On the other side of the screen, it all looks so easy

Talk about the passion

Angelo M., su The Rat Race pubblica una lettera di Paolo Bizzari e non solo risponde ma chiede anche un parere agli expat in giro. la questione è, banalmente posta, più o meno la solita: si può emigrare e lasciare in mano l’Italia ai leghisti e ai peronisti dello psiconano e non dargliela vinta?

quando dico la solita domanda intendo quella domanda che è solitamente posta — non che sia banale e la domanda e l’eventuale risposta; ed è una domanda solitamente posta perché la noto ogni volta che i miei genitori o i miei suoceri o i miei amici vengono a fare un salto da queste parti — oppure le più rare volte in cui io ritorno nelle natíe terre.

quello che vedo, per citare la moglie, oltre le lenti dei miei occhiali è il fondamentale declino di un paese che ha perso ogni prospettiva; che campa alla giornata, e sul talento e sulle eccezioni e sui pochi che ancora non si arrendono. sono, queste persone, come i giapponesi sulle isole del Pacifico — gli ultimi, quelli che non sanno che la guerra è finita e che, alas, hanno perso. mi spiace quasi l’essere brutale, ma è un dato ormai definitivo: l’Italia è un paese fatto di mediocri, da mediocri, per mediocri — e che Lincoln mi perdoni per la parafrasi.

non è che, siccome lo psiconano1 ha vinto allora l’Italia è mediocre; e non è neppure perché l’Italia sia diventata mediocre che lo psiconano si è ritrovato al governo. l’Italia ha intrapresto questo cammino di mediocrità da anni — molti di più dei quindici intercorsi tra il Berlusconi I e il Berlusconi IV, ma sicuramente negli ultimi tre lustri è diventato piuttosto evidente.

quindi, se loro hanno vinto, e loro hanno ormai costruito una società a loro immagine e somiglianza, che loro e i loro figli perpetueranno per i lustri a venire, perché non emigrare? perché continuare a validare un sistema attraverso la propria opposizione a quello stesso sistema? ormai hanno vinto, chi ancora pensa si possa cambiare, tornare indietro rimettere le cose a posto, finisce solo nella parte del monstrum, della leggenda.

The only winning move is not to play.

come postilla: io non ho rinunciato all’Italia che vorrei. solo, l’Italia che vorrei non si può fare in Italia.

  1. incidentalmente: si, lo chiamo lo psiconano peronista e non Silvio Berlusconi perché mi sta effettivamente sul cazzo a sufficienza per usare uno pseudonimo insultante per definirlo; questo non inficia il mio giudizio — date una passata di sed al blog and get over it []

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A Tale of Two Cities

It was the best of times, it was the worst of times.

al momento, si è visto solo il worst — anche se, volendo fare gli ottimisti, la BBC non ha mostrato gente fare il sieg heil in Trafalgar Sq., chissà perché…1

dato che ottimista non sono, mi allaccio la cintura di sicurezza per i prossimi quattro anni e confido che gli air bag mi proteggano, dato che il guidatore mi ispira poca fiducia.

in realtà, anche qui come a Roma si è trattato di un messaggio alla dirigenza di un partito che ha perso contatto con la gente — e per di più seguendo gli stessi binari e fermando alle stesse stazioni (lavoro di undermining dietro, ma non troppo, le quinte; pugnalate alle spalle; mancanza di capacità decisionali; la lista è lunga).

mi chiedo solo se i ridultati saranno uguali: se le dirigenze eviteranno di prendere coscienza di questi risultati e arriveranno a simili decisioni.

  1. ah, si: perché qui i fottuti fascisti sono giustamente schivati da chiunque con un minimo di raziocinio come le merde che sono []

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Public company

Ovviamente, tutti a stracciarsi le vesti per la distruzione della privacy che comporta l’essere a conoscenza della dichiarazione dei redditi di ogni italiano.

In Finlandia la dichiarazione dei redditi è pubblica da anni; l’ultima volta che ci sono stato, Helsinki era ancora lì e non era stata distrutta dalla collera divina — né i suoi abitati stavano tutto il giorno attaccati al cellulare (si, i dati sono disponibili anche via cellulare) per sapere quanto il loro vicino avesse dichiarato al fisco. Una cosa simpatica che comporta la pubblicazione delle dichiarazioni di reddito è che la polizia può applicare multe direttamente proporzionali a quanto guadagnate: se prendo 200 mila euro l’anno, pagare 100 euro di multa può essere una scocciatura ma non un’azione punitiva nei miei confronti; se ne pago 2000, invece, comincia ad essere qualcosa di serio.

