On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for Rants

Du Hasst

penso di averlo detto chiaro e tondo da anni, ma a chi si fosse connesso solo adesso voglio ricordare che io sono un misantropo. odio gli esseri umani, anche se mi piacciono alcune persone.

per inciso, non sopporto quelle che ormai sono note come community; ho frequentato per anni USENET e mailing list, e onestamente pensavo di aver visto tutto, ma se devo essere sincero non riesco a sopportare le cricche che si raggrumano intorno a web forum e blog.

prendiamo, ad esempio, pollycoke. chi commenta i post di felipe di solito ha una percezione dei fatti simile alla percezione spaziale esibita da un elefante spastico in una cristalleria boema. non è colpa loro: è il risultato di quella che Jonathan Gabe Gabriel ha definito come Greater Internet Fuckwad Theory, ovvero:

normal person + anonimity + audience = total fuckwad

in una forma o nell’altra, questa teoria l’avevo formulata in periodi antecedenti al 2004, anno di pubblicazione della strip di Penny Arcade; ma, in generale, è una teoria sociologica accettata quasi a livello memetico da chiunque abbia passato qualche anno in una qualunque gerarchia di USENET1.

ovviamente, la GIFT non si applica solo ai commentatori su weblog come pollycoke, o aggregatori di notizie come ossblog o punto informatico o slashdot. anche chi mantiene le community vi è sottoposto.

prendiamo, ad esempio, l’ultimo post di felipe sul totale disastro ferroviario che è planet gnome oggi (27 novembre 2007). l’ammasso di cazzate allucinanti che felipe riesce ad inanellare in un sol colpo, la quantità di male interpretazioni e di mancanza di una qualsivoglia conoscenza (diretta o indiretta) dei fatti - nonostante due press release e tonnellate di email su foundation-list, desktop-devel-list e altre mailing list con archivi pubblici non può che essere il risultato di due cause:

  • totale, completa, indifendibile e magistrale mancanza di buona fede
  • totale, completa, indifendibile e magistrale mancanza di intelligenza

delle due, l’una: o felipe c’è, o ci fà. personalmente, opto per la malafede, perché se davvero fosse una tale grossolana ignoranza di fatti, circostanze e contesto allora dubito molto che felipe (e tutti quelli che commentano sul suo blog con la bava alla bocca) riesca a mangiare se non imboccato, o andare in bagno senza essere accompagnato. preferisco, quindi, dargli una chance e credere che parli semplicemente a vanvera su tutto quello che gli passa per la testa senza avere un’idea precisa del perché lo fa, perché l’alternativa sarebbe quantomeno disarmante2.

ovviamente, non condonerei la totale malafede dimostrata: buona parte dei pundit hanno lo stesso problema, quindi potrei ignorare la malafede nella (vana) speranza che se chiudo gli occhi e la ignoro a lungo quanto basta, essa scomparirà senza avvelenarmi ulteriormente il sangue.

retrospiegone relativistico per pollycoke, ossblog, planet gnome it e tutti gli altri, così tentiamo di spiegare a un po’ di gente come funzionano le cose e come si sta al mondo:

  • tra jeff e murray non è mai scorso buon sangue; chi si trova nella comunità da qualche anno lo intuisce anche senza conoscere dettagli o persone
  • questo non c’entra una benemerita fava con OOXML, ODF, GMAE o elezioni della fondazione
  • novell non partecipa molto alla gestione della fondazione
  • la fondazione non partecipa nello sviluppo di tecnologie sulla piattaforma, ma coordina attività come relazioni con i media, marketing, donazioni, conferenze, etc.
  • l’advisory board è solo una componente della fondazione, ed è quella minoritaria se paragonata alla comunità
  • i soldi forniti dalle compagnie dell’advisory board sono usati per sponsorizzare le attività della fondazione, ma se venissero a mancare non sarebbe una catastrofe
  • ergo i soldi versati dalle compagnie, quindi anche dalla novell ma non solo, sono usati per tutt’altro e non per lo sviluppo, e quindi non rappresentano un driver per nessuno e nella fondazione e nella comunità, a parte impiegare alcuni hacker (e neanche la maggioranza)
  • miguel non fa parte della board dal 2005 e ha mantenuto la carica di presidente in maniera onoraria perché nessuno ha mai formalizzato la richiesta di dimissioni per avere un altro presidente fino a quest anno, cosa che ha portato alle sue dimissioni istantanee, compatibilmente con i suoi impegni3
  • la fondazione non ha mai detto di essere a favore di OOXML e contro ODF; anzi, ha contribuito a supportare ODF, esattamente come tutti gli altri, perché è sicuramente il formato che garantisce migliori chance di essere interoperabile
  • detto questo, ODF è un casino sotto-specificato, con la Sun che cambia formato senza mantenere la compatibilità all’indietro anche dopo il processo di standardizzazione, e l’unico modo per implementare un cazzo di filtro per ODF è prendere i sorgenti di openoffice e guardarseli, finendo impallinati dalla licenza (GPLv2) e dal copyright (Sun)
  • non che OOXML sia meglio anzi: quello non ha nemmeno il codice disponibile; ma se pensate che scompaia solo perché la microsoft non riesce a farlo diventare uno standard ISO allora vi porterò in una stanza in cui babbo natale, la fatina dei denti e la befana vi spiegheranno come microsoft è una monopolista quindi col cazzo che butterà a mare il formato di office solo perché lo implementa solo lei; in più, gesù bambino vi farà sapere che sarà molto offeso dai cristoni che i poveri programmatori dovranno tirare giù per implementare i filtri per OOXML se nessuno avrà obbligato la microsoft a documentare il loro formato quando questo era possibile e una risposta era garantita4

