Archive for Blogback
May 8, 2008 at 20:54
· Filed under Blogback, italians
Angelo M., su The Rat Race pubblica una lettera di Paolo Bizzari e non solo risponde ma chiede anche un parere agli expat in giro. la questione è, banalmente posta, più o meno la solita: si può emigrare e lasciare in mano l’Italia ai leghisti e ai peronisti dello psiconano e non dargliela vinta?
quando dico la solita domanda intendo quella domanda che è solitamente posta — non che sia banale e la domanda e l’eventuale risposta; ed è una domanda solitamente posta perché la noto ogni volta che i miei genitori o i miei suoceri o i miei amici vengono a fare un salto da queste parti — oppure le più rare volte in cui io ritorno nelle natíe terre.
quello che vedo, per citare la moglie, oltre le lenti dei miei occhiali è il fondamentale declino di un paese che ha perso ogni prospettiva; che campa alla giornata, e sul talento e sulle eccezioni e sui pochi che ancora non si arrendono. sono, queste persone, come i giapponesi sulle isole del Pacifico — gli ultimi, quelli che non sanno che la guerra è finita e che, alas, hanno perso. mi spiace quasi l’essere brutale, ma è un dato ormai definitivo: l’Italia è un paese fatto di mediocri, da mediocri, per mediocri — e che Lincoln mi perdoni per la parafrasi.
non è che, siccome lo psiconano ha vinto allora l’Italia è mediocre; e non è neppure perché l’Italia sia diventata mediocre che lo psiconano si è ritrovato al governo. l’Italia ha intrapresto questo cammino di mediocrità da anni — molti di più dei quindici intercorsi tra il Berlusconi I e il Berlusconi IV, ma sicuramente negli ultimi tre lustri è diventato piuttosto evidente.
quindi, se loro hanno vinto, e loro hanno ormai costruito una società a loro immagine e somiglianza, che loro e i loro figli perpetueranno per i lustri a venire, perché non emigrare? perché continuare a validare un sistema attraverso la propria opposizione a quello stesso sistema? ormai hanno vinto, chi ancora pensa si possa cambiare, tornare indietro rimettere le cose a posto, finisce solo nella parte del monstrum, della leggenda.
The only winning move is not to play.
come postilla: io non ho rinunciato all’Italia che vorrei. solo, l’Italia che vorrei non si può fare in Italia.
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April 12, 2008 at 23:26
· Filed under Diary, Linux
si torna di nuovo a Debian, dopo la parentesi di ormai tre anni con Ubuntu.
mark my words: Fedora è la nuova Ubuntu. non fosse che anni di SuSE e RedHat mi hanno di fatto instillato un doveroso ribrezzo per RPM, darei un giro di prova anche alla distribuzione con il cappello.
l’installazione di Lenny non è andata affatto male; un paio d’ore dopo l’inserimento del CD netinst avevo tutto quanto più o meno pronto — a parte il firmware per la scheda wifi, che comunque è nella sezione non-free. ovviamente, ha aiutato il non aver piallato la mia /home.
ora ho un’installazione molto più streamlined, con poche modifiche a GNOME, e senza quella schifezza di tracker installato a tradimento.
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April 9, 2008 at 09:42
· Filed under Fun, Politics, stupidity, italians
sempre apropòs di fuffa cazzara:
la competizione per il logo più brutto se la aggiudicano, ex æquo, la sinistra critica e il partito comunista dei lavoratori. voglio conoscere i genialoidi summenzionati, che nel duemila-fucking-otto mettono ancora la falce e il martello nel logo. nemmeno a Mosca va più di moda. tra l’altro, il pcdl sembra il logo dell’Aeroflot — forse possono fargli causa per copyright infringment e farli implodere.
devo però ammettere che fare non una, bensì due liste riesumando cadaveri e usando tavolini a tre gambe sia una gran mossa; dopo i morti nelle liste elettorali, abbiamo gli zombie direttamente sulle schede elettorali. il prossimo appello in senato lo faranno con delle ouija board.
il premio per il logo più idiota, invece, va sicuramente a quelli del bene comune — che non solo è brutto da far rivoltare lo stomaco, ma è probabilmente utilizzabile nella test suite di Cairo come test unit sui gradienti. come attenuante, l’uso di Hot Fuzz come traino pubblicitario mi sembra una gran pensata. forza, nella cabina elettorale dite tutti quanti insieme: the greater good. mi raccomando, una volta usciti date un calcione a un dannato hoodie.