La mia privacy viene violata solo se alcuni soggetti, al di fuori del mio controllo hanno accesso alle informazioni che mi riguardano; se tutti hanno accesso allora non c’è più una disparità tra me e gli altri.

Ovviamente, questo non piacerà molto a quelli che dichiarano 10 al fisco e poi spendono 100 — con prestiti per coprire la differenza o semplicemente omettendo i restanti 90. Che ci volete fare? È il panopticon inverso.

via Barbara

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Razor

All this has happened before and will happen again.

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Back to the Life

si torna di nuovo a Debian, dopo la parentesi di ormai tre anni con Ubuntu.

mark my words: Fedora è la nuova Ubuntu. non fosse che anni di SuSE e RedHat mi hanno di fatto instillato un doveroso ribrezzo per RPM1, darei un giro di prova anche alla distribuzione con il cappello.

l’installazione di Lenny non è andata affatto male; un paio d’ore dopo l’inserimento del CD netinst avevo tutto quanto più o meno pronto — a parte il firmware per la scheda wifi, che comunque è nella sezione non-free. ovviamente, ha aiutato il non aver piallato la mia /home2.

ora ho un’installazione molto più streamlined, con poche modifiche a GNOME, e senza quella schifezza di tracker installato a tradimento3.

  1. we rpm haters aren’t born. we’re made. []
  2. in questo senso, GNOME mi ha piacevolmente sorpreso — mi aspettavo pena, miseria e morte e invece l’unica cosa da ricostruire sono state le password di Evo, nell’attesa che usino il fottuto gnome-keyring prima della morte termica di questo Universo []
  3. la moglie si lamenta perché il suo laptop alle volte si blocca per qualche secondo mentre sta scrivendo la tesi; temo di essermi dimenticato di fare apt-get --purge remove tracker quando le ho fatto l’upgrade l’ultima volta []

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No Logo

sempre apropòs di fuffa cazzara:

la competizione per il logo più brutto se la aggiudicano, ex æquo, la sinistra critica e il partito comunista dei lavoratori. voglio conoscere i genialoidi summenzionati, che nel duemila-fucking-otto mettono ancora la falce e il martello nel logo. nemmeno a Mosca va più di moda. tra l’altro, il pcdl sembra il logo dell’Aeroflot — forse possono fargli causa per copyright infringment e farli implodere.

devo però ammettere che fare non una, bensì due liste riesumando cadaveri e usando tavolini a tre gambe sia una gran mossa; dopo i morti nelle liste elettorali, abbiamo gli zombie direttamente sulle schede elettorali. il prossimo appello in senato lo faranno con delle ouija board.

il premio per il logo più idiota, invece, va sicuramente a quelli del bene comune — che non solo è brutto da far rivoltare lo stomaco, ma è probabilmente utilizzabile nella test suite di Cairo come test unit sui gradienti. come attenuante, l’uso di Hot Fuzz come traino pubblicitario mi sembra una gran pensata. forza, nella cabina elettorale dite tutti quanti insieme: the greater good. mi raccomando, una volta usciti date un calcione a un dannato hoodie.

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Dirty

ho appena votato. alla camera ho scritto nessuno di questi buffoni mi rappresenta, il che mi ha permesso di votare PD al senato — sentendomi sporco dentro nonostante tutto.

personalmente, non riesco più in alcun modo a razionalizzare il voto per qualcuno come il voto contro qualcuno. sono passati due anni da quando l’ho fatto (e poi sono scappato), e nonostante la dose quotidiana di notizie dall’Italia, non riesco più ad appassionarmi alla politica locale; ho smesso quasi perfino di incazzarmi, il che non è assolutamente disprezzabile, date le quantità di bile che risparmio.

avrei voluto annullare tutte e due le schede e conservare intatta la mia autostima, ma il casino e il deadlock istituzionale mi piacciono di più, lo devo ammettere, come prospettiva.

adesso, archiviata l’inutile pratica, mi preparo per le votazioni importanti: Ken Livingston per Londra. perché ogni voto dato a un tory significa una moglie pestata dal marito in più.

