On the other side of the screen, it all looks so easy

Archive for stupidity

No Logo

sempre apropòs di fuffa cazzara:

la competizione per il logo più brutto se la aggiudicano, ex æquo, la sinistra critica e il partito comunista dei lavoratori. voglio conoscere i genialoidi summenzionati, che nel duemila-fucking-otto mettono ancora la falce e il martello nel logo. nemmeno a Mosca va più di moda. tra l’altro, il pcdl sembra il logo dell’Aeroflot — forse possono fargli causa per copyright infringment e farli implodere.

devo però ammettere che fare non una, bensì due liste riesumando cadaveri e usando tavolini a tre gambe sia una gran mossa; dopo i morti nelle liste elettorali, abbiamo gli zombie direttamente sulle schede elettorali. il prossimo appello in senato lo faranno con delle ouija board.

il premio per il logo più idiota, invece, va sicuramente a quelli del bene comune — che non solo è brutto da far rivoltare lo stomaco, ma è probabilmente utilizzabile nella test suite di Cairo come test unit sui gradienti. come attenuante, l’uso di Hot Fuzz come traino pubblicitario mi sembra una gran pensata. forza, nella cabina elettorale dite tutti quanti insieme: the greater good. mi raccomando, una volta usciti date un calcione a un dannato hoodie.

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Something to blog about

continua…

dicevo, li amo tutti — anche, e forse perché, sono dei fessi, questi e quelli.

sono fessi quelli di blogbabel, ovviamente. doverosa premessa: se realizzi un sistema di ranking hai creato, per definizione, un modo per manomettere in maniera maliziosa il suddetto sistema di ranking. è un doloroso fatto della vita, quindi vedete di farvene una ragione piuttosto alla svelta.

sono dei fessi perché realizzano un sistema di ranking basato sui link — una cosa che si classifica subito dopo la ruota da carro romboidale e il bungee jumping inguinale come sistema di tortura; ma ognuno ha diritto a fare del bungee jumping con un elastico attaccato ai testicoli — it’s manly, come mandare delle patch usando ex — quindi quelli di blogbabel possono sicuramente realizzare un sistema come il suddetto. quello che li rende dei fessi è quello che segue: hanno un sistema di ranking con una piattaforma che modifica le loro classifiche in un modo che non gli garba e quindi non decidono di cambiarlo — bensì annunciano che potrebbero farlo scrivendo una filippica contro questa piattaforma.

un momento…

la machina nun è dde destra né dde sinistra. la machina è tua! se voi annà addestra, vai addestra, se voi annà a sinistra, sterza a sinistra

se hai i server, se hai il software, se hai i crawler che vanno in giro a fare il loro mestiere, allora non ti serve il consenso popolare: la piattaforma è tua, aggiusta il sistema di ranking senza dire niente a nessuno e chi se ne frega; non è che la gente possa fare qualcosa — a parte infilare un robots.txt sul loro webserver (se possono) per bloccare il tuo crawler. dopo due settimane, e se qualcuno ti chiede qualcosa, dì pure “tumblr coi sui relink ci sputtana la classifica quindi è stato penalizzato per compensare e rendere il tutto più equo secondo i nostri canoni”.

il nocciolo del problema è che, apparentemente, servono sempre delle motivazioni ideologiche per dimostrare di aver ragione — e se non ce ne sono si fa alla svelta a razionalizzare e a crearne di nuove. perché se non ci sono motivazioni ideologiche alla base non c’è battaglia e quindi non si può dimostrare di essere nel giusto.

sul perché gli altri sono dei fessi, rimando a Eugenio, che ha scritto esattamente quello che penso, e l’ha scritto meglio, e non posso copia-incollare.

c’è una differenza, in chiusura, tra la blogosfera e Usenet: nella blogosfera non c’è un cazzo di Marco d’Itri che salti in piedi e dia del coglione a entrambe le parti in causa, giusto per rimettere le cose in prospettiva

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Something to talk about

BlogBabel è temporaneamente sospesa.