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April 5, 2008 at 12:21
· Filed under Diary, Politics, london
ho appena votato. alla camera ho scritto nessuno di questi buffoni mi rappresenta, il che mi ha permesso di votare PD al senato — sentendomi sporco dentro nonostante tutto.
personalmente, non riesco più in alcun modo a razionalizzare il voto per qualcuno come il voto contro qualcuno. sono passati due anni da quando l’ho fatto (e poi sono scappato), e nonostante la dose quotidiana di notizie dall’Italia, non riesco più ad appassionarmi alla politica locale; ho smesso quasi perfino di incazzarmi, il che non è assolutamente disprezzabile, date le quantità di bile che risparmio.
avrei voluto annullare tutte e due le schede e conservare intatta la mia autostima, ma il casino e il deadlock istituzionale mi piacciono di più, lo devo ammettere, come prospettiva.
adesso, archiviata l’inutile pratica, mi preparo per le votazioni importanti: Ken Livingston per Londra. perché ogni voto dato a un tory significa una moglie pestata dal marito in più.
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March 26, 2008 at 21:14
· Filed under Blogback, Blog, stupidity
continua…
dicevo, li amo tutti — anche, e forse perché, sono dei fessi, questi e quelli.
sono fessi quelli di blogbabel, ovviamente. doverosa premessa: se realizzi un sistema di ranking hai creato, per definizione, un modo per manomettere in maniera maliziosa il suddetto sistema di ranking. è un doloroso fatto della vita, quindi vedete di farvene una ragione piuttosto alla svelta.
sono dei fessi perché realizzano un sistema di ranking basato sui link — una cosa che si classifica subito dopo la ruota da carro romboidale e il bungee jumping inguinale come sistema di tortura; ma ognuno ha diritto a fare del bungee jumping con un elastico attaccato ai testicoli — it’s manly, come mandare delle patch usando ex — quindi quelli di blogbabel possono sicuramente realizzare un sistema come il suddetto. quello che li rende dei fessi è quello che segue: hanno un sistema di ranking con una piattaforma che modifica le loro classifiche in un modo che non gli garba e quindi non decidono di cambiarlo — bensì annunciano che potrebbero farlo scrivendo una filippica contro questa piattaforma.
un momento…
la machina nun è dde destra né dde sinistra. la machina è tua! se voi annà addestra, vai addestra, se voi annà a sinistra, sterza a sinistra
se hai i server, se hai il software, se hai i crawler che vanno in giro a fare il loro mestiere, allora non ti serve il consenso popolare: la piattaforma è tua, aggiusta il sistema di ranking senza dire niente a nessuno e chi se ne frega; non è che la gente possa fare qualcosa — a parte infilare un robots.txt sul loro webserver (se possono) per bloccare il tuo crawler. dopo due settimane, e se qualcuno ti chiede qualcosa, dì pure “tumblr coi sui relink ci sputtana la classifica quindi è stato penalizzato per compensare e rendere il tutto più equo secondo i nostri canoni”.
il nocciolo del problema è che, apparentemente, servono sempre delle motivazioni ideologiche per dimostrare di aver ragione — e se non ce ne sono si fa alla svelta a razionalizzare e a crearne di nuove. perché se non ci sono motivazioni ideologiche alla base non c’è battaglia e quindi non si può dimostrare di essere nel giusto.
sul perché gli altri sono dei fessi, rimando a Eugenio, che ha scritto esattamente quello che penso, e l’ha scritto meglio, e non posso copia-incollare.