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Something to blog about

continua…

dicevo, li amo tutti — anche, e forse perché, sono dei fessi, questi e quelli.

sono fessi quelli di blogbabel, ovviamente. doverosa premessa: se realizzi un sistema di ranking hai creato, per definizione, un modo per manomettere in maniera maliziosa il suddetto sistema di ranking. è un doloroso fatto della vita, quindi vedete di farvene una ragione piuttosto alla svelta.

sono dei fessi perché realizzano un sistema di ranking basato sui link — una cosa che si classifica subito dopo la ruota da carro romboidale e il bungee jumping inguinale come sistema di tortura; ma ognuno ha diritto a fare del bungee jumping con un elastico attaccato ai testicoli — it’s manly, come mandare delle patch usando ex — quindi quelli di blogbabel possono sicuramente realizzare un sistema come il suddetto. quello che li rende dei fessi è quello che segue: hanno un sistema di ranking con una piattaforma che modifica le loro classifiche in un modo che non gli garba e quindi non decidono di cambiarlo — bensì annunciano che potrebbero farlo scrivendo una filippica contro questa piattaforma.

un momento…

la machina nun è dde destra né dde sinistra. la machina è tua! se voi annà addestra, vai addestra, se voi annà a sinistra, sterza a sinistra

se hai i server, se hai il software, se hai i crawler che vanno in giro a fare il loro mestiere, allora non ti serve il consenso popolare: la piattaforma è tua, aggiusta il sistema di ranking senza dire niente a nessuno e chi se ne frega; non è che la gente possa fare qualcosa — a parte infilare un robots.txt sul loro webserver (se possono) per bloccare il tuo crawler. dopo due settimane, e se qualcuno ti chiede qualcosa, dì pure “tumblr coi sui relink ci sputtana la classifica quindi è stato penalizzato per compensare e rendere il tutto più equo secondo i nostri canoni”.

il nocciolo del problema è che, apparentemente, servono sempre delle motivazioni ideologiche per dimostrare di aver ragione — e se non ce ne sono si fa alla svelta a razionalizzare e a crearne di nuove. perché se non ci sono motivazioni ideologiche alla base non c’è battaglia e quindi non si può dimostrare di essere nel giusto.

sul perché gli altri sono dei fessi, rimando a Eugenio, che ha scritto esattamente quello che penso, e l’ha scritto meglio, e non posso copia-incollare.

c’è una differenza, in chiusura, tra la blogosfera e Usenet: nella blogosfera non c’è un cazzo di Marco d’Itri che salti in piedi e dia del coglione a entrambe le parti in causa, giusto per rimettere le cose in prospettiva

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Something to talk about

BlogBabel è temporaneamente sospesa.

  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
  hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha®

questo post, compreso di risata con marchio registrato, è stato gentilmente offerto da “Corsi e Ricorsi Storici — ovvero di come la blogosfera non sia nient’altro che Usenet su un altro protocollo applicativo”.

siete meravigliuosi, vi amo tutti quanti anche se siete dei fessi di proporzioni gargantuane.

post scriptum: il 1998 ha chiamato e rivuole le sue statistiche e soprattutto le sue guerre sulle classifiche indietro.

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Travelling without moving/End

l’ultima tappa si è conclusa ieri.

la settimana berlinese è stata decisamente interessante. tra le cose importanti:

  • Clutter viene ormai visto1 come il candidato per il posto di GtkCanvas
  • aggiungere il supporto per GL in GDK, e altre feature a Cairo per permettere di usare le schede grafiche in maniera migliore, sono sicuramente nei piani — speriamo di avere qualcosa di pronto per il GUADEC
  • Berlino è sempre una città straordinaria

per inciso, sono riuscito a tornare nella stessa zona visitata due anni fa, e sebbene Berlino cambi così velocemente, e così tanto, e così in meglio in poco tempo, mi ha fatto piacere ritrovare alcuni luoghi esattamente come li avevo lasciati.

infine, ho scoperto il segreto della produttività: tre ore in un coffee shop senza connettività; mai scritto codice tanto velocemente.

  1. con ragione, ma lo dico come sviluppatore, non come maintainer []

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Berlin

Dopo due anni, ancora qui — stavolta da solo, e per la GTK+ Hackfest.

A parte la settimana di lavoro sulle GTK+1 il sottoscritto tenterà in tutti i modi di tornare al primo ristorante thai in cui abbia mai messo piede.

