On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for Life

A Step Forward Into Terror

A prendere questo e un contratto c’ho messo meno tempo che a prendere un paio di scarpe. Ho subdolamente barato, però: il negozio della T-Mobile era pieno e prima di entrarci avevo già controllato tutto quanto sul sito.

Nei prossimi giorni, quando avrò riabilitato il Bluetooth sul laptop e installato tutto l’ambaradan vi faccio sapere come funziona con Linux; per ora, ho visto che ha trovato tutti i wireless network.

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Hammer to Fall

Tra le nuove serie dell’autunno, sicuramente Pushing Daisies e Reaper sono quelle che più mi hanno colpito. Pushing Daisies viene dritta dalla penna dell’autore di Dead Like Me, un’altra delle mie serie preferite1. Reaper può essere descritta come Clerks meets Dogma - e il fatto che il primo episodio sia stato diretto da Kevin Smith non fa che rafforzare l’impressione.

Ovviamente non posso dimenticare Bionic Woman - lo show che può essere banalmente tradotto come “gnocche bioniche combattono tra loro” oppure come “lo Xena del XXI secolo”2. Nel caso, comunque, contatemi nel fan club di Michelle Ryan3.

Altre serie sul disco fisso in questo momento, in no particular order:

Bones
Terza season appena iniziata, devo recuperare le prime due; David Boreanaz simpatico, vivo ma soprattutto senza un misterioso passato e una pena da scontare: cosa può andare storto?
Journeyman
Quantum Leap senza acceleratore, Al e Ziggy. Qui le cose che possono andare storte sono molte, quindi voglio vedere dove vogliono andare a parare.
House
Si può prendere una serie basata sulla ripetitività e su sei personaggi, eliminare la ripetitività e tre personaggi e tuttavia farla rimanere interessante? Risposta breve: si può, basta infilare altri quaranta personaggi, dar loro un numero ed eliminarli in maniera completamente arbitraria.
Heroes
Non ho ancora visto il secondo episodio, non voglio sapere nulla, e dopo quanto ho imparato durante la prima season penso che mi godrò mezza stagione di fila durante la pausa invernale: voglio arrivare sano e salvo a maggio prossimo4.
Mad Men
Questa è una serie che avrei voluto vedere ogni settimana ma che, per sfighe varie, non sono riuscito a seguire pur avendo ogni episodio. Mi prenderò un weekend apposta, perché quello che ho visto nel primo episodio mi ha lasciato senza fiato.
Dexter
Micheal C. Hall è un dio in terra e non potevo certo rimanere senza sapere cosa sarebbe successo nella seconda season del nostro serial killer di serial killer preferito.
Californication
In dirittura d’arrivo, anche se le linee narattive ormai dovrebbero cominciare a tenderle un poco, altrimenti sarà una delle serie con più potenziale sprecato dai tempi di Star Trek: Voyager.
Smallville
Quasi me lo dimenticavo. Dopo aver esplorato ogni centimetro della relazione Clark-Lex, i produttori hanno deciso di virare dall’omo all’incest e introdurre Kara El - AKA Supergirl. Adesso abbiamo: Chloe, Lois, Lana e Kara; contro, due soli maschietti: Clark e Lex. D’accordo che la serie tenta di usare i fan dei comic book, ma qui mi sembra stiano esagerando con le scarcely clad young gals.
  1. Qui ci starebbe bene una digressione sul mio penchant per le serie ingiustamente terminate dalla miopia dei network televisivi odierni - vedi anche alla voce: Firefly e Jericho []
  2. E chi ha orecchie per intendere, intenda pure []
  3. Lo ero in tempi non sospetti, ovvero da quando ha fatto Jekyll sulla BBC []
  4. Ovviamente cederò alle sirene, ma solo darsi un obiettivo del genere fa miracoli []

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Millions Miles Away/2

Mentre scrivevo il post precedente, la moglie mi fa notare le parole di Bagnasco.

