On the other side of the screen, it all looks so easy

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A Tale of Two Cities

It was the best of times, it was the worst of times.

al momento, si è visto solo il worst — anche se, volendo fare gli ottimisti, la BBC non ha mostrato gente fare il sieg heil in Trafalgar Sq., chissà perché…1

dato che ottimista non sono, mi allaccio la cintura di sicurezza per i prossimi quattro anni e confido che gli air bag mi proteggano, dato che il guidatore mi ispira poca fiducia.

in realtà, anche qui come a Roma si è trattato di un messaggio alla dirigenza di un partito che ha perso contatto con la gente — e per di più seguendo gli stessi binari e fermando alle stesse stazioni (lavoro di undermining dietro, ma non troppo, le quinte; pugnalate alle spalle; mancanza di capacità decisionali; la lista è lunga).

mi chiedo solo se i ridultati saranno uguali: se le dirigenze eviteranno di prendere coscienza di questi risultati e arriveranno a simili decisioni.

  1. ah, si: perché qui i fottuti fascisti sono giustamente schivati da chiunque con un minimo di raziocinio come le merde che sono []

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Public company

Ovviamente, tutti a stracciarsi le vesti per la distruzione della privacy che comporta l’essere a conoscenza della dichiarazione dei redditi di ogni italiano.

In Finlandia la dichiarazione dei redditi è pubblica da anni; l’ultima volta che ci sono stato, Helsinki era ancora lì e non era stata distrutta dalla collera divina — né i suoi abitati stavano tutto il giorno attaccati al cellulare (si, i dati sono disponibili anche via cellulare) per sapere quanto il loro vicino avesse dichiarato al fisco. Una cosa simpatica che comporta la pubblicazione delle dichiarazioni di reddito è che la polizia può applicare multe direttamente proporzionali a quanto guadagnate: se prendo 200 mila euro l’anno, pagare 100 euro di multa può essere una scocciatura ma non un’azione punitiva nei miei confronti; se ne pago 2000, invece, comincia ad essere qualcosa di serio.

La mia privacy viene violata solo se alcuni soggetti, al di fuori del mio controllo hanno accesso alle informazioni che mi riguardano; se tutti hanno accesso allora non c’è più una disparità tra me e gli altri.

Ovviamente, questo non piacerà molto a quelli che dichiarano 10 al fisco e poi spendono 100 — con prestiti per coprire la differenza o semplicemente omettendo i restanti 90. Che ci volete fare? È il panopticon inverso.

via Barbara

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Razor

All this has happened before and will happen again.

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Why do I keep counting?

Lunedì è venuta a mancare

La Comunità di KDE

Ne danno il triste annuncio la madre Trolltech e la sua nuova consorte, Nokia; gli utenti commerciali di Qtopia, che se producevano cellulari adesso si trovano costretti a cambiare piattaforma; gli utenti di KDE, per cui il desktop potrebbe finire in secondo piano quando l’unico provider monopolista della tecnologia su cui ti basi viene acquistato da un produttore di embedded device che intende usarti come anti-Android.

I funerali si terranno, in una data inevitabile a meno che qualcuno non tiri fuori 150 milioni di euro, a Helsinki.

Certo però, che inculata pazzesca per gli utenti: prima la Trolltech forza la mano alla comunità per rilasciare un dimostratore incompleto e instabile di QT 4.x, poi vende l’ambaradan.

Fuori di obit joke: questo succede quando tieni tutte le uova in un paniere, e ci fai pagare pure “la tassa” sopra, con tanto di benedizione di San Ignucius (a dimostrazione di quanto il buon Richard si stia rincoglionendo con l’età); se poi si guardano i quarterly report ci si accorge di come la Trolltech stesse perdendo cash dal 20061, e che erano appena riusciti ad arrivare a un netto tra operative costs e operative revenues nel Q3 2007. Non mi sorprende l’offerta di 100m di euro, quindi.
Adesso la palla passa alla comunità. Se la Nokia dovesse decidere in un cambio di strategia, KDE muore; se la comunità decide di forkare e rimanere sotto GPL (v3, nonetheless), KDE cessa di avere un appeal commerciale, e diventa il nuovo GNUstep.

  1. Greenphone? Possibile. []

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Hysteria

O mio dio! Skype usa D-Bus, che usa getpwnam (3posix), che apre /etc/passwd! Moriremo tutti!

