On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for Politics

Public company

Ovviamente, tutti a stracciarsi le vesti per la distruzione della privacy che comporta l’essere a conoscenza della dichiarazione dei redditi di ogni italiano.

In Finlandia la dichiarazione dei redditi è pubblica da anni; l’ultima volta che ci sono stato, Helsinki era ancora lì e non era stata distrutta dalla collera divina — né i suoi abitati stavano tutto il giorno attaccati al cellulare (si, i dati sono disponibili anche via cellulare) per sapere quanto il loro vicino avesse dichiarato al fisco. Una cosa simpatica che comporta la pubblicazione delle dichiarazioni di reddito è che la polizia può applicare multe direttamente proporzionali a quanto guadagnate: se prendo 200 mila euro l’anno, pagare 100 euro di multa può essere una scocciatura ma non un’azione punitiva nei miei confronti; se ne pago 2000, invece, comincia ad essere qualcosa di serio.

La mia privacy viene violata solo se alcuni soggetti, al di fuori del mio controllo hanno accesso alle informazioni che mi riguardano; se tutti hanno accesso allora non c’è più una disparità tra me e gli altri.

Ovviamente, questo non piacerà molto a quelli che dichiarano 10 al fisco e poi spendono 100 — con prestiti per coprire la differenza o semplicemente omettendo i restanti 90. Che ci volete fare? È il panopticon inverso.

via Barbara

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Razor

All this has happened before and will happen again.

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No Logo

sempre apropòs di fuffa cazzara:

la competizione per il logo più brutto se la aggiudicano, ex æquo, la sinistra critica e il partito comunista dei lavoratori. voglio conoscere i genialoidi summenzionati, che nel duemila-fucking-otto mettono ancora la falce e il martello nel logo. nemmeno a Mosca va più di moda. tra l’altro, il pcdl sembra il logo dell’Aeroflot — forse possono fargli causa per copyright infringment e farli implodere.

devo però ammettere che fare non una, bensì due liste riesumando cadaveri e usando tavolini a tre gambe sia una gran mossa; dopo i morti nelle liste elettorali, abbiamo gli zombie direttamente sulle schede elettorali. il prossimo appello in senato lo faranno con delle ouija board.

il premio per il logo più idiota, invece, va sicuramente a quelli del bene comune — che non solo è brutto da far rivoltare lo stomaco, ma è probabilmente utilizzabile nella test suite di Cairo come test unit sui gradienti. come attenuante, l’uso di Hot Fuzz come traino pubblicitario mi sembra una gran pensata. forza, nella cabina elettorale dite tutti quanti insieme: the greater good. mi raccomando, una volta usciti date un calcione a un dannato hoodie.

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Dirty

ho appena votato. alla camera ho scritto nessuno di questi buffoni mi rappresenta, il che mi ha permesso di votare PD al senato — sentendomi sporco dentro nonostante tutto.

personalmente, non riesco più in alcun modo a razionalizzare il voto per qualcuno come il voto contro qualcuno. sono passati due anni da quando l’ho fatto (e poi sono scappato), e nonostante la dose quotidiana di notizie dall’Italia, non riesco più ad appassionarmi alla politica locale; ho smesso quasi perfino di incazzarmi, il che non è assolutamente disprezzabile, date le quantità di bile che risparmio.

avrei voluto annullare tutte e due le schede e conservare intatta la mia autostima, ma il casino e il deadlock istituzionale mi piacciono di più, lo devo ammettere, come prospettiva.

adesso, archiviata l’inutile pratica, mi preparo per le votazioni importanti: Ken Livingston per Londra. perché ogni voto dato a un tory significa una moglie pestata dal marito in più.

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That Teenage Feeling

Si è persa l’occasione per fare una riforma che garantisca una valutazione realmente oggettiva, omogenea e realmente meritocratica degli studenti. (Giuseppe Valditara (An))

L’unica valutazione realmente oggettiva, omogenea e meritocratica sarebbe rimuovere l’esame/calderone finale e valutare gli studenti alla fine di ogni corso. Poi, a ${LOWLY_ANIMAL_DEITY} piacendo, cambiare la scuola superiore verso una maggiore universitarizzazione, togliendo le inutili “classi” e sostituendole con corsi di livello base e avanzato, e studenti (guidati da docenti e para-docenti) che decidono il proprio curriculum di studi.