Commento, lapidario, della moglie: hanno la faccia come il culo

Ci sono giorni in cui odiare gli esseri umani è incredibilmente semplice. Nel caso di Bagnasco faccio un’eccezione: risulta evidente come non sia un essere umano, bensì una planaria ammaestrata troppo cresciuta.

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Merchants of Soul

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Kiss your future good morning

Eccoci qui, in quel di Londra.

  • L’ADSL è attiva con due giorni d’anticipo.
  • Il conto in banca è ancora da aprire.
  • Le bollette sono state pagate.
  • Si è ricominciato (oggi) a lavorare per la gente simpatica.
  • La casa è mezza piena e mezza vuota.
  • La vita (e il blog) ricomincia.

Ben ritrovati a tutti.

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You are cordially invited/0

Breve lista di cose da fare e da non fare quando siete a pranzo con i vostri genitori e i genitori della vostra fiancée e avete intenzione di annunciare di volerla chiedere in moglie:

  • non sedetevi in una posizione tale per cui siate bloccati da persone, cose, animali, nomi di città, barriere architettoniche, masserizie, ostacoli da biathlon, etc., tanto da impedirvi un’eventuale via di fuga; meglio sarebbe pianificare la propria posizione in anticipo per minimizzare la distanza tra di voi e il più vicino aeroporto;
  • oltre al punto sopra, se siete fratello- o sorella-muniti, e avete già dato loro la notizia in vista di un coinvolgimento in quanto testimoni, evitate accuratamente di sedervici vicino; la combinazione tra i pungoli con il gomito della vostra fiancée e del fratello, ad esempio, potrebbe portare a lievi tumefazioni;
  • non lasciate mai i bicchieri dei futuri consuoceri vuoti, per alcun motivo; vuotate loro vino, amaro, spumante, vernice, paraffina, benzina, metanolo, insomma qualunque cosa abbia una gradazione alcolica; se non bastasse, usate qualcosa ad alto numero di ottani;
  • di converso, tentate di essere sobri - se non del tutto, almeno il massimo concesso dal contesto e dalle vostre intenzioni; se desideraste inginocchiarvi davanti al futuro suocero per chiedere la mano della figlia, non bevete mezza bottiglia di bianco da soli: eviterete di non potervi rialzare (cosa che, oggettivamente, non depone a vostro favore), e in più potrete scappare a velocità più elevate (vedi il primo punto);
  • non arrivate a chiedere qualcosa parlando a braccio, ma preparatevi con almeno ventiquattro ore d’anticipo; chiedete consiglio a qualcuno, rimandate a mente le note degli spin doctor, fatevi aiutare dal responsabile della comunicazione della Casa Bianca; parlare a braccio è pericoloso e può portare a scene di non facile risoluzione, ad esempio risposte del tipo fino a “vorrei” ho capito, ma “chdrmnfigl” mi sfugge;
  • tentate di mantenere contatto visivo e di non arrossire vistosamente, tanto da poter illuminare la stanza in caso di black out;
  • in ogni caso, tenete pronto un mezzo di trasporto il più vicino possibile alla vostra posizione; qualunque mezzo di trasporto è adatto, anche se la discrezione è d’obblgo - mentre potrebbe dare adito a dubbi il fatto che mangiate l’antipasto in sella a una moto, l’avere un cavallo legato fuori dalla sala da pranzo potrebbe effettivamente dar via troppi dettagli su quello che avete intenzione di fare.

Va da sé che io non ho seguito proprio tutti i punti delle euristiche sopra esposte.

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ChangeLog/8

Grazie per il vostro mojo: è davvero servito (i dettagli non adesso, ma presto).

A proposito, sto pensando di andare al FOSDEM di quest’anno, a Brussels (perché “a proposito”? Ve l’ho detto: i dettagli non adesso, ma presto).