  1. Il senso dell’hackfest è prendi una trentina di hackers, chiudili in una serie di appartamenti per una settimana e vedi che succede []

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Length of Love

potrebbero i gentili appartenenti a Planet Ubuntu.it avere la cortesia di inventarsi il loro banner invece di prendere quello di altri progetti?

grazie.

notarella a margine: l’arancione è orrido, e il logo Ubuntu bianco stona perché l’outline è troppo spessa

Update@2008-03-06T17:54Z: Dato il “puppa“, consiglio l’uso di qualcosa come questo template:

Ubuntu Equation

Poi non si dica che faccio solo critiche non costruttive.

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A Step Forward Into Terror/Reprise

Apparentemente, la n810 accoppiata allo e51 fuziona come si deve. Magnifico…

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A Step Forward Into Terror

A prendere questo e un contratto c’ho messo meno tempo che a prendere un paio di scarpe. Ho subdolamente barato, però: il negozio della T-Mobile era pieno e prima di entrarci avevo già controllato tutto quanto sul sito.

Nei prossimi giorni, quando avrò riabilitato il Bluetooth sul laptop e installato tutto l’ambaradan vi faccio sapere come funziona con Linux; per ora, ho visto che ha trovato tutti i wireless network.

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Why do I keep counting?

Lunedì è venuta a mancare

La Comunità di KDE

Ne danno il triste annuncio la madre Trolltech e la sua nuova consorte, Nokia; gli utenti commerciali di Qtopia, che se producevano cellulari adesso si trovano costretti a cambiare piattaforma; gli utenti di KDE, per cui il desktop potrebbe finire in secondo piano quando l’unico provider monopolista della tecnologia su cui ti basi viene acquistato da un produttore di embedded device che intende usarti come anti-Android.

I funerali si terranno, in una data inevitabile a meno che qualcuno non tiri fuori 150 milioni di euro, a Helsinki.

Certo però, che inculata pazzesca per gli utenti: prima la Trolltech forza la mano alla comunità per rilasciare un dimostratore incompleto e instabile di QT 4.x, poi vende l’ambaradan.

Fuori di obit joke: questo succede quando tieni tutte le uova in un paniere, e ci fai pagare pure “la tassa” sopra, con tanto di benedizione di San Ignucius (a dimostrazione di quanto il buon Richard si stia rincoglionendo con l’età); se poi si guardano i quarterly report ci si accorge di come la Trolltech stesse perdendo cash dal 20061, e che erano appena riusciti ad arrivare a un netto tra operative costs e operative revenues nel Q3 2007. Non mi sorprende l’offerta di 100m di euro, quindi.
Adesso la palla passa alla comunità. Se la Nokia dovesse decidere in un cambio di strategia, KDE muore; se la comunità decide di forkare e rimanere sotto GPL (v3, nonetheless), KDE cessa di avere un appeal commerciale, e diventa il nuovo GNUstep.

  1. Greenphone? Possibile. []

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Travelling without moving

Beh, approssimativamente…

  • 27-29 gennaio: Helsinki, FI1
  • 22-24 febbraio: Bruxelles, BE - FOSDEM 2008, con un breve talk alla GNOME Devroom; fateci un salto, vale la pena anche solo per i litri di birra belga
  • 9-16 marzo: Berlino, DE - GTK+ Hackfest 2008

Non faccio piani per i mesi successivi.

  1. devo, devo, devo farmi una maglietta - nera, ça va sans dire - con su scritto “I’ve been to HEL” []

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Driving Sideways

non ti rendi conto di quanto dai per scontato in Linux se non quando devi replicare un ambiente di sviluppo sotto OS X. fortunatamente, con un po’ di Macports e di JHBuild si riesce a mettere in piedi qualcosa di usabile.

una cosa sicuramente mi piacerebbe avere anche sotto GLX, e sono i tool per fare profiling delle chiamate OpenGL; l’UI è banale da replicare (basta prendere una cosa tipo questa) ma quello che è interessante è tutta la serie di hooks per attaccarci uno statistical profiler.

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The Forgotten Arm

fatemi capire bene:

  • ti invitano, pur non c’entrando una benemerita maze (come direbbe Pippo Chennedy) con la sede e con il tuo ruolo, all’inaugurazione dell’anno accademico di una università
  • ti contestano i professori e gli studenti non appena vengono a saperlo
  • tu arretri e dici “no, nun ce vengo” perché chi ti contesta non ti piace, adducendo la scusante dei “problemi di sicurezza”

epperò vinceresti ai punti? scusatemi, devo essermi perso alcuni dettagli per strada. per inciso, sto parlando di Bozo il Clown, che fa una figura da papa debole e indifeso1; almeno l’altro Bozo il Clown alla Columbia è andato e si è preso pure del pirla.