basta così? devo continuare?

ma sì, aggiungo un’ultima cosa: avete rotto il cazzo con mono. non ne capite il senso, le regole e il contesto. non avete capito che è una reimplementazione in clean room e quindi tenta in tutti i modi di non violare brevetti; non avete capito che gli exe che produce sono solo una convenienza e basta usare uno switch a linea di comando per non averli5; non avete capito che mono predata qualunque accordo della novell con la microsoft, e che è stata l’unica tecnologia esclusa dal patent covenant perché perfino alla microsoft sanno che non possono farci niente. vi prego, non rendetevi ridicoli ulteriormente, e smettete immantinente di parlarne: non siete qualificati per farlo6.

e adesso mi siedo sulla riva e aspetto la tonnellata di fango da chi non ha mai scritto due righe di codice; da chi non ha mai passato una sera a chiudere un bug report; da chi non ha mai implementato qualcosa per fare un favore a utenti che non ha mai visto. perché la comunità ormai è ridotta a questo, e se da una parte sono triste, dall’altra sono così incazzurrito che neanche uno storione del Don.

  1. il che porta alla immediata realizzazione di come USENET sia il più vasto esperimento sociologico involontario mai realizzato dagli esseri umani sugli esseri umani []
  2. oppure un miracolo della modera tecnologia, per cui un sub-umano riesce a mettere insieme una frase più o meno coerente []
  3. va tutto fatto secondo le regole della fondazione, non basta andare su IRC e direi “mi dimetto”; lo aggiungo giusto per venire incontro ai più bisognosi []
  4. tanto lo so che la maggior parte dei fessi pensano che i filtri si scrivano da soli e che sarà mai basta fare il revers inginiring []
  5. perché oddio, mai avere degli exe in giro per il disco: potrebbero trasformarsi in mostri e venirvi a rosicchiare le dita dei piedi []
  6. oy oy oy, nemmeno io: ma almeno io sto fottutamente zitto a riguardo []

Comments (86)

Hysteria

O mio dio! Skype usa D-Bus, che usa getpwnam (3posix), che apre /etc/passwd! Moriremo tutti!

O mio dio! La demo giocabile di un gioco già uscito installa un sistema per il DRM possibilmente scritto dalla stessa compagnia che aveva scritto un altro sistema per il DRM che aveva le caratteristiche di un rootkit! Moriremo tutti!

L’isteria di massa del weekend è stata gentilmente offerta da blog e webforum e dal tam-tam della stessa gente che installa un firewall per sentirsi più sicuri - e poi magari blocca il DNS e pensa di essere stata “acherata”. Chiunque campi sull’informatica non può che ringraziare questi fessi che permettono di portarsi a casa la pagnotta e non offrono alcun pericolo imminente di rimpiazzo.

Comments (6)

Out of time

Ora, non dico che questo blog dovrebbe sparire dai pagerank di Google. Sarebbe chieder troppo, in alcuni casi (vedi la quantità di fuffa cazzara laboriosamente redatta e impilata negli anni), oppure non sarebbe carino per altri (tipo le mie carampane del solitario e del campo minato).

Però mi piacerebbe sapere quale percorso mentale sballato abbia portato il tal matteo_xxxxxxxxxx@hotmail.com (email rimossa per proteggere la testa di beep) a scrivere un commento - finito in coda di moderazione, ça va sans dire - a un post del 2004 - si, signore e signori, del duemila-cazzo-quattro - in cui vengo insultato bellamente perché, a suo dire, avrei dovuto usare qualcosa di non esistente all’epoca per fare qualcosa di non realizzabile all’epoca.