O mio dio! La demo giocabile di un gioco già uscito installa un sistema per il DRM possibilmente scritto dalla stessa compagnia che aveva scritto un altro sistema per il DRM che aveva le caratteristiche di un rootkit! Moriremo tutti!

L’isteria di massa del weekend è stata gentilmente offerta da blog e webforum e dal tam-tam della stessa gente che installa un firewall per sentirsi più sicuri - e poi magari blocca il DNS e pensa di essere stata “acherata”. Chiunque campi sull’informatica non può che ringraziare questi fessi che permettono di portarsi a casa la pagnotta e non offrono alcun pericolo imminente di rimpiazzo.

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Apocalypse Please

Cosa vuole dire ai suoi accusatori?
“Nessun messaggio. Li ho perdonati, ma sappiano che raccoglieranno quello che hanno seminato. Io ho fatto quello che potevo: una bella iattura…”.

Immagino abbia invocato anche una punizione dal dio Baal, e - perché no - anche da Nyarlathotep.

Temo che il Gelmini abbia preso il suo ruolo di stregone troppo letteralmente.

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Brain Stew

Per un Falwell che (mai troppo presto) ci lascia, un Betori che rimane. A quanto pare, non solo la natura non aborre il vuoto (pneumatico) ma ci sguazza.

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Centre for holy wars

In questi due giorni mi chiedo, a mo di esercizio puramente intellettuale, perché la Turchia non sia già in Europa…

Turchia laica?

… e perché, al contrario, ci sia l’Italia…

Italia non laica?

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Costantinople

Se esistesse un paragrafo del pezzo (oddio: sembra un’agiologia in vita) sulle madri del DL sulle coppie di fatto in grado di affossare tutti i dubbi su quanto “moderna”, “laica”, “progressista” e “adatta ai tempi” la legge in questione sarebbe, penso sarebbe questo:

Il nerbo della nuova legge, oltretutto, fa riferimento all’anagrafe familiare varata da Tambroni nel ‘58, il governo più conservatore tra tutti i governi democristiani. “Non c’è niente di nuovo a quel rispetto”, insiste Bindi come a dire: la vecchia Dc degli anni Cinquanta aveva già ordinato la questione con buona pace di Betori e di Ruini.

L’Italia è uno stato sostanzialmente conservatore fermo agli anni ‘50. È una specie di trama da film di fantascienza (da serie B): la società sembra andare lentamente avanti, ma chi la guida è ancora fermo in un loop a cinquant’anni prima.

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Spineless

Peggio di chi mette i video violenti online è chi tenta di dare la colpa a chi permette di mettere i video (tutti quanti, belli e brutti) online.

Perché, in fondo, non c’è niente di meglio che abdicare le proprie responsabilità ad altri. Come ho già detto in un’altra occasione: siete proprio sicuri che un’azienda debba farsi carico di doveri morali per conto terzi?

Piccola domanda tendenziosa: se Google mettesse un omino a controllare i video che passano (dato che non esiste alcun tool automatizzato che possa discernere un video “violento” da un altro: è un’operazione squisitamente umana), uno a uno, e l’omino ha il ditino sul bottoncino che decide “questo passa” e “questo non passa”, voi come vi sentireste: meglio o peggio? E se Google mettesse un altro omino a leggere i vostri post su Blogger? E se mettesse un omino a leggere i vostri calendari? Le vostre ricerche? I siti che indicizza? I commenti che lasciate sui blog altrui? Come vi sentireste: meglio o peggio?

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Could We

Ai lettori più attenti di questo blog non sarà sfuggito il fatto che il sottoscritto non ha scritto alcunché riguardo l’accordo tra Novell e Microsoft. Ho deciso di non scrivere nulla un po’ per pigrizia - in fondo, non scrivo anche di quella tragicommedia che sono diventati i processi della SCO; un po’ perché volevo prima vedere cosa succedeva; infine, un po’ perché non voglio rendermi ridicolo sparando giudizi basati sul vuoto pneumatico del fanboism oppure su quello che io credo vogliano dire le millantamila leggi sul copyright e sui brevetti. Insomma, non voglio fare la figura di tutti quelli che - senza aver fatto la law school - hanno espresso il loro parere (scarsamente richiesto) e sul web, e su Usenet e sulla stampa specializzata.