  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha®

questo post, compreso di risata con marchio registrato, è stato gentilmente offerto da “Corsi e Ricorsi Storici — ovvero di come la blogosfera non sia nient’altro che Usenet su un altro protocollo applicativo”.

siete meravigliuosi, vi amo tutti quanti anche se siete dei fessi di proporzioni gargantuane.

post scriptum: il 1998 ha chiamato e rivuole le sue statistiche e soprattutto le sue guerre sulle classifiche indietro.

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Du Hasst

penso di averlo detto chiaro e tondo da anni, ma a chi si fosse connesso solo adesso voglio ricordare che io sono un misantropo. odio gli esseri umani, anche se mi piacciono alcune persone.

per inciso, non sopporto quelle che ormai sono note come community; ho frequentato per anni USENET e mailing list, e onestamente pensavo di aver visto tutto, ma se devo essere sincero non riesco a sopportare le cricche che si raggrumano intorno a web forum e blog.

prendiamo, ad esempio, pollycoke. chi commenta i post di felipe di solito ha una percezione dei fatti simile alla percezione spaziale esibita da un elefante spastico in una cristalleria boema. non è colpa loro: è il risultato di quella che Jonathan Gabe Gabriel ha definito come Greater Internet Fuckwad Theory, ovvero:

normal person + anonimity + audience = total fuckwad

in una forma o nell’altra, questa teoria l’avevo formulata in periodi antecedenti al 2004, anno di pubblicazione della strip di Penny Arcade; ma, in generale, è una teoria sociologica accettata quasi a livello memetico da chiunque abbia passato qualche anno in una qualunque gerarchia di USENET1.

ovviamente, la GIFT non si applica solo ai commentatori su weblog come pollycoke, o aggregatori di notizie come ossblog o punto informatico o slashdot. anche chi mantiene le community vi è sottoposto.

prendiamo, ad esempio, l’ultimo post di felipe sul totale disastro ferroviario che è planet gnome oggi (27 novembre 2007). l’ammasso di cazzate allucinanti che felipe riesce ad inanellare in un sol colpo, la quantità di male interpretazioni e di mancanza di una qualsivoglia conoscenza (diretta o indiretta) dei fatti - nonostante due press release e tonnellate di email su foundation-list, desktop-devel-list e altre mailing list con archivi pubblici non può che essere il risultato di due cause:

  • totale, completa, indifendibile e magistrale mancanza di buona fede
  • totale, completa, indifendibile e magistrale mancanza di intelligenza

delle due, l’una: o felipe c’è, o ci fà. personalmente, opto per la malafede, perché se davvero fosse una tale grossolana ignoranza di fatti, circostanze e contesto allora dubito molto che felipe (e tutti quelli che commentano sul suo blog con la bava alla bocca) riesca a mangiare se non imboccato, o andare in bagno senza essere accompagnato. preferisco, quindi, dargli una chance e credere che parli semplicemente a vanvera su tutto quello che gli passa per la testa senza avere un’idea precisa del perché lo fa, perché l’alternativa sarebbe quantomeno disarmante2.

ovviamente, non condonerei la totale malafede dimostrata: buona parte dei pundit hanno lo stesso problema, quindi potrei ignorare la malafede nella (vana) speranza che se chiudo gli occhi e la ignoro a lungo quanto basta, essa scomparirà senza avvelenarmi ulteriormente il sangue.

retrospiegone relativistico per pollycoke, ossblog, planet gnome it e tutti gli altri, così tentiamo di spiegare a un po’ di gente come funzionano le cose e come si sta al mondo:

  • tra jeff e murray non è mai scorso buon sangue; chi si trova nella comunità da qualche anno lo intuisce anche senza conoscere dettagli o persone
  • questo non c’entra una benemerita fava con OOXML, ODF, GMAE o elezioni della fondazione
  • novell non partecipa molto alla gestione della fondazione
  • la fondazione non partecipa nello sviluppo di tecnologie sulla piattaforma, ma coordina attività come relazioni con i media, marketing, donazioni, conferenze, etc.
  • l’advisory board è solo una componente della fondazione, ed è quella minoritaria se paragonata alla comunità
  • i soldi forniti dalle compagnie dell’advisory board sono usati per sponsorizzare le attività della fondazione, ma se venissero a mancare non sarebbe una catastrofe
  • ergo i soldi versati dalle compagnie, quindi anche dalla novell ma non solo, sono usati per tutt’altro e non per lo sviluppo, e quindi non rappresentano un driver per nessuno e nella fondazione e nella comunità, a parte impiegare alcuni hacker (e neanche la maggioranza)
  • miguel non fa parte della board dal 2005 e ha mantenuto la carica di presidente in maniera onoraria perché nessuno ha mai formalizzato la richiesta di dimissioni per avere un altro presidente fino a quest anno, cosa che ha portato alle sue dimissioni istantanee, compatibilmente con i suoi impegni3
  • la fondazione non ha mai detto di essere a favore di OOXML e contro ODF; anzi, ha contribuito a supportare ODF, esattamente come tutti gli altri, perché è sicuramente il formato che garantisce migliori chance di essere interoperabile
  • detto questo, ODF è un casino sotto-specificato, con la Sun che cambia formato senza mantenere la compatibilità all’indietro anche dopo il processo di standardizzazione, e l’unico modo per implementare un cazzo di filtro per ODF è prendere i sorgenti di openoffice e guardarseli, finendo impallinati dalla licenza (GPLv2) e dal copyright (Sun)
  • non che OOXML sia meglio anzi: quello non ha nemmeno il codice disponibile; ma se pensate che scompaia solo perché la microsoft non riesce a farlo diventare uno standard ISO allora vi porterò in una stanza in cui babbo natale, la fatina dei denti e la befana vi spiegheranno come microsoft è una monopolista quindi col cazzo che butterà a mare il formato di office solo perché lo implementa solo lei; in più, gesù bambino vi farà sapere che sarà molto offeso dai cristoni che i poveri programmatori dovranno tirare giù per implementare i filtri per OOXML se nessuno avrà obbligato la microsoft a documentare il loro formato quando questo era possibile e una risposta era garantita4

basta così? devo continuare?

ma sì, aggiungo un’ultima cosa: avete rotto il cazzo con mono. non ne capite il senso, le regole e il contesto. non avete capito che è una reimplementazione in clean room e quindi tenta in tutti i modi di non violare brevetti; non avete capito che gli exe che produce sono solo una convenienza e basta usare uno switch a linea di comando per non averli5; non avete capito che mono predata qualunque accordo della novell con la microsoft, e che è stata l’unica tecnologia esclusa dal patent covenant perché perfino alla microsoft sanno che non possono farci niente. vi prego, non rendetevi ridicoli ulteriormente, e smettete immantinente di parlarne: non siete qualificati per farlo6.

e adesso mi siedo sulla riva e aspetto la tonnellata di fango da chi non ha mai scritto due righe di codice; da chi non ha mai passato una sera a chiudere un bug report; da chi non ha mai implementato qualcosa per fare un favore a utenti che non ha mai visto. perché la comunità ormai è ridotta a questo, e se da una parte sono triste, dall’altra sono così incazzurrito che neanche uno storione del Don.

  1. il che porta alla immediata realizzazione di come USENET sia il più vasto esperimento sociologico involontario mai realizzato dagli esseri umani sugli esseri umani []
  2. oppure un miracolo della modera tecnologia, per cui un sub-umano riesce a mettere insieme una frase più o meno coerente []
  3. va tutto fatto secondo le regole della fondazione, non basta andare su IRC e direi “mi dimetto”; lo aggiungo giusto per venire incontro ai più bisognosi []
  4. tanto lo so che la maggior parte dei fessi pensano che i filtri si scrivano da soli e che sarà mai basta fare il revers inginiring []
  5. perché oddio, mai avere degli exe in giro per il disco: potrebbero trasformarsi in mostri e venirvi a rosicchiare le dita dei piedi []
  6. oy oy oy, nemmeno io: ma almeno io sto fottutamente zitto a riguardo []

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The Sound of Science

Vi ricordate tutti gli articoli che appaiono sulla stampa inglese e che Repubblica.it e il Corriere pedissequamente riprendono, riguardo il famigerato team di ${COLLEGE_INGLESE} che di volta in volta scopre “l’equazione” per la camminata più sexy, le forme perfette, la barzelletta migliore, etc.?