c’è una differenza, in chiusura, tra la blogosfera e Usenet: nella blogosfera non c’è un cazzo di Marco d’Itri che salti in piedi e dia del coglione a entrambe le parti in causa, giusto per rimettere le cose in prospettiva
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March 17, 2008 at 01:14
· Filed under General, Diary, hacking, conference, travels, gtk+
l’ultima tappa si è conclusa ieri.
la settimana berlinese è stata decisamente interessante. tra le cose importanti:
- Clutter viene ormai visto come il candidato per il posto di GtkCanvas
- aggiungere il supporto per GL in GDK, e altre feature a Cairo per permettere di usare le schede grafiche in maniera migliore, sono sicuramente nei piani — speriamo di avere qualcosa di pronto per il GUADEC
- Berlino è sempre una città straordinaria
per inciso, sono riuscito a tornare nella stessa zona visitata due anni fa, e sebbene Berlino cambi così velocemente, e così tanto, e così in meglio in poco tempo, mi ha fatto piacere ritrovare alcuni luoghi esattamente come li avevo lasciati.
infine, ho scoperto il segreto della produttività: tre ore in un coffee shop senza connettività; mai scritto codice tanto velocemente.
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February 9, 2008 at 21:13
· Filed under Diary, Life, Hardware, nokia, gadget, mobile
A prendere questo e un contratto c’ho messo meno tempo che a prendere un paio di scarpe. Ho subdolamente barato, però: il negozio della T-Mobile era pieno e prima di entrarci avevo già controllato tutto quanto sul sito.
Nei prossimi giorni, quando avrò riabilitato il Bluetooth sul laptop e installato tutto l’ambaradan vi faccio sapere come funziona con Linux; per ora, ho visto che ha trovato tutti i wireless network.
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October 8, 2007 at 23:32
· Filed under Blogback, Television, series
Alla lista qui sotto, aggiungo Chuck. Per tre ragioni:
- l’ha scritto Josh Schwartz, e dopo OC quell’uomo può scrivere di tutto, pure l’elenco del telefono, e comunque avere carta bianca dal sottoscritto;
- il primo episodio è una delle cose meglio scritte e dirette di quest’anno, e ci metto in mezzo anche il pilot di Reaper e di Pushing Daisies.
- c’è Adam Baldwin, l’eroe di Canton - e ho detto tutto
C’è un unico neo: il protagonista è Seth Cohen lievemente cresciuto, e per quanto mi riconosca nel demographic a me i geek tanto carini ma con social awkwardness avrebbero anche sinceramente rotto i coglioni. Nonostante questo, Chuck prende il suo posto - e io comincio a cercare un NAS per la sala.
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September 21, 2007 at 22:04
· Filed under Diary
Daisy (risponde al telefono): Hello? Oh, hi Mike. Yeah, he’s here, I’ll just get him (a Tim) is your boyfriend
Tim: He’s not my boyfriend! (al telefono) Hi babe.
Mike (in una cabina della BT): Hello Timmy
Tim: Where are you?
Mike: Uuuh, Sheffield
Tim: What are you doing in Sheffield?
Mike: Fell asleep on the tube
Tim: The tube doesn’t go to Sheffield, Mike
Mike: Ah, yeah, I know. I must have changed at King’s Cross
E su uno scambio semi-autobiografico da Spaced qui si chiude per una settimana di agognate ferie.
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September 20, 2007 at 14:38
· Filed under Blogback, Media, Science, stupidity
Vi ricordate tutti gli articoli che appaiono sulla stampa inglese e che Repubblica.it e il Corriere pedissequamente riprendono, riguardo il famigerato team di ${COLLEGE_INGLESE} che di volta in volta scopre “l’equazione” per la camminata più sexy, le forme perfette, la barzelletta migliore, etc.?
Se ve li ricordate, ma anche se non ve li ricordate, provate a leggere questo pezzo su BadScience (e poi aggiungete il feed, perché Ben Goldacre è meraviglioso).