Seriamente: potrei scrivere come l’accordo non riguardi in alcun caso Mono; come, in buona sostanza, la Microsoft abbia pagato la Novell per permettersi di usare i brevetti che la Novell possiede; come alla Microsoft abbiano fatto intendere fischi per fiaschi alle altre aziende con business Linux-oriented; come l’accordo stia facendo un favore all’open source, spingendo da un lato verso l’adozione della GPLv3 e dall’altro aumentando la cognizione di causa delle aziende. Non lo farò scendendo nei dettagli - sono solo mie valutazioni grossolane di persona che non si è fatta tre anni di law school. Quello che è certo è che l’accordo andrà valutato tra sei/dodici mesi per vedere cosa ha portato alla comunità.

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That Teenage Feeling

Si è persa l’occasione per fare una riforma che garantisca una valutazione realmente oggettiva, omogenea e realmente meritocratica degli studenti. (Giuseppe Valditara (An))

L’unica valutazione realmente oggettiva, omogenea e meritocratica sarebbe rimuovere l’esame/calderone finale e valutare gli studenti alla fine di ogni corso. Poi, a ${LOWLY_ANIMAL_DEITY} piacendo, cambiare la scuola superiore verso una maggiore universitarizzazione, togliendo le inutili “classi” e sostituendole con corsi di livello base e avanzato, e studenti (guidati da docenti e para-docenti) che decidono il proprio curriculum di studi.

Prima o poi passerà attraverso il cranio di porfido foderato in kevlar di chi decide come deve essere la scuola, che questa non è un’entità creata a immagine e somiglianza di chi l’ha frequentata - bensì creata per chi ancora deve frequentarla. Mi illudo che ciò avvenga prima che arrivino le automobili volanti.

via farfi

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Interview/2

Dopo OSSblog, adesso anche GNOME Journal decide di intervistarmi. Va da sé che li ho avvisati di quanto io sia noioso se lasciato parlare.

La quantità di crack espressa dal sottoscritto è da prendersi con le molle: non avevo ancora bevuto il mio caffè mattutino.

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La verità ti fa male lo so

La sinistra radicale viene svegliata di soprassalto dalla realtà.

Onorevole Prodo potevi lasciarli sognare ancora un po’, però…

Ovviamente rientrerà tutto quanto entro le prossime dodici ore, con un carosello di smentite degne di Schifani e di Bondi. Sia detto: a me dispiace molto che non ci sia una forza di sinistra vera al governo, ma solo questi patetici fantocci, residuati di un tempo che è passato a circa tre metri sopra le loro teste.

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Coalition of the unwilling

Nota a margine sulle elezioni milanesi:

Nell’Unione Ferrante è riuscito a calamitare ben 49mila in più della sua coalizione, che nel complesso fa registrare una tenuta rispetto alle politiche.

Il che significa che Ferrante era un buon candidato per Milano, ma che chi diceva di sostenerlo non l’ha fatto. Come al solito, il centro-sinistra in Lombardia se la fa addosso e parte già con l’idea di portare a casa la pelle e basta; il tutto nella migliore tradizione delle self-fulfilling prophecies.

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iBurocrazia

La valanga di stronzate che mi tocca leggere potrebbe anche configurarsi come tentato omicidio tramite soffocamento. Devo ancora decidere se dovuto alle risate oppure alle mie palle che, giunte a toccare terra, rimbalzano e si attorcigliano a mo’ di bolas attorno alla mia gola.

La PA italiana deve ancora uscire dal XX secolo, con i suoi fax e le sue code di persona, e questi vogliono superare a destra tutti i governi di questo braccio di Galassia con telefonini, digitale terrestre (spazio bianco per le risate) e Internet. Ovviamente, con poche speranze di veder implementata anche solo una tecnologia, dato che difficilmente si esce dai progetti pilota. Ricordo anche che raramente un progetto per la pubblica amministrazione ha il prerequisito di esistere; figuriamoci, poi, di funzionare.

Quando riuscirò a sapere che fine ha fatto un mio pacco spedito dall’Inghilterra un mese fa e (probabilmente) fermo in dogana senza dover fare una richiesta in triplice copia e inviarla al prossimo presidente della repubblica, allora potrei anche pensare che per la PA italiana ci siano ancora speranza.

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Cretinismi/2

Per la serie “siamo amici degli Stati Uniti”

Non me la sento di mandare agli Stati Uniti il segnale che lasciamo liberi i terroristi assolti dai magistrati e ci occupiamo di arrestare i cacciatori di terroristi.