Qualcuno mi verrà a dire: il povero pisquano non sapeva che quello era un vecchio post. Non fosse che la data è scritta: 1. nel post; 2. nei diciassette commenti del post; 3. nella stracazzo di URL del post che il povero deve aver visto comparire nella grossa barra in cima alla finestra del suo Internet Explorer (oh si, usa Internet Explorer, ci potrei giurare).

A questo punto, una richiesta: Matteo, dé, io ‘un ti fò nulla; ma tu, fammi il santo piacere, e rimuoviti dal pool genetico dell’umanità - se sei ancora in tempo (e se vai cercando roba sul web e capiti su un post di un blog in cui si parla di 24, Scrubs e Coupling, posso azzardare l’ipotesi che si: tu sia ancora in tempo e che no, Federica e Manola sicuramente stasera avranno mal di testa).

Grazie mille.

Comments (9)

Millions Miles Away/2

Mentre scrivevo il post precedente, la moglie mi fa notare le parole di Bagnasco.

Commento, lapidario, della moglie: hanno la faccia come il culo

Ci sono giorni in cui odiare gli esseri umani è incredibilmente semplice. Nel caso di Bagnasco faccio un’eccezione: risulta evidente come non sia un essere umano, bensì una planaria ammaestrata troppo cresciuta.

Comments (3)

Millions Miles Away

Sto attraversando un momento di pura e distillata misantropia. Oppure, più semplicemente, non capisco che strano processo mentale (?) porta certa gente a proporre cose come:

Gli utenti si apettano tutte le funzionalità del file manager dalla finestra di dialogo per salvare un file […] quindi se Nautilus è installato le GTK+ dovrebbero eseguire Nautilus [al posto della GtkFileChooserDialog].

Sicuramente, ha a che fare con della droga - crack, nel caso specifico. Lasciamo perdere l’evidente caso di inversione (perché le GTK+, che sono un toolkit multipiattaforma, dovrebbero dipendere da Nautilus, albeit opzionalmente?), e concentriamoci sull’idiozia di poter effettivamente modificare file, directory ed eseguire applicazioni mentre si sta salvando un file. Ottimo se hai un attention deficit disorder e non riesci a fare a meno di lavarti i denti mentre bevi il caffé, tirandoti su i pantaloni alla fermata dell’autobus.

Oppure no.

Comments (9)

Nuclear War (On The Dance Floor)

Di solito non accendo flame: ci partecipo solo (grazie ai poteri della I-can-t-believe-it-s-not-Asbestos tuta che mi è servita per anni su Usenet) perché mi diverte vedere le buffe reazioni degli esseri umani (misantropo umanista? You bet!).

Stavolta, però, me la stanno tirando fuori dalle carni.

Chiunque segua desktop-devel-list sarà al corrente che non nutro grande simpatia per Tracker, il calderone di indexer/database/interfaccia grafica/kitchen sink/quello che sarà questa settimana che alcuni vorrebbero avere una maggiore integrazione con GNOME.

Premetto subito che io non odio Tracker: mi stanno cordialmente sulle balle le modalità con cui viene evangelizzato e, soprattutto, sviluppato. Dopo un anno e rotti in cui è stato riscritto almeno tre volte, cambiato il database, cambiato l’indexer, aggiunte feature e realizzato poco testing, ancora manca una cazzo di API decente per permettere a me, sviluppatore, di poterlo utilizzare. Si, perché il fine ultimo di Tracker è, evidentemente, immagazzinare il maggior numero di informazioni sui vostri file e poi non utilizzarle, dato che esiste solo una serie di remote procedure calls per D-Bus e nient’altro. Ma certo, se ho bisogno di estrarre dati mi basta usare Python. Solo che non io posso riscrivere GNOME in Python (o C++, o C#, o D, o COBOL o ${WHATEVER_LANGUAGE_ZEALOTS_WILL_PROPOSE_NEXT} - in fondo, abbiamo milioni di linee di codice da riscrivere da capo, che sarà mai), e gli utenti non hanno un cazzo di Cray su cui far girare uno GNOME scritto in Python (i requisiti di memoria dopo otto ore di utilizzo sono quelli). By the way: menarmi il torrone su quanto Tracker sia buono con la mia CPU e la mia RAM e poi dirmi che se voglio usarlo devo ridurmi a scrivere un’applicazione in Python è prendermi per culo - puro e semplice; e io non sopporto quando mi prendono per il culo.