Se ve li ricordate, ma anche se non ve li ricordate, provate a leggere questo pezzo su BadScience (e poi aggiungete il feed, perché Ben Goldacre è meraviglioso).

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Be Here Now

Ma perché fermarsi al COBOL? Perché non torniamo tutti quanti ad Algol 60? Oppure all’assembly per PDP-1? In fondo anche x86 è una moda passeggera: prima o poi torneremo tutti alle valvole e allora si che non ci saranno cazzi per nessuno.

Con l’adozione dei socket inseriti circa 4 anni fa il cobol comunica in modo diretto con i linguaggi di programmazione attuali anche rivolti al web.

Ovvero: con l’introduzione di un filo sufficientemente lungo e due lattine, posso comunicare da Londra con i miei che stanno in Italia! Seriamente: COBOL comunica con altri linguaggi? Come dire che io comunico non con gli inglesi, bensí con la Lingua Inglese.

[…] uso [COBOL] per creare gestionali come contabilità magazzino fatturazione ecc.

Sempre lì, siamo: gestionali.

Update@2007-09-10T23:05+0100: siamo al delirio:

La potenza del Cobol a mio avviso oltre alla capacità di gestire grandi quantità di dati è la sua interfaccia di base a carattere facilmente proiettabile verso i sistemi remoti con una minima occupazione di banda. […] L’interfaccia a carattere può essere valorizzata per esempio aggiungendo gli iperlink che portano ad una pagina web per ottenere i grafici che interessano.

Una Cinquecento color topo può effettivamente essere valorizzata aggiungendoci dei finti motori a curvatura e facendo bruuuum bruuuuum con la bocca una volta messi al volante.

via Ikitt, che ha un talento tutto particolare per scoprire i fenomeni sui web forum

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Lost in Translation

Un’omelia [di Ratzinger] per ricordare che per i cristiani ritenere Gesù “l’unico mediatore della salvezza” “non significa disprezzo delle altre religioni nè assolutizzazione superba del nostro pensiero”.

Non siamo noi, ad essere razzisti: sono loro ad essere negri.

Seriamente: a me, questa sembra proprio assolutizzazione superba. Se continuano per altri cinque anni a fomentare integralismi non mi sorprenderei nel vedere cattolici radicali che si fanno saltare in aria a Roma, oppure prendono in ostaggio gente, per far abrogare la 194 in Italia1.

Le risate non sono servite a seppellirli - probabilmente, giunti a questo punto, serve dell’altro.

  1. tutto questo a parte i tentativi subdoli di politici senza scrupoli attraverso i canali più ufficiali; perché le menti facilmente impressionabili o facilmente eterodirette le vendono un tanto al chilo, e tanto più facilmente quando rimuovi i moderati e ti rivolgi solo ai deboli di spirito []

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Hysteria

O mio dio! Skype usa D-Bus, che usa getpwnam (3posix), che apre /etc/passwd! Moriremo tutti!

O mio dio! La demo giocabile di un gioco già uscito installa un sistema per il DRM possibilmente scritto dalla stessa compagnia che aveva scritto un altro sistema per il DRM che aveva le caratteristiche di un rootkit! Moriremo tutti!

L’isteria di massa del weekend è stata gentilmente offerta da blog e webforum e dal tam-tam della stessa gente che installa un firewall per sentirsi più sicuri - e poi magari blocca il DNS e pensa di essere stata “acherata”. Chiunque campi sull’informatica non può che ringraziare questi fessi che permettono di portarsi a casa la pagnotta e non offrono alcun pericolo imminente di rimpiazzo.

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Apocalypse Please

Cosa vuole dire ai suoi accusatori?
“Nessun messaggio. Li ho perdonati, ma sappiano che raccoglieranno quello che hanno seminato. Io ho fatto quello che potevo: una bella iattura…”.

