On the other side of the screen, it all looks so easy

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Back to the Life

si torna di nuovo a Debian, dopo la parentesi di ormai tre anni con Ubuntu.

mark my words: Fedora è la nuova Ubuntu. non fosse che anni di SuSE e RedHat mi hanno di fatto instillato un doveroso ribrezzo per RPM1, darei un giro di prova anche alla distribuzione con il cappello.

l’installazione di Lenny non è andata affatto male; un paio d’ore dopo l’inserimento del CD netinst avevo tutto quanto più o meno pronto — a parte il firmware per la scheda wifi, che comunque è nella sezione non-free. ovviamente, ha aiutato il non aver piallato la mia /home2.

ora ho un’installazione molto più streamlined, con poche modifiche a GNOME, e senza quella schifezza di tracker installato a tradimento3.

  1. we rpm haters aren’t born. we’re made. []
  2. in questo senso, GNOME mi ha piacevolmente sorpreso — mi aspettavo pena, miseria e morte e invece l’unica cosa da ricostruire sono state le password di Evo, nell’attesa che usino il fottuto gnome-keyring prima della morte termica di questo Universo []
  3. la moglie si lamenta perché il suo laptop alle volte si blocca per qualche secondo mentre sta scrivendo la tesi; temo di essermi dimenticato di fare apt-get --purge remove tracker quando le ho fatto l’upgrade l’ultima volta []

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Dirty

ho appena votato. alla camera ho scritto nessuno di questi buffoni mi rappresenta, il che mi ha permesso di votare PD al senato — sentendomi sporco dentro nonostante tutto.

personalmente, non riesco più in alcun modo a razionalizzare il voto per qualcuno come il voto contro qualcuno. sono passati due anni da quando l’ho fatto (e poi sono scappato), e nonostante la dose quotidiana di notizie dall’Italia, non riesco più ad appassionarmi alla politica locale; ho smesso quasi perfino di incazzarmi, il che non è assolutamente disprezzabile, date le quantità di bile che risparmio.

avrei voluto annullare tutte e due le schede e conservare intatta la mia autostima, ma il casino e il deadlock istituzionale mi piacciono di più, lo devo ammettere, come prospettiva.

adesso, archiviata l’inutile pratica, mi preparo per le votazioni importanti: Ken Livingston per Londra. perché ogni voto dato a un tory significa una moglie pestata dal marito in più.

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Travelling without moving/End

l’ultima tappa si è conclusa ieri.

la settimana berlinese è stata decisamente interessante. tra le cose importanti:

  • Clutter viene ormai visto1 come il candidato per il posto di GtkCanvas
  • aggiungere il supporto per GL in GDK, e altre feature a Cairo per permettere di usare le schede grafiche in maniera migliore, sono sicuramente nei piani — speriamo di avere qualcosa di pronto per il GUADEC
  • Berlino è sempre una città straordinaria

per inciso, sono riuscito a tornare nella stessa zona visitata due anni fa, e sebbene Berlino cambi così velocemente, e così tanto, e così in meglio in poco tempo, mi ha fatto piacere ritrovare alcuni luoghi esattamente come li avevo lasciati.

infine, ho scoperto il segreto della produttività: tre ore in un coffee shop senza connettività; mai scritto codice tanto velocemente.

  1. con ragione, ma lo dico come sviluppatore, non come maintainer []

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A Step Forward Into Terror

A prendere questo e un contratto c’ho messo meno tempo che a prendere un paio di scarpe. Ho subdolamente barato, però: il negozio della T-Mobile era pieno e prima di entrarci avevo già controllato tutto quanto sul sito.

Nei prossimi giorni, quando avrò riabilitato il Bluetooth sul laptop e installato tutto l’ambaradan vi faccio sapere come funziona con Linux; per ora, ho visto che ha trovato tutti i wireless network.

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Spaced

Daisy (risponde al telefono): Hello? Oh, hi Mike. Yeah, he’s here, I’ll just get him (a Tim) is your boyfriend
Tim: He’s not my boyfriend! (al telefono) Hi babe.
Mike (in una cabina della BT): Hello Timmy
Tim: Where are you?
Mike: Uuuh, Sheffield
Tim: What are you doing in Sheffield?
Mike: Fell asleep on the tube
Tim: The tube doesn’t go to Sheffield, Mike
Mike: Ah, yeah, I know. I must have changed at King’s Cross

E su uno scambio semi-autobiografico da Spaced qui si chiude per una settimana di agognate ferie.