Update 2006-02-18@00:20: è ufficiale, il prossimo week-end qui si va a Bruxelles per un paio di giorni di hacking, di conferenze e di incontri con gente con la mano aperta; la fiancée ha deciso di venire pure lei e di vedersi un po’ della città.

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Pastina

Scusate la latitanza del sottoscritto: qui si lotta (entrambi, a dire il vero) da qualche giorno con un temibile bacillo.

Nel frattempo, l’Operazione Natale Con I Tuoi è andata a buon fine, e - raffreddore permettendo - ci si gode un po’ di riposo.

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ChangeLog/5

Buona parte del movimento avviene nell’altra casa, al momento. In buona parte perché, tra mailing list, meeting via IRC, sessioni di sviluppo e nuovi progetti, spendo buona parte del mio tempo davanti a un computer che sempre meno “parla” in italiano; in parte anche perché l’università lascia poco spazio al resto - quando va bene ci sto sei ore, quando va male otto (più due ore e mezza di trasporto).

Ergo, le operazioni di blogging vengono effettuate sul jujitsu-siemens (chiamati così perché ogni sessione è peggio di un addestramento nello sparring program di Matrix) del laboratorio, quando si ha un po’ di tempo.

Nel frattempo, la vita a due prosegue, tra film “storici” condivisi, tonnellate di DVD di serie televisive (devo ancora vedere la terza season di ER da quando siamo tornati da Amsterdam), scatoloni di libri ancora da mettere via, momenti “buco” in cui l’ilarità esplode, cene con famigliari e spuntini a due delle cinque del mattino.

E tutto questo a meno di sei ore dal BQ.

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Missed

Il primo novembre, Michael Piller ha lasciato questo mondo per andare verso la Grande Macchina da Scrivere nei Cieli.

Per chi non lo conoscesse, Michael Piller è stato il capo del team di scrittori di serie come Star Trek: The Next Generation, Star Trek: Deep Space 9 e Star Trek: Voyager - le ultime due serie sono state co-create da lui, e l’ultima gli è stata “scippata” dall’Infame Duo BB, e sappiamo tutti come è andata a finire. In più, da cinque anni lui e suo figlio Shawn lavoravano ad un’altra serie televisiva molto bella, ovvero The Dead Zone, tratta dall’omonimo libro di Stephen King.

Il ricordo di Ron Moore (dal cui blog ho saputo della morte di Piller) è particolarmente toccante.

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Delirium Thesis

La lenta spirale auto-distruttiva dell’ingegnerando che vede avvicinarsi la discussione della tesi con la stessa espressione della lepre in mezzo alla strada davanti ai fari dell’auto.

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conundrum

E due.

Due anni di blog, due anni di vita, due anni di più sul gobbone, due anni di… fate voi, che anche per voi son passati due anni, e che solo il sottoscritto invecchia?

Ehm. Dicevo.

Nell’ultimo anno sono successe più cose di quanto avrei immaginato - come sempre, ché se fosse tutto immaginabile a priori ci sarebbe poco divertimento. Si è lavorato (molto), si è studiato (poco); il sottoscritto è diventato più responsabile, e possibilmente meno adulto - perché le due cose dovrebbero essere inversamente proporzionali per mantenere il giusto senso della vita, dell’universo e di tutto il resto.

Alla fine, dopo un anno, eccomi di nuovo qui a tirare le somme. Sapete che vi dico? Basta, non ce la faccio più. Tirare le somme, intendo. Troppa fatica ricordarsi tutto quanto (anche con un archivio a supporto, perché I’m blogging this è ormai una necessità più che un vizio), troppa fatica vedere se i fili della trama della vita sono effettivamente legati oppure se in fase di montaggio dovranno essere eliminati interi, sterili e inutili sub-plot. Basta consuntivi, basta bilanci, basta chiusure di anno fiscale. Perché nell’ultimo anno sono successe cose, sono state intraprese strade, che diverrano chiare e produrranno qualcosa solo tra anni. O magari mai. E il sottoscritto non vuole diventare la Moratti di sé stesso, sempre a cercare il risultato rispetto ad una sana ricerca di base - del , dell’altro da sé e di tutto quello che sta intorno.

