May 3, 2008 at 07:43
· Filed under News, london
It was the best of times, it was the worst of times.
al momento, si è visto solo il worst — anche se, volendo fare gli ottimisti, la BBC non ha mostrato gente fare il sieg heil in Trafalgar Sq., chissà perché…
dato che ottimista non sono, mi allaccio la cintura di sicurezza per i prossimi quattro anni e confido che gli air bag mi proteggano, dato che il guidatore mi ispira poca fiducia.
in realtà, anche qui come a Roma si è trattato di un messaggio alla dirigenza di un partito che ha perso contatto con la gente — e per di più seguendo gli stessi binari e fermando alle stesse stazioni (lavoro di undermining dietro, ma non troppo, le quinte; pugnalate alle spalle; mancanza di capacità decisionali; la lista è lunga).
mi chiedo solo se i ridultati saranno uguali: se le dirigenze eviteranno di prendere coscienza di questi risultati e arriveranno a simili decisioni.
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April 5, 2008 at 12:21
· Filed under Diary, Politics, london
ho appena votato. alla camera ho scritto nessuno di questi buffoni mi rappresenta, il che mi ha permesso di votare PD al senato — sentendomi sporco dentro nonostante tutto.
personalmente, non riesco più in alcun modo a razionalizzare il voto per qualcuno come il voto contro qualcuno. sono passati due anni da quando l’ho fatto (e poi sono scappato), e nonostante la dose quotidiana di notizie dall’Italia, non riesco più ad appassionarmi alla politica locale; ho smesso quasi perfino di incazzarmi, il che non è assolutamente disprezzabile, date le quantità di bile che risparmio.
avrei voluto annullare tutte e due le schede e conservare intatta la mia autostima, ma il casino e il deadlock istituzionale mi piacciono di più, lo devo ammettere, come prospettiva.
adesso, archiviata l’inutile pratica, mi preparo per le votazioni importanti: Ken Livingston per Londra. perché ogni voto dato a un tory significa una moglie pestata dal marito in più.
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February 9, 2007 at 11:51
· Filed under Diary, Music, london, concerts, live
Ieri sera siamo finalmente andati a vedere il concerto dei Decemberists in quel di Shepherd Bush. Concerto meraviglioso, con tanto di reenactment della guerra d’indipendenza americana (con un finale un po’ differente da quello che ricordavo, se devo essere sincero).
La scaletta ha preso molto dall’ultimo album, The Crane Wife:
- The Crane Wife, 3
- The Island (Come and See / The Landlord’s Daughter / You’ll Not Feel The Drowning)
- Yankee Bayonet (I Will be Home Then)
- O Valencia!
- Shankill Butchers
- The Crane Wife, 1 and 2
- Sons & Daughters
Il finale su Sons & Daughters è stato particolarmente emozionante.
Ovviamente, ci sono stati alcuni dei pezzi più belli dagli album precendenti:
Per chiudere con A Cautionary Song (da Castaways and Cutouts). Peccato non abbiano fatto The Bagman’s Gambit o almeno July, July. Il fatto di essere riusciti a rendere i pezzi dell’ultimo album (che, più dei precendenti, è musicalmente denso, e con “denso” mi riferisco al fatto che, se la band prosegue su questi ritmi, il prossimo album dei Decemberists arriverà a collassare entro il proprio raggio di Schwarzschild) esattamente come se fossero in studio va sicuramente a merito di questi sei folli musicisti.
Update@20070209T15:46: Pare che i Decemberists saranno a Bologna il 17 di questo mese, all’Estragon; se ci sono ancora bigletti, andateci: ne vale la pena.
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May 2, 2006 at 22:17
· Filed under General, Diary, Life, london
Eccoci qui, in quel di Londra.
- L’ADSL è attiva con due giorni d’anticipo.
- Il conto in banca è ancora da aprire.
- Le bollette sono state pagate.
- Si è ricominciato (oggi) a lavorare per la gente simpatica.
- La casa è mezza piena e mezza vuota.
- La vita (e il blog) ricomincia.
Ben ritrovati a tutti.
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