Immagino abbia invocato anche una punizione dal dio Baal, e - perché no - anche da Nyarlathotep.

Temo che il Gelmini abbia preso il suo ruolo di stregone troppo letteralmente.

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Brain Stew

Per un Falwell che (mai troppo presto) ci lascia, un Betori che rimane. A quanto pare, non solo la natura non aborre il vuoto (pneumatico) ma ci sguazza.

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Centre for holy wars

In questi due giorni mi chiedo, a mo di esercizio puramente intellettuale, perché la Turchia non sia già in Europa…

Turchia laica?

… e perché, al contrario, ci sia l’Italia…

Italia non laica?

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Millions Miles Away/2

Mentre scrivevo il post precedente, la moglie mi fa notare le parole di Bagnasco.

Commento, lapidario, della moglie: hanno la faccia come il culo

Ci sono giorni in cui odiare gli esseri umani è incredibilmente semplice. Nel caso di Bagnasco faccio un’eccezione: risulta evidente come non sia un essere umano, bensì una planaria ammaestrata troppo cresciuta.

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Millions Miles Away

Sto attraversando un momento di pura e distillata misantropia. Oppure, più semplicemente, non capisco che strano processo mentale (?) porta certa gente a proporre cose come:

Gli utenti si apettano tutte le funzionalità del file manager dalla finestra di dialogo per salvare un file […] quindi se Nautilus è installato le GTK+ dovrebbero eseguire Nautilus [al posto della GtkFileChooserDialog].

Sicuramente, ha a che fare con della droga - crack, nel caso specifico. Lasciamo perdere l’evidente caso di inversione (perché le GTK+, che sono un toolkit multipiattaforma, dovrebbero dipendere da Nautilus, albeit opzionalmente?), e concentriamoci sull’idiozia di poter effettivamente modificare file, directory ed eseguire applicazioni mentre si sta salvando un file. Ottimo se hai un attention deficit disorder e non riesci a fare a meno di lavarti i denti mentre bevi il caffé, tirandoti su i pantaloni alla fermata dell’autobus.

Oppure no.

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Give It Up

La missione, se deciderete di accettarla, sarà di trovare la playlist nel prossimo Amarok:

amarok-2.png

Se verrete catturati, uccisi oppure vi butterete dalla finestra dall’orrore, il dipartimento negherà di essere a conoscenza della vostra missione.

Poi, a che diavolo serve il menu Engage? Cos’è, l’Enterprise?

Le motivazioni per utilizzare Amarok stanno scivolando sempre più verso il lombrosiano.

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Twist the Knife

Panacea
\Pan`a*ce”a\, n.
[L., fr. Gr. pana`keia fr. panakh`s all-healing; pa^s pa^n, all + ‘akei^sqai to heal.] [1913 Webster]
1. A remedy for all diseases; a universal medicine; a cure-all; catholicon; hence, a relief or solace for affliction. [1913 Webster]
2. (Bot.) The herb allheal. [1913 Webster]
3. (Programming) Tracker. [2007 Gnome]

Okay, adesso si è andati talmente oltre il ridicolo che non è neppure più divertente. Gli autori ci si sono messi per la loro parte, ma adesso i droni stanno diventando davvero fastidiosi.

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Costantinople

Se esistesse un paragrafo del pezzo (oddio: sembra un’agiologia in vita) sulle madri del DL sulle coppie di fatto in grado di affossare tutti i dubbi su quanto “moderna”, “laica”, “progressista” e “adatta ai tempi” la legge in questione sarebbe, penso sarebbe questo:

Il nerbo della nuova legge, oltretutto, fa riferimento all’anagrafe familiare varata da Tambroni nel ‘58, il governo più conservatore tra tutti i governi democristiani. “Non c’è niente di nuovo a quel rispetto”, insiste Bindi come a dire: la vecchia Dc degli anni Cinquanta aveva già ordinato la questione con buona pace di Betori e di Ruini.

L’Italia è uno stato sostanzialmente conservatore fermo agli anni ‘50. È una specie di trama da film di fantascienza (da serie B): la società sembra andare lentamente avanti, ma chi la guida è ancora fermo in un loop a cinquant’anni prima.