Prima o poi passerà attraverso il cranio di porfido foderato in kevlar di chi decide come deve essere la scuola, che questa non è un’entità creata a immagine e somiglianza di chi l’ha frequentata - bensì creata per chi ancora deve frequentarla. Mi illudo che ciò avvenga prima che arrivino le automobili volanti.

via farfi

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A Good Man is Hard to Find

[…] I don’t think that announcing policies in a rush amounts to substance. Real substance is about taking time to think things through, not trotting out easy answers that people might want to hear.

Everyone in this hall, me included, knows that a low tax economy is a strong economy. But some people want me to flash up some pie in the sky tax cuts to show what we stand for. Let me tell you straight. That is not substance. And that is not what we stand for. Do you know what I think? I think that when some people talk about substance, what they mean is they want the old policies back. Well they’re not coming back. We’re not going back.

There’s something special about marriage. It’s not about religion. It’s not about morality. It’s about commitment. When you stand up there, in front of your friends and your family, in front of the world, whether it’s in a church or anywhere else, what you’re doing really means something. Pledging yourself to another means doing something brave and important. You are making a commitment. You are publicly saying: it’s not just about me, me me anymore. It is about we - together, the two of us, through thick and thin. That really matters. And by the way, it means something whether you’re a man and a woman, a woman and a woman or a man and another man. That’s why we were right to support civil partnerships, and I’m proud of that. Of course not every marriage lasts, and many couples are much better off apart. Women must have an escape route from abusive relationships.

David Cameron dixit

okay: io non posso votarlo, e probabilmente non lo voterei comunque (le sue posizioni sulla sicurezza e l’idea di abolire l’human rights act per sostituirlo con una nuova “bill of rights” non mi fanno impazzire). ma mi sembra - e lo dico con le lacrime agli occhi - di essere in un episodio di the west wing della settima stagione, con Vinick da una parte e Santos dall’altra, e io in mezzo a chiedermi chi è il più riformatore tra i due.

vorrei anche aggiungere: il sito dei tories ha anche un feed RSS per seguire l’attività dei vari MP; tutti quanti, poi, hanno un’email e un sito personali.

via wittgenstein

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La verità ti fa male lo so

La sinistra radicale viene svegliata di soprassalto dalla realtà.

Onorevole Prodo potevi lasciarli sognare ancora un po’, però…

Ovviamente rientrerà tutto quanto entro le prossime dodici ore, con un carosello di smentite degne di Schifani e di Bondi. Sia detto: a me dispiace molto che non ci sia una forza di sinistra vera al governo, ma solo questi patetici fantocci, residuati di un tempo che è passato a circa tre metri sopra le loro teste.

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Coalition of the unwilling

Nota a margine sulle elezioni milanesi:

Nell’Unione Ferrante è riuscito a calamitare ben 49mila in più della sua coalizione, che nel complesso fa registrare una tenuta rispetto alle politiche.

Il che significa che Ferrante era un buon candidato per Milano, ma che chi diceva di sostenerlo non l’ha fatto. Come al solito, il centro-sinistra in Lombardia se la fa addosso e parte già con l’idea di portare a casa la pelle e basta; il tutto nella migliore tradizione delle self-fulfilling prophecies.

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Cretinismi/2

Per la serie “siamo amici degli Stati Uniti”

Non me la sento di mandare agli Stati Uniti il segnale che lasciamo liberi i terroristi assolti dai magistrati e ci occupiamo di arrestare i cacciatori di terroristi.

Roberto Castelli, (ormai quasi ex-)Ministro della Giustizia

Ministro, si è dimenticato di dire che non importa se i cacciatori di terroristi violano la sovranità nazionale di un paese alleato, violandone le leggi, e lo fanno senza collaborare o almeno avvertire il governo (alleato, anzi di più: amicone; anzi, di più: compagnone) democraticamente eletto; anzi - da domani facciamo un bel liberi tutti: chiunque sia sospettato di violare una legge in qualunque stato del mondo è libero di essere preso, incappucciato e portato all’estero.

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Reset

Voglio - esigo - pretendo l’azzeramento dei quadri e dell’apparato dirigente dei partiti del centro-sinistra. Tutti, dal primo all’ultimo. Perché perdere contro il nano di merda è dimostrazione di totale stupidità, incapacità politica e miopia.