Prendiamo HAL, l’Hardware Abstraction layer scritto per evitare di dover pasticciare con device, permessi e stronzate varie; è composto da RPC ma ha anche ben due librerie che mi permettono di non dover usare D-Bus direttamente. Perché? Perché HAL è scritto da qualcuno sano di mente, probabilmente, che pensa che l’utente non se ne fa una sega di HAL in quanto tale - l’utente è esposto ad applicazioni che usano HAL a loro volta; gli utenti di HAL sono gli sviluppatori, e se non do agli sviluppatori un’API sensata come diavolo faranno a scrivere applicazioni? Tracker occupa una nicchia analoga: gli utenti non sanno cosa sia Tracker, a cosa serva o come lo faccia; sanno solo che possono aggiungere una tag a un file e cercare file usando lo stesso tag. Se un utente si eccita con il fatto che esista Tracker è un cazzo di geek, e non è per loro che io contribuisco a GNOME.

Quindi, prego qualcuno di mettersi a scrivere un’API coi contro cazzi per permettermi di scrivere applicazioni con Tracker; non widget: voglio scrivermi i miei widget senza aspettare sei mesi che qualcuno ne aggiunga uno che mi serve. Perché sono io che scrivo applicazioni per GNOME, non “gli utenti”; e se io non sono in grado di scrivere applicazioni per GNOME usando Tracker vorrà dire che sarò costretto a reinventarlo tra sei mesi.

Giuro, mi basta qualcosa che mi dia un GObject a cui far eseguire un match, e abbia segnali che mi dicono cosa la mia richiesta ha trovato. Perché non c’è ancora? Perché gli sviluppatori e chi contribuisce a Tracker ha deciso di perdere il suo tempo per scrivere front-end per la Deskbar applet, mantenere branch parallele di Nautilus e violentare il Search Tool invece di permettere ai maintainer di questi progetti di fare il loro lavoro?

</rant>

Comments (8)

The Body Says No

È giunto il momento di rivelare al mondo, e alle anime belle che lo abitano, una verità orrenda, per troppo tempo taciuta da Chi Sa:

Python Fa Schifo e Chi l’Ha Scritto Va Tumulato Vivo Sotto Una Colata di Cemento a Presa Rapida

Certo, il linguaggio in sé è moderatamente carino, ma appena tenti di muoverti sotto l’interprete, per scrivere un modulo di interfaccia tra una libreria C e Python, l’idiozia della API Python/C e l’assenza di messaggi di errore significativi rendono il lavoro con Python una tortura - e dimostrano un’amatorialità degna di Ruby. Un’ora di questa tortura e rimpiango le macro criptiche e l’assenza di documentazione delle API del Perl. Per un linguaggio che si vanta di seguire il dogma del better explicit than implicit, le API C sono il trionfo della perversione mentale, della rottura all’indietro, dell’inconsistenza nelle naming policy e della mancanza di utilità.

Ovviamente, ognuno è libero di pensarla diversamente; sono convinto che Pythonisti arriveranno qui nel tentativo di mostrarmi la Retta Via Verso l’Illuminazione. Per me, tuttavia, e per i miei scopi non esiste differenza tra il lavorare per mezza giornata con Python e darmi delle vigorose martellate sui coglioni.

Adesso mi sento molto meglio. E no, Python continua a farmi schifo.

Comments (9)

Something to Look Forward to

Apple iPhone, quindi.

Il Sofri giovane riporta il commento di un lettore che si aggiudica la palma del vincitore per l’asserzione più stupida in un altrimenti ragionevole discorso sul fatto che l’iPhone avrà anche un’UI interessante, ma l’hardware è ben lungi dall’essere rivoluzionario:

Non c’è nessuna compatibilità con Office.

Voglio conoscere il fesso che userebbe Excel su uno schermo da 3.5 pollici senza stilo e con manipolazione via dita; vorrei conoscerlo per potergli stritolare la mano in una pressa idraulica, that is. Un po’ come le pubblicità della Microsoft che infestano le stazioni dei treni e della tube da queste parti: “vai avanti, fai le modifiche a quel foglio di Excel” - sullo schermo di uno smartphone con una tastiera ridicola. Devi essere un decerebrato per pensare di farlo - neanche di riuscirci.

Comunque, l’iPhone e AppleTV segnano lo spostamento definitivo della Apple (non-più-Computer) Inc. nel magico mondo delle appliance e della elettronica di consumo; staremo a vedere che succederà nei prossimi mesi.

