno preso le pensioni, usato gli ospedali; il tuo contorno sociale e’ fatto da qualcuno che ha usufruito di uno stato sociale paracomunista in una economia paracapitalistica, i valori che hai, la sensibilita’ che hai maturato, la maleducazione, la (eventuale) gentilezza, l’arroganza vengono anche dalla complessita’ sociale di cui hai perso la capacita’ di riconoscerne la ricchezza. E’ molto complicato vivere in Italia, direi al limite della sanita’ mentale, ma mi sembra che la tua analisi di qualcuno (chi? quanti? quando?) che sono causa di tutto non regga. Porta pazienza ho i miei limiti

  9. Dr. House said,

    May 9, 2008 @ 13:18

    @Ciro,
    mi sa che avevo sopravvalutato zefram
    grazie

  10. farfintadiesseresani said,

    May 9, 2008 @ 13:23

    Mah. Io credo che la speranza per l’Italia, la ragionevolezza di continuare a viverci e la discutibilità di ciò che scrivi risiedano tutt’e tre in una semplice ragione: ciò che determina l’accadere di cose in Italia (come altrove) è sempre meno dipendente da ciò che sono gli italiani (e quelli che vivono altrove). Poi, ovviamente, anch’io tenderei a dirti che l’Italia non esiste (non con l’articolo determinativo). Infine, hai molte ragioni. Credo che non ti sia di grande consolazione sapere con certezza che nel 90% dei posti al mondo si vive peggio.

  11. zefram said,

    May 9, 2008 @ 13:36

    @motumboe e @ciro: se vi fissate su “mediocre” allora avete perso di vista il punto. riprovate. hint: “mediocre” non significa “la media”.

    @house: grazie, sempre lieto.

    @farfi: no, affatto. quello che penso (e che ho scritto) è l’esatto opposto — quello che accade in italia è l’esatto prodotto di quello che gli italiani sono; in più, gli italiani rifiutano (scientemente) di incorporare ciò che “non è italiano” (o che loro considerano come tale), nell’illusione sopraffina che è “[nel] 90% dei posti al mondo si vive peggio” — hint: non è vero, a meno che tu non vada a prendere il Burma post-ciclone come metro di paragone — quindi non solo l’italia è il risultato di ciò che gli italiani sono, ma lo diventerà sempre di più. questo è il motivo per cui si emigra: se non ti riconosci più in ciò che l’italia è diventata allora lo sarai ancora di meno negli anni a venire.

  12. Dr. House said,

    May 9, 2008 @ 14:14

    Leggo sempre con interesse i post di Paolo spesso su un altro blog (http://www.alfonsofuggetta.org) ed anche questa volta è uno stiolante spunto di riflessione.
    Tuttavia ho letto altri posta su questo argomento di persone e amici che lavorano all’estero nel settore IT.
    L’atteggiamento diffuso di queste persone è purtroppo la superbia, come se fossero parte ormai di un sistema superiore, autorizzati quindi per diritto geografico a disprezzare tutto ciò che è italiano.
    Sarebbe bello che queste persone -questo è un pacato un’invito- facessero anche delle proposte su cosa di potrebbe fare per migliorare le cose.
    P.S. ovviamente il discorso è enormemente più ampio, ma un po’ alla volta mi sto facendo un’idea sempre più chiara su qual’è lo status quo e qual’è la mentalità di chi emigra, chissà un giorno scrivero anch’io il mio post sull’argomento. Intanto grazie comunque per l’interessante discussione :-D

  13. zefram said,

    May 9, 2008 @ 14:32

    @house: ommioddio gli expat brutti e cattivi sono tutti superbi e schifano l’italianità tipica.

    oppure

    dall’estero, magari in paesi civili, tutte le magagne dell’italia che abbiamo lasciato alle spalle vengono fuori tutte insieme e siamo sepolti tra schifo e vergogna.

    in più: ho detto che ormai non c’è niente da fare, se non andarsene perché non ci sono più margini per “migliorare le cose”: al resto del paese è evidente a tutti che va benissimo così, perché cambiare?

  14. Dr. House said,

    May 9, 2008 @ 14:54

    @zefram
    capisco il tuo disagio nell’essere italiano all’estero hai tutta la mia solidarietà.