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July 15, 2007 at 22:43
· Filed under Diary, gnome, guadec, conferences
Di nuovo qui al GUADEC, quest’anno vicino a casa.
Non ho ancora visto la venue, anche se mi dicono essere molto bella. Abbiamo portato un po’ di ferramenta per mostrare Poky e Clutter: un paio di board, un’AppleTV (ribrandizzata prontamente “OhTV”), Zaurus, UMPC, etc.
Mi raccomando, date un’occhiata a Flickr per le ultime news.
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June 14, 2007 at 00:03
· Filed under Media, Diary, Music, Internet, concerts
Devo ammettere che, pur essendo noto come puttana musicale per i miei gusti (o dovrei dire “assenza di gusti”?) in fatto di musica, la mia cultura musicale non sia eccelsa. Non devo ricorrere a Guitar Hero per poter parlare di rock band, fortunatamente. In questo senso, un servizio come last.fm è incredibilmente utile per aumentare la possibilità di scoprire nuovi artisti. Sicuramente, quello che ha cambiato la mia vita in meglio è l’aggregazione degli eventi, con il nome della venue, la posizione su Google Maps, il link alla rivendita via web, e chi più ne ha, più ne metta.
Per esempio, in meno di quindici minuti e alle dieci di sera, ho potuto vedere i concerti degli artisti che meglio si adattano alla mia playlist da oggi fino alla fine dell’anno, vedere quando e dove suonano e prendere i biglietti.
In più, last.fm è una start-up londinese, che usa Linux, Java e PHP (e stanno assumendo). La scorsa settimana sono stati acquisiti dalla CBS per qualcosa come 140 milioni di sterline, quindi complimenti a loro.
Per i curiosi: a parte il concerto di Tori Amos che era già in programma e attorno al quale io e la moglie abbiamo messo a punto le ferie, qui si vanno a vedere gli Spoon a metà agosto e i Decemberists (si, di nuovo) a ottobre
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May 14, 2007 at 23:13
· Filed under Diary, Linux, OpenSource, Software, gnome, gtk+
Ho passato gli ultimi tre giorni a tentare di capire perché un pezzo di codice producesse un SIGSEGV. Ho cambiato linee, logica, tipi di dato. Niente: qualunque cosa facessi, solo crash. Come al solito, gdb si rivelava poco utile, mentendo spudoratamente sul luogo della violazione di memoria.
Oggi pomeriggio ho deciso di arrendermi e ho chiesto a Kris se poteva darmi una mano (dato che il segfault si verificava nel codice del GtkTreeModelSort che lui mantiene). Stasera mi dice di aver trovato la patch:
Index: gtk/gtkfilechooserdefault.c
==============================================================
--- gtk/gtkfilechooserdefault.c (revision 17846)
+++ gtk/gtkfilechooserdefault.c (revision 17848)
@@ -9508,7 +9508,7 @@ recent_column_path_sort_func (GtkTreeMod
if (!name_a)
return 1;
- if (!name_b);
+ if (!name_b)
return -1;
if (is_folder_a != is_folder_b)
Penso che i miei moccoli siano arrivati vicinissimi al Moccolo a Delta di Dirac (dieci alla ventottesima madonne in un microsecondo).
Va da sé che Kris si vedrà offrire una birra al GUADEC.
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May 12, 2007 at 16:51
· Filed under Diary, Linux, OpenSource, gnome, gtk+
segue
GTK+
Per mancanza di tempo, negli ultimi mesi ho dovuto lasciare a metà alcuni miei lavori sulle GTK+. Fortunatamente ogni tanto si è aperto qualche spiraglio di tempo libero, e quando ho potuto ritornare alla libreria che (ricordiamolo) ha consentito all’avere di che mangiare non mi sono certo fatto scrupoli.