Prima che me lo dimentichi: su X ci sono sviluppatori che lavorano da tempo al multi-point input su touchscreen; dato che l’Apple ha brevettato l’universo, spero non ci saranno ripercussioni sull’utilizzo di questa tecnologia nelle interfacce. Ad esempio, al momento non possiamo implementare alcune funzioni del Finder in Nautilus (come le “cartelle a molla” durante il drag and drop) perché brevettate dalla casa di Cupertino.

Comments (9)

Living Proof

Caro gil, è perfettamente inutile mostrare studi scientifici a della gente che fino al 1984 1758 era ancora convinta che il Sole girasse intorno alla Terra.

Gli ultimi dieci secoli dovrebbero aver abbondantemente dimostrato la necessità di una moratoria internazionale che vieti agli esponenti di una qualunque organizzazione religiosa di riferire, menzionare o usare studi scientifici (sic) a supporto delle proprie tesi metafisiche e morali - cosa che, tra l’altro, ci libererebbe da quei fessi di scientology, oltre che dei gerarchi cattofascisti.

Ho corretto la data - chissà perché pensavo fosse negli anni ‘80 il mea culpa, evidentemente davo troppo credito. Per chi se lo chiedesse, anche con la correzione, c’è sempre una distanza di centoventi anni tra la chiesa cattolica e la realtà. La timeline della questione “chiesa cattolica vs. eliocentrismo” è interessante: 1737, Galileo viene ri-sepolto in terra consacrata; 1741, riabilitazione, conseguente la pubblicazione integrale dei lavori del Galilei; 1758, viene rimossa la proibizione per l’insegnamento dell’eliocentrismo; 1992, arrivano le scuse ufficiali con soli tre secoli e mezzo di ritardo. Poi mi lamento dei corrieri.

Comments (9)

That Teenage Feeling

Si è persa l’occasione per fare una riforma che garantisca una valutazione realmente oggettiva, omogenea e realmente meritocratica degli studenti. (Giuseppe Valditara (An))

L’unica valutazione realmente oggettiva, omogenea e meritocratica sarebbe rimuovere l’esame/calderone finale e valutare gli studenti alla fine di ogni corso. Poi, a ${LOWLY_ANIMAL_DEITY} piacendo, cambiare la scuola superiore verso una maggiore universitarizzazione, togliendo le inutili “classi” e sostituendole con corsi di livello base e avanzato, e studenti (guidati da docenti e para-docenti) che decidono il proprio curriculum di studi.

Prima o poi passerà attraverso il cranio di porfido foderato in kevlar di chi decide come deve essere la scuola, che questa non è un’entità creata a immagine e somiglianza di chi l’ha frequentata - bensì creata per chi ancora deve frequentarla. Mi illudo che ciò avvenga prima che arrivino le automobili volanti.

via farfi

Comments (3)

Fuffa

La quantità di fuffa cazzara espressa in questo scritto è talmente tanta che non è neppure divertente. La quote migliore, tra le tante, è questa:

Equally ridiculous is telling someone who spent four years at University obtaining a degree using Photoshop to ‘switch’ to The Gimp which is ’similar’.

Evidentemente allo scribacchino manca il senso del ridicolo: se ho speso anni per prendere una laurea e non so imparare ad usare un altro programma[1] allora tanto valeva andare a zappare.

Ma la parte migliore arriva subito dopo:

Someone needs to raise the bar and sink some cash in to Wine so that MS Office (All versions) and Photoshop (All versions) will run on Linux as if they were native Linux apps.

Invece di chiedere un vero porting, usiamo WINE e tanti saluti a policy di installazione, compatibilità, interoperabilità e integrazione. Meraviglioso: trasformiamo Linux in Windows.

Until these issues are addressed no distribution of Linux will ever threaten the big boys in the Desktop arena.

Traduzione: fino a quando Linux non sarà diventato Windows ma gratuito, allora io non lo filerò nemmeno di striscio.

Lo sapevo, non dovevo leggerlo: adesso ho una voglia matta di prendere questa maglietta.

[1] Volutamente tralascio il fatto che Gimp (non “The Gimp”) sia diverso da Photoshop anche per quantità di feature a disposizione; lo so, e purtroppo quello che manca è coperto da brevetto, licenza capestro oppure non lo so implementare; ciò non toglie l’idiozia alla base della frase di cui sopra. Tra l’altro chi è che prende una laurea per usare Photoshop? Quelli della Scuola Radio Elettra?

