On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for Windows

Billy Liar

La moglie ha preso il nuovo portatile, per sostituire l’iBook sans lettore DVD e con la batteria agli sgoccioli. Il portatile viene via con Vista pre-installato.

Al momento, sto facendo i sette CD di recupero; pare che alla Microsoft non abbiano ancora imparato a fare una installazione senza riavviare tre volte (e fortuna che il sistema è pre-installato, quindi con tutti i driver già ammodíno).

Alla fine, però, la cosa che più mi colpisce è quanto Vista sia boring. Sono riusciti a rendere noiosi perfino gli effetti speciali. Un po’ come dipingere la propria casa di grigio per renderla calda e accogliente.

Fortunatamente, il commesso del negozio mi ha fatto provare la Live di Edgy Eft prima di prendere la macchina; appena avrò finito di fare questi cavolo di 4.7 GB di disco di recovery, il disco fisso verà purificato con aspersioni di rugiada e acqua santa, mentre Debussy risuona nell’aere.

Primo commento durante l’installazione: “Wow, what a rip-off”.

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Fortress

I filtri usati dal sottoscritto per evitare di finire sommerso da spam di varia natura sono governati da una qualche forma di intelligenza artificiale dotata dello stesso livello di sarcasmo di Erwin, e la prova è che oggi mi è arrivata un’email con questo oggetto, ed è stata lasciata passare:

  Subject: Want to work stable? You need to buy licensed WINDOWS

Ordunque: dal 1992 in poi mio padre ha acquistato copie di DOS e di Windows per un totale di svariate centinaia di euro, e se dovessi pensare che questo abbia in qualche modo influenzato (in positivo, ovvero riducendo) il numero di piantamenti creativi che i computer che ho usato, allora mi chiederei anche quale possa essere stato l’effettivo guadagno nell’aver comprato le licenze, rispetto a coloro i quali si sono fatti la loro bella copia pirata; BSA che ti sfonda la porta alle sette del mattino e ti infila in un furgone ammanettato davanti ai vicini esclusa.

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Security

Un’attenta analisi della lista di vulnerabilità pubblicata dall’US-CERT, e degli enfatici annunci che dicevano come Windows fosse più sicuro di Linux, confrontando gli advisory del solo Windows con quelli di tutte le distribuzioni e di tutti i kernel di Linux.

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Hasta la Vista

Hasta la vista. L’hai vista l’asta? Mo’ la senti pure…

Nuova build di Windows LonghornVista.

Oooh, ha i bordi delle finestre traslucidi!
Oooh, IE7 ha le tab!
Oooh, ombre in alpha blending!
Oooh, pure il pannello è traslucido!

Mi chiedo quando alla Microsoft (ri)cominceranno ad innovare, invece di limitarsi a scopiazzare roba in giro per Internet. C’è da dire che, finalmente, Windows sembrerà un sistema operativo moderno.

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Errori

Dal meraviglioso mondo di Windows:

Errore imprevisto (50002)

Oh bella, perché adesso esistono gli errori previsti?

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Psychology

Una famosa tagline di John Kirch recita:

Il motivo per cui Windows [NT Server 4.0] continua ad esistere nelle imprese dovrebbe essere oggetto di una ricerca nel campo della psicologia o del marketing, non della tecnologia informatica.

Mark Morford, ad anni di distanza, si chiede la stessa cosa, ovvero: data la storia di insicurezza, di soldi persi e di EULA vessatorie, di monopoli mantenuti con tecniche predatorie, perché i consumatori non si sono ancora rivolti altrove? O più prosaicamente:

Why the hell do people put up with this? Why is there not some massive revolt, some huge insurrection against Microsoft? Why is there not a huge contingent of furious users stomping up to Seattle with torches and scythes and crowbars, demanding the Windows Frankenstein monster be sacrificed at the altar of decent functionality and an elegant user interface?

Abbiamo visto le associazioni dei consumatori portare avanti le lotte più assurde possibili, come la campagna sul 53 ritardatario; abbiamo visto proteste dei consumatori per euro, per i panieri ISTAT, per elettrodotti e elettrosmog. Se attacchiamo un computer con Windows XP out of the box direttamente a un terminale DSL, questo sopravvive per qualcosa come quattro minuti, prima di essere violato da virus e quant’altro. Per far funzionare un computer “liscio” bisogna installare talmente tante security update e software di terze parti che, ormai, bisognerebbe avere un responsabile IT o un sistemista anche per il computer di casa. Una cosa del genere non si è mai vista nel mercato.