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GUADEC/0

Di nuovo qui al GUADEC, quest’anno vicino a casa.

Non ho ancora visto la venue, anche se mi dicono essere molto bella. Abbiamo portato un po’ di ferramenta per mostrare Poky e Clutter: un paio di board, un’AppleTV (ribrandizzata prontamente “OhTV”), Zaurus, UMPC, etc.

Mi raccomando, date un’occhiata a Flickr per le ultime news.

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Last Ride In

Devo ammettere che, pur essendo noto come puttana musicale per i miei gusti (o dovrei dire “assenza di gusti”?) in fatto di musica, la mia cultura musicale non sia eccelsa. Non devo ricorrere a Guitar Hero per poter parlare di rock band, fortunatamente. In questo senso, un servizio come last.fm è incredibilmente utile per aumentare la possibilità di scoprire nuovi artisti. Sicuramente, quello che ha cambiato la mia vita in meglio è l’aggregazione degli eventi, con il nome della venue, la posizione su Google Maps, il link alla rivendita via web, e chi più ne ha, più ne metta.

Per esempio, in meno di quindici minuti e alle dieci di sera, ho potuto vedere i concerti degli artisti che meglio si adattano alla mia playlist da oggi fino alla fine dell’anno, vedere quando e dove suonano e prendere i biglietti.

In più, last.fm è una start-up londinese, che usa Linux, Java e PHP (e stanno assumendo). La scorsa settimana sono stati acquisiti dalla CBS per qualcosa come 140 milioni di sterline, quindi complimenti a loro.

Per i curiosi: a parte il concerto di Tori Amos che era già in programma e attorno al quale io e la moglie abbiamo messo a punto le ferie, qui si vanno a vedere gli Spoon a metà agosto e i Decemberists (si, di nuovo) a ottobre

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The Worst Joke Ever

Ho passato gli ultimi tre giorni a tentare di capire perché un pezzo di codice producesse un SIGSEGV. Ho cambiato linee, logica, tipi di dato. Niente: qualunque cosa facessi, solo crash. Come al solito, gdb si rivelava poco utile, mentendo spudoratamente sul luogo della violazione di memoria.

Oggi pomeriggio ho deciso di arrendermi e ho chiesto a Kris se poteva darmi una mano (dato che il segfault si verificava nel codice del GtkTreeModelSort che lui mantiene). Stasera mi dice di aver trovato la patch:

Index: gtk/gtkfilechooserdefault.c
==============================================================
--- gtk/gtkfilechooserdefault.c (revision 17846)
+++ gtk/gtkfilechooserdefault.c (revision 17848)
@@ -9508,7 +9508,7 @@ recent_column_path_sort_func (GtkTreeMod
   if (!name_a)
     return 1;

-  if (!name_b);
+  if (!name_b)
     return -1;

   if (is_folder_a != is_folder_b)

Penso che i miei moccoli siano arrivati vicinissimi al Moccolo a Delta di Dirac (dieci alla ventottesima madonne in un microsecondo).

Va da sé che Kris si vedrà offrire una birra al GUADEC.

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Overdrive/2

segue

GTK+

Per mancanza di tempo, negli ultimi mesi ho dovuto lasciare a metà alcuni miei lavori sulle GTK+. Fortunatamente ogni tanto si è aperto qualche spiraglio di tempo libero, e quando ho potuto ritornare alla libreria che (ricordiamolo) ha consentito all’avere di che mangiare non mi sono certo fatto scrupoli.

Le GTK+ sono piagate, da tempo ormai, da una cronica mancanza di sviluppatori nel core team; il flusso di patch in Bugzilla è più o meno costante (anche se non altissimo), ma le persone in grado di fare una revisione delle patch e in generale dei bug segnalati sono poche, e nessuno lavora a tempo pieno sulle GTK+. A questo si aggiunge un’inerzia proveniente dalle compagnie che lavorano con le GTK+ nei confronti di una (ormai inevitabile) rottura della compatibilità binaria e, possibilmente, delle API. Il quadro è complesso, e meriterebbe un post di analisi dei fattori pro e contro una tale rottura di compatibilità all’indietro; sfortunatamente è sabato mattina e non ho molta voglia di farlo - considerate la questione solo rimandata.

Cosa si muove, quindi, nelle GTK+? Cosa ci sarà nella prossima minor release, la 2.12.0? E cosa ci aspetta nel futuro?