Il discorso non cambia oggi, e rimango fedele a quanto scritto: voglio un ricambio generazionale (almeno) nella dirigenza del centro-sx: si è arrivati troppo vicini a perdere contro un carrozzone di poveri inetti che non sono stati perfino in grado di modificare la legge elettorale per assicurarsi la vittoria.

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Fusi di testa

A me non va più di scherzare con uno che sta male (come ho già avuto modo di dire tempo fa).

Perché sta male - ormai dovrebbe essere evidente a tutti. Agli elettori di centrodestra: siete davvero convinti di voler votare un settantenne che ormai ha perso ogni briciola di lucidità?

A questo giro, io me ne chiamo fuori. Voterò il nove aprile affinché possa essere ricoverato in una casa di cura, per farli passare gli ultimi anni della sua vita nella tranquillità, a giocare con i nipotini. Se, per caso, dovesse vincere io non voglio più essere considerato un italiano complice nel farlo rimanere in un posto ad alto tasso di stress, facendolo peggiorare, e farò di tutto per ottenere la cittadinanza di un altro stato.

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Operazione verità

sforza itaglia

La sinistra vuole la globalizzazione e ci distrugge.

Giulio Tremonti, vice primo ministro

Eccoteli qui, i no global.

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Program

L’ho fatto.

Ho bevuto dall’amaro calice, e mi sono letto il programma di governo del centro-sinistra.

Sono 281 pagine. Scritte da un emulo classicista e democristiano di Stephen King, senza dubbio; ma mentre nel romanzo quadratico medio di King almeno si scopa, nel programma dell’Unione, al massimo, te la prendi in quel posto senza neanche un mazzo di fiori o un invito a cena.

L’ho letto velocemente (sono pursempre duecento-ottantuno-pagine-interlinea-singola): la parte sull’università è carina, quella sulla scuola meno - da anni predico l’universitarizzazione del liceo, dopo la liceizzazione dell’università; la parte sulla società civile è, in fondo, ben poca cosa rispetto alle proposte economiche, e ciò non mi piace; in generale, la parte economica e quella sulla giustizia mi trovano particolarmente tiepido: per riuscire a fare quello che c’è scritto servirà ben più della maggioranza relativa data dalle urne.

MI prenderò i sei anni necessari per leggere il programma e poi vi dirò se, alla fine, sarà rispettato.

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Liberale

Gianni, ma non lo sai che Silvio è un liberale d’altri tempi? Certo, lui vuole che tutti quanti abbiano garanzie e un giusto processo.

Intanto, poi, promette anche un altro milione di posti di lavoro! Io lo voto ancora, certo!

Gino, porta il quartino, che è l’età dell’ottimismo.

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Ateismo for Dummies/0

Avevo in mente qualche post sull’ateismo da un po’ di tempo, dopo essermi incazzato come una jena dopo la lettura di questo post dello straniero di elea. Mi ero ripromesso di rispondere a mente fredda, e di lasciar sbollire l’incazzatura, perché quando sono arrabbiato tendo a diventare sgradevolmente offensivo. Il post rimarrà potenzialmente offensivo per i credenti (”questo spazio web è mio, lo pago io, e ci scrivo quel cazzo che voglio io”, e tutto questo genere di cose); se pensate di non poter sopportare sfottò alla vostra religione-barra-divinità-barra-filosofia-di-vita, smettete di leggere adesso e crescete un po’ che vi farà bene. Non accetterò reclami da chi avrà continuato a leggere nonostante l’avviso; i commenti/trackback/post da me ritenuti alla stregua di parti della mente di un/una ciellino/a saranno considerati come tali a mio insindacabile giudizio previa lettura. Questo spazio web è mio, et cetera, et cetera.

Gli atei sono esseri umani un po’ ossessionati dalle religioni. Dico “un po’” perché hanno anche altre ossessioni; io, personalmente, ne avrei anche un paio di altre… ma non vorrei divagare inutilmente. Gli atei sono un po’ ossessionati dalle religioni perché, al contrario dei credenti, non devono passare giornate intere a capire in cosa cavolo credono, o a fare esegesi (per diletto o profitto) di quello che ha scritto o detto una propria autorità religiosa. Ergo, non avendo questo passatempo quotidiano, gli atei guardano il restante 90% degli esseri umani e si fanno domande. Capirete anche voi come il contrario sia piuttosto raro - a parte una credente con la quale convivo, nessuno che conosco è mai uscito dai ciellinismi tipo ma se non credi in nessun dio, chi avrebbe fatto l’universo (ciellinismo quadratico medio, roba da farti cadere le braccia), e mi ha fatto un terzo grado per capire chi sono e cosa vogliono gli atei.