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Nuclear War (On The Dance Floor)

Di solito non accendo flame: ci partecipo solo (grazie ai poteri della I-can-t-believe-it-s-not-Asbestos tuta che mi è servita per anni su Usenet) perché mi diverte vedere le buffe reazioni degli esseri umani (misantropo umanista? You bet!).

Stavolta, però, me la stanno tirando fuori dalle carni.

Chiunque segua desktop-devel-list sarà al corrente che non nutro grande simpatia per Tracker, il calderone di indexer/database/interfaccia grafica/kitchen sink/quello che sarà questa settimana che alcuni vorrebbero avere una maggiore integrazione con GNOME.

Premetto subito che io non odio Tracker: mi stanno cordialmente sulle balle le modalità con cui viene evangelizzato e, soprattutto, sviluppato. Dopo un anno e rotti in cui è stato riscritto almeno tre volte, cambiato il database, cambiato l’indexer, aggiunte feature e realizzato poco testing, ancora manca una cazzo di API decente per permettere a me, sviluppatore, di poterlo utilizzare. Si, perché il fine ultimo di Tracker è, evidentemente, immagazzinare il maggior numero di informazioni sui vostri file e poi non utilizzarle, dato che esiste solo una serie di remote procedure calls per D-Bus e nient’altro. Ma certo, se ho bisogno di estrarre dati mi basta usare Python. Solo che non io posso riscrivere GNOME in Python (o C++, o C#, o D, o COBOL o ${WHATEVER_LANGUAGE_ZEALOTS_WILL_PROPOSE_NEXT} - in fondo, abbiamo milioni di linee di codice da riscrivere da capo, che sarà mai), e gli utenti non hanno un cazzo di Cray su cui far girare uno GNOME scritto in Python (i requisiti di memoria dopo otto ore di utilizzo sono quelli). By the way: menarmi il torrone su quanto Tracker sia buono con la mia CPU e la mia RAM e poi dirmi che se voglio usarlo devo ridurmi a scrivere un’applicazione in Python è prendermi per culo - puro e semplice; e io non sopporto quando mi prendono per il culo.

Prendiamo HAL, l’Hardware Abstraction layer scritto per evitare di dover pasticciare con device, permessi e stronzate varie; è composto da RPC ma ha anche ben due librerie che mi permettono di non dover usare D-Bus direttamente. Perché? Perché HAL è scritto da qualcuno sano di mente, probabilmente, che pensa che l’utente non se ne fa una sega di HAL in quanto tale - l’utente è esposto ad applicazioni che usano HAL a loro volta; gli utenti di HAL sono gli sviluppatori, e se non do agli sviluppatori un’API sensata come diavolo faranno a scrivere applicazioni? Tracker occupa una nicchia analoga: gli utenti non sanno cosa sia Tracker, a cosa serva o come lo faccia; sanno solo che possono aggiungere una tag a un file e cercare file usando lo stesso tag. Se un utente si eccita con il fatto che esista Tracker è un cazzo di geek, e non è per loro che io contribuisco a GNOME.

Quindi, prego qualcuno di mettersi a scrivere un’API coi contro cazzi per permettermi di scrivere applicazioni con Tracker; non widget: voglio scrivermi i miei widget senza aspettare sei mesi che qualcuno ne aggiunga uno che mi serve. Perché sono io che scrivo applicazioni per GNOME, non “gli utenti”; e se io non sono in grado di scrivere applicazioni per GNOME usando Tracker vorrà dire che sarò costretto a reinventarlo tra sei mesi.

Giuro, mi basta qualcosa che mi dia un GObject a cui far eseguire un match, e abbia segnali che mi dicono cosa la mia richiesta ha trovato. Perché non c’è ancora? Perché gli sviluppatori e chi contribuisce a Tracker ha deciso di perdere il suo tempo per scrivere front-end per la Deskbar applet, mantenere branch parallele di Nautilus e violentare il Search Tool invece di permettere ai maintainer di questi progetti di fare il loro lavoro?