Cominciamo con le cose già in trunk:

Supporto Quartz e DirectFB
Il lavoro sui backend per GDK continua; il backend per Quartz è mantenuto dagli sviluppatori della Imendio ed è quasi stabile; mancano ancora feature, e molto dipende dalla stabilità del backend Quartz di Cairo, ma comincia ad essere usabile. Il backend DirectFB è invece portato avanti dal team per l’installer grafico della Debian, e ha ricevuto molte attenzioni in occasione del rilascio di Etch. Alcune delle funzionalità sono state aggiunte alla branch stabile, ma trunk è il posto dove la magia avviene.
Rimosso il supporto a Windows 9x/ME
Il supporto per i sistemi operativi giocattolo della casa di Redmond era già cessato con la release 2.10; adesso è stato completamente rimosso dalla code base. Chi vuole, può fare un diff tra 2.10 e trunk, procurarsi un incudine e un martello e prepararsi per un’intensa sessione di martellate sui gioielli di famiglia.
Nuova API per le tooltip
Kristian Reitveld ha creato una nuova API per gestire le tooltip sui vari widget. D’ora in poi, niente più GtkTooltips da tenere in giro per tutta la durata dell’applicazione, ma una semplice proprietà che contiene il testo della tooltip (con supporto per il markup). Se si vuole modificare la finestra stessa usata per la tooltip, basta fare l’override di una funzione virtuale della class GtkWidget e si può usare la finestra che si preferisce. Questo, tra l’altro, permette finalmente di poter usare tooltip con GtkTreeView e GtkComboBox.
File recenti
Una delle cose che ho scritto io. Finalmente è possibile infilare la lista dei file recenti in un menu costruito usando GtkUIManager. Per la disperazione (di uno) degli autori di gedit, niente menu “in linea” (come Windows, per intenderci) ma solo come sotto-menu (come OS X). Scrievere una version in linea non è complicato (se volete, trovate una implementazione qui). Ho anche aggiunto la possibilità di inserire elementi del menu prima e dopo la lista dei file recenti nel GtkRecentChooserMenu, così da renderlo più simile a un GtkMenu (quale è).
FileChooser migliorato
Una delle cose che mi fanno aumentare la misantropia e, in generale, il desiderio di vedere la razza umana estinguersi sono le flame sul selettore di file delle GTK+. Seriamente: ogniqualvolta arriva qualche sedicente esperto di usabilità che urla ai quattro venti come il GtkFileChooserDialog sia “inusabile” io spero solo che si tratti di qualcuno che vive vicino ad una costa marittima, e aspetto che il riscaldamento globale faccia il resto. Due settimane fa ho fatto il commit della patch (non scritta da me) che aggiungeva il supporto per la ricerca di file usando (indirettamente) Beagle, Tracker o una semplice ricerca per nome. La patch aveva ancora dei problemi, con funzionalità non implementate o comportamenti non consistenti, quindi ho passato questa settimana a scrivere patch per chiudere il bug #435343 e intanto che c’ero anche il bug #435342 (se volete vedere come appare il selettore file adesso, ci sono degli screenshot qui e qui) per aggiungere la lista dei file recenti direttamente nel selettore di file e chiudere così integrazione iniziata con la scorsa versione delle GTK+ - quasi due anni dopo il GUADEC che ha iniziato tutto quanto.

Ovviamente, le novità non sono solo queste. C’è stato un gran lavoro nel portare alcune feature sviluppate per piattaforme embedded, come la navigazione via tasti oppure il metodo di inserimento per tastiere solo numeriche. In più, ci sono nuove feature in fase di valutazione e di revisione che non sono ancora “atterrate” in trunk, come il supporto per il tap-and-hold per i menu contestuali (usato dai touchscreen o più in generale da chi ha puntatori con un tasto solo, come Mac o tablet). Infine, c’è la grossa feature rappresentata dal GtkBuilder, ovvero la possibilità di creare interfacce utente usando XML - come libglade ma integrato ed esteso.

Cosa ci attende nel post-2.12 non si sa. Le GTK+ avranno finalmente un canvas? E come impatterà questo oggetto con la struttura dei widget? In più, avremo finalmente una class GtkApplication per scrivere applicazioni in maniera più semplice, lasciando che siano le GTK+ a gestire le sessioni e lo stato (liberandoci di un bel pezzo di libgnome e libgnomeui)? Avremo un layer per VFS finalmente usabile senza una lobotomia parziale? E una piattaforma per la configurazione che non sia ferma al 2001?

Infine, quando avremo le GTK+ 3.0, con una ripulitura generale del codice?