caro L., ti prego, non fare il terzista buono come Uolter; se ti invitano a parlare e vuoi andarci solo con garantita l’assenza di replica e di contestazione, allora non vinci ai punti. ci fai solo la figura del cioccolataio

Update@2008-01-24T09:31Z: ovviamente, dovevo aspettarmelo; era tutta una pastetta all’italiana: il rettore che persegue nell’invito al papa dopo essere stato indagato per abuso d’ufficio; la lettera dei docenti inviata in forma privata al solo rettore due mesi prima, finita in un cassetto e “casualmente” finita sui giornali; uno dei firmatari che non verrà ratificato come direttore del CNR. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro sporco. La sovranità appartiene al popolo di Bozo il Clown, che la esercita nelle forme e nei limiti della propria fantasia.

  1. quale è, essendo uno messo su dall’Opus Dei non solo perché in sintonia con tutta una serie di reazionari ma anche e soprattutto perché è ricattabile come una badante rumena senza permesso di soggiorno []

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Length of Love

a proposito della citofonella della Apple, il pezzo di wired linkato dal Sofri giovane è uno dei più disgustosi pompini che abbia mai letto sulla rivista. è come se la stampa fosse incapace di fare altro se non ri-raccontare la storia del primo Mac ancora, e ancora. è successo con l’iPod, è successo con l’iPhone. nessuno che realizzi come quella citofonella funzioni solo negli Stati Uniti, dove il mercato dei terminali mobili è asfittico sia in termini di hardware, che di servizi, che di tecnologia, che (e soprattutto) di tariffe1.

l’iPhone funziona negli Stati Uniti perché la barra è impostata incredibilmente in basso. per questo qui in Europa lo filano solo gli aficionàdos della Mela: nessuno sano di mente prenderebbe un cellulare di cinque anni fa con evidenti carenze da primo modello2.

  1. si pagano messaggi in invio e ricezione; roba che se succedesse qui, la Vodafone avrebbe i clienti “tutti intorno a sé” con torce e forconi []
  2. infatti la gente che l’ha preso sta così messa male che l’ha dovuto crackare per avere delle funzionalità da terminale unbranded; è impensabile, nonostante il fatto che sia un’operazione così banale, che persone a posto con la testa si mettano a fare una cosa del genere; come se io dovessi rompere il lunotto per accedere al portabagagli dell’auto []

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Tubthumping

Ho scoperto a cosa serve tumblr, a parte il rimuovermi dal mettere in piedi un’altra installazione di WordPress1: ad avere un posto dove buttare fuori tutta la misantropia, l’odio e in generale la bitterness che sviluppo durante il lavoro e l’osservazione della comunità.

  1. ovvero: installare, togliere utenti e commenti, bloccare tutto quanto con un antispam, mettere un tema minimale, installare plugin, mantenere in sicurezza date le evitenti mancanze di quella pessima scusa di linguaggio di PHP []

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The Future in the Past

devo dire di aver seguito il disastro ferroviario della release di KDE 4.0 con un misto di interesse e sarcasmo. interesse perché è un case study sui cambiamenti “rivoluzionari” contrapposti a quelli “evoluzionari”; sarcasmo perché se non ci fossero gli sviluppatori e gli utenti KDE da prendere in giro sarebbe un ben triste mondo1. dopo anni in cui GNOME è stato preso per il culo per il salto 1.x - 2.x, mi sembra giusto render la pariglia.

seriamente: mi sembra evidente che quando GNOME 2.0 era in fase di rilascio ci sia stato un grosso errore da parte del release-team; pensateci: KDE4 (non KDE 4.0, ma neanche KDE 4.1, probabilmente neanche KDE 7.5 sarà KDE4) viene definito “il sogno”, “il futuro”. ci mancava solo che registrassero thefuture.org e lo redirezionassero a kde.org2. invece, come venne definito GNOME 2.0 quando era in sviluppo?