Quindi, per quest’anno e per i prossimi - chi lo sa quanti - non ci si guarda indietro, non si vede il percorso fatto; piuttosto, si guarda avanti, e a quello che manca. Nella speranza che un giorno di un altro anno - di altri anni - si riesca a raggiungerlo.

Ma anche no.

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No good deed

Non puoi dire di aver fatto una buona azione se non hai salvato un gattino di una settimana di vita da morte certa per disidratazione e infezioni varie (per il fratellino, niente da fare: si è arrivati con un paio d’ore di ritardo).

Fortunatamente, dopo un pomeriggio in balia di quattro persone pervicacemente intente a salvargli la vita, il gattino è stato riconosciuto dalla madre, riapparsa dopo ventiquattro ore di girovagare, e la famigliola è potuta andare ad esplorare il mondo intorno alla casa dei miei

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Leaving New York/2

Di nuovo in partenza…

La valigia è pronta, il portatile pure, i progetti da portare sono pronti, l’inglese parlato è stato rispolverato, io sono carico e pronto (pure la fiancée è carica e pronta).

Domani, dopo il lavoro, si parte.

Destinazione: Stuttgart, per il GUADEC sesta edizione.

Si torna in Italia lunedì - in orario da definire. Mille chilometri tra andata e ritorno.

Ci sarà da divertirsi.

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The Cable Guy

Il figlio dell’Homo Hobbysticus, oppure “perché la genetica non è un’opinione (cazzo)”. Per riferimento, leggersi gli episodi #1 e #2.

Quando la natura chiama, anche l’homo hobbysticus tende a riprodursi. Il fatto, però, che il suo contributo alla lunga catena della vita sia, quasi invariabilmente, un altro esponente del sotto-genus degli hobbysticus, lascia intendere come la frazione del genoma che definisce questo sotto-genus sia ridondante. Come, d’altronde, sono gli attrezzi dell’homo hobbysticus.

Pensiamo, per riferimento, ai figli dei più grandi homo hobbysticus della Storia, ovvero Pinocchio e Gesù. Creati entrambi ad arte, hanno ereditato il mestiere dei padri (nel secondo caso, di tutti e due i padri). In fondo, Giuseppe costruiva case mentre Gesù ha fatto costruire addirittura cattedrali; Geppetto si costruiva un figlio con un set per lavorare il legno, mentre Pinocchio si costruiva un corpo umano con un set buone azioni.

I figli degli hobbysticus ereditano tutte le caratteristiche dei padri; ma mentre i primi sono hobbysticus dilettantis, i figli (mostrando un’interessante sottospecializzazione) tendono a diventare hobbysticus professionalis. Ovvero, sfruttano quelle caratteristiche a fini professionali e, più raramente, in ambito casalingo.

Ovviamente, non è detto che un figlio di un homo hobbyisticus diventi a sua volta un homo hobbysticus: eventi che vanno dalla mutazione in loci multipli del DNA, alla selezione artificiale degli embrioni, fino alla fecondazione eterologa non assistita (dal consorte) possono provocare la nascita di un normale homo sapiens sapiens. Né è detto che un figlio di un hobbysticus sfrutti professionalmente le proprie (dubbie) doti: se va bene, frantumerà le gonadi dei soli famigliari.

Al sottoscritto è andata male in entrambi i casi: sono un homo hobbysticus, figlio di un homo hobbysticus, e sono pure professionalis. Chiunque stia entro un raggio di due chilometri dallo scrivente, se quest’ultimo ha uno strumento di lavoro in mano, è avvisato.