  15. ciro said,

    May 9, 2008 @ 19:47

    Ultimo tentativo di superare il foltro antispam:
    1a agg., che costituisce uno stato di transizione fra due termini concettualmente più o meno distanti tra loro, che occupa un ruolo intermedio, che sta nel mezzo
    1b agg., inferiore alla media: incasso, guadagno m.
    2a agg., di qcn., che possiede capacità limitate o scarse doti: un cantante m., uno studente m.
    2b agg., di scarso pregio, di qualità non buona: un vino m., uno spettacolo m.
    3 agg. TS ret., non com. ?1medio
    4 agg. OB che appartiene al ceto medio
    5 s.m. e f. CO persona di limitate capacità o doti: emergere dalla massa dei mediocri
    Almeno adesso non ci hai detto che non abbiamo capito un cazzo…
    Il punto emmanuele è che il punto non l’ho perso, è che non l’ho mai visto (limite mio per carità), io ho provato a interpretare cosa volevi dire con ‘mediocri’, pensavo fossero quelli il problema, riassumo:
    sono tanti, sono molti, sono la maggioranza, io non mi ci riconosco, non ci posso fare niente, me ne vado.
    Se ho ben capito dici che tutti i mali dell’Italia sono causati da gli italiani tutti (oppure solo quelli che hanno votato il cavaliere?).
    Io dico che invece le responsabilità e cause sono altre. E, se pensi questo, secondo te cosa ha provocato questo disastro antropologico? Alimentazione? Clima?
    Scusa il sarcasmo ma quel tuo ‘HINT:’ mi è fastidioso come poche cose. Forse il tuo considerare la gente dei ritardati e conseguenza del fatto che tu odi la gente in genere. :)
    buon week end a tutti

  16. zefram said,

    May 9, 2008 @ 20:21

    @ciro: ancora, non hai capito una fava perché continui a concentrarti su una parola invece di vedere il discorso. più di tanto non posso fare.

  17. Xander said,

    May 9, 2008 @ 23:34

    A me il discorso di zefram appare lapalissiano.
    Non mi pare ci sia da interpretare, tipo oracolo. Solo leggere e capire.
    Ma forse sono io che non ho capito un cazzo.
    :)

  18. kinorenma said,

    May 11, 2008 @ 15:18

    A me sembra che il vero problema non si sia capito. scusatemi se vi appaio presuntuoso, e probabilmente lo sono, ma per me il punto centrale è abbastanza evidente.

    Quel che mi sembra transparire dal post e dai link è una descrizione dell’italiano medio come di un essere immondo pronto ad approfittarsi di qualsiasi situazione per un vantaggio personale, e se gli altri ci rimettono, chi se ne frega.

    Io nella mia ho avuto modo di conoscere diverse persone di altre nazionalità come inglesi, francesi, spagnoli e russi, e ve lo debbo proprio dire: *a livello personale* non mi sembrano affatto più onesti dei napoletani (solitamente considerati i peggiori degli italiani), anzi.

    Il problema è che in questo paese maledetto sono pochi quelli che hanno un minimo di senso dello Stato, e solitamente sono proprio coloro i quali non contano mai niente. Notate che le due cose sono interdipendenti.

    Nel frattempo io mi auguro che accada un miracolo (perché a questo punto sono un miracolo può salvare il paese) e che gli italiani tutti si sveglino davvero. Ma di speranze che ne sono davvero poche.

  19. farfintadiesseresani said,

    May 11, 2008 @ 15:44

    La cosa del 90% era riferita proprio a posti tipo il Burma postciclone (prendo atto del fatto che tu non ti riferivi al Burma, e infatti ora vivi a Londra, e ti capisco). Sul fatto che gli italiani non metabolizzino ciò che è non italiano a me pare che la cosa non stia troppo in piedi, al di là della retorica nazionalpopolare. Mi guardo in giro e vedo il mondo. Certo, magari la maggioranza ne è inconsapevole e continua a credersi italianissima con orgoglio cafone. Però mi sembra che il vento, e non certo da oggi (Pasolini ne scriveva, orripilato, più di trenta anni fa) tiri altrove. Insomma: che gli italiani se ne rendano conto o meno, che lo desiderino o lo considerino esecrabile, mi pare che l’identità italiana (se l’espressione ha un senso) sia, nel bene e nel male, cosa sempre più meticcia.

  20. motumboe said,

    May 13, 2008 @ 13:31

    girala come vuoi, utilizza uno snobistico (e mediocre!) “non hai capito nulla”, ma qui non esiste ‘not to play’. Qui l’equivalente di ‘not to play’ è il suicidio. Tu hai mollato (con tutto il diritto) e hai cominciato un altro gioco.

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