Quindi, la domanda è: perché la gente continua imperterrita ad usare Windows, e non passa a - chessò - un Mac? Perché continuano a subire da brave pecorelle e non chiedono la testa di Bill Gates su un piatto d’argento?

È una domanda seria, alla quale non so in alcun modo dare risposta.

Ho l’idea, però, che John Kirch avesse visto giusto.

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Rivoluzioni?

Pare che alla Microsoft abbiano scoperto le shell.

A quanto pare, qualcuno ha finalmente detto loro che sono trent’anni che ci sono su Un*x, che fanno le stesse cose, e che uno dei motivi per cui i sistemi operativi della Microsoft sembrano giocattoli a chi, al computer, non deve scriverci una letterina di Natale, è proprio la mancanza di una shell umanamente accettabile.

Non trattenete il fiato: questa shell sarà pronta (?) per il 2006.

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Unrecovery chronicles #1

Altre storie dal vostro BOFH al liceo.

Dovete sapere che, al liceo, ci sono due laboratori e mezzo. Il mezzo è dove io e il mio fido socio lavoriamo, mentre gli altri due sono per la didattica (viz. per insegnare a stare al mondo, prezzi modici). Il vero e proprio laboratorio di informatica - usato dal docente della stessa - è composto da computer tutti uguali, e questo facilita grandemente le operazioni di recupero di macchine compromesse. Il secondo laboratorio, però, è composto da macchine prese nel mucchio, e recuperate in vario modo. Ergo, non sono affatto uguali. In buona parte sono della Fujitsu-Siemens, con su Windows98 SE. Per chi non le avesse mai viste, le macchine di questa casa non sono designed for Windows, dato che mancano del pulsante di reset. Quindi, l’unico modo per riavviarle, è premere il dannato pulsante dell’accensione per un tempo t >= 4 secondi (questo perché la Windows death grip mica funziona sempre).

Da un paio di settimane, una di queste macchine ha deciso di tirare gli ultimi. L’avvio richiede dai cinque ai dieci minuti, lo spegnimento (quando decide di avvenire) in un tempo equivalente. Avendo già visto comportarsi così uno dei miei computer casalinghi, a causa di una installazione durata fin troppo, e di un hard disk ormai a fine vita, decido di partire con il formattone. A dire il vero, vorrei partire anche con la creazione di un disco immagine, giusto per approfittare del downtime della macchina (per i sysadmin alla lettura: si, non hanno immagini dei dischi fissi; e non hanno strategie di backup; e non hanno UPS sul file server; no, io non ho potere decisionale in merito, si sto aspettando il primo crash epidemico per il takeover e la successiva instaurazione di un regno di terrore).

Part l’installazione. Avvio, formatta, riavvio, copia i file, riavvio, installa, riavvio, Procedura Guidata per l’Hardware Plug & Play, riavvio, è stato rilevato nuovo hardware, riavvio, è stato rilevato nuovo hardware, riavvio, macchina pronta? No, mancano scheda video, scheda audio, scheda di rete (onboard) e chipset. I geniacci alla Fujitsu-Siemens hanno inserito tutti i driver su un compact disc, ma li hanno messi compressi. Ergo, esplodi il driver, e installalo. Non solo: hanno usato un solo disco per quattro modelli di computer, con specifiche differenti da modello a modello; e io non so che caspita monta il modello che ho sottomano. Smonta il case, prova a smontare le schede - niente da fare, la scheda grafica non vuole venir via (una parte in plastica previene la rimozione), rimonta tutto. Riavvia. Installa il chipset indicato sull’etichetta del case - inchiodamento, impossibile riavviare, boot bloccato. Ripetere la sequenza da avvio, formatta, …

Ora, immaginate questo paragrafo qui sopra inframmezzato con una quantità tale di moccoli per cui, in tutti gli edifici sacri a qualunque religione, entro un raggio di due chilometri dal liceo, si sono aperte voragini e oggetti consacrati hanno preso fuoco.