  • oh, belle icone!
  • antialiasing sui font!
  • tutto quanto UTF-8! ehm, cos’è? si mangia? ’sta buono li, che ti servirà ah, okay

risulta ovvio come il marketing-team di KDE sia migliore di quello di GNOME, in questo senso. solo un ottimo team avrebbe potuto convincere tutti quanti che un’alpha release instabile (che spesso non funziona su live cd e immagini VMWare) di un nuovo framework (che dovrebbe cambiare non solo implementazione ma pure API nei prossimi quattro/sei mesi) sia pronta per il consumo da parte degli utenti. quindi, decisamente: kudos.

alla fine della fiera, però, la domanda era e rimane: perché, se KDE 4.0 non è ancora pronto3, lo rilasciano? ovviamente, la ragione principale è: se chiediamo a tutti quanti di usare trunk non avremo mai contributi o feedback; ma perché non fare una decina di rilasci programmati tipo 3.99.0-alpha0, 3.99.1, 3.99.2, … fino alla agognata release 4.0? lo hanno fatto per le altre release, mica li avrebbero mangiati vivi se avessero messo in chiaro fin da subito che: si, c’è così tanta roba nuova che sicuramente si romperà se la guardi storta, quindi sei avvisato fin dal numero di versione. succede ovunque, nessuno si sarebbe spaventato.

comunque, seguirò KDE4 (non 4.0) con attenzione, oltre che alla giusta dose di sarcasmo. alcune soluzioni mi interessano, come il permettere ai web developer di interagire meglio con il desktop; GNOME dovrebbe avere una tecnologia simile - e se WebKit diventasse parte integrante della piattaforma sarebbe probabilmente possibile4.

  1. quante volte puoi prendere in giro gli utenti Windows? dopo il rilascio di Vista non è neppure più divertente infierire. contro gli zeloti del Mac mica puoi dire qualcosa, poverini: gli tirano un costosissimo pacco di citofonella e pensano che sia la rivoluzione che tutti aspettavano; gli fanno pagare pure gli aggiornamenti più banali del loro sistema operativo e quelli danzano e ballano al ritmo del pifferaio magico di Cupertino. seriamente: come fai a prenderli in giro? è evidente come stiano male []
  2. peccato sia un parked domain: l’avrei suggerito volentieri []
  3. non lo dico io: lo dicono loro []
  4. e più facile di integrare quella specie di anal intruder che è Gecko, a meno che alla Mozilla Foundation non si tolgano velocemente il dito dal culo []

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Du Hasst

penso di averlo detto chiaro e tondo da anni, ma a chi si fosse connesso solo adesso voglio ricordare che io sono un misantropo. odio gli esseri umani, anche se mi piacciono alcune persone.

per inciso, non sopporto quelle che ormai sono note come community; ho frequentato per anni USENET e mailing list, e onestamente pensavo di aver visto tutto, ma se devo essere sincero non riesco a sopportare le cricche che si raggrumano intorno a web forum e blog.

prendiamo, ad esempio, pollycoke. chi commenta i post di felipe di solito ha una percezione dei fatti simile alla percezione spaziale esibita da un elefante spastico in una cristalleria boema. non è colpa loro: è il risultato di quella che Jonathan Gabe Gabriel ha definito come Greater Internet Fuckwad Theory, ovvero:

normal person + anonimity + audience = total fuckwad

in una forma o nell’altra, questa teoria l’avevo formulata in periodi antecedenti al 2004, anno di pubblicazione della strip di Penny Arcade; ma, in generale, è una teoria sociologica accettata quasi a livello memetico da chiunque abbia passato qualche anno in una qualunque gerarchia di USENET1.

ovviamente, la GIFT non si applica solo ai commentatori su weblog come pollycoke, o aggregatori di notizie come ossblog o punto informatico o slashdot. anche chi mantiene le community vi è sottoposto.

prendiamo, ad esempio, l’ultimo post di felipe sul totale disastro ferroviario che è planet gnome oggi (27 novembre 2007). l’ammasso di cazzate allucinanti che felipe riesce ad inanellare in un sol colpo, la quantità di male interpretazioni e di mancanza di una qualsivoglia conoscenza (diretta o indiretta) dei fatti - nonostante due press release e tonnellate di email su foundation-list, desktop-devel-list e altre mailing list con archivi pubblici non può che essere il risultato di due cause:

  • totale, completa, indifendibile e magistrale mancanza di buona fede
  • totale, completa, indifendibile e magistrale mancanza di intelligenza

delle due, l’una: o felipe c’è, o ci fà. personalmente, opto per la malafede, perché se davvero fosse una tale grossolana ignoranza di fatti, circostanze e contesto allora dubito molto che felipe (e tutti quelli che commentano sul suo blog con la bava alla bocca) riesca a mangiare se non imboccato, o andare in bagno senza essere accompagnato. preferisco, quindi, dargli una chance e credere che parli semplicemente a vanvera su tutto quello che gli passa per la testa senza avere un’idea precisa del perché lo fa, perché l’alternativa sarebbe quantomeno disarmante2.