Le GTK+ sono piagate, da tempo ormai, da una cronica mancanza di sviluppatori nel core team; il flusso di patch in Bugzilla è più o meno costante (anche se non altissimo), ma le persone in grado di fare una revisione delle patch e in generale dei bug segnalati sono poche, e nessuno lavora a tempo pieno sulle GTK+. A questo si aggiunge un’inerzia proveniente dalle compagnie che lavorano con le GTK+ nei confronti di una (ormai inevitabile) rottura della compatibilità binaria e, possibilmente, delle API. Il quadro è complesso, e meriterebbe un post di analisi dei fattori pro e contro una tale rottura di compatibilità all’indietro; sfortunatamente è sabato mattina e non ho molta voglia di farlo - considerate la questione solo rimandata.
Cosa si muove, quindi, nelle GTK+? Cosa ci sarà nella prossima minor release, la 2.12.0? E cosa ci aspetta nel futuro?
Cominciamo con le cose già in trunk:
- Supporto Quartz e DirectFB
- Il lavoro sui backend per GDK continua; il backend per Quartz è mantenuto dagli sviluppatori della Imendio ed è quasi stabile; mancano ancora feature, e molto dipende dalla stabilità del backend Quartz di Cairo, ma comincia ad essere usabile. Il backend DirectFB è invece portato avanti dal team per l’installer grafico della Debian, e ha ricevuto molte attenzioni in occasione del rilascio di Etch. Alcune delle funzionalità sono state aggiunte alla branch stabile, ma
trunk è il posto dove la magia avviene.
- Rimosso il supporto a Windows 9x/ME
- Il supporto per i sistemi operativi giocattolo della casa di Redmond era già cessato con la release 2.10; adesso è stato completamente rimosso dalla code base. Chi vuole, può fare un
diff tra 2.10 e trunk, procurarsi un incudine e un martello e prepararsi per un’intensa sessione di martellate sui gioielli di famiglia.
- Nuova API per le tooltip
- Kristian Reitveld ha creato una nuova API per gestire le tooltip sui vari widget. D’ora in poi, niente più
GtkTooltips da tenere in giro per tutta la durata dell’applicazione, ma una semplice proprietà che contiene il testo della tooltip (con supporto per il markup). Se si vuole modificare la finestra stessa usata per la tooltip, basta fare l’override di una funzione virtuale della class GtkWidget e si può usare la finestra che si preferisce. Questo, tra l’altro, permette finalmente di poter usare tooltip con GtkTreeView e GtkComboBox.
- File recenti
- Una delle cose che ho scritto io. Finalmente è possibile infilare la lista dei file recenti in un menu costruito usando
GtkUIManager. Per la disperazione (di uno) degli autori di gedit, niente menu “in linea” (come Windows, per intenderci) ma solo come sotto-menu (come OS X). Scrievere una version in linea non è complicato (se volete, trovate una implementazione qui). Ho anche aggiunto la possibilità di inserire elementi del menu prima e dopo la lista dei file recenti nel GtkRecentChooserMenu, così da renderlo più simile a un GtkMenu (quale è).
- FileChooser migliorato
- Una delle cose che mi fanno aumentare la misantropia e, in generale, il desiderio di vedere la razza umana estinguersi sono le flame sul selettore di file delle GTK+. Seriamente: ogniqualvolta arriva qualche sedicente esperto di usabilità che urla ai quattro venti come il
GtkFileChooserDialog sia “inusabile” io spero solo che si tratti di qualcuno che vive vicino ad una costa marittima, e aspetto che il riscaldamento globale faccia il resto. Due settimane fa ho fatto il commit della patch (non scritta da me) che aggiungeva il supporto per la ricerca di file usando (indirettamente) Beagle, Tracker o una semplice ricerca per nome. La patch aveva ancora dei problemi, con funzionalità non implementate o comportamenti non consistenti, quindi ho passato questa settimana a scrivere patch per chiudere il bug #435343 e intanto che c’ero anche il bug #435342 (se volete vedere come appare il selettore file adesso, ci sono degli screenshot qui e qui) per aggiungere la lista dei file recenti direttamente nel selettore di file e chiudere così integrazione iniziata con la scorsa versione delle GTK+ - quasi due anni dopo il GUADEC che ha iniziato tutto quanto.