Comments (8)

iBurocrazia

La valanga di stronzate che mi tocca leggere potrebbe anche configurarsi come tentato omicidio tramite soffocamento. Devo ancora decidere se dovuto alle risate oppure alle mie palle che, giunte a toccare terra, rimbalzano e si attorcigliano a mo’ di bolas attorno alla mia gola.

La PA italiana deve ancora uscire dal XX secolo, con i suoi fax e le sue code di persona, e questi vogliono superare a destra tutti i governi di questo braccio di Galassia con telefonini, digitale terrestre (spazio bianco per le risate) e Internet. Ovviamente, con poche speranze di veder implementata anche solo una tecnologia, dato che difficilmente si esce dai progetti pilota. Ricordo anche che raramente un progetto per la pubblica amministrazione ha il prerequisito di esistere; figuriamoci, poi, di funzionare.

Quando riuscirò a sapere che fine ha fatto un mio pacco spedito dall’Inghilterra un mese fa e (probabilmente) fermo in dogana senza dover fare una richiesta in triplice copia e inviarla al prossimo presidente della repubblica, allora potrei anche pensare che per la PA italiana ci siano ancora speranza.

Comments (3)

Cretinismi/2

Per la serie “siamo amici degli Stati Uniti”

Non me la sento di mandare agli Stati Uniti il segnale che lasciamo liberi i terroristi assolti dai magistrati e ci occupiamo di arrestare i cacciatori di terroristi.

Roberto Castelli, (ormai quasi ex-)Ministro della Giustizia

Ministro, si è dimenticato di dire che non importa se i cacciatori di terroristi violano la sovranità nazionale di un paese alleato, violandone le leggi, e lo fanno senza collaborare o almeno avvertire il governo (alleato, anzi di più: amicone; anzi, di più: compagnone) democraticamente eletto; anzi - da domani facciamo un bel liberi tutti: chiunque sia sospettato di violare una legge in qualunque stato del mondo è libero di essere preso, incappucciato e portato all’estero.

Comments (2)

Reset

Voglio - esigo - pretendo l’azzeramento dei quadri e dell’apparato dirigente dei partiti del centro-sinistra. Tutti, dal primo all’ultimo. Perché perdere contro il nano di merda è dimostrazione di totale stupidità, incapacità politica e miopia.

Il discorso non cambia oggi, e rimango fedele a quanto scritto: voglio un ricambio generazionale (almeno) nella dirigenza del centro-sx: si è arrivati troppo vicini a perdere contro un carrozzone di poveri inetti che non sono stati perfino in grado di modificare la legge elettorale per assicurarsi la vittoria.

Comments (6)

Backup

Non pensiate di essere al sicuro solo perché avete preso un disco da 160 GB per fare i backup.

Mai.

Comments (5)

Origami

Tutti a menare il torrone con questo UMPC della Microsoft.

Come se fosse roba nuova, rivoluzionaria. Oi, sperano di farla pagare 500 $!

Guardate che l’UMPC è uscito un anno fa, costa 359 € (se si acquista online), è basato su Linux, è espandibile e tutto basato su software libero (c’è già una solida base di sviluppatori). Si chiama Nokia 770.

Nokia 770

Una hint gratuita a tutti quelli che gridano alla rivoluzione della Microsoft: andate a zappare, e quando avete finito, andate a scopare il mare.

Tra l’altro, tutti risero dietro alla Nokia quando lo tirarono fuori dal cappello.

Comments (8)

Thread

Alle volte mi chiedo chi cavolo ha messo in testa ai programmatori che i thread servono nella realizzazione di programmi con un’interfaccia grafica.

Let me spell it out for you: i thread non servono. Sono, anzi, dannosi nel 90% dei casi, a meno che non sappiate esattamente quello che state facendo - e se sapete cosa state facendo, probabilmente non li starete usando comunque.

A che cazzo serviranno dei thread a un programma che passa il 99% dei tempo in un idle loop è fuori da ogni mia comprensione.

Nota: se usate un toolkit che non ha un main loop degno di questo nome allora mi spiace per voi; fatevi un favore, e cambiate toolkit.

Comments (2)

Minoranze

Posso dirlo in tutta sincerità?

A me, la gente che si sente in qualche modo minacciata da una minoranza - magari mentre fa di tutto per discriminare questa e altre minoranze - mi avrebbe anche rotto un po’ i coglioni.

Comments (2)

Contract

I diritti fondamentali non vengono creati dal legislatore, ma sono inscritti nella natura stessa della persona umana, e sono pertanto rinviabili ultimamente al Creatore.