ovviamente, non condonerei la totale malafede dimostrata: buona parte dei pundit hanno lo stesso problema, quindi potrei ignorare la malafede nella (vana) speranza che se chiudo gli occhi e la ignoro a lungo quanto basta, essa scomparirà senza avvelenarmi ulteriormente il sangue.

retrospiegone relativistico per pollycoke, ossblog, planet gnome it e tutti gli altri, così tentiamo di spiegare a un po’ di gente come funzionano le cose e come si sta al mondo:

  • tra jeff e murray non è mai scorso buon sangue; chi si trova nella comunità da qualche anno lo intuisce anche senza conoscere dettagli o persone
  • questo non c’entra una benemerita fava con OOXML, ODF, GMAE o elezioni della fondazione
  • novell non partecipa molto alla gestione della fondazione
  • la fondazione non partecipa nello sviluppo di tecnologie sulla piattaforma, ma coordina attività come relazioni con i media, marketing, donazioni, conferenze, etc.
  • l’advisory board è solo una componente della fondazione, ed è quella minoritaria se paragonata alla comunità
  • i soldi forniti dalle compagnie dell’advisory board sono usati per sponsorizzare le attività della fondazione, ma se venissero a mancare non sarebbe una catastrofe
  • ergo i soldi versati dalle compagnie, quindi anche dalla novell ma non solo, sono usati per tutt’altro e non per lo sviluppo, e quindi non rappresentano un driver per nessuno e nella fondazione e nella comunità, a parte impiegare alcuni hacker (e neanche la maggioranza)
  • miguel non fa parte della board dal 2005 e ha mantenuto la carica di presidente in maniera onoraria perché nessuno ha mai formalizzato la richiesta di dimissioni per avere un altro presidente fino a quest anno, cosa che ha portato alle sue dimissioni istantanee, compatibilmente con i suoi impegni3
  • la fondazione non ha mai detto di essere a favore di OOXML e contro ODF; anzi, ha contribuito a supportare ODF, esattamente come tutti gli altri, perché è sicuramente il formato che garantisce migliori chance di essere interoperabile
  • detto questo, ODF è un casino sotto-specificato, con la Sun che cambia formato senza mantenere la compatibilità all’indietro anche dopo il processo di standardizzazione, e l’unico modo per implementare un cazzo di filtro per ODF è prendere i sorgenti di openoffice e guardarseli, finendo impallinati dalla licenza (GPLv2) e dal copyright (Sun)
  • non che OOXML sia meglio anzi: quello non ha nemmeno il codice disponibile; ma se pensate che scompaia solo perché la microsoft non riesce a farlo diventare uno standard ISO allora vi porterò in una stanza in cui babbo natale, la fatina dei denti e la befana vi spiegheranno come microsoft è una monopolista quindi col cazzo che butterà a mare il formato di office solo perché lo implementa solo lei; in più, gesù bambino vi farà sapere che sarà molto offeso dai cristoni che i poveri programmatori dovranno tirare giù per implementare i filtri per OOXML se nessuno avrà obbligato la microsoft a documentare il loro formato quando questo era possibile e una risposta era garantita4

basta così? devo continuare?

ma sì, aggiungo un’ultima cosa: avete rotto il cazzo con mono. non ne capite il senso, le regole e il contesto. non avete capito che è una reimplementazione in clean room e quindi tenta in tutti i modi di non violare brevetti; non avete capito che gli exe che produce sono solo una convenienza e basta usare uno switch a linea di comando per non averli5; non avete capito che mono predata qualunque accordo della novell con la microsoft, e che è stata l’unica tecnologia esclusa dal patent covenant perché perfino alla microsoft sanno che non possono farci niente. vi prego, non rendetevi ridicoli ulteriormente, e smettete immantinente di parlarne: non siete qualificati per farlo6.

e adesso mi siedo sulla riva e aspetto la tonnellata di fango da chi non ha mai scritto due righe di codice; da chi non ha mai passato una sera a chiudere un bug report; da chi non ha mai implementato qualcosa per fare un favore a utenti che non ha mai visto. perché la comunità ormai è ridotta a questo, e se da una parte sono triste, dall’altra sono così incazzurrito che neanche uno storione del Don.