Ovviamente, le novità non sono solo queste. C’è stato un gran lavoro nel portare alcune feature sviluppate per piattaforme embedded, come la navigazione via tasti oppure il metodo di inserimento per tastiere solo numeriche. In più, ci sono nuove feature in fase di valutazione e di revisione che non sono ancora “atterrate” in trunk, come il supporto per il tap-and-hold per i menu contestuali (usato dai touchscreen o più in generale da chi ha puntatori con un tasto solo, come Mac o tablet). Infine, c’è la grossa feature rappresentata dal GtkBuilder, ovvero la possibilità di creare interfacce utente usando XML - come libglade ma integrato ed esteso.
Cosa ci attende nel post-2.12 non si sa. Le GTK+ avranno finalmente un canvas? E come impatterà questo oggetto con la struttura dei widget? In più, avremo finalmente una class GtkApplication per scrivere applicazioni in maniera più semplice, lasciando che siano le GTK+ a gestire le sessioni e lo stato (liberandoci di un bel pezzo di libgnome e libgnomeui)? Avremo un layer per VFS finalmente usabile senza una lobotomia parziale? E una piattaforma per la configurazione che non sia ferma al 2001?
Infine, quando avremo le GTK+ 3.0, con una ripulitura generale del codice?
Non so dare risposte; so solo che chi vivrà, vedrà.
continua…
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May 3, 2007 at 14:06
· Filed under General, Blogback, digital-rights, business
Solo una breve riapparizione su questi schermi (il lavoro è tiranno, e non succedono cose interessanti per il sottoscritto in questo periodo - a parte il viaggetto in quel di Copenhagen per il Nordic Perl Workshop), per la questione dei numeri che rappresentano una delle chiavi di decrittazione dei dischi HD-DVD. Non è una questione di copyright di numeri: nessuno ha registrato una sequenza di numeri come trade mark, nessuno sta usando le copyright laws per impedire alla gente di scrivere quei numeri in giro per la blogsfera perché i numeri stessi sono un copyright. La legge che le compagnie che producono i sistemi di crittazione per HD-DVD stanno tentando di usare per bloccare i numeri è il Digital Millenium Copyright Act - ovvero stanno tentando di bloccare chi pubblica quei numeri perché l’unico modo per ottenerli è violare il copyright del meccanismo di cifratura.
Come sempre, in questi casi, il telefono senza fili risulta in informazione al ribasso.
Poi, va da sé: un sistema di cifratura che prevede una chiave infilata in ogni pezzo di software e hardware venduto è automaticamente destinato a fallire; l’industra degli audiovisivi è troppo stupida per capirlo e piantarla di usare questi mezzucci, mentre l’industria che produce sistemi di cifratura è troppo furba per dirlo in giro e semplicemente sparire tra le pieghe della storia del capitalismo.
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April 8, 2007 at 13:02
· Filed under Diary, Fun, games, snes
Niente di meglio del passare la domenica mattina piazzato sul divano, spianando livelli a Super Mario World.
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March 31, 2007 at 18:09
· Filed under Diary, OpenSource, gnome, clutter, compiz
A tirare su il bilancio di una discreta settimana del cavolo ci pensa eBay, grazie alla quale ho potuto mettere le mani su un Super Nintendo d’occasione, completo di una decina di giochi tra cui Starwing, Sensible Soccer e una valanga di Super Mario.
Sul fronte più interessante dell’hacking, sto finendo la riscrittura di gnome-screenshot; ho rimpiazzato buona parte del codice con oggetti, rimosso l’uso diretto delle Xlibs in favore delle più compatte e utili GDK (tagliano circa l’80% di fuffa, garantendomi una certa qual sanità mentale), e aggiunto il code path per scattare screenshot su compiz/beryl/vattelapesca (che non fanno il reparenting delle finestre con il frame aggiunto dal window manager - come chiunque abbia tentato di usare gnome-screenshot sotto compiz avrà notato).