Verso la metà di aprile, in uno dei laboratori di informatica di una certa scuola si verificavano periodici blocchi della rete, con periodi di downtime anche di svariate ore. Il laboratorio in questione era ancora cablato con cavi Ethernet 10base5 (i famigerati coax) invece dei più “moderni” UTP Cat. 5 (da non confondersi con il “doppino telefonico”, checché ne dica una certa professoressa della suddetta scuola). In quanto tecnico di laboratorio, e in quanto le mie gonadi erano state scassate a sufficienza da utenti che continuavano a dire “Internet non si collega” (sic) o “Internet non funziona”, avevo schedulato un periodo di fermo macchina per verificare il punto di interruzione sul cavo, da farsi subito dopo il ponte del 25 aprile. Per un’incomprensione con il fido aiutante, il fermo macchina non è stato messo nero su bianco sui fogli di prenotazione del laboratorio, e così il fermo macchina non c’è stato. A questo punto, era diventata una questione personale tra me e i cavi del laboratorio - tipico comportamento da homo hobbysticus.

Fortunatamente, il responsabile di tutta la rete della suddetta scuola (il professor V.) autorizzava, poco prima della fine di aprile, l’acquisto di uno switch e pianificava la tanto temuta escalation: via il vecchio, dentro il nuovo.

Il problema, abbastanza banale, è che il coassiale è uno e solo per tutte e quattordici le postazioni del laboratorio in questione; e il suddetto coassiale corre in una canalina dallo switch nell’”armadio” principale fino ai computer. Il doppino, invece, parte dallo switch e finisce diretto in uno e un solo computer. Ergo, nella canalina dovranno correre non uno, non due, non dieci, bensì sedici cavi (uno dall’armadio principale, quattordici postazioni e una presa “volante” per un eventuale portatile).

Questo significa, nell’ordine:

  1. la rimozione di tutto il coassiale
  2. la stesura di sedici cavi nello stesso spazio occupato precedentemente da un solo cavo
  3. la crimpatura di sedici cavi, da ambo i lati
  4. la verifica di sedici connessioni
  5. la sostituzione di quattro schede di rete con la sola boccola per la BNC con altrettante schede di rete aventi almeno la presa RJ-45

Ora, se far stare un fascio di cavi dentro una canalina potrebbe essere inserito di diritto nelle prossime Olimpiadi del Sadomaso, crimpare sedici cavi UTP categoria 5 da ambo i lati è una tortura squisitamente medievale, tale per cui - alla fine del lavoro - non sentirete più i polpastrelli delle appendici sanguinolente che un tempo erano le vostre dita.

Le prime quattro ore di lavoro da posatore di cavi vengono bevute senza neanche un respiro. Si arriva a tanto così dalla violazione del Principio di Pauli, rischiano di annichilire laboratorio, scuola e financo Piacenza in una pirotecnica esplosione nucleare. Eppure i cavi entrano, si mescolano, saltano corsia e vanno ritirati. La pelle delle dita si frantuma, per via di plastica assassina tagliente come lama di rasoio.

Due giorni dopo, il laboratorio veniva dichiarato di nuovo agibile, e funzionante al 100%. Con, però, la possibilità che i cavi vengano tirati da mandrie di teen-ager la cui capacità di controllo del proprio corpo non è precisamente al massimo dell’efficienza. Esattamente come prima.

Ma volete mettere?

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Just Married/2

Rispondo a Gabriele con un post, perché il commento mi è scappato di mano:

Prima questione: c’è un errore di fondo. È lo stato a riconoscere che quanto giuridicamente viene indicato come “matrimonio” (that is un contratto tra due cittadini e tra questi due e lo stato) non debba essere limitato a sesso e/o orientamento sessuale. questo è l’unico modo di garantire non tanto il matrimonio alle coppie GLBT, bensì di permettere a chiunque di sposarsi. la generalizzazione è necessaria per ampliare al massimo il dominio di applicazione dei diritti. I gay, le lesbiche, i bisessuali e i transessuali cattolici (ad esempio) vorrebbero - poi, ma solo poi - sposarsi in chiesa. Questo non implica che la chiesa cattolica debba cambiare opinione sugli omosessuali (dovrebbe, ma non è questo il punto). Le strutture delle religioni organizzate sono un organismo che con lo stato non c’entra assolutamente nulla (nel mondo civilizzato; da noi, c’è un concordato che non sta né in cielo né in terra - no pun intended). L’errore di fondo è prodotto dal fatto che si chiamano con lo stesso termine due cose differenti; per questo esiste un attributo modificatore del termine matrimonio: civile e religioso. Per ovvie ragioni, se la Spagna modifica un pezzo del proprio orientamento giuridico allora lo fa per quanto riguarda il matrimonio civile. Se Il Grande Ratzinger prende una botta in testa, viene illuminato da qualche entità superiore, e decide che no, l’orientamento sessuale è stato scelto dal buon dio, e noi non possiamo metterci bocca perché siamo i suoi rappresentanti in terra, permettendo matrimoni a chiunque voglia sposarsi, allora modificherà il matrimonio religioso (ribadisco: in Italia il secondo, per via dei concordati, è assimilato al primo - ma non è vero il viceversa; altrove, i due non hanno nulla a che spartire: devi sposarti sempre in comune, e poi fare una cerimonia in chiesa, se vuoi il matrimonio religioso). Quanto al dare un altro nome al matrimonio, mi rifaccio alle immortali parole dell’Altissimo Poeta: by any other name a rose would smell as sweet.

Certo, c’è un tentativo da parte delle coppie omosessuali di ottenere tutti i diritti delle coppie etero - a prescindere dalla natura del diritto. Da supporter, direi che si tratta di una lotta al rialzo per avere comunque un po’ più del minimo; tuttavia, la lotta corretta da portare avanti in Italia sarebbe l’abolizione del concordato tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica, e l’assoluta parificazione delle varie congregazioni religiose, così da separare nettamente il matrimonio civile da quello religioso. Questa, però, dovrebbe essere una campagna portata avanti da tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Seconda questione: Se non ora, quando? Sarà sempre troppo tardi, se non si inizia mai. Tanto più che ancora i Difensori dell’Ortodossia mi devono spiegare che differenza ci sarebbe tra coppie omosessuali e coppie eterosessuali, per quanto riguarda la gestione di un figlio.

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Domande Esiziali #5

Ma chi usa la sigla di Twin Peeks per un filmato amatoriale si rende davvero conto di cosa sta facendo?

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Domande Esiziali #4

Le insegnanti di francese usano come suoneria del cellulare:

  • la marsigliese
  • il can can

Perché? Dovere professionale?

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Anatomy

Giovedì pomeriggio ho fatto la prima di dieci sedute di fisioterapia per le spalle (ecco le puntate precendenti).

Dopo un paio di sedute, risulta chiaro che:

  • provo dolore in posti di cui non sospettavo neppure l’esistenza
  • sono così contratto che, se fa freddo e cado, vado in pezzi
  • devo rinunciare ad un sano stile di vita completamente sedentaria, schiodare le chiappe, e fare dell’attività fisica

Soprattutto l’ultimo punto parrebbe fondamentale. Mi è stato consigliato il nuoto, ma preferirei non proseguire per quella strada (se devo stare in acqua, preferisco che sia calda, schiumosa e avere un libro e un bicchiere di porto, e qualche ora di tempo).

Qualcuno ha qualche consiglio? Va bene tutto: dalla ginnastica artistica alla scuola di roccia indoor.

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Live from the Flu

12:10, Bax: Ohibò! Grazie al mio intelletto di simbionte, e alle esperienze di nove vite passate, ho dedotto di non stare molto bene… Meglio notificare la cosa all’ospite, non si sa mai.

12:11, Emmanuele: Ho come l’impressione di non stare tanto bene - e non saprei se l’impressione è mia oppure è un meta-ricordo degli altri ospiti.