  1. il che porta alla immediata realizzazione di come USENET sia il più vasto esperimento sociologico involontario mai realizzato dagli esseri umani sugli esseri umani []
  2. oppure un miracolo della modera tecnologia, per cui un sub-umano riesce a mettere insieme una frase più o meno coerente []
  3. va tutto fatto secondo le regole della fondazione, non basta andare su IRC e direi “mi dimetto”; lo aggiungo giusto per venire incontro ai più bisognosi []
  4. tanto lo so che la maggior parte dei fessi pensano che i filtri si scrivano da soli e che sarà mai basta fare il revers inginiring []
  5. perché oddio, mai avere degli exe in giro per il disco: potrebbero trasformarsi in mostri e venirvi a rosicchiare le dita dei piedi []
  6. oy oy oy, nemmeno io: ma almeno io sto fottutamente zitto a riguardo []

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Dead Duck

L’altra settimana ho aggiornato il laptop a Gutsy. In generale, il feel è che questa release sia una mezza tragedia: non siamo ai livelli di Edgy, ma poco ci manca. Tra le cose che hanno smesso di funzionare:

  • NetworkManager non sopravvive al suspend e sono costretto a disabilitare la rete quando sposto il computer da casa all’ufficio; questo quando va bene: alle volte devo andare di killall. Update@2007-11-01T15:39+0100: bug noto, a quanto pare risolto in SVN.
  • Se spengo il monitor sotto X (ad esempio, se chiudo il laptop ma lo lascio acceso) due volte su tre non viene riacceso e sono costretto a far ripartire GDM.

C’è di buono che GNOME 2.20 è meraviglioso, e che Debian non riconosca (ancora) l’esistenza dei laptop, altrimenti sarei tornato di corsa al mix di testing+unstable che usavo prima.

Ovviamente, ho provato di nuovo Compiz - il compositor che alle volte fa da (pessimo) window manager. L’user interface è un totale disastro ferroviario, in cui puoi scegliere solo tre livelli:

  1. Niente effetti (ovvero: Metacity)
  2. Effetti per persone sane di mente
  3. Hurt me plenty1 (ovvero: gente che si bulla con gli amici, gente che registra un video per bullarsi con gli amici, gente che sta male perché non ha amici ma non ne ha bisogno perché ha Compiz, gentooisti)

In più, se hai qualcosa che non è installato di default e non ha un nome umanamente inferibile2, hai anche il livello segreto:

  1. Customizzami tutta

Che permette di selezionare cose utili come il motion blur ma non ha un setting per avere un window manager sensato, tra il miliardo di tunables, plugin che si disattivano a vicenda e chiari esempi di opzioni di tipo unfuck my application.

Il problema è che perfino al livello per persone normali dopo dieci minuti di utilizzo comincio a sentire il mal di mare e un mal di testa impressionante. A questo va aggiunto il fatto che il trasferimento di opzioni da Metacity a Compiz è orrido e mi sono trovato dall’avere dodici workspace all’avere dodici viewport con dodici workspace l’uno - l’equivalente di 144 aree di lavoro la cui navigazione è banalmente impossible.

Morale della storia:

  cd ~/git
  git clone git://anongit.freedesktop.org/git/xorg/app/xcompmgr
  ./autogen.sh
  make && cp xcompmgr ~/bin
  xcompmgr -cC -o .3 &

e Metacity. E, ovviamente, AWN (che ha dei bug grandi così, ma posso rompere le scatole a Neil di persona).

  1. citazione colta []
  2. hint: non è gnome-compiz-manager []

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Hammer to Fall/2

Alla lista qui sotto, aggiungo Chuck. Per tre ragioni:

  1. l’ha scritto Josh Schwartz, e dopo OC quell’uomo può scrivere di tutto, pure l’elenco del telefono, e comunque avere carta bianca dal sottoscritto1;
  2. il primo episodio è una delle cose meglio scritte e dirette di quest’anno, e ci metto in mezzo anche il pilot di Reaper e di Pushing Daisies.
  3. c’è Adam Baldwin, l’eroe di Canton - e ho detto tutto

C’è un unico neo: il protagonista è Seth Cohen lievemente cresciuto, e per quanto mi riconosca nel demographic a me i geek tanto carini ma con social awkwardness avrebbero anche sinceramente rotto i coglioni. Nonostante questo, Chuck prende il suo posto - e io comincio a cercare un NAS per la sala.

  1. e pensare che, a tutta prima, OC lo schifavo - poi sono finito a commuovermi come una scolaretta davanti al montage dell’ultimo episodio []

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