Gli atei.

Bella forza, a dire “gli atei”: chi sono? Che cosa vogliono? Da che pianeta provengono? La verità è che, a definire gli atei sono sempre gli altri. Da sempre, l’a-theos è chi non crede alle divinità del definente: se sono ebreo, l’ateo sarà il non-ebreo; se sono cattolico, l’ateo sarà il non-cattolico; se sono pastafariano, l’ateo sarà chiunque non sia un alpha-geek che conosce Wikipedia. Da relativamente poco, però, l’intersezione dei vari atei si è scoperta non nulla: c’è qualcuno che è ateo per tutte le religioni di questo pianeta. Bella sfiga: come si auto-definisce un ateo-per-tutti? Anche qui, di solito ci pensano i credenti: ateo è chi crede che non esista alcuna divinità.

Oh, bella.

È come definire i possessori di Opel Kadett 1.2 (marrone cacchina metallizzata) come coloro che non possiedono una Duna 1000 color grigio topo.

No, così non va. Non solo perché è ridicolo, ma perché è una definizione negativa: definisco ciò che qualuno è attraverso ciò che gli “manca” - e se manca, quel qualcuno è manchevole, in errore, non completo, fate voi. Il ché è perfettamente ovvio, se i definenti sono persone che credono in uno o due o più mmbuti… ehm… entità soprannaturali.

Cominciamo, quindi, a mettere in piedi una definizione positiva. Già, ma come si fa? Mica è banale sintetizzare l’ateismo; si attraversa un campo minato ogni volta: se dico ateo è chi non crede in una divinità rimango sul generico, ed includo anche chi non ha una divinità ma ne ha molte; ateo è chi non crede in alcuna entità superiore va un po’ meglio, ma contiene una certa ambiguità di fondo - il non credere in qualche cosa. Questo tipo di affermazione è la risposta ad una domanda sbagliata. In realtà

un ateo sostiene che non ci sia alcuna entità superiore

Ovvero, l’ateismo non dà una risposta alla domanda credo in (almeno) una divinità?; ma da una risposta a esiste (almeno) una divinità?. La risposta che l’ateismo da a questa domanda è, ed è incontrovertibilmente, no; non credo di no; non probabilmente no. Data la domanda sull’esistenza come premessa, la seconda domanda non può neppure esistere.

Quindi, se non esiste alcuna entità superiore non ci sono nemmeno testi, tradizioni e precetti da essa derivanti; non c’è niente al di fuori dell’umano (e da entità omomorfe come i palmipedi ramati su Epsilon Eridanii VI); non c’è niente al di fuori della materia, dell’energia, dello spazio, del tempo e della coda al casello di Melegnano. In mezzo c’è un intero Universo: dieci alla cinquantacinquesima atomi, un volume apparente di 700 miliardi di anni/luce cubici, cento miliardi di galassie ognuna da cento miliardi di stelle.

Senza contare il casello di Melegnano.

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Minoranze

Posso dirlo in tutta sincerità?

A me, la gente che si sente in qualche modo minacciata da una minoranza - magari mentre fa di tutto per discriminare questa e altre minoranze - mi avrebbe anche rotto un po’ i coglioni.

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Rage

Io sono un tipo abbastanza pragmatico. La real politik l’ho sempre vista come un migliore approccio alla vita e alla politica, rispetto all’asserragliarsi sulle “questioni morali”, sui princîpi e quant’altro, che, usualmente, risultano tutti in un nulla di fatto. Se si vuole vincere (e non in senso assoluto, ma solo in senso di maggioranza), tentare di convincere gli altri va bene fino a un certo punto: alle volte, basta contarsi - e se si è in maggioranza, si va avanti con i numeri che si hanno. Altri si aggregheranno, altri lascieranno. È normale, è la vita.

Purtuttavia, sono (e non penso sia l’unico) amareggiato da questo commento di Prodi sulla manifestazione sui PACS a Roma.