12:12, Bax: La prossima volta, scelgo un labrador come ospite - è più sveglio, e non sa la differenza tra un’esperienza e un meta-ricordo. Ohé, pirla! Hai un possibile accenno d’influenza! This is not a drill!

12:13, Emmanuele: La prossima volta, col cavolo che divento un joined… Me lo diceva sempre Ezri.

…più tardi…

18:12, Emmanuele: Proviamo questa febbre, va…

18:13, Emmanuele: Che cazz’è che pigola? Ah, già, il termometro. 37.0°C.

18:14, Bax: Ecco, lo dicevo io…

+++

In definitiva, potenziale influenza. Certo, mangio, non ho la tosse, e la temperatura è pateticamente bassa. Per verificarlo, però, ho dovuto distruggere un termometro a mercurio (apropos: come diavolo raccogliereste il mercurio depositato per mezza cucina? E quello depositato sul fondo della tastiera del portatile?) - abbastanza ovvio, oggi è lunedì.

Bax è il simbionte che vive nel mio ventre. Ha nove vite di ricordi, ha un quoziente intellettivo di 150, e io non gli dò mai retta. E voi che pensavate che avessi solo un po’ di pancia.

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Nerdiness


I am nerdier than 95% of all people. Are you nerdier? Click here to find out!

Volevo ben dire. Tra l’altro, quanto conta l’aver corretto l’HTML?

via Chetti, RDM e pm10

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Geek

YKYHBUTTM quando…

… vedi un referrer che dice perversioni latex e commenti: si, fammi un newtheorem, brutta maiala.

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Do they know it’s not christmas time (anymore)

siamo brutali, e diciamo le cose come stanno: al sottoscritto, il natale piace solo in piccole dosi. è il delirio natalizio che mi uccide. un giorno, due giorni, se va male tre giorni di pranzi-cene-spuntini-dolci-prendi-questo-assaggia-quello. le corse al regalo, le corse alla consegna del regalo, le corse al ritiro del regalo. il record sul giro del gran premio del parentado (ché, e poi ci si sente vermi a pensarlo, fortunatamente ogni tanto si riduce per abbandono o per guasto tecnico dei veterani).

ogni anno, poi, si arriva alla fine, ci si guarda indietro, e si vede che si è sopravvissuti anche stavolta. uno stato di belligeranza continua tra me e il compleanno di gesù bambino - bello lui, che non doveva fare il regalo almeno a un nonno, e che, tanto, prendeva la scusa della missione per conto di dio per non essere mai a casa. mi immagino le telefonate a casa: mi spiace, mamma, ma quest’anno sono ospite da giuseppe… si, l’amico che abita ad arimatea… no, mamma, non chiamarlo fricchettone, è uno a posto, fa parte del collettivo dei cineasti palestinesi rivoluzionari indipendenti. ha appena girato un corto con una sua amica, mi pare si chiami maddalena. no, non sono sposati. si, lo so mamma, è una cosa brutta, si, io mi sposo l’anno prossimo, va bene. si, mangio a sufficienza. nel caso non bastassero, ci metto poco, lo sai. dai, scherzo mamma, chi vuoi che ci creda. ciao, salutami il babbo. no, non quello, quell’altro.

che poi il telefono è il vero incubo del natale. soprattutto, se si ha nun terminale mobile - tra essemmesse, emmemmesse, telefonate da fare, telefonate da ricevere, gente che senti solo a natale, gente che vedi praticamente un giorno si e l’altro pure, ma che deve smaltire i millanta e passa messaggi gratis, e quindi ti mette in lista, ché uno in più non fa male. per ripicca, quest’anno non rispondo prima del ventisette. farò gli auguri di natale a capodanno, quelli di capodanno a pasqua e quelli di pasqua a ferragosto.

perché, tanto, io il natale mica lo festeggio - lo subisco.

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Sign o’ the times

Ti accorgi di andare a letto troppo presto quando…

… ti svegli e la strip di Eriadan è già stata pubblicata.

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