Se un uomo, per quanto capo di stato e autorità religiosa, può permettersi di dire una tale vaccata senza che nessuno - nessuno - gli risponda almeno con il lancio di un tomo di diritto, ma più giustamente con sberleffi e occhiate dirette al cielo, significa solo che il rumore sentito qui in Italia sul finire del mille e settecento era prodotto dall’Illuminismo che sfrecciava a centoventi all’ora sulla corsia di sorpasso.

Comments (10)

Shell

Ordunque, veniamo a descrivere quello strumento di tortura noto come Conchiglia, dato che ne parlavo brevemente qui, e pure Leo lo cita qui.

Il software in questione (scaricabile da qui) è un malridotto simulato di un vecchio programma, come direbbe Sark. In breve, serve per automatizzare e centralizzare parte del lavoro della commissione d’esame.

Prima degli esami, la segreteria didattica compila tutta l’anagrafica dei candidati; anagrafica che, poi, sarà portata sul computer di ogni commissione. Fin qui, nulla di complicato - a parte l’interfaccia studiata per venire incontro a dei lobotomizzati (lo studio di usabilità dietro la realizzazione dell’UI è stato condotto sui residenti del manicomio di Collegno).

I problemi, però, iniziano a biglie in movimento (com’è ovvio - se non hai realizzato un minimo di test in condizioni reali prima del deployment).

Infatti, l’accrocchio viene usato, per prima cosa, per generare i verbali di commissione. O, meglio, vorrebbe essere usato per tale scopo, se non fosse che si inchiodasse con errori tanto astrusi quanto spettacolari nel tentativo di infilare a forza in Word (si, dipende direttamente da Microsoft Office) un modello precotto, riempito con i dati del database interno (ad occhio, una schifezza generata e gestita con JET). A dimostrazione di come non solo Windows faccia onco come sistema operativo, ma anche come piattaforma di sviluppo, quando Word viene invocato da un componente terzo, e muore, lascia dietro di sé un processo (meglio: un thread) attivo, che occupa risorse; cosicché, se lancio più volte la generazione di un verbale, ecco che saturo la memoria con istanze zombie di Word, e inchiodo la macchina. L’unico modo per stampare più di un verbale è quello di generarne uno per volta, previa uscita dalla sessione di Conchiglia dopo ogni stampa.

L’interfaccia utente, brutta come solo i programmi “disegnati” da sub-umani alle prese con un tool visuale sanno essere, è inconsistente, basata su metafore ignote ai più, e assolutamente illogica.

Tanto per fare un esempio: per i verbali viene usato Word, ma gli elenchi vengono generati con un tool per report; per poter salvare questi ultimi, bisogna esportare i dati - e l’icona per l’esportazione è una busta aperta con una freccia verso il basso. Chi diavolo ha pensato a un’icona tanto idiota? Non mi stupisce che oggi tutti quanti siano venuti a dirmi che gli elenchi non si possono salvare: è impossibile intuire il funzionamento della funzione di esportazione. Sempre riguardo alle icone: perché usare quella per la stampa, quando in entrambi i casi non viene stampato nulla, bensì viene invocato un altro programma?

La commissione può salvare lo stato del “processo” (quale? Quello simil-Norimberga che sarebbe da fare ai creatori di Conchiglia, presumo), e alla visualizzazione di tale stato è dedicata una frazione dello schermo; tuttavia, che lo stato del processo sia stato modificato oppure no, è assolutamente ininfluente al funzionamento del programma.

La finestra principale si comporta come un immenso contenitore, ma si può aprire una sola finestra alla volta; perché usare una metafora (fallita) come l’MDI in un contesto a documento singolo? E, soprattutto, dove sono i documenti? Conchiglia genera e gestisce dati - non documenti.

Questi più o meno semplici difetti, più gli altri che il programma ha e che sarebbe troppo lungo elencare, sarebbero stati trovati e corretti se, verso febbraio/marzo, fosse stata fatta una simulazione di esame di stato, con carico quanto più possibile veritiero. Ovviamente, data la situazione in cui ci si trova adesso, questo non è avvenuto.

Comments

Non ho capito, le passo mio marito

Rubrica dedicata a chi non capisce un cazzo di un argomento e, invece di star zitto come sarebbe giusto e doveroso, ne parla.

Giorgio Faletti faceva il comico, prima di prendere in prestito idee e di usarle per scrivere romanzi. Purtuttavia, anche se stesse facendo del sarcasmo, non si spiega perché, intervistato da una giornalista de “La Stampa”, se ne esca con frasi come la seguente:

[I]l controllo con Internet è scappato di mano e alla fonte qualcuno deve fare “mea culpa”.