Prendendo la notizia con le molle - ché l’articolo mi sembra troppo “costruito” nella prosa e nelle finalità - capisco la posizione di Prodi. È un ex-DC, un partito che più che un nome aveva un ossimoro; ha a che fare con quei rompi-coglioni della Margherita e dell’Udeur - gente che, potessimo, lascerei alla caserma delle libertà in meno di un nano-secondo. Organizzerei perfino la festa di addio e di riconsegna del simbolo nel caso in cui Rutelli decidesse, finalmente, di andare a braccetto con Casini e Mastella. Stapperei la prima bottiglia di Veuve-Cliquot (quella avanzata dopo i festeggiamenti del passaggio di Vieri al Monaco).

DIcevo. Prodi ha a che fare con questi che sembrano più l’ufficio stampa del Vaticano (come se ne avessero bisogno), che dei politici della Repubblica Italiana. Ovvio che, se vuole far passare la legge sulle coppie di fatto e sulle unioni omosessuali, Prodi debba sembrare il meno rivoluzionario possibile, il più moderatamente grigio possibile. Ché, poi, io veda nella moderazione e nei moderati la morte di ogni politica è una mia posizione dettata dalla real politik; ma non divaghiamo.

Tuttavia, ci sono delle volte in cui il silenzio vale più di mille, e anche di mille volte mille, parole. Stando in silenzio, Prodi avrebbe dato un avallo alla manifestazione. Nel contempo, avrebbe lasciato alla Margherita e all’Udeur, ovvero le forze di destra in seno alla sinistra, la patata bollente di condannare (proprio come vuole Ratzinger) la manifestazione. Ognuno vi avrebbe letto quello che voleva, e Prodi non si sarebbe sbilanciato tanto. Perfino la destra ci avrebbe letto quello che voleva, dicendo che Prodi non dice mai nulla.

Poi, durante il governo - che avrebbe potuto contare sui milioni di voti dei cittadini GLBT, poiché che non si sarebbero incazzati come storioni del Don dopo aver letto l’articolo del Corriere - avrebbe potuto infilare senza problemi il disegno di legge sulle unioni omosessuali come da programma.

Insomma, quando Prodi decide di parlare, che lo faccia davvero dopo aver pensato. E non si faccia prendere dalla rabbia, come fa Berlusconi. Anche perché Prodi non ha decine di avvocati pronti a spergiurare che si è trattato di un malinteso, o di organi di stampa notoriamente bolscevichi.

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Time Waits For Nobody

Il tempo per deporre non dire nulla di penalmente rilevante contro il presidente e il segretario del maggior partito dell’opposizione Berlusconi l’ha trovato subito.

Il tempo per deporre ai suoi processi, al contrario, sembrava non trovarlo mai.

Sarò io che penso male, probabilmente.

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Stupid is who stupid does

Io i Tg non li vedo mai […] ma so che esistono organizzazioni di sinistra che organizzano contro di me queste contestazioni. Io, da liberale, non fischierei mai nessuno

Vero. Lui, da perfetto liberale, da semplicemente dello stupido:

Non credo che [gli italiani] possano essere così stupidi e superficiali da affidarsi a questi signori della sinistra, mestieranti che fanno politica per lavoro e che hanno sempre sbagliato tutto

A quando la minaccia che il centro-sinistra ruba le macchinine agli altri bambini quando la maestra non guarda?

Oddio, qualche dubbio sulla sanità mentale degli italiani che l’hanno votato più di una volta io l’ho avuto; ma va da sé che questo non ha a che fare con il mio essere di sinistra.

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Sense and sensibility

Da qualche decennio - per la precisione, da quando i post-sessantottini hanno iniziato a procreare - stiamo assistendo ad una progressiva de-responsabilizzazione dei genitori. Se i figli diventano qualcosa di non previsto, è sempre colpa di qualche altro soggetto.

Se sono violenti, è colpa della violenza in televisione.

Se sono gay, è colpa di Sailormoon.

Se sono grassi, è colpa della pubblicità delle merendine.

Di Internet.

Dei fumetti.

Del “branco”.

Tutto, purché la colpa non sia dei genitori.

La legge 40 è, in questo senso, la perfetta conseguenza e summa di tale situazione; rimuovendo, infatti, l’onere di dare ai propri figli la migliore vita possibile (in termini di salute e possibilità) - unica e sola etica valida per un genitore - tramite l’obbligo di impianto di tutti gli embrioni e la rimozione della diagnosi pre-impianto, questa legge toglie ogni responsabilità ai genitori che dovessero avere un figlio non sano, o troppi figli rispetto alle proprie disponibilità economiche. Il tutto per un nebuloso concetto di “figlio in potenza”; concetto che lascia il tempo che trova.