Roberto Castelli, (ormai quasi ex-)Ministro della Giustizia

Ministro, si è dimenticato di dire che non importa se i cacciatori di terroristi violano la sovranità nazionale di un paese alleato, violandone le leggi, e lo fanno senza collaborare o almeno avvertire il governo (alleato, anzi di più: amicone; anzi, di più: compagnone) democraticamente eletto; anzi - da domani facciamo un bel liberi tutti: chiunque sia sospettato di violare una legge in qualunque stato del mondo è libero di essere preso, incappucciato e portato all’estero.

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Fusi di testa

A me non va più di scherzare con uno che sta male (come ho già avuto modo di dire tempo fa).

Perché sta male - ormai dovrebbe essere evidente a tutti. Agli elettori di centrodestra: siete davvero convinti di voler votare un settantenne che ormai ha perso ogni briciola di lucidità?

A questo giro, io me ne chiamo fuori. Voterò il nove aprile affinché possa essere ricoverato in una casa di cura, per farli passare gli ultimi anni della sua vita nella tranquillità, a giocare con i nipotini. Se, per caso, dovesse vincere io non voglio più essere considerato un italiano complice nel farlo rimanere in un posto ad alto tasso di stress, facendolo peggiorare, e farò di tutto per ottenere la cittadinanza di un altro stato.

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Bite my shiny metal ass!

Good news everyone!

Futurama ritorna per una nuova stagione - direttamente in TV e non in DVD.

Qui si fa posto per il quinto cofanetto, e si fa la danza della vittoria.

Update 2006-03-20@23:35 contrordine compagni - niente nuova season: ci saranno solo i quattro feature film in DVD.

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Program

L’ho fatto.

Ho bevuto dall’amaro calice, e mi sono letto il programma di governo del centro-sinistra.

Sono 281 pagine. Scritte da un emulo classicista e democristiano di Stephen King, senza dubbio; ma mentre nel romanzo quadratico medio di King almeno si scopa, nel programma dell’Unione, al massimo, te la prendi in quel posto senza neanche un mazzo di fiori o un invito a cena.

L’ho letto velocemente (sono pursempre duecento-ottantuno-pagine-interlinea-singola): la parte sull’università è carina, quella sulla scuola meno - da anni predico l’universitarizzazione del liceo, dopo la liceizzazione dell’università; la parte sulla società civile è, in fondo, ben poca cosa rispetto alle proposte economiche, e ciò non mi piace; in generale, la parte economica e quella sulla giustizia mi trovano particolarmente tiepido: per riuscire a fare quello che c’è scritto servirà ben più della maggioranza relativa data dalle urne.

MI prenderò i sei anni necessari per leggere il programma e poi vi dirò se, alla fine, sarà rispettato.

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Control

La mae* riportava la notizia dell’acquisizione della Pixar da parte della Disney.

Per coloro i quali non avessero residenza su questo pianeta ma lo usassero solo come seconda casa per le vacanze, ecco il riassunto della vicenda:

  • la Disney ha acquistato la Pixar pagandola 7 miliardi di dollari
  • il pagamento è stato fatto con azioni della Disney, quindi si potrebbe parlare di un merger, se non che la proporzione tra i valori delle due società è di circa 10 a 1
  • Steve Jobs, con tre miliardi e rotti di dollari in azioni Disney (pari al 5%) diventa il singolo maggior azionista della casa del topo; per intenderci, Roy Edward Disney - il nipote di Walt - possiede l’1%, e l’ex-presidente-padrone Michael Eisner possiede circa il 4%
  • John Lasseter, co-fondatore della Pixar, è ora il Chief Creative Officer della Disney

La domanda che tutti si ponevano dopo l’acquisto/fusione era: la Pixar cambierà la Disney oppure accadrà il viceversa? Ovvero, vedremo ancora pellicole del calibro di The Incredibles e Monsters, Inc. oppure ci propineranno sbobba come enne-mila seguiti di Toy Story (tutti direttamente in home video)?

Pare che una possibile risposta - anche se la Disney è sempre stata abbastanza schizofrenica nel decision making, vedi la damnatio memoriae di Eisner dopo la caduta del presidente-padrone, seguita dalla ri-denominazione di un palazzo a nome Micheal D. Eisner - sia già formulabile: la Disney ha cancellato senza molta pietà il terzo (già in fase di stesura) e il quarto installment di Toy Story - sempre osteggiati dalla Pixar.