Un altro fronte sul quale ho lavorato nelle ultime due settimane è stata la separazione di backend in Clutter; adesso Clutter si può usare sia in ambienti desktop con GL che in ambienti embedded con GL-ES; in più, il codice è molto migliorato e la gestione degli eventi pure.
Infine, qualche tempo fa ho incontrato Neil Patel dal vivo. Trattasi di ragazzo particolarmente in gamba impegnato nella realizzazione di bling vario e utile per il desktop. A quanto pare, si è interessato a Clutter per scrivere una specie di media center. Il suo unico difetto è che gli piace Tracker, ma non temete: con un po’ di convincimento da parte del sottoscritto potrebbe lasciar perdere quell’aggeggio senza speranze.
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March 31, 2007 at 17:43
· Filed under Blogback, Life, Rants, religion, stupidity, italians
Mentre scrivevo il post precedente, la moglie mi fa notare le parole di Bagnasco.
Commento, lapidario, della moglie: hanno la faccia come il culo
Ci sono giorni in cui odiare gli esseri umani è incredibilmente semplice. Nel caso di Bagnasco faccio un’eccezione: risulta evidente come non sia un essere umano, bensì una planaria ammaestrata troppo cresciuta.
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March 1, 2007 at 12:11
· Filed under General, Diary, OpenSource, career, fosdem, conference, travels
… and back
Il FOSDEM di quest’anno è stato interessante; i talk erano come al solito troppi, e troppo sparsi, per essere seguiti - ma in generale il FOSDEM non è una conferenza a cui si partecipa solo per seguire demo e sentire gente che parla davanti a slide. Ho ritrovato volti noti e conosciuto di nuovi. Ho parlato di nuovi “giocattoli”, sviluppi futuri di alcune librerie e architetture, bevuto birra in quantità, dormito poco e riso molto.
Il viaggio a Helsinki è stato più stancante, e non posso dire molto: solo per entrare al research centre devi firmare un NDA. Sono stati comunque due giorni interessanti in una nuova città, per il sottoscritto.
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February 21, 2007 at 12:12
· Filed under Diary, Linux, OpenSource, fosdem, travels, guadec, conferences
Fine settimana: a Bruxelles per il FOSDEM 2007. Direttamente da lì, fino a martedì, si finisce ad Helsinki.
A fine aprile si vola a Copenhagen, per due talk da tenere al Nordic Perl Workshop 2007.
A inizio luglio (ovviamente) il GUADEC 2007 a Birmingham. Ed è la conferenza a minor distanza da casa.
A fine agosto mi piacerebbe andare alla YAPC::Europe in quel di Vienna.
Purtroppo dovrei rifare il passaporto per poter andare negli States, quindi con ogni probabilità il Summit a Boston salterà anche per questo anno.
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February 9, 2007 at 11:51
· Filed under Diary, Music, london, concerts, live
Ieri sera siamo finalmente andati a vedere il concerto dei Decemberists in quel di Shepherd Bush. Concerto meraviglioso, con tanto di reenactment della guerra d’indipendenza americana (con un finale un po’ differente da quello che ricordavo, se devo essere sincero).
La scaletta ha preso molto dall’ultimo album, The Crane Wife:
- The Crane Wife, 3
- The Island (Come and See / The Landlord’s Daughter / You’ll Not Feel The Drowning)
- Yankee Bayonet (I Will be Home Then)
- O Valencia!
- Shankill Butchers
- The Crane Wife, 1 and 2
- Sons & Daughters
Il finale su Sons & Daughters è stato particolarmente emozionante.