Ergo, questa legge è interessante da studiare in quanto tappa del processo di de-responsabilizzazione della figura del genitore; processo che porta un genitore a spostare i propri doveri verso altre strutture: mass media, associazioni, stato.

Il problema è che, lungo questa strada, si arriva a forme di assoluta mancanza di responsabilità; oggi ce la caviamo con l’obesità infantile, ma se proseguendo questo processo potremmo perfino ritenere possibile la legalizzazione dell’abbandono: se non sono in grado di provvedere a mio figlio, tanto vale che lo lasci alla prima piazzola di sosta.

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Madness takes its toll

Oggi non c’e’ nulla da festeggiare, personalmente non ho mai sentito questa festa del 2 giugno.

On. Roberto Calderoli, Ministro per le Riforme

E’ l’ora di tornare alla lira chiediamo un voto agli italiani

On. Roberto Maroni, Ministro del Welfare

Da tempo lo dico, e lo ribadisco: solo la moderna psichiatria può spiegare l’esistenza della Lega Nord e dei suoi elettori.

Tra l’altro, il ministro Maroni dice:

[L’] euro, non per colpa sua ma per responsabilità di chi ha gestito il passaggio alla moneta unica, ha dimostrato di non essere adeguato di fronte al rallentamento della crescita economica […]

Mi dica, signor ministro: perché solo in Italia ci sono stati dei problemi durante il passaggio dalla moneta nazionale all’euro? Chi è che era al governo in Italia quando c’è stato il passaggio alla moneta unica?

Update 2005-06-05@21:10:

[B]isogna approvare la mia proposta di legge di riforma costituzionale che specifica che il matrimonio deve essere tra persone di sesso differente […] se non si fa questo […] avremo a casa nostra figli di coppie lesbiche o bimbi adottati da coppie di finocchi.

On. Roberto Calderoli, Ministro delle Riforme

La moderna psichiatria non basta: serve la neuro-deliri, giunti a questi livelli.

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Il signor B. e la democrazia

Ho sempre considerato il signor B. come un peronista, per il modo che ha di concepire la democrazia (quindi, ben lungi dal rappresentare qualcosa di nuovo, nella politica), oltre che nel fatto che il suo governo abbia portato l’Italia ai livelli di una repubblica sudamericana degli anni ‘70 (economicamente, socialmente e culturalmente).

D’altra parte, potrei forse pensare diversamente quando leggo quale concetto il signor B. abbia della democrazia:

Molto è stato fatto nonostante la difficoltà di una coalizione nella quale non vige il principio di democrazia: da noi la minoranza non si adegua, ma ha un diritto di veto

Qualcuno vada a spiegare a questo peronista di ritorno che la democrazia non impone che una minoranza cambi idea in funzione della maggioranza; altrimenti, avremmo una dittatura della maggioranza (cosa ben diversa da una democrazia moderna).

Comunque, su un punto il signor B. ha ragione: la coalizione di destra non è democratica, a partire dal suo partito-azienda, fino ad arrivare ai suoi metodi di gestione.

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Guilty as charged

Scommetto che qualcuno, tra i gerarchi della caserma della libertà dirà, prima della fine della giornata, che il centro-destra è in calo perché gli elettori sono rimasti a casa, tutti tristi a causa della morte del papa, mentre quelli del centro-sinistra - notoriamente comunisti e atei - sono andati a votare.

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Crisis

Può essere uno stato normale quello in cui l’imminente trapasso di un esponente religioso porta un organo dello stesso stato a dichiarare:

Le […] fonti del Viminale che ritengono destituite di fondamento ipotesi di stampa di un rinvio delle consultazioni elettorale ribadiscono che il ministero dell’Interno “è perfettamente in grado di far fronte a qualsiasi evenienza prevista o imprevista e a situazioni di crisi”.

Qualcuno mi spieghi di che crisi sta parlando. Se parla della crisi cardio-respiratoria del signor Karol, allora nemmeno il Viminale può far molto.

Quelli di Repubblica.it, poi, sono dei geni: “allarmepapa” come sottodirectory di “allarmetsun” penso sia uno dei migliori lapsus che mi sia mai capitato di leggere.

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