Tempo fa, su Usenet, girava una risposta preconfezionata che permetteva ai nuovi arrivati di lamentarsi con un fantomatico “Dipartimento Usenet”; Faletti, presumibilmente, è convinto allo stesso modo che esista qualcuno che controlla “alla fonte” - ora: chi glielo spiega come funziona Internet? Io me ne chiamo fuori, mi spiace - ho già dato.

Faletti, non contento, dice che la colpa l’hanno le radio private e:

[I] produttori di masterizzatori, che mettono in commercio i sistemi per copiare la musica. Così facendo la distruggono, presto non ci sarà più niente da masterizzare.

Di nuovo questo argomento trito e ritrito, che si basa su un’inversione di causa ed effetto; non è perché ci sono i masterizzatori che la musica viene copiata. Sarebbe come dire che il chiodo è stato creato perché esisteva il martello; che le chiavi esistono perché c’erano le serrature; che le prese esistono perché c’erano le spine.

Senza contare che i masterizzatori non servono per masterizzare musica. Servono per creare CD di dati. Ora, per un computer, che gli uni e gli zeri che questi dati rappresentano compongano la quinta di Beethoven, il pacchetto delle glibc per la mia Debian o un’immagine di ornitorinchi, non cambia una fava: sempre uni e zeri sono - il significato dato loro è del tutto una creazione dell’umano.

L’ultimo CD che ho masterizzato io era la copia di backup della mia posta elettronica dal 1999 ad oggi; seicento-novanta-e-rotti mega-byte. Cos’è, dovevo usare 494 floppy da 3.5″ perché i masterizzatori servono per copiare musica e quindi sono Il Male?

Infine, se un attrezzo può essere usato per fare qualcosa di illegale (tra le altre cose) vietiamo l’utilizzo dell’attrezzo tout court? Mi aspetto che martelli, seghe, trapani, e tutti gli oggetti contundenti vengano vietati - perché possono essere usati per uccidere la gente.

Non contento, Faletti decide di calare dall’alto un’affermazione apodittica - e, tutto sommato, assolutamente ignorante:

Io […] penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie.

Ovviamente, non Faletti non sa una fava di open source, dato che alla domanda fattagli dalla giornalista riguardo le licenze Creative Commons, risponde di non conoscerle.

Il Faletti, poi si produce in una considerazione:

Ho accettato la proposta [di fare da testimonial per la pubblicità del governo sul diritto d’autore, ndr] per il perchè penso che sul copyright in Italia non c’è cultura.

Vero, verissimo. Se pure il testimonial della pubblicità spara queste cazzate non c’è cultura - né questa cultura viene creata da una pubblicità assurda e che non spiega nulla.

Quindi, Giorgio, per carità: io mi impegno a non dirti come scrivere un libro, e tu ti impegni a non sparare cazzate su cose che non conosci. D’accordo?

Comments (5)

Non-proportional response

Vorrei avere l’autorizzazione di risequenziare (a suon di pattoni) il DNA di certi studenti che arrivano in laboratorio, staccano mouse PS/2 a computer acceso, piegano pin dei cavi VGA, invertono tasti sulle tastiere, e - più in generale - rovinano il materiale solo perché i professori sono così presi a spiegare e a urlare di far silenzio che non vedono nulla.

Dite che se lo chiedo a sua Sublime Amministratività Scolastica, me lo lasciano fare?

Comments (6)

Crisis #2

Essendo nato nel 1980, mi sono perso i precedente (tra)passaggio.

Giusto per sapere, chi c’era mi può dire se anche venti-e-rotti anni fa ci fu questo stesso trapanamento di palle?

No, perché così evito di preoccuparmi per lo stato dei mezzi di informazione italiani, e posso decidere se dichiararne il decesso o meno.

Comments (23)

Crisis

Può essere uno stato normale quello in cui l’imminente trapasso di un esponente religioso porta un organo dello stesso stato a dichiarare:

Le […] fonti del Viminale che ritengono destituite di fondamento ipotesi di stampa di un rinvio delle consultazioni elettorale ribadiscono che il ministero dell’Interno “è perfettamente in grado di far fronte a qualsiasi evenienza prevista o imprevista e a situazioni di crisi”.

Qualcuno mi spieghi di che crisi sta parlando. Se parla della crisi cardio-respiratoria del signor Karol, allora nemmeno il Viminale può far molto.

Quelli di Repubblica.it, poi, sono dei geni: “allarmepapa” come sottodirectory di “allarmetsun” penso sia uno dei migliori lapsus che mi sia mai capitato di leggere.

Comments (8)

« Previous entries ·