Non so dare risposte; so solo che chi vivrà, vedrà.

continua…

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Slow And Low

Niente di meglio del passare la domenica mattina piazzato sul divano, spianando livelli a Super Mario World.

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Special Delivery

A tirare su il bilancio di una discreta settimana del cavolo ci pensa eBay, grazie alla quale ho potuto mettere le mani su un Super Nintendo d’occasione, completo di una decina di giochi tra cui Starwing, Sensible Soccer e una valanga di Super Mario.

Sul fronte più interessante dell’hacking, sto finendo la riscrittura di gnome-screenshot; ho rimpiazzato buona parte del codice con oggetti, rimosso l’uso diretto delle Xlibs in favore delle più compatte e utili GDK (tagliano circa l’80% di fuffa, garantendomi una certa qual sanità mentale), e aggiunto il code path per scattare screenshot su compiz/beryl/vattelapesca (che non fanno il reparenting delle finestre con il frame aggiunto dal window manager - come chiunque abbia tentato di usare gnome-screenshot sotto compiz avrà notato).

Un altro fronte sul quale ho lavorato nelle ultime due settimane è stata la separazione di backend in Clutter; adesso Clutter si può usare sia in ambienti desktop con GL che in ambienti embedded con GL-ES; in più, il codice è molto migliorato e la gestione degli eventi pure.

Infine, qualche tempo fa ho incontrato Neil Patel dal vivo. Trattasi di ragazzo particolarmente in gamba impegnato nella realizzazione di bling vario e utile per il desktop. A quanto pare, si è interessato a Clutter per scrivere una specie di media center. Il suo unico difetto è che gli piace Tracker, ma non temete: con un po’ di convincimento da parte del sottoscritto potrebbe lasciar perdere quell’aggeggio senza speranze.

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Going Mobile/3

… and back

Il FOSDEM di quest’anno è stato interessante; i talk erano come al solito troppi, e troppo sparsi, per essere seguiti - ma in generale il FOSDEM non è una conferenza a cui si partecipa solo per seguire demo e sentire gente che parla davanti a slide. Ho ritrovato volti noti e conosciuto di nuovi. Ho parlato di nuovi “giocattoli”, sviluppi futuri di alcune librerie e architetture, bevuto birra in quantità, dormito poco e riso molto.

Il viaggio a Helsinki è stato più stancante, e non posso dire molto: solo per entrare al research centre devi firmare un NDA. Sono stati comunque due giorni interessanti in una nuova città, per il sottoscritto.

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Going Mobile

Fine settimana: a Bruxelles per il FOSDEM 2007. Direttamente da lì, fino a martedì, si finisce ad Helsinki.

A fine aprile si vola a Copenhagen, per due talk da tenere al Nordic Perl Workshop 2007.

A inizio luglio (ovviamente) il GUADEC 2007 a Birmingham. Ed è la conferenza a minor distanza da casa.

A fine agosto mi piacerebbe andare alla YAPC::Europe in quel di Vienna.

Purtroppo dovrei rifare il passaporto per poter andare negli States, quindi con ogni probabilità il Summit a Boston salterà anche per questo anno.

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The Crane Wife

Ieri sera siamo finalmente andati a vedere il concerto dei Decemberists in quel di Shepherd Bush. Concerto meraviglioso, con tanto di reenactment della guerra d’indipendenza americana (con un finale un po’ differente da quello che ricordavo, se devo essere sincero).

La scaletta ha preso molto dall’ultimo album, The Crane Wife:

  • The Crane Wife, 3
  • The Island (Come and See / The Landlord’s Daughter / You’ll Not Feel The Drowning)
  • Yankee Bayonet (I Will be Home Then)
  • O Valencia!
  • Shankill Butchers
  • The Crane Wife, 1 and 2
  • Sons & Daughters

Il finale su Sons & Daughters è stato particolarmente emozionante.

Ovviamente, ci sono stati alcuni dei pezzi più belli dagli album precendenti:

Per chiudere con A Cautionary Song (da Castaways and Cutouts). Peccato non abbiano fatto The Bagman’s Gambit o almeno July, July. Il fatto di essere riusciti a rendere i pezzi dell’ultimo album (che, più dei precendenti, è musicalmente denso, e con “denso” mi riferisco al fatto che, se la band prosegue su questi ritmi, il prossimo album dei Decemberists arriverà a collassare entro il proprio raggio di Schwarzschild) esattamente come se fossero in studio va sicuramente a merito di questi sei folli musicisti.