Gli sviluppi non appena riesco a capire che installare.

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Unrecovery Chronicles #0

Storie di un BOFH al liceo.

Episodio I: Microsoft vs. Sun vs. Resto del Pianeta

O “della stupidità e dei suoi abusi”

Doveroso antefatto (tecnico). Nel 2001, dopo anni di litigation in tribunale, Sun e Microsoft arrivarono ad un accordo per l’inclusione della tecnologia Java all’interno di Windows; la Microsoft sborsava alla Sun 20 milioni di dollari per una licenza regolare, dopo che l’azienda in quel di Redmond aveva, per anni, spacciato una propria implementazione della JVM (la macchina virtuale che esegue il bytecode prodotto dal compilatore Java) - violando la licenza di distribuzione della Sun. Ovviamente, non sia mai che alla Microsoft ne facciano una giusta; infatti, per un paio d’anni, ogniqualvolta Internet Explorer si trovava davanti un’applet Java, chiedeva all’utente di scaricare una virtual machine, del tutto incidentalmente chiamata Microsoft Java Virtual Machine (o msjvm). La licenza stipulata, però, non permetteva questo tipo di magheggi, e così partì un’altra causa legale - causa che fu risolta all’inizio del 2004, tramite un accordo extra-giudiziale, dalla Microsoft. L’accordo prevedeva che la Microsoft fornisse un puntatore al download della Java Virtual Machine prodotta dalla Sun; il problema è che, nell’intervallo tra il rilascio di Windows XP e il primo service pack per quel sistema operativo, gli utenti non avevano la possibilità di installare una virtual machine per Java.

Snap back to reality. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha, nello scantinato dedicato ai servizi informatici, oltre a qualche scheletro di Tyrannosaurus Rex e a due stupendi esemplari di sistemisti impagliati, pure un po’ di ferramenta di grosso calibro dell’IBM - S/390 e AS/400 - a cui si accede tramite terminali a caratteri di tipo 3270. Qualche geniaccio deve aver pensato: Ohibò! C’abbiamo qui della ferramenta costata millanta e più milioni del vecchio conio - si, parlano tutti come Bonolis, che ci volete fare? - Per accedervi, oltre a mandare terminali con linea dedicata alle scuole, cosa che ci costa l’iradiddio - per il noto Delta di Espansione del Budget Pubblico a norma zero, in realtà, questo sarebbe un punto a favore dell’utilizzo di soli terminali - possiamo creare un programma di emulazione di terminale da distribuire via Internet!. Dopo la sega a vicenda fattasi dai vari componenti del mannaggement del Ministero per festeggiare la bella pensata, i nostri prodi hanno dato l’avvio alla spirale di violenza necessaria a costringere degli ingegneri ad implementare l’accrocchio telematico.

The Hard Truth. Questo succedeva in contemporanea con la causa legale di cui sopra tra Sun e Microsoft. Ovviamente, cosa vanno a scegliere gli ingegneri? Ma certo: la virtual machine della Microsoft. Che è ferma, ahinoi, alla versione 1.1 delle specifiche di Java - e che lì rimane, dato che la Microsoft non può toccarla neanche con un palo da clown lungo tre piedi (e meno male, perché se solo toccandola hanno causato due controversie legali, mi domando che potrebbe succedere se decidessero di aggiornarla: già mi immagino sviluppatori che si buttano dalla finestra). Purtroppo per noi, Java è andato avanti nel frattempo; con ogni probabilità, alla Sun l’hanno bagnato e gli hanno dato da mangiare dopo mezzanotte. Purtroppo per me, la release 1.1 della MSJVM è praticamente incompatibile con l’attuale release 1.4.2 della Sun. Cosa che rende impossibile l’installazione dell’aggeggio ministeriale.

Use The Force. Fortunatamente, alcuni siti mettono a disposizione l’installer per la MSJVM; quindi posso forzare la coesistenza delle due virtual machine sulla stessa macchina fisica. Tralascerò volutamente tutti i problemi di sicurezza che la macchina virtuale della Microsoft ha (ignoti potrebbero far eseguire codice arbitrario su un computer); e tralascerò pure il fatto che, se decidessi di disinstallarla con il programmino ufficiale della Microsoft, questo provocherebbe l’impossibilità di usare qualsiasi Java Virtual Machine in Internet Explorer - immagino sia un effetto collaterale del tutto non voluto… si, e quer tegame di su ma’ cane chi ci crede, oserei aggiungere.