C’è speranza nel futuro, quindi.

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Sin verguenza

La SGAE, ovverosia la SIAE spagnola (che, a giudicare da quanto leggo in giro, viene reputata tanto quanto la controparte italiana), ha multato di 518 euro un’associazione benefica per aver organizzato una manifestazione canora per bambini con deficit mentali, senza aver pagato i diritti d’autore; dopo essersi rifiutati di pagare, i responsabili dell’associazione no-profit sono stati minacciati di azioni legali e hanno dovuto versare il pizzo l’emolumento.

Il presidente della SGAE ha imputato l’errore alla macchina burocratica, e ha detto che ridarà i 518 euro sotto forma di beneficenza.

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Rage

Io sono un tipo abbastanza pragmatico. La real politik l’ho sempre vista come un migliore approccio alla vita e alla politica, rispetto all’asserragliarsi sulle “questioni morali”, sui princîpi e quant’altro, che, usualmente, risultano tutti in un nulla di fatto. Se si vuole vincere (e non in senso assoluto, ma solo in senso di maggioranza), tentare di convincere gli altri va bene fino a un certo punto: alle volte, basta contarsi - e se si è in maggioranza, si va avanti con i numeri che si hanno. Altri si aggregheranno, altri lascieranno. È normale, è la vita.

Purtuttavia, sono (e non penso sia l’unico) amareggiato da questo commento di Prodi sulla manifestazione sui PACS a Roma.

Prendendo la notizia con le molle - ché l’articolo mi sembra troppo “costruito” nella prosa e nelle finalità - capisco la posizione di Prodi. È un ex-DC, un partito che più che un nome aveva un ossimoro; ha a che fare con quei rompi-coglioni della Margherita e dell’Udeur - gente che, potessimo, lascerei alla caserma delle libertà in meno di un nano-secondo. Organizzerei perfino la festa di addio e di riconsegna del simbolo nel caso in cui Rutelli decidesse, finalmente, di andare a braccetto con Casini e Mastella. Stapperei la prima bottiglia di Veuve-Cliquot (quella avanzata dopo i festeggiamenti del passaggio di Vieri al Monaco).

DIcevo. Prodi ha a che fare con questi che sembrano più l’ufficio stampa del Vaticano (come se ne avessero bisogno), che dei politici della Repubblica Italiana. Ovvio che, se vuole far passare la legge sulle coppie di fatto e sulle unioni omosessuali, Prodi debba sembrare il meno rivoluzionario possibile, il più moderatamente grigio possibile. Ché, poi, io veda nella moderazione e nei moderati la morte di ogni politica è una mia posizione dettata dalla real politik; ma non divaghiamo.

Tuttavia, ci sono delle volte in cui il silenzio vale più di mille, e anche di mille volte mille, parole. Stando in silenzio, Prodi avrebbe dato un avallo alla manifestazione. Nel contempo, avrebbe lasciato alla Margherita e all’Udeur, ovvero le forze di destra in seno alla sinistra, la patata bollente di condannare (proprio come vuole Ratzinger) la manifestazione. Ognuno vi avrebbe letto quello che voleva, e Prodi non si sarebbe sbilanciato tanto. Perfino la destra ci avrebbe letto quello che voleva, dicendo che Prodi non dice mai nulla.

Poi, durante il governo - che avrebbe potuto contare sui milioni di voti dei cittadini GLBT, poiché che non si sarebbero incazzati come storioni del Don dopo aver letto l’articolo del Corriere - avrebbe potuto infilare senza problemi il disegno di legge sulle unioni omosessuali come da programma.

Insomma, quando Prodi decide di parlare, che lo faccia davvero dopo aver pensato. E non si faccia prendere dalla rabbia, come fa Berlusconi. Anche perché Prodi non ha decine di avvocati pronti a spergiurare che si è trattato di un malinteso, o di organi di stampa notoriamente bolscevichi.

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Time Waits For Nobody

Il tempo per deporre non dire nulla di penalmente rilevante contro il presidente e il segretario del maggior partito dell’opposizione Berlusconi l’ha trovato subito.

Il tempo per deporre ai suoi processi, al contrario, sembrava non trovarlo mai.

Sarò io che penso male, probabilmente.

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