Update@20070209T15:46: Pare che i Decemberists saranno a Bologna il 17 di questo mese, all’Estragon; se ci sono ancora bigletti, andateci: ne vale la pena.

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Anything but Ordinary

La cosa strana di quando vi chiedono qualcosa “di personale” è che sulle prime non vi viene in mente una fava. Poi ci pensate seriamente, e comunque non vi viene in mente una fava.

A questo punto, è probabile che di cose interessanti nella vostra vita ne siano capitate davvero poche, tanto che ormai avete solo ferri del mestiere e niente di “poco o per nulla noto”.

Ergo, niente lista - mi spiace per Pietro.

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Return to Oz

Via Lawrence arrivo a questo blog di Antonio Cangiano.

Come transfuga posso solo riconoscermi in buona parte di quanto scritto; l’unica differenza sta nel fatto che non mi manca in alcun modo l’Italia - solo un po’ di persone che ci vivono - perché l’Italia non mi è mai piaciuta. La sfortuna di essere nato in un posto e non riconoscerlo come casa fin da subito, fin da quando ne esci per le vacanze e ti trovi a Parigi a nove anni e fai commenti su quanto siano maleducati gli italiani - ad alta voce, nell’imbarazzo dei tuoi; oppure quando ti trovi a Londra a sedici anni e pensi questa è casa mia; oppure quando ti trovi a Berlino a venticinque anni e pensi seriamente se trovassi un lavoro, qui potrei viverci senza problemi (e non sai mezza parola di tedesco). In generale, rifiuto (con un certo imbarazzo) un’eredità alla quale non aspiro e non tengo.

Quindi, alla domanda ti manca l’Italia rispondo con un secco “no”. Alla domanda torneresti in Italia posso, quindi, rispondere: solo se mi ci ammazzano.

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Merchants of Soul

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Christmas with the yours…

… anche se gli yours sono parte della “famiglia allargata” alla quale, ormai, appartengo. Quindi, buon natale da Londra, dalla moglie e dagli in-laws che ci hanno raggiunto qui, nella Sliding Albion.

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The Sinner in me

Tip per chi si trova in una nazione tesco-munita: la zuppa istantanea (just add water) al pomodoro sta alquanto bene con dello zenzero fresco tagliato sottile.

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November Has Come

Ventisei.

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Times Like These

È Halloween, mi sono venuti a bussare alla porta tre ragazzini mascherati e io non avevo dolcetti da dar loro.

Mi sono sentito morire dentro.

No, non avevo mangiato tutto quanto io: sono cattivo, ma non fino a questo punto; semplicemente, non ho comprato nulla perché mi sono dimenticato di che giorno fosse.

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Thrice All American

Dopo questi meravigliosi deficienti (Fire), sono in ascolto continuato di questa graziosa signorina (Furnace Room Lullaby) e di questo signore che ama dare titoli lunghi alle proprie canzoni (Seven Swans). Non roba uscita proprio l’altro ieri, insomma, ma sto recuperando.

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Planetary

Pare che la comunità italiana di utenti/traduttori/sviluppatori di GNOME, abbia finalmente messo su il proprio Planet. Un saluto a Planet GNOME.it :-)

Ultimamente il blog del sottoscritto langue in maniera disperata; il tempo è quello che è, e un leggero burn out ha ridotto la voglia di commentare qualunque cosa ai minimi storici.

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The Slow Descent Into Alcoholism

In quel di Princeton, Avi Flamholz commenta (dopo averne fatto per l’ennesima volta le spese) l’implicita equivalenza che la gente fa tra computer scientist e tech support.

Come (ex-)studente in ben due facoltà di informatica non posso fare a meno di dargli il benvenuto nel club. Confesso di aver sempre avuto un brivido lungo la schiena quando, durante feste o altri eventi sociali, arrivava la fatidica domanda: “ma tu, che cosa studi?” - anche perché, invariabilmente, succedeva una delle seguenti due cose dopo la mia risposta: 1. la noia si impadroniva del mio interlocutore, che mi lasciava con il mio long island in mano verso gente più interessante (chessò, uno studente di economia o di fracazzodivelletrologia applicata); 2. partiva una raffica di domande su come mettere a posto windows-office-mediaplayer-emmessenne, salvo poi ricadere nella fase 1) quando dichiaravo la mia più totale ignoranza sulle questioni tecniche microsoft-indotte. Ero a un passo dal comprare e indossare t-shirt più o meno esplicite.

now playing: The New Pornographers, Mass Romantic

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