</rant>

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Fuffa

La quantità di fuffa cazzara espressa in questo scritto è talmente tanta che non è neppure divertente. La quote migliore, tra le tante, è questa:

Equally ridiculous is telling someone who spent four years at University obtaining a degree using Photoshop to ‘switch’ to The Gimp which is ’similar’.

Evidentemente allo scribacchino manca il senso del ridicolo: se ho speso anni per prendere una laurea e non so imparare ad usare un altro programma[1] allora tanto valeva andare a zappare.

Ma la parte migliore arriva subito dopo:

Someone needs to raise the bar and sink some cash in to Wine so that MS Office (All versions) and Photoshop (All versions) will run on Linux as if they were native Linux apps.

Invece di chiedere un vero porting, usiamo WINE e tanti saluti a policy di installazione, compatibilità, interoperabilità e integrazione. Meraviglioso: trasformiamo Linux in Windows.

Until these issues are addressed no distribution of Linux will ever threaten the big boys in the Desktop arena.

Traduzione: fino a quando Linux non sarà diventato Windows ma gratuito, allora io non lo filerò nemmeno di striscio.

Lo sapevo, non dovevo leggerlo: adesso ho una voglia matta di prendere questa maglietta.

[1] Volutamente tralascio il fatto che Gimp (non “The Gimp”) sia diverso da Photoshop anche per quantità di feature a disposizione; lo so, e purtroppo quello che manca è coperto da brevetto, licenza capestro oppure non lo so implementare; ciò non toglie l’idiozia alla base della frase di cui sopra. Tra l’altro chi è che prende una laurea per usare Photoshop? Quelli della Scuola Radio Elettra?

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Spam!

Che il comment-spam sui blog fosse la nuova frontiera della stupidità^Wimprenditorialità umana era cosa nota e risaputa.

Però gli spammer che inviano barzellette nei commenti (sperando nel link per aumentare il page-rank) non mi erano ancora capitati.

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iBurocrazia

La valanga di stronzate che mi tocca leggere potrebbe anche configurarsi come tentato omicidio tramite soffocamento. Devo ancora decidere se dovuto alle risate oppure alle mie palle che, giunte a toccare terra, rimbalzano e si attorcigliano a mo’ di bolas attorno alla mia gola.

La PA italiana deve ancora uscire dal XX secolo, con i suoi fax e le sue code di persona, e questi vogliono superare a destra tutti i governi di questo braccio di Galassia con telefonini, digitale terrestre (spazio bianco per le risate) e Internet. Ovviamente, con poche speranze di veder implementata anche solo una tecnologia, dato che difficilmente si esce dai progetti pilota. Ricordo anche che raramente un progetto per la pubblica amministrazione ha il prerequisito di esistere; figuriamoci, poi, di funzionare.

Quando riuscirò a sapere che fine ha fatto un mio pacco spedito dall’Inghilterra un mese fa e (probabilmente) fermo in dogana senza dover fare una richiesta in triplice copia e inviarla al prossimo presidente della repubblica, allora potrei anche pensare che per la PA italiana ci siano ancora speranza.

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Thread

Alle volte mi chiedo chi cavolo ha messo in testa ai programmatori che i thread servono nella realizzazione di programmi con un’interfaccia grafica.

Let me spell it out for you: i thread non servono. Sono, anzi, dannosi nel 90% dei casi, a meno che non sappiate esattamente quello che state facendo - e se sapete cosa state facendo, probabilmente non li starete usando comunque.

A che cazzo serviranno dei thread a un programma che passa il 99% dei tempo in un idle loop è fuori da ogni mia comprensione.

Nota: se usate un toolkit che non ha un main loop degno di questo nome allora mi spiace per voi; fatevi un favore, e cambiate toolkit.

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Dubbing

Il doppiatore, terminata l’intervista al grande regista americano, sente il bisogno di dissociarsi da quanto quest’ultimo ha appena affermato circa la vita, la morte, la religione e di sottolineare, a scanso di ogni dubbio, la sua fede cattolica.

Noi abbiamo i doppiatori migliori del mondo.

radioradicale.it

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