Beh, mica male dopo soli due giorni di lavoro.

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Epitaffi

Per il vostro bene e per quello della Rete, insomma, se usate Windows, aggiornatelo. Aggiornatelo SUBITO.

Dal blog di Paolo Attivissimo

Bottom line: If you use Windows, you’re asking for trouble.

Da Personal Technology, rubrica del Wall Street Journal a cura di Walt Mossberg

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Numquam titillandus draco dormiens

Prendo a prestito il motto della Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry[1], per dire che, finalmente, alla Microsoft si sono svegliati, e hanno tirato fuori dal dungeon sotto la sede di Redmond il team di sviluppo di Internet Explorer, per lavorare sulla nuova release.

Si sono svegliati, finalmente. C’è la possibilità, quindi, che Internet Explorer finalmente arrivi in pari con la concorrenza?

+++

[1] Tra l’altro, geniale.

slashdot, dmassy blog.

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Imagine

Immaginate di essere una delle più grandi società di software di questo pianeta.

Immaginate di avere prodotto un sistema operativo con il 90% di penetrazione di mercato, tanto da avere in mano un monopolio de facto.

Immaginate di essere bersaglio, a causa di un mix tra incompetenza e diffusione (60-40, nella mia non troppo modesta opinione), degli attacchi di virus ogni giorno più stupidi.

Ora immaginate come porvi rimedio.

Se avete risposto: “programmando meglio in futuro, e correggendo i nostri errori passati“, allora non lavorate in Microsoft. Se avete risposto: “vendendo un nostro antivirus“, siete un veepee della casa di Redmond, WA.

reuters, via slashdot.

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Bella scoperta

Per la gioia di grandi e bambini, sono tornati i commenti mobili!

Per la precisione, adesso tutti i link vanno dove cazzo gli pare su Internet Explorer. Maledizioni varie si stanno addensando sulla testa dei programmatori in uno stato del nord-ovest americano.

Vedrò se il trucco dell’altra volta funzionerà di nuovo.

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Seeing the invisble

Da questo articolo:

Windows isn’t entirely crash-proof yet, but many Windows XP users have never seen the so-called Blue Screen of Death that pops up when older versions of Windows decide to stop working.

Lapalissiano, dato che Windows XP tende a riavviare direttamente il computer invece di mostrare la famigerata (e pressoché inutile) Blue Screen of Death.

L’articolista ha, però, perfettamente ragione quando scrive:

Ultimately, Linux may make Windows a better OS, and vice versa, because choice breeds innovation

nello stesso paragrafo. Alla Microsoft sono esperti nel copiare prodotti migliori dei loro.

yahoo.

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Campo Minato

Mi rifiuto categoricamente di chiamarlo con il suo nuovo nome “politically correct”

Personalità Confusa fa un breve trattato sui veri motivi per cui Windows è tanto usato negli uffici di questo triste mondo: i giochini messi dentro per aumentare la produttività degli impiegati nello stesso modo in cui i managier aumentano i profitti a colpi di Excel.

Dato che ho passato alcune delle ore più tristi della mia adolescenza sulle varie versioni di quell’aggeggio sadico chiamato “Campo Minato”, volevo solo puntualizzare: i numeretti che appaiono sulle caselle, e di cui qualcuno ancora oggi ignora il significato, non sono ornati cabalistici che servono per invocare Yog Sothoth o qualche altro Grande Antico; servono ad indicare il numero di mine negli otto quadrati circostanti. Secondariamente, per avere record invidiabili (memorabile il mio 7 secondi per il campo con 100 mine), basta modificare con un semplice editor di testo il file INI (da Windows 3.1 a Windows ME, c:/windows/winmine.ini, in cui vengono scritti nomi e punteggi.

Sono anche figlio di un “drogato del Solitario”, che a cinquant’anni si diverte a realizzare il record: al 3/11/2002, 8037 punti per una partita durata 95 secondi (il mio personale del 1998 è di 7155 punti per 106 secondi, dopo di che ho trovato nuovi e più eccitanti modi di perdere il mio tempo).

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