Ovviamente, ci sono stati alcuni dei pezzi più belli dagli album precendenti:
Per chiudere con A Cautionary Song (da Castaways and Cutouts). Peccato non abbiano fatto The Bagman’s Gambit o almeno July, July. Il fatto di essere riusciti a rendere i pezzi dell’ultimo album (che, più dei precendenti, è musicalmente denso, e con “denso” mi riferisco al fatto che, se la band prosegue su questi ritmi, il prossimo album dei Decemberists arriverà a collassare entro il proprio raggio di Schwarzschild) esattamente come se fossero in studio va sicuramente a merito di questi sei folli musicisti.
Update@20070209T15:46: Pare che i Decemberists saranno a Bologna il 17 di questo mese, all’Estragon; se ci sono ancora bigletti, andateci: ne vale la pena.
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February 6, 2007 at 14:04
· Filed under Blogback, Diary
La cosa strana di quando vi chiedono qualcosa “di personale” è che sulle prime non vi viene in mente una fava. Poi ci pensate seriamente, e comunque non vi viene in mente una fava.
A questo punto, è probabile che di cose interessanti nella vostra vita ne siano capitate davvero poche, tanto che ormai avete solo ferri del mestiere e niente di “poco o per nulla noto”.
Ergo, niente lista - mi spiace per Pietro.
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January 10, 2007 at 11:58
· Filed under General, Blogback, Rants, Software, Hardware, apple
Apple iPhone, quindi.
Il Sofri giovane riporta il commento di un lettore che si aggiudica la palma del vincitore per l’asserzione più stupida in un altrimenti ragionevole discorso sul fatto che l’iPhone avrà anche un’UI interessante, ma l’hardware è ben lungi dall’essere rivoluzionario:
Non c’è nessuna compatibilità con Office.
Voglio conoscere il fesso che userebbe Excel su uno schermo da 3.5 pollici senza stilo e con manipolazione via dita; vorrei conoscerlo per potergli stritolare la mano in una pressa idraulica, that is. Un po’ come le pubblicità della Microsoft che infestano le stazioni dei treni e della tube da queste parti: “vai avanti, fai le modifiche a quel foglio di Excel” - sullo schermo di uno smartphone con una tastiera ridicola. Devi essere un decerebrato per pensare di farlo - neanche di riuscirci.
Comunque, l’iPhone e AppleTV segnano lo spostamento definitivo della Apple (non-più-Computer) Inc. nel magico mondo delle appliance e della elettronica di consumo; staremo a vedere che succederà nei prossimi mesi.
Prima che me lo dimentichi: su X ci sono sviluppatori che lavorano da tempo al multi-point input su touchscreen; dato che l’Apple ha brevettato l’universo, spero non ci saranno ripercussioni sull’utilizzo di questa tecnologia nelle interfacce. Ad esempio, al momento non possiamo implementare alcune funzioni del Finder in Nautilus (come le “cartelle a molla” durante il drag and drop) perché brevettate dalla casa di Cupertino.
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January 9, 2007 at 12:23
· Filed under Blogback, Diary, italians
Via Lawrence arrivo a questo blog di Antonio Cangiano.
Come transfuga posso solo riconoscermi in buona parte di quanto scritto; l’unica differenza sta nel fatto che non mi manca in alcun modo l’Italia - solo un po’ di persone che ci vivono - perché l’Italia non mi è mai piaciuta. La sfortuna di essere nato in un posto e non riconoscerlo come casa fin da subito, fin da quando ne esci per le vacanze e ti trovi a Parigi a nove anni e fai commenti su quanto siano maleducati gli italiani - ad alta voce, nell’imbarazzo dei tuoi; oppure quando ti trovi a Londra a sedici anni e pensi questa è casa mia; oppure quando ti trovi a Berlino a venticinque anni e pensi seriamente se trovassi un lavoro, qui potrei viverci senza problemi (e non sai mezza parola di tedesco). In generale, rifiuto (con un certo imbarazzo) un’eredità alla quale non aspiro e non tengo.
Quindi, alla domanda ti manca l’Italia rispondo con un secco “no”. Alla domanda torneresti in Italia posso, quindi, rispondere: solo se mi ci ammazzano.
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